Il settore agricolo e rurale piemontese

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L’agricoltura: settore “locale” per eccellenza, intimamente legato al territorio e al suolo, ma sempre più condizionato dal “globale” attraverso il cambiamento climatico, l’integrazione e finanziarizzazione dei mercati, il mutare della domanda.

Negli ultimi anni, le dinamiche in atto hanno penalizzato le materie prime indifferenziate e premiato le produzioni di qualità, segnando in modo sempre più evidente il gap tra settori qualificati e orientati alla domanda internazionale (ad es. vini e spumanti) e le commodities sempre più esposte alla volatilità dei prezzi (cereali) e alle ricorrenti crisi commerciali (ad es. latte).

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Dal punto di vista strutturale, il totale delle Aree Agricole Utilizzate (UAA) è pari a circa 1 milione di ettari (il 40% del totale della superificie regionale) e a quasi 1 milione di ettari di foreste.

Anche nel 2017 è continuato in Piemonte il trend di riduzione del numero di aziende agricole (-2,2%); dal 2007 si è passati da 66.417 a 51.770 aziende (-22%), con una dimensione media di circa 15,5 ha (in aumento) e un totale di circa 140.000 lavoratori.

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Il principale elemento fondante del successo delle produzioni agroalimentari italiane e piemontesi è rappresentato dai prodotti di qualità certificata, sia quelli legati al territorio di origine (DOP e IGP) sia quelli ottenuti con processi sostenibili come il metodo biologico. Nel corso del 2017 tre produzioni piemontesi sono state inserite ufficialmente nell’elenco delle Denominazioni di Origine tutelate dall’Unione Europea: il Vitellone Piemontese della Coscia IGP, il formaggio Ossolano DOP e il vino Nizza DOP. Con questi ultimi riconoscimenti, in Piemonte salgono a 23 le denominazioni nel settore alimentare e a 59 nel settore del vino.

Il biologico sta facendo registrare in Italia un boom dei consumi, con un incremento su base nazionale del 6,5% nel primo semestre 2018, dopo una crescita del 10% nel 2017. La superficie coltivata in Piemonte assomma a circa 46.000 ettari, pari al 4,9% della SAU regionale, con una distribuzione tra le diverse colture molto frammentata tra cui prevalgono cereali, foraggere, vite e frutta a guscio.

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L’industria alimentare si è invece consolidata dopo un forte ridimensionamento causato dalla crisi economica, stabilizzandosi su una consistenza di circa 4.200 aziende (nel 2007 erano poco più di 7.000).

Il valore di produzione è pari a circa 3,5 miliardi euro, ovvero 2% del PIL del Piemonte, con l'export che si conferma un robusto traino per il settore agroalimentare regionale: nel 2017 ha inviato all’estero prodotti per un valore di oltre 5,4 miliardi di €, con una crescita superiore ai 500 milioni e un attivo della bilancia commerciale di 1,36 miliardi di €.

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Allargando lo sguardo alla componente terziaria della filiera agroalimentare allargata, spicca la notevole crescita delle aziende dei settori “alloggi e ristorazione” che passano nell’ultimo decennio da 19.518 a 25.868 (+32,5%).

Quella del turismo rurale è una conferma importante, evidenziata sia dall’aumento costante dei flussi turistici che dall’evoluzione dell’offerta ricettiva, che mette al centro l’extralberghiero, tra cui gli agriturismi in crescita.

Il motore del successo è il connubio tra produzioni agroalimentari di qualità, paesaggio e aspetti culturali; anche in questo caso il mercato premia la qualificazione e segmentazione dell’offerta, intercettando le opportunità dei mercati internazionali.

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Tra le varie politiche messe in atto da regione Piemonte, un forte impulso allo sviluppo e alla crescita dell'agricoltura piemontese è dato dal Programma di sviluppo rurale (PSR) 2014-2020, strumento attivato dal Fondo europeo agricolo di sviluppo rurale (FEASR).

Attraverso il PSR 2014-2020, la Direzione Agricoltura, in collaborazione col partenariato economico e sociale regionale, ha individuato le strategie e gli interventi per la sua innovazione, competitività e sostenibilità ambientale e territoriale. Il programma ha una dotazione di circa un miliardo di euro di finanziamento pubblico e trova attuazione in 15 specifiche misure di intervento.