Bando di riqualificazione dei corpi idrici piemontesi - FAQ

Rivolto a
Enti pubblici

Il limite indicato al punto 4.5 del bando si applica solo alla misura KTM 18, relativa al contrasto delle specie vegetali alloctone invasive. Gli interventi afferenti alle altre KTM indicate al punto 4.4 sono finanziabili al 100%, nel rispetto delle prescrizioni del bando.

I Consorzi irrigui non sono inclusi tra i soggetti beneficiari, riportati al punto 3 del bando 2019.

I soggetti di cui al punto 3 del Bando possono presentare domanda su interventi previsti dalla KTM7   “Miglioramento del regime di deflusso e/o definizione della portata ecologica”, quali ad esempio:

- installazione di dispositivi atti alla misurazione ed alla teletrasmissione in tempo reale delle portate rilasciate come deflusso ecologico dalle opere di presa;

- installazione di stazioni di misura delle portate fluenti in alveo in sezioni di tratti di corsi d’acqua a ricorrente crisi idrica di cui all’allegato B del regolamento regionale 8/R/2007, ritenute idonee alla verifica delle portate di deflusso ecologico rilasciate dalle captazioni presenti sul tratto interessato e situate a valle e/o a monte delle stesse.

Il bando richiede di presentare il titolo di disponibilità in uso delle aree in capo al soggetto proponente il progetto di intervento, per un periodo non inferiore a 20 anni. La modalità  proposta nel quesito  è ritenuta adeguata a soddisfare tale requisito.

E' possibile visionare le misure previste dal PdG Po e dal PTA ricorrendo agli elaborati del PTA-revisione 2018, aprendo il menù a tendina “B) Programma delle misure di Piano”.

Il bando afferma al punto 4.4 che "L’eventuale asportazione di sedimento può essere ammessa solo se prevista in Programmi di gestione dei sedimenti approvati, relativamente ad interventi riconducibili all’elenco sopra riportato". Quindi oltre ad essere interventi indicati nei PGS approvati (Stralcio torrente Orco, Pellice-Chisone, Maira e una porzione dell’asta Po) devono anche essere asportazioni funzionali a realizzare interventi di riqualificazione e non avere mere finalità di ripristino dell'officiosità idraulica.

Prima di presentare un progetto di tale tipo è consigliabile consultare l'autorità idraulica competente (AIPO) per verificare se le condizioni dell'alveo siano ancora oggi le stesse presenti al momento della redazione dei PGS e tenere presenti le disposizioni di cui all'articolo 117, comma 2 quater del d.lgs 152/2006 che ha normato a livello nazionale i Programmi di gestione dei sedimenti.

Da quanto precisato ne consegue che il bando non finanzia asportazioni di sedimenti diverse da quelle indicate sopra.

I beneficiari del Bando sono indicati al punto 3 del medesimo. Non sono previsti e non sono possibili meccanismi di delega delle funzioni di soggetto incaricato alla presentazione della domanda di finanziamento se il delegato non rientra nelle categorie di cui al punto 3 del Bando.

In merito all'inciso "diversi dalla Regione Piemonte" indicato nel bando, questo è riferito solo ai gestori dei siti della rete Natura 2000. Non possono quindi beneficiare del finanziamento i siti della rete Natura 2000 qualora fossero tuttora gestiti direttamente dalla Regione-Settore Biodiversità e Aree naturali.

Il bando chiarisce che, a meno di cofinanziamenti da parte del richiedente, la Regione può ammettere a finanziamento sino al 100% dei costi di intervento, nell'ambito dei limiti del punto 4.7 "importo finanziabile" e del punto 4.5 "spese ammissibili" del bando.

Gli interventi finanziabili sono individuati al punto 4.4. "interventi ammissibili al finanziamento" del bando; il caso di specie proposto, in generale, non rientra tra gli interventi menzionati, salvo che le modalità di intervento siano riconducibili a tale elencazione; a titolo di mero esempio: fatta salva l'espressione delle autorità idrauliche, la sostituzione di un'opera di consolidamento spondale, danneggiata dall'azione erosiva del fiume, con interventi di risagomatura dell'alveo e della sponda e con la creazione di aree di laminazione potrebbe, in generale, rientrare nelle KTM 6 e KTM23 se con caratteristiche di misure "win win", tese a coniugare la mitigazione del rischio idraulico con la riqualificazione morfologica fluviale.

Questa tipologia di intervento non è finanziabile, benché eseguita con metodi meno impattanti rispetto ad una classica scogliera. E' invece ammissibile il consolidamento delle sponde in erosione attraverso la rivegetazione delle medesime con ricorso a specie autoctone.

Il bando è rivolto esclusivamente ad interventi che interessano il reticolo idrografico di riferimento per il Piano del distretto idrografico del Po-Aggiornamento 2015 (punto 4.2 Localizzazione dei progetti di intervento del bando). E’ possibile che un corso d’acqua sia  inserito nel PdG Po solo per una porzione, la verifica è possibile attraverso la consultazione delle mappe disponibili sul sito dell'Arpa.

Ogni progetto potrà comprendere più interventi da realizzarsi anche su più aree, non necessariamente contigue; tali aree devono essere localizzate su un’unica asta fluviale (o sul medesimo lago).

L’accordo, che va sottoscritto da tutti gli aventi titolo, può essere presentato nella forma più idonea rispetto al contesto di riferimento ed alle parti che raggiungono l’accordo. Occorre che abbia la medesima valenza degli atti che rendono possibile l’accertamento della disponibilità delle aree in capo alla stazione appaltante ai fini dell’esecuzione dei lavori pubblici.

Il Responsabile del Procedimento valuterà che siano forniti gli elaborati, tra quelli di cui al DPR 207/2010, necessari alla completa descrizione dell'intervento, fermo restando i contenuti prescrittivi del bando.

I Piani di Gestione della Vegetazione Perifluviale sono misure attuative del Piano di gestione del Po e del Piano di tutela delle acque- revisione 2018, pertanto si ritiene che possano indicare un grado di coerenza con gli obiettivi di qualità del PTA e del Pdg Po.
Pertanto, nel caso di progetti ricadenti nelle aree del Parco, è essenziale il rispetto dei contenuti del Piano di gestione forestale (periodo 2010-205) del Sistema delle aree protette della fascia Fluviale del Po Tratto cuneese, Torinese e Vercellese/Alessandrino; tale rispondenza, tuttavia, in base al Bando non può apportare punteggio "da 0 a 5 punti" nella voce "Intervento attuativo di Piani di Gestione della Vegetazione Perifluviale").

E' ammissibile la movimentazione del sedimento fluviale per realizzare le tipologie di intervento indicate nel bando al punto 4.4 in corpi idrici oggetto del PdG Po e del PTA (punto 4.2 del bando).
Si suggerisce di effettuare una prima verifica sulla cartografia e poi, identificato il codice del corpo idrico, risalire tramite i documenti del PdG Po 2015, ai dati sullo stato di qualità e alle informazioni sulle misure previste dal Piano.
Si segnalano anche gli elaborati del Piano di Tutela delle Acque -revisione 2018

In seguito alla revisione del sito internet istituzionale regionale, avvenuta verso metà gennaio, sono stati modificati gli indirizzi delle pagine web.
Riportiamo di seguito i nuovi percorsi di rete:

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