Agevolazioni regionali IRAP

Rivolto a
Enti pubblici
Imprese e liberi professionisti
Terzo settore

E’ possibile trovare le principali informazioni riguardanti le agevolazioni IRAP nella pagina: "Agevolazioni regionali IRAP".

Si considera “di nuova costituzione” il soggetto che, a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 1° gennaio 2020, si iscrive al Registro delle imprese, al Repertorio notizie Economiche e Amministrative (R.E.A.), ad Albi, Registri, Ordini o Collegi professionali oppure, nei casi di professioni non organizzate, ottiene l’attribuzione della partita IVA.

L’”insediamento produttivo” può essere ricondotto ai seguenti tre significati:

  1. sede legale;

  2. sede secondaria (sede diversa dalla sede legale con rappresentanza stabile);

  3. unità locale (impianto operativo o amministrativo-gestionale, ubicato in luogo diverso da quello della sede legale, nel quale l’impresa esercita stabilmente una o più attività economiche, dotato di autonomia e di tutti gli strumenti necessari allo svolgimento di una finalità produttiva, o di una sua fase intermedia, cui sono imputabili costi e ricavi relativi alla produzione o alla distribuzione di beni oppure alla prestazione di servizi quali, ad esempio, laboratori, officine, stabilimenti, magazzini, depositi, studi professionali, uffici, negozi, agenzie, centri di formazione, miniere, alberghi, bar, ristoranti).

Per usufruire dell’agevolazione i soggetti di nuova costituzione non devono avere nè “un assetto proprietario sostanzialmente coincidente con quello di altro soggetto, operante nel medesimo settore di attività, cessato nel triennio precedente alla data di costituzione o in fase di cessazione”, né trovarsi “in rapporto di collegamento o controllo con altro soggetto, operante nel medesimo settore di attività, in fase di cessazione”.

  • Per “assetti proprietari sostanzialmente coincidenti” possono ritenersi tutti quelli che facciano presumere la presenza di un comune nucleo proprietario, in grado di ideare e fare attuare un’operazione coordinata di ristrutturazione, comportante il licenziamento di taluni dipendenti da una azienda, e la loro assunzione da parte dell’altra. Quando, dunque, l’impresa presenti un assetto proprietario sostanzialmente coincidente – nel senso sopra indicato – implicando cioè un collegamento o controllo con l’impresa precedente, il rapporto di lavoro non viene considerato nuovo agli effetti contributivi. Sono considerati soggetti aventi “un assetto proprietario sostanzialmente coincidente con quello di altro soggetto operante nel medesimo settore di attività, cessato nel triennio precedente alla data di costituzione, o in fase di cessazione”:

    • le società di capitali e di persone e quelle ad esse equiparate a norma dell'articolo 5, comma 3, del Testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica n. 917/1986 (T.U.I.R.), cui partecipino in misura prevalente il titolare o uno o più soci dell’impresa cessata o in fase di cessazione nonché coniugi, parenti ed affini entro il secondo grado del titolare o dei soci dell’impresa cessata o in fase di cessazione;

    • le imprese individuali i cui titolari siano coniugi, parenti ed affini entro il secondo grado del titolare dell’impresa cessata o in fase di cessazione;

    • gli esercenti arti e professioni che siano coniugi, parenti ed affini entro il secondo grado dell’esercente arti e professioni cessato o in fase di cessazione.

  • Per “medesimo settore di attività” si intende:

    • per le imprese, tutte le attività ricomprese in una divisione (codifica: 2 cifre) della vigente tabella dei codici di classificazione delle attività economiche (ATECO);

    • per gli esercenti arti e professioni, le professioni regolate dall’Albo, Registro, Ordine o Collegio professionale di appartenenza o, con riguardo a quelle non organizzate di cui alla legge 4/2013, l’attività già esercitata.

  • Le “imprese cessate o in fase di cessazione” sono quelle che hanno cessato o ridotto l’attività, mediante la soppressione di interi reparti. Si presumono comunque tali le imprese inattive, in liquidazione, in liquidazione coatta amministrativa, in concordato o dichiarate fallite.

Per comprendere meglio come si determina l’unità lavorativa mensile (ULM), la deduzione teorica e quella spettante, si consiglia di prendere visione degli esempi pratici esposti nella relativa tabella (v. Allegati).