I recenti fatti di cronaca hanno riportato l'attenzione su una malattia che attualmente - grazie alle campagne di vaccinazione degli ultimi decenni - è diventata molto rara in Italia e in Europa, ma non è stata eliminata del tutto. Gli esperti ricordano che la ridotta circolazione della difterite è il risultato delle elevate coperture vaccinali raggiunte negli ultimi decenni: mantenere alta l'adesione alle vaccinazioni è fondamentale per proteggere la popolazione, in particolare i più piccoli e le persone più fragili.
Che cos'è e come si trasmette
La difterite è una malattia infettiva causata dal batterio Corynebacterium diphtheriae. Alcuni ceppi di questo batterio producono una tossina che può diffondersi nell'organismo e provocare danni anche gravi a diversi organi, in particolare al cuore e al sistema nervoso. L'infezione si trasmette principalmente attraverso le goccioline respiratorie emesse con tosse e starnuti da una persona infetta oppure, nelle forme cutanee, attraverso il contatto diretto con lesioni della pelle. Alcune persone possono ospitare il batterio e trasmetterlo anche in assenza di sintomi evidenti.
Sintomi e complicanze
Dopo un periodo di incubazione compreso tra 2 e 5 giorni, la difterite può manifestarsi con mal di gola, febbre lieve, debolezza e ingrossamento delle ghiandole del collo. Uno dei segni caratteristici è la comparsa di una membrana grigiastra a livello della gola e delle tonsille che può ostacolare la respirazione e la deglutizione.
La pericolosità della malattia è legata alla tossina prodotta dal batterio, che può diffondersi nell'organismo e colpire organi vitali come il cuore e il sistema nervoso. Le complicanze possono comprendere miocardite, aritmie, insufficienza cardiaca e danni neurologici, con conseguenze letali nei soggetti non vaccinati.
Il vaccino è la protezione più efficace
La difterite non può essere considerata una semplice infezione batterica. Gli antibiotici sono indispensabili per eliminare il batterio, ma non neutralizzano immediatamente gli effetti della tossina già entrata in circolo. Per questo la malattia richiede un trattamento tempestivo e specifico; la vaccinazione è la misura più affidabile per prevenire le forme gravi e le complicanze.
Il vaccino contiene la tossina difterica resa innocua, in grado di stimolare il sistema immunitario a produrre anticorpi protettivi senza causare la malattia. In Italia viene somministrato ai neonati nell'ambito della vaccinazione esavalente, che protegge anche contro tetano, pertosse, poliomielite, epatite B e Haemophilus influenzae tipo B; in seguito il calendario vaccinale prevede richiami in età scolare, durante l’adolescenza e in età adulta ogni 10 anni.
La situazione in Piemonte
In Piemonte i livelli di copertura per le vaccinazioni dell'infanzia contro la difterite sono alti: mantenerli elevati è fondamentale per proteggere la salute individuale e collettiva, ridurre il rischio di circolazione della malattia e tutelare le persone che, per motivi di salute, non possono essere vaccinate.
I dati aggiornati:
- fine 2024: per i nati nel 2022 la copertura è del 95,05%
- fine 2025: per i nati nel 2023 la copertura è del 95,7%