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Centri Antiviolenza : mappe e attività per le donne vittime di violenza

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Imprese e liberi professionisti
Terzo settore

In Piemonte sono attivi 16 Centri antiviolenza, con 36 sportelli, e 10 Case rifugio per le donne vittime di violenza e di maltrattamenti: dove sono e come operano

Cosa sono

Sono punti di ascolto e luoghi di accoglienza e sostegno delle donne, e dei loro figli minorenni, che hanno subito violenza o che si trovano esposte alla minaccia di ogni forma di violenza, indipendentemente dal luogo di residenza.

Cosa fanno

  • offrono gratuitamente protezione sociale, percorsi di reinserimento ed interventi socio-sanitari
  • garantiscono funzionalità e sicurezza, sia per le donne accolte e i loro figli, sia per chi vi opera
  • operano in raccordo con gli enti gestori delle funzioni socio-assistenziali e gli organismi pubblici e privati che si occupano della violenza di genere, tramite la stipula di protocolli ed accordi operativi. I protocolli sono stipulati anche con associazioni esperte di violenza di genere nelle varie culture e di mutilazioni genitali femminili, al fine di garantire le donne di origine straniera e provenienti da altre culture.

Dove sono

Consulta la mappa dei Centri antiviolenza e degli sportelli del Piemonte

Cresce la rete a sostegno delle donne

Attraverso appositi bandi, la Regione Piemonte nel 2018 ha finanziato l’apertura di quattro nuovi Centri antiviolenza e di 10 sportelli per le donne in difficoltà

I nuovi Centri saranno ubicati a Settimo Torinese (a cura dell’Associazione Uscire dal silenzio), Borgomanero (Associazione Mamre Onlus), Vercelli (Comune) e Santhià (Cisas). Con questi ultimi due si va a coprire una carenza, in quanto in provincia di Vercelli non erano presenti strutture di questo tipo.

Gli sportelli saranno aperti a Torino (quattro, due dal Comune e due dai Centri antiviolenza Emma Onlus), Chivasso (Associazione Punto a capo), Collegno (due dell’Associazione Arci Valle Susa), Cuneo (Consorzio socio-assistenziale del Cuneese), Ceva (Associazione Futuro Donna) e Asti (Croce Rossa).

Per consentire questa operazione, la Regione ha stanziato 200.000 euro (risorse statali e proprie), che sono parte dei quasi 800.000 che finanziano complessivamente la lotta contro la violenza di genere

Le donne seguite nei Centri antiviolenza 

Le donne seguite nel 2017 dalla rete regionale dei 14 Centri antiviolenza sono state 2.336. È stato registrato un incremento rispetto al 2016 (1.921) anche perché la rete ė stata migliorata e potenziata.

Torino e provincia 

Le donne seguite dai 7 Centri antiviolenza presenti sul territorio di Torino e provincia sono state 1.641,di cui 443 donne sole, 1.122 con figli e 41 in gravidanza.

La fascia anagrafica più numerosa è quella tra i 40-49 anni con 488 donne.Gli altri dati: 52 donne con meno di 20 anni; 222 tra i 20 e i 29 anni; 373 tra i 30 e i 39 anni; 263 tra i 50 e i 59 anni; 164 oltre i 59 anni; di 79 il dato non è stato rilevato.

La maggioranza delle donne che si sono rivolte ai Centri antiviolenza torinesi hanno un titolo di studio di scuola secondaria di secondo grado, sono 619. 9 non hanno alcun titolo di studio; 63 scuola primaria; 489 secondaria di primo grado; 258 laurea o diploma di infermiera; di 187 non è stato rilevato.

760 risultano occupate; 562 non occupate.

Nelle altre Province 

Le donne seguite dai Centri antiviolenza delle altre province piemontesi sono 695, di cui 171 sole e 512 con figli (di 12 il dato non è stato rilevato).

La fascia anagrafica più numerosa è quella tra i 40-49 anni con 180 donne.Gli altri dati: 26 donne con meno di 20 anni; 97 tra i 20 e i 29 anni; 169 tra i 30 e i 39 anni; 77 tra i 50 e i 59 anni; 39 oltre i 59 anni.

Per quanto riguarda il titolo di studio, 242, cioè la maggioranza delle donne che si sono rivolte ai Centri antiviolenza delle altre province del Piemonte hanno un titolo di studio di scuola secondaria di primo grado; 15 non hanno alcun titolo di studio; 29 hanno terminato la scuola primaria; 138 la secondaria di secondo grado; 38 sono in possesso di laurea o diploma di infermiera; di 228 il titolo di studio non è stato rilevato.

325 risultano occupate; 291 non occupate.

Le donne seguite nelle Case rifugio

Le donne accolte nelle Case rifugio piemontesi sono 86, di cui 44 sole e 42 con figli.

La fascia anagrafica più numerosa è quella tra i 30-39 anni con 20 donne.10 donne hanno meno di 20 anni; 18 tra i 20 e i 29 anni; 10 tra i 40 e i 49 anni; 10 tra i 50 e i 59 anni; 4 oltre i 59 anni; di 2 il dato non è stato rilevato.

Per quanto riguarda il titolo di studio, 35 ovvero la maggioranza delle donne che si sono rivolte alle Case rifugio piemontesi hanno un titolo di studio di scuola secondaria di primo grado; 4 non hanno alcun titolo di studio, 11 hanno terminato la scuola primaria, 22 la secondaria di secondo grado; 4 sono in possesso di laurea; di 10 non è stato rilevato il titolo di studio.

25 donne risultano occupate; 60 non occupate.

Le donne accolte in altre strutture di ospitalità sono 75.

 

 

 

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