Tipologia di contenuto
Scheda informativa

Trasformazione del bosco in altra destinazione d'uso

Rivolto a
Cittadini
Enti pubblici
Imprese e liberi professionisti

Per trasformazione del bosco in altra destinazione d'uso si intende qualsiasi intervento che comporti l'eliminazione della vegetazione esistente finalizzato a un'utilizzazione del suolo diversa da quella forestale.

La trasformazione del bosco è vietata (art. 19, comma 2 della l.r. 4/2009), fatte salve le autorizzazioni rilasciate dalle amministrazioni competenti ai sensi dell'art. 146 del d.lgs. 42/2004 e dell’art. 1 della l.r. 45/1989, compatibilmente con la conservazione della biodiversità, con la stabilità dei terreni, con il regime delle acque, con la difesa dalle valanghe e dalla caduta dei massi, con la tutela del paesaggio, con l'azione frangivento e di igiene ambientale locale.

Sono a carico del soggetto che intende operare la trasformazione del bosco in altra destinazione d’uso la compensazione della superficie forestale trasformata (art. 19, comma 4 della l.r. 4/2009) e l’eventuale mitigazione degli impatti sul paesaggio (art. 146 del d.lgs. 42/2004).
Gli interventi di mitigazione sono integrativi e non sostitutivi degli interventi di compensazione (art. 19, comma 5 della l.r. 4/2009).

La Giunta regionale con deliberazione n. 23-4637 del 6 febbraio 2017 ha fornito disposizioni sulle trasformazioni del bosco ad altra destinazione d’uso e stabilito criteri e modalità per la compensazione; in allegato alla delibera:

Le autorizzazioni

Il soggetto che intende operare la trasformazione del bosco in altra destinazione d’uso (richiedente), almeno 15 giorni prima dell’avvio dei lavori di trasformazione, deve far pervenire un’autocertificazione (istruzioni per la compilazione) ai sensi del DPR 445/2000, al Settore regionale territorialmente competente in materia di foreste con cui dichiara:

  1. di aver acquisito i pareri, le autorizzazioni, i nullaosta e gli atti di assenso comunque denominati previsti dalla normativa vigente, quali:
    a. l’autorizzazione paesaggistica, comprensiva degli eventuali interventi di mitigazione degli impatti sul paesaggio;
    b. l’autorizzazione idrogeologica, qualora il bosco ricada in area sottoposta a vincolo idrogeologico;
    c. la valutazione d’incidenza, qualora il bosco ricada nei siti della rete Natura 2000;
    d. nel caso di compensazioni fisiche della superficie forestale trasformata, l’accoglimento del progetto di intervento compensativo;
  2. di aver versato il deposito cauzionale nel caso di compensazioni fisiche;
  3. di aver provveduto al versamento del corrispettivo in denaro nel caso di compensazione monetaria.

Copia della ricevuta del versamento del deposito cauzionale (compensazione fisica) o del corrispettivo in denaro (compensazione monetaria) dev’essere allegata alla dichiarazione del richiedente.

Chi rilascia le autorizzazioni

L'autorizzazione paesaggistica è rilasciata:

  • dai Comuni per superfici boscate inferiori ai 30.000 m2;
  • dalla Regione (Settore Territorio e Paesaggio - C.so Bolzano, 44 - Torino tel. 011.4321378) per superfici superiori ai 30.000 m2.

L'autorizzazione in materia di vincolo idrogeologico compete a:

  • Regione per interventi che interessano superfici superiori a 5.000 m2 o volumi di scavo superiori a 2.500 m3;
  • Comuni per interventi che interessano superfici fino a 5.000 m2 o volumi di scavo fino a 2.500 m3.

La compensazione

La compensazione (art. 19, comma 6 della l.r. 4/2009) può essere:

  1. monetaria;
  2. fisica.

Per il calcolo economico della compensazione (da applicare sia nel caso di compensazione fisica che nel caso di compensazione monetaria) si rimanda all’Allegato A , elaborato ai sensi dell’art. 19, comma 10 della l.r. 4/2009.
Per la definizione delle modalità tecniche e delle tempistiche della compensazione fisica (art. 19, comma 6 della l.r. 4/2009) si rimanda al paragrafo 3.3 del documento approvato con D.G.R. n. 23-4637 del 06.02.2017.
Per gli interventi di compensazione fisica il richiedente, a garanzia della loro corretta esecuzione, versa un deposito cauzionale (art. 19, comma 8 della l.r. 4/2009); per la quantificazione, il deposito e lo svincolo di tale cauzione (art. 19, comma 8 della l.r. 4/2009) si rimanda all’Allegato B.

Sono a cura di un tecnico forestale abilitato:

  • il calcolo economico della compensazione;
  • la progettazione e l’accertamento della corretta esecuzione degli interventi di compensazione fisica.

1. Compensazione monetaria

Salvo deroghe, è obbligatoria quando la superficie oggetto di trasformazione è inferiore o uguale a 1 ettaro.

Le somme introitate dalla Regione come compensazione monetaria sono destinate alla realizzazione di interventi di riequilibro idrogeologico nelle aree geografiche più sensibili, ricadenti anche in altri bacini idrografici oltre a quello in cui è stata autorizzata la trasformazione del bosco in altra destinazione d’uso.

Schede interventi 2018 effettuati con compensazione monetaria

2. Compensazione fisica

La compensazione fisica è possibile quando la superficie oggetto di trasformazione è maggiore di 1 ettaro.

Salvo diversa indicazione della Pianificazione forestale aziendale approvata, la compensazione fisica, in aree classificate come:

  • montagna, è possibile solo mediante miglioramento boschivo;
  • collina e pianura, è possibile mediante rimboschimento e miglioramento boschivo.

Rimboschimenti con specie autoctone adatte alla stazione e di provenienza locale

La superficie minima accorpata dev’essere maggiore di 5.000 metri quadrati e complessivamente maggiore di 1 ettaro.

Non sono considerati rimboschimenti gli impianti su terreni classificati o assimilati a bosco ove il soprassuolo è temporaneamente assente per utilizzazioni o trasformazioni non autorizzate o per avversità biotiche e abiotiche.

I rimboschimenti sono realizzati in conformità a quanto disposto dall’art. 36 del Regolamento forestale. Devono dar luogo a popolamenti arborei di latifoglie e/o conifere, essere polispecifici e realizzati con specie arboree ed arbustive autoctone elencate nell’Allegato C, tabella I, del Regolamento forestale.
Il richiedente deve assicurare le cure colturali ai rimboschimenti fino all’affermazione della piantagione per un periodo non inferiore a 5 anni.
Al termine dell’intervento la superficie rimboschita costituisce a tutti gli effetti bosco.

Miglioramenti boschivi

La superficie minima accorpata è maggiore di 1 ettaro.

Non sono considerati miglioramenti boschivi:

  • gli interventi a macchiatico positivo o pari a zero;
  • gli interventi finalizzati esclusivamente al taglio o all’eliminazione del sottobosco o di singole piante morte, stroncate o schiantate;
  • gli interventi che non hanno come finalità il miglioramento della stabilità del popolamento forestale;
  • la realizzazione di viabilità o altre infrastrutture (es. sentieristica) ad eccezione di opere di prevenzione e recupero di dissesti in bosco, eseguite con i criteri dell’ingegneria naturalistica e in accompagnamento all’esecuzione di opere di miglioramento boschivo.

Coerentemente con il concetto di miglioramento boschivo, sono ammessi interventi di ripristino di boschi danneggiati o distrutti e l’impianto di specie forestali nel caso di sostituzione di specie.

L’entità dell’intervento compensativo è definita dall’Allegato A (calcolo economico della compensazione). Gli interventi di compensazione eseguiti direttamente dal richiedente non possono godere di sovvenzioni o benefici pubblici di qualunque natura e fonte (art. 19, comma 9 della l.r. 4/2009).
Con la compensazione fisica trova applicazione il Regolamento forestale (DPGR 8/R/2011): il progetto di rimboschimento o di miglioramento boschivo è allegato alla comunicazione semplice o all’istanza di autorizzazione trasmessa al Settore regionale territorialmente competente in materia di foreste.
Gli elaborati del progetto compensativo sono indicati nell’Allegato C del provvedimento.
Il progetto compensativo è trasmesso con le modalità di cui all’art. 3 del Regolamento forestale ed è accolto senza necessità di provvedimento espresso in caso di comunicazione semplice e, in caso di istanza di autorizzazione, decorsi 30 giorni dal suo ricevimento senza che siano state richieste integrazioni, formulate prescrizioni o negato l’accoglimento.

Gli interventi di compensazione fisica devono essere realizzati entro il termine indicato nell’autorizzazione paesaggistica, comunque non superiore a 5 anni.
Per dar corso agli accertamenti sulla corretta esecuzione dell’intervento compensativo ed al conseguente svincolo della cauzione, il richiedente, entro 60 giorni dalla sua ultimazione, trasmette al Settore regionale territorialmente competente in materia di foreste una Dichiarazione di Regolare Esecuzione dei Lavori (di seguito DREL), anche nei casi di comunicazione semplice.
Nel caso di rimboschimento, al termine dei 5 anni dall’impianto, il richiedente trasmette al medesimo Settore una DREL riferita alle cure colturali.

Le aree sulle quali possono essere realizzati gli interventi di compensazione fisica devono ricadere, all'interno del medesimo bacino idrografico nel quale è stata autorizzata la trasformazione del bosco in altra destinazione d’uso.

La priorità degli interventi compensativi è data a superfici di proprietà pubblica.

L’elenco dei siti idonei alla realizzazione di interventi compensativi è definito dalla Direzione regionale competente in materia di foreste su proposta dei Comuni, delle Unioni di Comuni, delle Province e della Città Metropolitana di Torino, anche nell’ambito dei Piani Forestali Aziendali.

Quando la compensazione non è
dovuta

La compensazione non è dovuta (art. 19, comma 7 della l.r. 4/2009) per gli interventi di trasformazione delle aree boscate:
a. interessanti superfici inferiori ai 500 m2;
b. finalizzati alla conservazione del paesaggio o al ripristino degli habitat di interesse comunitario, se previste dagli strumenti di gestione o pianificazione di dettaglio vigenti;
c. volti al recupero a fini produttivi per l'esercizio dell'attività agro-pastorale svolte da coltivatori diretti e da imprenditori agricoli singoli o associati, di boschi di neoformazione insediatisi su ex coltivi, prati e pascoli abbandonati da non oltre trent'anni;
d. per la realizzazione o adeguamento di opere di difesa dagli incendi, di opere pubbliche di difesa del suolo, se previsti dagli strumenti di gestione o pianificazione di dettaglio vigenti;

Con la Circolare n. 2/AMB del 13/04/2018 sono stati chiariti alcuni aspetti. Con riferimento alla lettera b), la circolare precisa che la deroga è applicabile agli interventi contenuti nei piani di gestione predisposti dalle Associazioni fondiarie costituite ai sensi della l.r. n. 21/2016 (Disposizioni per favorire la costituzione delle associazioni fondiarie e la valorizzazione dei terreni agricoli e forestali) a condizione che:

  • sia evidente ed esplicita la loro ricaduta sulla conservazione del paesaggio;
  • gli interventi siano finalizzati al recupero di terreni agricoli incolti e/o abbandonati;
  • i piani siano predisposti conformemente ai contenuti stabiliti dalla DGR 92-5523 del 3.8.2017 (Linee guida per la redazione dei piani di gestione dei terreni dell’associazione fondiaria);
  • tali piani siano approvati dalla Regione Piemonte conformemente alle disposizioni stabilite dalla l.r. n. 21/2016 e dagli atti applicativi.

L'allegato alla circolare, contenente la metodologia per definire quando un bosco non è servito da viabilità forestale, non è più applicabile perché la lettera d-bis) del comma 7 dell'articolo 19 è stata abrogata.