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Scheda informativa

Abitati da Consolidare

Rivolto a
Cittadini
Enti pubblici
Imprese e liberi professionisti

In molti comuni piemontesi vi sono delle frazioni definite "abitati consolidare", in cui è presente un vincolo territoriale specifico dove è necessario ottenere una autorizzazione specifica per ogni tipo di intervento edilizio - NUOVI AGGIORNAMENTI A BREVE

Perimetro dell'area classificata in Locana

ATTENZIONE

L'11 ottobre 2019 è stata approvata dalla Giunta regionale una DGR che, ai sensi dell'art. 30bis della LR 56/77, prevede la rimozione immediata del vincolo di cui all'oggetto per i comuni di Borgosesia, Bergolo, Clavesana, Levice, Costigliole d’Asti, Montabone, Camino,Castagnole Monferrato, Montaldo Scarampi, Rocca d’Arazzo, Aisone, Montaldo Mondovì, Perletto, Cossano Belbo, Farigliano, Gottasecca, Mondovi', Montanera, Quassolo, Portula, Bellino, Locana, Santo Stefano Belbo. Per tali territori comunali, a partire dalla data della pubblicazione di suddetto dispositivo sul BUR, non sarà più necessaria l'autorizzazione sotto descritta. Per i Comuni di Somano, Rocchetta Belbo, Civiasco, Borgofranco d'Ivrea, Front Canavese, Coniolo, Montecastello invece il suddetto dispositivo ha rimandato  l'eliminazione di tale vincolo in seguito all'apposizione di nuove Aree RME, in porzioni limitate dei territori comunali coinvolti, ai sensi del titolo IV delle NTA del PAI, la cui richiesta all'Autorità Distrettuale del Bacino del Po è stata demandata agli uffici regionali. Per tali comuni  pertanto permarrà l'obbligo di ottenere l'autorizzazione ai sensi dell'art. 61 del DPR 380/01 fino a nuovo dispositivo in merito.

La pagina informativa che segue mantiene temporaneamente la forma precedente all'approvazione di tale dispositivo in attesa di un aggiornamento complessivo della stessa.

In numerosi comuni piemontesi sono presenti, in specifiche porzioni di territorio, dei cosiddetti "abitati dichiarati da consolidare", definiti tali ai sensi della legge n. 445 del 9 luglio 1908 , dove  nessuna opera e nessun lavoro, salvo quelli di manutenzione ordinaria e di rifinitura, possono essere eseguiti senza la preventiva autorizzazione della Regione. Pertanto tutte le opere edilizie che rientrano nelle categorie citate debbono essere sottoposte ad apposita procedura autorizzativa.
Dal mese di aprile del 2013 (Legge Regionale 3 del 25 marzo 2013  - Modifiche alla legge regionale 5 dicembre 1977, n. 56 -Tutela ed uso del suolo- e ad altre disposizioni regionali in materia di urbanistica ed edilizia.) l’autorizzazione degli interventi di manutenzione straordinaria e restauro e risanamento conservativo è stata conferita ai comuni (comma 6 dell’articolo 30 bis della modificata Legge Regionale 5 dicembre 1977,n. 56  - Tutela ed uso del suolo). In particolare vengono autorizzati direttamente dai Comuni gli interventi di cui all’art. 13 della Lr 5 dicembre 1977,n. 56 - Tutela ed uso del suolo relativi a:

  • manutenzione straordinaria: le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare o integrare i servizi igienico-sanitari e gli impianti tecnici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni d'uso;
  • restauro e risanamento conservativo: gli interventi rivolti a conservare l'organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici formali e strutturali dell'organismo stesso, ne consentano destinazioni d'uso anche parzialmente o totalmente nuove con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino ed il rinnovo degli elementi costitutivi dell'edificio, l'inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell'uso, l'eliminazione degli elementi estranei all'organismo edilizio.

Tutti gli altri interventi invece devono essere autorizzati dalla Regione Piemonte.

I comuni dove sono presenti degli "Abitati da consolidare" sono i seguenti, suddivisi per province:

Provincia di Alessandria

Camino
Coniolo
Montecastello

Provincia di Asti

Castagnole Monferrato
Costigliole D'Asti
Montabone
Montaldo Scarampi
Rocca D'Arazzo

Provincia di Biella

Portula

Provincia di Torino

Borgofranco d'Ivrea
Front Canavese
Locana
Noasca
Quassolo

Provincia di Cuneo

Aisone
Bellino
Bergolo
Cigliè
Clavesana
Cossano Belbo
Farigliano
Gottasecca
Levice
Mondovì
Montaldo Mondovì
Montanera
Perletto
Rocchetta Belbo
Santo Stefano Belbo
Somano

Provincia di Vercelli

Borgosesia
Civiasco

 

Il proponente per ottenere l'autorizzazione dovrà inviare una istanza presso la Regione Piemonte utilizzando gli appositi moduli (in bollo se presentati da privati cittadini), che dovrà essere coredata dalla documentazione necessaria (quella tecnica deve essere presentata in duplice copia),  consiste in (v. elenco sulla modulistica):

  • Stralcio Planimetrico del P.R.G. con l’individuazione della costruzione.
  • (Titolo edilizio abilitativo corredato da eventuale autocertificazione sul titolo d’uso degli immobili in caso di titolare diverso dal proprietario).
  • Progetto architettonico.
  • Parte di progetto strutturale relativa alle fondazioni con relazione geotecnica ai sensi del D.M. 14.01.2008 (in caso di interventi diretti sulle stesse o modifica dei carichi).
  • Relazione tecnica.
  • Studi sulle fondazioni, comprensivi di relazione geologica e stralci degli elaborati geologici allegati al P.R.G. vigente.
  • Rilievo fotografico.
  • Una marca da bollo non annullata

A seguito della presentazione della domanda, viene avviata una procedura istruttoria ai sensi della legge n. 241/90 e smi che si conclude attraverso l'emanazione di una Determinazione Dirigenziale di autorizzazione o diniego, inviata al proponente insieme a copia vidimata degli elaborati. E' possibile che vangano richieste integrazioni tecniche progettuali.
Al termine dei lavori è necessario inviare il certificato di fine lavori compilando gli appositi moduli.