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Scheda informativa

Certificazione fitosanitaria in import ed export

Rivolto a
Enti pubblici
Imprese e liberi professionisti

Importazione di vegetali, Importazione di sementi, Esportazioni di vegetali

Importazione di vegetali

La normativa di riferimento è costituita dal DECRETO LEGISLATIVO 2 febbraio 2021 , n. 19 (che sostituisce il D.Lgs 214/2005) e dai Regolamenti (UE) 2016/2031 e (UE) 2019/2072 i cui allegati vengono costantemente aggiornati e costituiscono il riferimento per l’importazione nell’Unione Europea. In particolare, l'allegato VI del Regolamento UE 2019/2072 elenca i vegetali e prodotti vegetali di cui è vietata l'importazione e l'allegato XI i vegetali e prodotti vegetali che devono essere sottoposti a controllo fitosanitario.

La vigilanza sull'importazione in Italia, e quindi nel territorio dell'intera Comunità europea, dei vegetali e prodotti vegetali comportanti "rischio fitosanitario", al fine di garantirne la rispondenza ai requisiti fitosanitari richiesti dall’Unione europea, viene svolta dal Settore fitosanitario competente per punto di ingresso che ispeziona la merce presso specifici posti di controllo frontaliero sul territorio comunitario riconosciuti dalla normativa (allegato II del D.lgs 19/2021).

In Piemonte non sono presenti posti di controllo frontaliero e pertanto le formalità del controllo vengono espletate presso il primo punto di entrata della merce nell’Unione europea. Quelli presenti sul territorio italiano sono elencati nell’allegato II del D.lgs.19/2021

Gli operatori professionali che intendono importare vegetali e prodotti vegetali in territorio italiano presso i punti di ingresso fitosanitari nazionali devono essere iscritti al Registro Ufficiale degli Operatori Professionali (RUOP).

Per quanto riguarda l'importazione delle sementi, oltre al rispetto delle suddette prescrizioni, le varietà devono essere iscritte ai registri varietali comunitari.

In questo specifico caso l'importatore deve anche presentare la richiesta per il nulla-osta d'importazione utilizzando il modello di cui all'allegato 2 del D.M. 04/06/97, regolarmente compilato in tutte le sue parti e redatto in quadruplice copia, unitamente alla dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà contenente le dichiarazioni in merito alla conformità ai requisiti stabiliti dalle norme legislative e dai regolamenti in vigore sulla disciplina dell'attività sementiera.

Esportazioni di vegetali

La vigilanza sull'esportazione viene effettuata dagli ispettori fitosanitari su vegetali e prodotti vegetali comportanti "rischio fitosanitario" al fine di garantirne la rispondenza ai requisiti fitosanitari richiesti dai Paesi importatori. Le ditte esportatrici che intendono esportare verso uno stato estero, al di fuori della Unione Europea (paese terzo), vegetali o prodotti vegetali non trasformati, devono richiedere ai paesi destinatari le informazioni riguardanti i requisiti fitosanitari e le normative attualmente vigenti e sottoporle all’approvazione del Settore Fitosanitario Regionale per la verifica di fattibilità.
Il Settore Fitosanitario tramite il personale ispettivo e il personale esterno qualificato, sulla base delle diverse esigenze e della commodity oggetto di esportazione predispone e applica programmi di controllo e verifica nel rispetto dei requisiti fitosanitari richiesti dalla normativa fitosanitaria dei paesi importatori. Rilascia il certificato fitosanitario all’esportazione che consiste in un documento ufficiale a valenza internazionale compilato secondo le regole stabilite dalle norme internazionali FAO ISPM 12.

La richiesta di certificazione fitosanitaria viene gestita on-line dall’applicativo “certificati fitosanitari” tramite il portale Servizionline della Regione Piemonte e per accedervi i richiedenti devono avere SPID ed essere iscritti al RUOP nella sezione esportatori nonché iscritti all’anagrafe agricola della Regione Piemonte e seguire le istruzioni pubblicate.

La normativa vigente stabilisce la riscossione di una tariffa fitosanitaria per l’esportazione di vegetali e di prodotti di origine vegetale i cui dettagli sono riportati nella circolare del 8 Novembre 2021 prot. 27860/A1703B.  

I certificati fitosanitari hanno validità di 14 giorni dal momento dell’emissione al momento della partenza della merce. Se non utilizzati entro i termini previsti devono essere restituiti in originale alla struttura che li ha emessi.

Attenzione: prime richieste di certificato fitosanitario o richieste di spedizioni verso paesi verso i quali non si è mai esportata la commodity richiesta.

Per i nuovi utenti che non hanno mai esportato e devono effettuare la prima richiesta online è richiesto il preventivo contatto con il Settore Fitosanitario per completare l’indirizzamento corretto delle domande di certificazione.

Quando invece il richiedente esporta per la prima volta una commodity vegetale verso un nuovo paese extra europeo, prima di procedere con la richiesta on-line e con il relativo versamento della tariffa fitosanitaria dovuta è necessaria la valutazione preventiva della necessità di certificazione ed il richiedente deve contattare con congruo anticipo gli uffici del settore Fitosanitario.

Le variazioni costanti delle normative fitosanitarie dei paesi terzi e la complessità delle merci esportate, richiedono la preventiva valutazione delle dichiarazioni supplementari e inoltre la eventuale necessità di particolari analisi o ispezioni durante il processo colturale dei vegetali esportati richiedono tempistiche tecniche e operative non brevi.

 

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