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I dati pubblicati derivano da elaborazioni effettuate a partire dalle informazioni contenute nelle istanze di taglio presentate tramite l’applicativo gestionale del SIFOR (Sistema Informativo FORestale regionale) "Sistema di gestione delle istanze forestali ai sensi della L.R. 4/2009 (legge forestale)". I dati analizzati riguardano il periodo compreso tra settembre 2011 e agosto 2025, pari a 14 stagioni silvane. Per alcuni dati è stato considerato esclusivamente il periodo 2013-2025 in quanto, a partire dal 2013, il dato dichiarato nelle comunicazioni di taglio è verificato in base alla carta forestale e a specifici livelli geografici ed è, quindi, maggiormente affidabile.
Le istanze di taglio in bosco
I dati presentati nelle tabelle riguardano esclusivamente gli interventi eseguiti in bosco, sono dunque esclusi il taglio finale di pioppeti e impianti di arboricoltura da legno a ciclo medio lungo e tutti gli interventi selvicolturali riguardanti i boschi “in situazioni speciali” ai sensi degli artt. 37, 37bis e 38 del Regolamento Forestale regionale.
Secondo quanto rilevato dalla Carta Forestale regionale aggiornata al 2025, realizzata attraverso l’integrazione tra la carta 2016 e il limite del bosco individuato dalla Carta Forestale d’Italia (CFI 2020), in Piemonte la superficie forestale complessiva è di 987.175 ha, pari al 38,9% del territorio regionale.
Si conferma, dunque, la costante tendenza all’incremento del bosco in Piemonte, che, a partire dal secondo dopoguerra, ha quasi raddoppiato la propria estensione a causa della colonizzazione spontanea di terre abbandonate e, in minima parte, a seguito di attività di rimboschimento.
Nel periodo di riferimento (2011-2025) sono stati tagliati mediamente oltre 3.755 ettari l’anno, per un totale che supera i 52.500 ha. Sono state presentate, complessivamente, oltre 60.800 istanze di taglio, circa 4.345 all’anno. Le comunicazioni semplici rappresentano il 98% del totale delle istanze e interessano circa il 79% della superficie.
Le superfici unitarie delle istanze si mantengono molto contenute: l’83% degli interventi interessa superfici inferiori a 1 ettaro, mentre le tagliate di estensione superiore ai 5 ettari rappresentano il 2% del totale.
La Città Metropolitana di Torino mantiene il primato in termini di numero di istanze presentate, mentre le superfici utilizzate sono pressoché equivalenti a quelle nella Provincia di Cuneo.
Il dato della superficie media per intervento consente di apprezzare le differenze tra le diverse realtà territoriali: l'utilizzazione media in Piemonte è di circa 8.600 m2, con un campo di variazione compreso tra i 5.300 m2 di Novara e gli 11.900 m2 di Cuneo.
Il principale tipo di governo interessato dagli interventi selvicolturali, per numero di istanze, rimane il ceduo (47% delle istanze); la superficie media di intervento, confermando il trend delle precedenti annate silvane, rimane inferiore all'ettaro, ad eccezione del governo misto.
Il Regolamento forestale, come modificato dal Regolamento 4/R del 2015, ha introdotto norme di gestione specifiche per Robinieti e Castagneti, a prescindere dalla forma di governo, per questo motivo, a partire dall’annata silvana 2015-2016 sono stati estrapolati gli interventi realizzati in queste categorie forestali.
L’intervento selvicolturale maggiormente eseguito in Piemonte è la ceduazione (42 % delle istanze), mentre circa il 69% delle superfici sono interessate, in parti quasi uguali, da ceduazioni e tagli di miglioramento. I tagli di maturità della fustaia riguardano circa il 15% di superfici interessate, valore che si è mantenuto costante nel corso degli anni.
Le categorie forestali dei Castagneti, Faggete e Robinieti sommano circa il 57% della superficie interessata da interventi selvicolturali, ma gli Acero-tiglio-frassineti e i Querco-carpineti vedono aumentare la quota di utilizzazione (11%). Per quanto riguarda le conifere, le categorie maggiormente utilizzate sono i Rimboschimenti e i Lariceti. I popolamenti a prevalenza di conifere rimangono quelli che hanno valori di superficie unitari più elevati, spesso superiori all’ettaro.
Sulla base delle superfici dichiarate, utilizzando le provvigioni derivanti dalla carta regionale delle biomasse e le rese unitarie delle diverse tipologie di interventi, si sono stimati i volumi tagliati, che nel periodo 2011 - 2025 ammontano complessivamente a circa 4.334.000 m3 di legname, che equivale a circa 301.000 m3/anno, dato che si incrementa di circa 14.000 m3 rispetto alla precedente analisi.
L’incremento sensibile dei volumi tagliati è il risultato dell’aggiornamento della metodologia di calcolo, che passa dall’utilizzo dei dati dell’inventario forestale regionale del 2000 alla carta delle biomasse del Piemonte aggiornata al 2025.
Per un'analisi più approfondita dei dati si rimanda all'allegato.
Allegati
- statistiche sui tagli boschivi 2025.pdf
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