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Scheda informativa

Interventi socio sanitari per anziani

Rivolto a
Cittadini
Enti pubblici
Terzo settore

Quali sono i servizi rivolti a persone anziane ultrasessantacinquenni non autosufficienti e qual è il percorso per accedervi

Come accedere

La persona interessata presenta domanda di valutazione multidimensionale all’Unità di Valutazione Geriatrica (UVG) nel Distretto sanitario dell’ASL di residenza presso i servizi territorialmente competenti:

  •         Sportello / Punto Unico di Accesso
  •         Ente gestore dei Servizi socio-assistenziali e/o Distretto sanitario

E' necessario presentare all’UVG i seguenti documenti:

  •         “richiesta di valutazione” compilata e sottoscritta in tutte le sue     parti
  •         impegnativa del medico di Medicina Generale
  •         "scheda informativa sanitaria”
  •         attestazione di richiesta del modello ISEE
  •         copia della dichiarazione sostitutiva unica DSU

Procedura

Entro 90 giorni dalla data di ricevimento della richiesta, l’UVG esegue la valutazione sanitaria e sociale utilizzando la “Cartella geriatrica”, definisce la non autosufficienza e il Progetto Individuale concordato con l’interessato e la sua famiglia. La persona viene riconosciuta "non autosufficiente" con una valutazione sanitaria pari a 5 o superiore.

Tipologie di interventi

I progetti individuali possono dare esito a diverse tipologie di interventi:

Residenzialità

L'inserimento in una Residenza Sanitaria Assistenzale (RSA) risponde ai bisogni sanitari e assistenziali di anziani non autosufficienti ultrasessantacinquenni, che non possono essere assistiti a domicilio.

A seguito della valutazione multidimensionale dell'UVG, le prestazioni vengono erogate in base al tipo di progetto individuale e ai bisogni peculiari della persona.

Le fasce assistenziali in cui si articola l’intensità delle prestazioni erogate sono:  

  • alta-incrementata         
  • alta         
  • medio-alta         
  • media
  • medio-bassa
  • bassa

In alcune RSA è presente il Nucleo Alzheimer Temporaneo (NAT), dedicato a persone affette da demenza di grado moderato - severo con gravi disturbi comportamentali per un periodo di norma dai 60 ai 180 giorni.

L'anziano non autosufficiente e la sua famiglia possono scegliere tra le RSA autorizzate e accreditate presso il Sistema Sanitario.

Tariffe

La retta è stabilita dal Piano Tariffario che indica la tariffa complessiva (inclusiva di oneri fiscali) per fascia di intensità assistenziale e ripartisce così gli oneri:

  • 50% (quota sanitaria) a carico dell’ASL di residenza che prende in carico l'anziano, anche quando la RSA è nel territorio di una ASL diversa da quella di residenza
  • 50% (quota sociale) a carico dell’anziano. Se, in base alla valutazione sociale, la persona risulta avere un reddito non sufficiente a pagare la quota spettante, interviene il Comune/Ente gestore dei servizi socio-ass.li a integrare o a farsi carico integralmente della cifra

Le tariffe, applicate in maniera uguale su tutto il territorio regionale, sono stabilite dalla D.G.R. 85-6287 del 02/08/2013.

Le RSA possono offrire servizi aggiuntivi, individuati dalla D.G.R. 85-6287 del 02/08/2013,  per tutti gli ospiti o per alcuni moduli della struttura (ospiti in grado di coprire la quota sociale),  dietro il pagamento di una quota supplementare.

Liste di attesa

L’Unità di Valutazione Geriatrica invia a domicilio dell’interessato l’esito della valutazione indicando:

  • la tipologia di progetto individuale
  • il punteggio distinto della valutazione sanitaria e sociale
  • il grado di priorità distinto in:

- urgente (punteggio pari o superiore a 24) con presa in carico entro 90 giorni dalla valutazione

- non urgente con presa in carico entro un anno dalla valutazione

- differibile ove non è previsto un momento di presa in carico

 

 

     

 
Residenzialità temporanea

Letti di sollievo

Per ricoveri di sollievo si intendono ricoveri temporanei presso strutture residenziali previsti per garantire un periodo di riposo alle famiglie che scelgono di assistere l´anziano a casa e di non ricorrere al ricovero definitivo, oppure che improvvisamente non possono provvedere all´assistenza per motivi di salute o altri motivi contingenti.

I ricoveri di sollievo non possono superare i 30 giorni (anche non continuativi) nell'arco dell'anno solare.

Sono realizzabili qualora compaia un evento che scompensi temporaneamente la situazione familiare: la carenza o l’assenza di assistenza erogata dalla rete (ad esempio: malattia del familiare di supporto, ferie del familiare o delle persone addetto all’assistenza, chiusura estiva dei servizi di supporto, periodi di stress dei familiari, adeguamento strutturale dell’abitazione).

RSA aperta

Il progetto si rivolge ad anziani ultrasessantacinquenni non autosufficienti che sono idonei a un progetto di residenzialità in RSA ma che, allo stesso tempo, presentano condizioni socio-sanitarie che consentono di procastinare temporaneamente l’inserimento. 

Si tratta di un ampliamento dell’offerta socio-sanitaria a chi si trova in condizione di non autosufficienza, basato su un concetto innovativo: la persona può decidere se usufruire di una struttura residenziale, oppure se avvalersi di prestazioni presso il proprio domicilio. 

Le prestazioni a domicilio

Le prestazioni al domicilio sono del tutto assimilabili a quelle erogate nella RSA, e sono di tipo sia sanitario sia socio-sanitario:

  • prestazioni infermieristiche: infermiere       
  • assistenza tutelare: operatori socio-sanitari (OSS)
  • attività di mantenimento e di riattivazione psicofisica, motoria e neuromotoria: fisioterapista, logopedista, terapisti occupazionali, tecnici della riabilitazione psichiatrica, educatori professionali, specialisti in Attività Fisica Adattata
  • consulenze e prestazioni di personale medico specialistico: geriatra, neurologo, fisiatra, foniatra, otorinolaringoiatra, anestesista, pneumologo

Inoltre possono essere attivati anche:

  • consulenze per l’adattamento dell’ambiente domestico: terapista occupazionale / educatore        
  • addestramento della famiglia e/o del caregiver: infermiere, fisioterapista, logopedista, terapista occupazionale, OSS
  • facilitazione della famiglia alla partecipazione di gruppi di mutuo aiuto  
Semiresidenzialità

La semiresidenzialità prevede l'inserimento in centri diurni per l'assistenza ad anziani parzialmente non autosufficienti, attraverso programmi riabilitativi e l'erogazione di prestazioni sanitarie

I Centri diurni possono essere:

  • inseriti all'interno di una RSA  - Centro diurno Integrato (CDI)      
  • indipendenti da una RSA - Centro diurno autonomo (CDA)

Esistono anche Centri Diurni dedicati, inseriti all'interno di una RSA (CDAI) o indipendenti da una RSA (CDAA), a persone affette da morbo di Alzheimer o altra forma di demenza, con diagnosi accertata.

Gli obiettivi

  • tutelare la salute e il benessere della persona anziana e favorirne la permanenza a domicilio        
  • fornire supporto concreto alla famiglia / caregiver        
  • mantenere e potenziare le capacità residue, stimolando la vita sociale attiva

Gli interventi

  • attività di assistenza infermieristica
  • attività di animazione
  • attività di mobilizzazione
  • attività occupazionali

Le tariffe

La retta è stabilita dal Piano Tariffario che indica la tariffa complessiva  (inclusiva di oneri fiscali) per fasce di intensità assistenziale e ripartisce così gli oneri:

  • 50% (quota sanitaria) a carico dell’ASL di residenza che prende in carico l'anziano, anche quando la RSA è nel territorio di una ASL diversa da quella di residenza        
  • 50% (quota sociale) a carico dell’anziano: se, in base alla valutazione sociale, la persona risulta avere un reddito non sufficiente a pagare la quota spettante, interviene il Comune a integrare o a farsi carico integralmente della cifra

Per i Centri diurni per persone affette da Morbo di Alzheimer o altro tipo di demenza, le percentuali di partecipazione alla tariffa previste dalla D.G.R. 85-6287 del 02/08/2013 sono state sospese con D.G.R. 19-6893 del 18/12/2013.

Le tariffe sono applicate in maniera uguale su tutto il territorio regionale e sono stabilite dalla D.G.R. 85-6287 del 02/08/2013.

Domiciliarità

Le Prestazioni Domiciliari consentono di promuovere il benessere, la qualità della vita e l'autonomia degli anziani non autosufficienti favorendo la loro permanenza presso il domicilio,nel quadro del rispetto prioritario della cultura della domiciliarità richiesto dalla persona e dalla famiglia.

In seguito ad una valutazione da parte dell'UVG (Unità di Valutazione Geriatrica) del grado di non autosufficienza della persona, l'utente se idoneo al contributo viene inserito in una graduatoria.

Gli interventi a sostegno della domiciliarità si articolano in :

  • prestazioni di assistenza famliare
  • prestazioni di assistenza domiciliare da parte di operatori socio-sanitari
  • affidamento diurno
  • ricoveri di sollievo
  • telesoccorso
  • pasti a domicilio .

Il Contributo economico a sostegno della domiciliarità in lungoassistenza, si configura come erogazione monetaria riconosciuta al beneficiario con un Piano Assistenziale Individuale (P.A.I.), o come prestazione diretta da parte di figure professionali.

Le prestazioni possono essere erogate tramite:

  • assunzione di un Assistente Familiare
  • acquisto di prestazioni di assistenza domiciliare
  • acquisto del servizio di telesoccorso
  • acquisto di pasti a domicilio.
 
 
 
 
 

 

 

Contatti

Riferimento
Settore Programmazione socio assitenziale e socio sanitaria
Telefono
0114321545
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programmazionesociosanitaria@regione.piemonte.it