Tipologia di contenuto
Scheda informativa

L'apicoltura in Piemonte

Rivolto a
Cittadini
Enti pubblici
Imprese e liberi professionisti
Terzo settore

L’apicoltura è una pratica che contribuisce al mantenimento della biodiversità. Gli apicoltori sono tenuti ad alcuni adempimenti amministrativi.

Il Piemonte si è dotato di un nuovo Regolamento “Attuazione dell'articolo 24, comma 6 della legge regionale 22 gennaio 2019, n. 1 (Riordino delle norme in materia di agricoltura e di sviluppo rurale)" che disciplina il ruolo multifunzionale dell’apicoltura piemontese con la finalità di un adeguato sfruttamento delle risorse nettarifere.

Il Regolamento è stato approvato con D.G.R 30 luglio 2021 n. 33-3646, in attuazione della L.r. n.1 del 2019 "Testo unico in materia di agricoltura", a seguito del parere favorevole espresso dalla terza Commissione del Consiglio regionale del Piemonte e dal Consiglio delle autonomie locali (Cal).

La norma stabilisce i criteri per individuare i soggetti produttori apistici, gli apicoltori amatoriali o per autoconsumo; le linee guida per la pratica del nomadismo considerando le esigenze sia dei piccoli che degli apicoltori professionali; e definisce l’organizzazione e il funzionamento del Centro apistico regionale istituito presso l’Istituto zooprofilattico sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta.

L’attività apistica in Italia è caratterizzata da un livello di professionalità estremamente variabile, che spazia dalle grandi imprese specializzate, alle aziende agricole in cui l’apicoltura è attività integrativa, fino agli hobbisti che praticano l’apicoltura per l’autoconsumo.

Sulla base dei dati del censimento apistico nazionale, il Piemonte è al primo posto tra le regioni italiane sia come numero di alveari (nel 2017 199.315, pari a circa il 16 % del patrimonio italiano) che come operatori (5.612 apicoltori in Piemonte, pari a circa l’11% del totale nazionale). Dal 2015 è attiva una Anagrafe apistica nazionale.

Le associazioni apistiche svolgono un ruolo importante in ambito formativo e di assistenza tecnica agli apicoltori; le più rappresentative a livello regionale sono:

Gli adempimenti previsti per gli apicoltori

La legge regionale 20/1998 stabilisce che in Piemonte gli apicoltori sono tenuti a:

  • richiedere l’attribuzione di un codice identificativo univoco, utilizzando, previa abilitazione, i servizi dell'Anagrafe apistica nazionale;
  • registrare nella medesima banca dati il numero di alveari e la loro ubicazione (coordinate geografiche);
  • una volta l’anno, aggiornare oppure confermare le informazioni già registrate.

Tali adempimenti possono essere svolti in proprio dall’apicoltore, oppure tramite un delegato.

La moria delle api

Anche in Piemonte si è purtroppo verificato il fenomeno ben conosciuto della moria delle api, segnalato sin dal 2008. La Regione Piemonte (Dir. Agricoltura e Sanità), con l’ausilio delle associazioni apistiche, ha attivato un sistema di rilevazione dei fenomeni di moria utilizzando parte dei sussidi disponibili con i programmi apistici finanziati ai sensi del Reg. (UE) 1308/2013 per la ricostituzione del patrimonio apistico danneggiato. E’ stato così creato presso l’Istituto zooprofilattico sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta (IZS) il Centro apistico regionale, che sulla base di un disciplinare di campionamento ha permesso di svolgere le opportune analisi di laboratorio e mantiene monitorato il fenomeno.

La lotta alla Varroa

La varroatosi continua a rappresentare uno dei principali problemi sanitari in apicoltura. Ogni anno il Settore Prevenzione e Veterinaria definisce con un apposito "Piano Varroa" gli interventi di lotta obbligatoria:

  1.  effettuare almeno due trattamenti annuali (uno estivo e uno autunnale/invernale), esclusivamente con i prodotti anti-varroa autorizzati; i medicinali per il trattamento sono acquistabili senza ricetta veterinaria;
  2.  tenere traccia dei trattamenti farmacologici effettuati sui libretti apistici e/o registri, nonché conservare copia dei documenti di acquisto;
  3. condividere le attività di lotta alla Varroa tra apicoltori con apiari territorialmente contigui.

Maggiori dettagli nel Piano Varroa (in allegato).

Norme di sicurezza e distanze degli apiari

Il principio cardine che attesta la primaria importanza e il pregio dell’apicoltura è stabilito dall’art. 1 della legge 24 dicembre 2004, n. 313 che “riconosce l’apicoltura come attività di interesse nazionale utile per la conservazione dell’ambiente naturale, dell’ecosistema e dell’agricoltura in generale ed è finalizzata a garantire l’impollinazione naturale e la biodiversità di specie apistiche, con particolare riferimento alla salvaguardia della razza di ape italiana … e delle popolazioni di api autoctone tipiche o delle zone di confine”. L’apicoltura è poi classificata e considerata dall’art. 2 della legge n. 313/2004 quale “attività agricola” ai sensi dell’art. 2135 Cod. Civ. sull’imprenditore agricolo. Trova così richiamo il dettato di cui all’art. 41 Cost. che tutela e promuove l’iniziativa economica privata (libertà d’impresa).

Tale tutela normativa prevista per lo svolgimento dell’attività apistica trova un suo bilanciamento nei vincoli introdotti dal legislatore sia nell’articolo 8 (Distanze minime per gli apiari) della legge 24 dicembre 2013 n. 313 (Disciplina dell’apicoltura), sia nell’articolo 96 (Obblighi in materia di apicoltura) della legge regionale 22 gennaio 2019, n. 1 (Riordino delle norme in materia di agricoltura e di sviluppo rurale), i quali stabiliscono che gli apiari devono essere collocati a non meno di dieci metri da strade di pubblico transito e a non meno di cinque metri dai confini di proprietà pubbliche o private. L’apicoltore non è tenuto a rispettare tali distanze se tra l’apiario e i luoghi indicati esistono dislivelli di almeno due metri, o se sono interposti, senza soluzioni di continuità, muri, siepi od altri ripari idonei a non consentire il passaggio delle api. Tali ripari devono avere un’altezza di almeno due metri. Sono comunque fatti salvi gli accordi tra le parti interessate.

La Regione Piemonte nel 2021 ha emanato un Regolamento recante: “Attuazione dell'articolo 24, comma 6 della legge regionale 22 gennaio 2019, n. 1 (Riordino delle norme in materia di agricoltura e di sviluppo rurale). Ruolo multifunzionale dell’apicoltura”, avente - tra le varie finalità in esso descritte - quella di prevenire l’insorgere di controversie tra gli apicoltori stanziali o nomadi che si trovano a produrre in uno stesso territorio. Sempre a tale scopo, all’articolo 6 sono state inserite le linee guida per la disciplina del nomadismo in apicoltura. Il regolamento contiene l’allegato A), il quale prevede una tabella relativa alle distanze minime tra apiari di nuovo insediamento e apiari già presenti, in funzione delle dimensioni degli apiari di nuovo insediamento.

Le amministrazioni comunali dell’intero territorio piemontese devono dunque valutare con attenzione l’assunzione di eventuali provvedimenti di limitazione dell’attività apistica, nonché adeguare i propri regolamenti di Polizia Urbana e Rurale alle norme sopra richiamate, qualora vi fossero difformità.

    Contatti

    Riferimento
    Giulia Barucco – Settore Produzioni Agrarie e Zootecniche, Dir. Agricoltura e Cibo
    Telefono
    +390114322272
    Email
    giulia.barucco@regione.piemonte.it