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Scheda informativa

Utilizzazione agronomica delle acque reflue

Rivolto a
Cittadini
Enti pubblici
Imprese e liberi professionisti
Terzo settore

In Regione Piemonte è disciplinata l'utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione dei frantoi oleari e delle acque reflue di cantina.

Acque reflue dei frantoi oleari

Il Regolamento regionale 1° marzo 2010, n. 7/R,  disciplina l’utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione e delle sanse umide che derivano dalle operazioni di frangitura delle olive in tutte le fasi, dalla produzione fino all’applicazione al terreno.
Ogni frantoio ed ogni azienda agricola esistente che produce e/o intende utilizzare a fini agronomici le acque di vegetazione e le sanse deve comunicare annualmente alla Provincia competente, almeno 30 giorni prima dello spandimento, la propria situazione aziendale relativamente alla produzione stimata di sanse e di acque di vegetazione, allo stoccaggio e ai terreni destinati all’uso agronomico.
L’utilizzazione agronomica è subordinata ad una comunicazione preventiva, da inviare alla Provincia territorialmente competente, compilata su supporto cartaceo sulla base dello schema di comunicazione approvato con d.d. n. 601 del 6 settembre 2012 (schema comunicazione frantoi).
In particolare, le aziende con capacità effettiva di lavorazione superiore a 2 tonnellate di olive nelle otto ore devono presentare una comunicazione contenente i dati indicati nell’Allegato A e la relazione tecnica di cui all’Allegato B del suddetto regolamento. Il punto 2.1 della parte A dell’allegato B prevede espressamente che la valutazione dell’idoneità del sito oggetto di spandimento sia condotta sulla base della carta dell’attitudine dei suoli allo spandimento dei reflui oleari, reperibile al seguente indirizzo:
 

 

Acque reflue di cantina

Le acque reflue provenienti dalle operazioni di trasformazione dell’uva in vino, effettuate dalle aziende agricole che esercitano anche attività di trasformazione e valorizzazione della produzione viticola, possono essere:

  1. reimpiegate a fini agronomici tramite l’applicazione al terreno; tale utilizzo è disciplinato dal Regolamento regionale 29 ottobre 2007, n. 10/R in analogia agli effluenti di allevamento e ai digestati.
  2. utilizzate in sostituzione dell’acqua per veicolare i prodotti fitosanitari. Questa seconda opzione è disciplinata dall’All. 1 alla D.G.R n. 33-12520 del 9 novembre 2009, che ne definisce le modalità di utilizzo, vincolandone l'uso ai soli trattamenti fitoiatrici svolti fino alla fase fenologica della fioritura, oppure ai trattamenti diserbanti".