Tipologia di contenuto
Scheda informativa

Green e Circular Economy

Rivolto a
Cittadini
Enti pubblici
Imprese e liberi professionisti
Terzo settore

La Green Economy è lo strumento per declinare i principi di sostenibilità nell’ambito dello sviluppo economico.

Nel panorama internazionale, numerose sono le definizioni di Green Economy; inizialmente tale termine si è diffuso in stretta associazione alla produzione di energia da fonti rinnovabili, sottolineando innanzi tutto il riorientamento del settore energetico rispetto alla sfida del riscaldamento globale.

La prospettiva si è successivamente allargata verso uno sviluppo sostenibile in cui altri ambiti assumono pari rilevanza rispetto al ciclo dell’energia, come quello dell’acqua, dei rifiuti, di uso del suolo e di valorizzazione del paesaggio.

La Green Economy viene intesa come un totale ripensamento dell’attuale modello di sviluppo economico basato sullo sfruttamento delle risorse naturali e sulla scarsa attenzione agli impatti provocati dalle attività antropiche sull’ambiente.

La Green Economy riconosce che le risorse del pianeta sono limitate e indica un nuovo modello di sviluppo economico basato su un uso sostenibile delle risorse e una riduzione drastica degli impatti ambientali e sociali ai fini di un miglioramento generalizzato della qualità della vita. Tale approccio investe, dunque, oltre la sfera economica, quella istituzionale, sociale ed etica.

Considerata in quest’ottica, più ampia ed inclusiva, la Green Economy non sostituisce il concetto di Sviluppo Sostenibile, ma rappresenta la via per gestire il cambiamento verso un nuovo modello economico stabilmente sostenibile; mira soprattutto a migliorare la qualità della vita di tutto il genere umano, riducendo le disuguaglianze nel lungo termine e non esponendo le generazioni future a preoccupanti rischi ambientali e a significative scarsità ecologiche; in sostanza, la GE deve essere intesa come una strategia di radicale riorganizzazione delle politiche economiche e degli strumenti di regolazione.

L’United Nations Environment Programme (UNEP) definisce la Green Economy come “il miglioramento del benessere umano e dell’equità sociale, associata ad una significativa riduzione dei rischi ambientali e delle scarsità ecologiche.”

 

Appalti “Verdi” - Green Public Procurement (GPP)

La pratica degli Acquisti Verdi della Pubblica Amministrazione o Green Public Procurement (GPP) consiste nell’inserimento, ora obbligatorio per legge, di criteri di qualificazione ambientale nelle domande che le PA esprimono in sede di acquisto di beni e servizi al fine di promuovere la diffusione di prodotti e tecnologie che abbiano il minor impatto possibile sull’ambiente.

Strumenti volontari di ecogestione

Negli ultimi anni si è sviluppata un'articolata gamma di strumenti ad adesione volontaria, promossi sia da amministrazioni pubbliche sia da parte di attori economici, sociali e di volontariato.

Tali strumenti hanno lo scopo di integrare le decisioni e le politiche ambientali nelle scelte e nelle politiche di sviluppo, superando la separazione tra economia, ecologia e coesione sociale.

In allegati un documento di approfondimento sul tema degli Appalti “Verdi” e sugli Strumenti volontari di ecogestione

Certificazioni ambientali

La Registrazione EMAS e il Marchio europeo ECOLABEL sono strumenti che hanno l'obiettivo di influenzare positivamente il comportamento ambientale delle organizzazioni pubbliche e private presenti sul territorio al fine di ottenere miglioramenti continui nelle prestazioni ambientali, attraverso la negoziazione di impegni, la validazione di sistemi di gestione ambientale secondo norme individuate, l'informazione e la formazione ambientale dei soggetti coinvolti.

Anche il Piemonte ha partecipato alle celebrazioni per i 25 anni dell'etichetta ecologica europea l'Ecolabel UE, con un ricco programma di iniziative coordinate da Arpa Piemonte e patrocinate da Regione Piemonte e Unioncamere in collaborazione con istituzioni (Comune di Torino e Museo A come Ambiente) e associazioni di categoria (Confindustria Piemonte e API).

Imprese e consumatori sono invitati a prendere parte ai laboratori per scambio di esperienze tra aziende, alle visite guidate ai cicli produttivi certificati Ecolabel UE, alle mostre e animazioni dedicati ai bambini.

La registrazione EMAS (Eco-Management and Audit Scheme)

E' il sistema comunitario di gestione ambientale ad adesione volontaria per le imprese e le organizzazioni sia pubbliche sia private che desiderano impegnarsi a valutare e migliorare la propria efficienza ambientale. Il sistema permette di riorganizzare e razionalizzare la gestione dei processi al proprio interno, non solo rispettando le norme ambientali vigenti, ma anche impegnandosi nei confronti del territorio a migliorare i propri standard ambientali e a monitorare le criticità esistenti. Anche la Strategia d'Azione Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile (pdf 487 KB). in Italia individua la Registrazione EMAS (Regolamento CE 1221/2009 (pdf 1.50 MB)) come schema prioritario di riferimento per la certificazione ambientale.

Il marchio comunitario di qualità ecologica Ecolabel (Regolamento CE n. 66/2010) aiuta il consumatore a distinguere i prodotti e servizi che presentano un minore impatto sull'ambiente durante l'intero ciclo di vita, cioè in tutte le fasi di esistenza di un prodotto: dall'estrazione delle materie prime, alla produzione, allo smaltimento. I criteri ecologici e prestazionali sono revisionati e resi più restrittivi, quando se ne verifichi la necessità, in modo da premiare sempre l'eccellenza e favorire il miglioramento continuo della qualità ambientale dei prodotti.

In particolare, per il settore turistico il marchio europeo Ecolabel può essere assegnato ai servizi di ricettività turistica e di campeggio in grado di rispettare determinati criteri ambientali (utilizzo di energie rinnovabili, risparmio di energia e acqua, uso accorto di sostanze chimiche, riduzione dei rifiuti, somministrazione alimentare di prodotti biologici e locali, sensibilizzazione degli operatori e degli ospiti.)

Agenda 21

La Rete delle Agende 21 Locali della Regione Piemonte nasce per incentivare e per favorire l'attuazione di processi di Agenda 21 Locale in ambito regionale attraverso la diffusione di informazioni, conoscenze, scambio di buone pratiche e percorsi formativi orientati ai principi della sostenibilità.

L'avvio formale del Coordinamento Regionale di Agenda 21 della Regione Piemonte è avvenuto l'11 maggio 2007, nell'ambito dell'evento "Agende 21 locali: la rete del Piemonte, Percorsi innovativi di governance e partecipazione", durante il quale è stato sottoscritto il Protocollo di Intesa tra la Regione Piemonte e 20 Enti, di cui 4 Province, 5 Comunità Montane, 1 Patto Territoriale, 9 Comuni e 1 Ente Parco.

Le Amministrazioni e le Istituzioni possono aderire alla Rete Regionale previa sottoscrizione del Protocollo d'Intesa (Deliberazione della Giunta Regionale n. 17-5698 del 16 aprile 2007), subordinatamente all'adesione alla Carta di Aalborg e/o agli Aalborg Commitments, all'avvio formale delle procedure entro un anno dalla sottoscrizione del Protocollo stesso, alla destinazione di opportune risorse economiche, di personale e strumentali.

Segreteria tecnica Pracatinat s.c.p.a.