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Scheda informativa

L'apicoltura in Piemonte

Rivolto a
Cittadini
Enti pubblici
Imprese e liberi professionisti
Terzo settore

L’apicoltura è una pratica che contribuisce al mantenimento della biodiversità. Gli apicoltori sono tenuti ad alcuni adempimenti amministrativi.

L’attività apistica in Italia è caratterizzata da un livello di professionalità estremamente variabile, che spazia dalle grandi imprese specializzate, alle aziende agricole in cui l’apicoltura è attività integrativa, fino agli hobbisti che praticano l’apicoltura per l’autoconsumo.

Sulla base dei dati del censimento apistico nazionale, il Piemonte è al primo posto tra le regioni italiane sia come numero di alveari (nel 2017 199.315, pari a circa il 16 % del patrimonio italiano) che come operatori (5.612 apicoltori in Piemonte, pari a circa l’11% del totale nazionale). Dal 2015 è attiva una Anagrafe apistica nazionale.

Le associazioni apistiche svolgono un ruolo importante in ambito formativo e di assistenza tecnica agli apicoltori; le più rappresentative a livello regionale sono:

Gli adempimenti previsti per gli apicoltori

La legge regionale 20/1998 stabilisce che in Piemonte gli apicoltori sono tenuti a:

  • richiedere l’attribuzione di un codice identificativo univoco, utilizzando, previa abilitazione, i servizi dell'Anagrafe apistica nazionale;
  • registrare nella medesima banca dati il numero di alveari e la loro ubicazione (coordinate geografiche);
  • una volta l’anno, aggiornare oppure confermare le informazioni già registrate.

Tali adempimenti possono essere svolti in proprio dall’apicoltore, oppure tramite un delegato.

La moria delle api

Anche in Piemonte si è purtroppo verificato il fenomeno ben conosciuto della moria delle api, segnalato sin dal 2008. La Regione Piemonte (Dir. Agricoltura e Sanità), con l’ausilio delle associazioni apistiche, ha attivato un sistema di rilevazione dei fenomeni di moria utilizzando parte dei sussidi disponibili con i programmi apistici finanziati ai sensi del Reg. (UE) 1308/2013 per la ricostituzione del patrimonio apistico danneggiato. E’ stato così creato presso l’Istituto zooprofilattico sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta (IZS) il Centro apistico regionale, che sulla base di un disciplinare di campionamento ha permesso di svolgere le opportune analisi di laboratorio e mantiene monitorato il fenomeno.

La lotta alla Varroa

La varroatosi continua a rappresentare uno dei principali problemi sanitari in apicoltura. Ogni anno il Settore Prevenzione e Veterinaria definisce con un apposito "Piano Varroa" gli interventi di lotta obbligatoria:

  1.  effettuare almeno due trattamenti annuali (uno estivo e uno autunnale/invernale), esclusivamente con i prodotti anti-varroa autorizzati; i medicinali per il trattamento sono acquistabili senza ricetta veterinaria;
  2.  tenere traccia dei trattamenti farmacologici effettuati sui libretti apistici e/o registri, nonché conservare copia dei documenti di acquisto;
  3. condividere le attività di lotta alla Varroa tra apicoltori con apiari territorialmente contigui.

Maggiori dettagli nel Piano Varroa (in allegato).

    Allegati

    linee guida per il campionamento in caso di moria delle api
    File pdf - 692.88 KB
    piano varroa 2020
    File pdf - 948.72 KB

    Contatti

    Riferimento
    Gianfranco Termini – Settore Produzioni Agrarie e Zootecniche, Dir. Agricoltura
    Telefono
    +390114324372
    Email
    gianfranco.termini@regione.piemonte.it