IV Congresso nazionale di Selvicoltura, foreste protagoniste a Torino

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11 Dicembre 2018

Bilancio e presentazioni del IV Congresso nazionale di selvicoltura di Torino

Nei giorni 5-9 novembre si è svolto a Torino il IV Congresso nazionale di Selvicoltura, evento decennale organizzato dall’Accademia Italiana di Scienze Forestali, in questa occasione con la collaborazione della Regione Piemonte e dell’Università di Torino.

Le attività sono state aperte lunedì 5 alla presenza del ministro per l’Ambiente, Sergio Costa, e hanno visto avvicendarsi oltre 600 partecipanti provenienti da tutta Italia: ricercatori, funzionari pubblici, tecnici liberi professionisti, rappresentanti delle filiere produttive e del mondo ambientalista.

Il Congresso si proponeva come un importante momento di confronto tra le istituzioni (Ministeri, Regioni, Università ed Enti di ricerca, Parchi, Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali) e diversi portatori di interesse sul tema della sostenibilità della selvicoltura, in un momento di profondi cambiamenti socio-culturali (crescita della superficie forestale, riconoscimento dei servizi ecosistemici e sviluppo della green economy) e istituzionali (transito del Corpo Forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri e istituzione della Direzione Foreste presso il Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo -MiPAAFT-).

Le tre giornate centrali si sono svolte in aula e sono state densissime: 6 tavole rotonde e ben 15 sessioni, nelle quali sono state presentate circa 300 comunicazioni, una decina di queste curate dal Settore Foreste della Regione Piemonte (su: misura cooperazione del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, qualificazione degli operatori e delle imprese forestali, incendi boschivi, arboricoltura da legno, alberi monumentali, tartuficoltura, mappatura dei tagli boschivi). Nell’ambito più specifico della selvicoltura e della gestione sostenibile delle foreste è stata data particolare rilevanza al ruolo della pianificazione forestale, indicato quale strumento principale di programmazione economica, di garanzia dei servizi ecosistemici e di sostegno alla sostenibilità ambientale.

A concludere i lavori in aula due tavole rotonde: “Le Scienze Forestali tra università e lavoro” organizzata dalle associazioni universitarie degli studenti (AUSF), e “Gestione forestale e comunicazione” dove sono state portate le esperienze dei settori Foreste e Biodiversità – Aree protette della nostra Regione.

La Tavola rotonda sulla comunicazione forestale si è aperta con il quesito su cui si dibatte da tempo: come trasmettere messaggi di contenuto tecnico ad un pubblico non specializzato? Dal dibattito è emerso come il settore forestale stia prendendo solamente ora piena coscienza della necessità di saper comunicare il proprio ruolo, il proprio operato e tutto ciò a questo collegato. Nell'era iper connessa in cui viviamo, non comunicare equivale a non esistere, e trasmetter messaggi in modo inadeguato è forse ancora più dannoso. La soluzione individuata prevede la definizione di una strategia di comunicazione condivisa, se possibile a livello nazionale, nel breve e medio periodo per il settore forestale, che comprenda anche la formazione ai giornalisti e lo svecchiamento delle strategie messe in campo.

Si può tentare un primo bilancio del Congresso? Sicuramente l’approccio strettamente scientifico che ha caratterizzato i precedenti congressi si è evoluto verso un maggiore coinvolgimento dei diversi attori e dei differenti punti di vista che caratterizzano l’approccio alle foreste. Per contro gli argomenti affrontati sono stati molti e ancor di più le presentazioni, tantissime, perciò molto brevi e con pochissimo spazio per le domande e il dibattito. Spesso è quindi mancato un reale dibattito sui problemi concreti della selvicoltura e della gestione del territorio tra le diverse figure presenti: ricercatori, funzionari tecnici, legislatori, liberi professionisti, etc. Dalle sessioni sono emersi molti spunti interessanti, ma complessivamente è prevalsa la narrazione di ciò che è stato fatto, a scapito di un confronto utile a trovare strategie e soluzioni condivise, da parte di tante competenze riunite in un unico luogo.

Venerdì 9 il Congresso si è concluso con una escursione al “Bosco delle Sorti della Partecipanza di Trino”, dove a partire dal 1991, con l’istituzione del Parco naturale e l’approvazione del Piano di gestione forestale, si è riusciti a conciliare la tutela della biodiversità e la fruizione del bosco con la raccolta del legno, assegnato ai soci della Partecipanza secondo il tradizionale sistema delle “sorti” che si tramanda pressoché inalterato dal XIII secolo.

Il Congresso è stato accompagnato da una ricca serie di attività collaterali aperte a tutta la cittadinanza, raccolte sotto il titolo “Il bosco bene comune” (il cui logo è stato proiettato sulla Mole Antonelliana per alcune sere), organizzate direttamente da Regione Piemonte e Università di Torino.

  • Radura”, opera artistica dell'architetto Stefano Boeri realizzata con legno di foreste alpine certificate per la gestione forestale sostenibile, è stata esposta nel cortile del Rettorato ed inserita nel catalogo di “Artissima” (2-4 novembre). La collocazione di Radura in un luogo centrale della città e di forte passaggio ha voluto rappresentare uno spazio pubblico di quiete e decongestione nel quale fermarsi, riposarsi e ascoltare; accanto all'opera infatti sono stati predisposti punti informativi e proiezioni sulla realtà delle foreste italiane e l'importanza delle gestione forestale che hanno suscitato interesse nei passanti.
  • Lunedì 5 novembre nell’Aula magna della Cavallerizza Reale si è tenuto l’evento di apertura dal titolo “Il bosco quotidiano. Il rapporto tra uomo e foresta”: dibattito tra giornalisti e divulgatori e proiezione del documentario “Il capolavoro del bosco” e del cortometraggio “Feu”. Alla serata era presente un folto pubblico variegato che ha ascoltato con partecipazione il dibattito proposto da Luca Mercalli, Elisa Cozzarini, Enrico Camanni, Fabio Toncelli e Giorgio Vacchiano che hanno cercato di sfatare alcuni luoghi comuni riguardanti i boschi e hanno proposto riflessioni sulla necessità della gestione sostenibile, il ruolo delle foreste per la mitigazione dei cambiamenti climatici e le difficoltà della comunicazione ambientale.
  • Nella giornata di sabato 10 si sono svolti due eventi in piazza per la i cittadini, ai quali hanno partecipato diverse centinaia di persone (tra queste anche l’assessore regionale Alberto Valmaggia ed il Presidente della Giunta Regionale Sergio Chiamparino):

a) “Il bosco quotidiano: i diversi utilizzi del legno” in Piazza Palazzo di Città, realizzato con la collaborazione dell’IPLA e degli Ordini dei dottori Agronomi e Forestali ;

b) “Il bosco quotidiano: a spasso tra giardini ed alberi monumentali” in Piazza Cavour, organizzato dalla Città di Torino – settore Verde pubblico, con la collaborazione di agronomi e forestali.

  • Infine, un’intera giornata è stata dedicata agli studenti della Scuola forestale di Ormea, istituto di istruzione superiore già coinvolto nel progetto regionale di formazione didattica “A scuola di PSR” sul Programma di Sviluppo Rurale 2014 – 2020. Giovedì 8 novembre, gli alunni della quarta e quinta hanno partecipato alla sessione congressuale dedicata all’innovazione e al lavoro e alla tavola rotonda condotta dai loro colleghi studenti universitari di Scienze forestali. Per ampliare la conoscenza dei differenti aspetti legati alla natura, la giornata è proseguita al Parco di Arte Vivente (PAV) di Torino, luogo di scambio artistico e culturale orientato verso tematiche ambientali.

Tutte le presentazioni del Congresso sono disponibili sul sito del Congresso: https://congressoselvicoltura.com