Tipologia di contenuto
Scheda informativa

Attività di ricerca, sperimentazione e dimostrazione agricola

Rivolto a
Enti pubblici
Imprese e liberi professionisti
Terzo settore

I progetti finanziati e gli aiuti di Stato concessi ai sensi del Reg. UE 2472/2022 e del Reg. UE 2014/651

La Regione Piemonte sostiene la ricerca agricola sulla base della L.R. 22 gennaio 2019, n.1.

La Direzione regionale Agricoltura e Cibo opera sulla base delle linee di indirizzo, in materia di ricerca, sperimentazione, dimostrazione, innovazione, sviluppo e trasferimento tecnologico nel settore agricolo e dello sviluppo rurale approvate con D.G.R. 53-630/2024 del 20 dicembre 2024 e relativo Programma Regionale 2025-26.

Precedentemente all’adozione della D.G.R. 53-630/2024, le disposizioni riguardanti l’attività di ricerca e dimostrazione agricola operavano in conformità alla Legge regionale n. 63 del 12 ottobre 1978.

Di seguito si riportano tutte le più recenti D.G.R. regionali con le quali periodicamente si individuano gli stanziamenti e le disposizioni per il programma di ricerca:

L’aiuto regionale per progetti di ricerca nel settore agricolo viene erogato ai sensi del Reg. (UE) 2022/2472, art. 38, che dichiara compatibili con il mercato interno, in applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, alcune categorie di aiuti nei settori agricolo e forestale. L’aiuto regionale per progetti di ricerca industriale nelle aree rurali viene invece erogato ai sensi del Reg. (UE) 2014/651, Art. 25.

Il progetti ammessi sono prioritariamente finalizzati a:

  • sostenere un reddito agricolo sufficiente e la resilienza del settore agricolo al fine di rafforzare la sicurezza alimentare a lungo termine, e la diversità agricola, nonché garantire la sostenibilità economica della produzione agricola;
  • migliorare l’orientamento al mercato e aumentare la competitività delle aziende agricole, sia a breve che a lungo termine;
  • contribuire alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all’adattamento agli stessi, anche riducendo le emissioni di gas a effetto serra e migliorando il sequestro del carbonio, nonché promuovere l’energia sostenibile;
  • promuovere lo sviluppo sostenibile e un’efficiente gestione delle risorse naturali, come l’acqua, il suolo e l’aria, anche riducendo la dipendenza dalle sostanze chimiche.

Progetti 2025

Agrion Ricerca in Agricoltura - Orientamento Varietale 2025

Partecipante al progetto

Fondazione per la ricerca l’innovazione e lo sviluppo tecnologico dell’agricoltura piemontese - Agrion.

Il progetto si articola nei seguenti sottoprogetti:

  • Sottoprogetto 1 – Frutticoltura: Orientamento Varietale
  • Sottoprogetto 2 – Orticoltura, fragola e piccoli frutti: Orientamento Varietale
  • Sottoprogetto 3 – Corilicoltura: Orientamento Varietale
  • Sottoprogetto 4 – Vitivinicoltura: Vitigni resistenti a Peronospora e oidio
  • Sottoprogetto 5 – Vitivinicoltura: Confronto cloni di Dolcetto

Sottoprogetto 1 – Frutticoltura: Orientamento Varietale

Obiettivi

L’introduzione di nuove varietà a basso impatto ambientale, di elevata qualità e facilmente gestibili in pieno campo, anche grazie a resistenze/tolleranze ai patogeni chiave, può aiutare la frutticoltura piemontese a contrastare le difficoltà riscontrate negli ultimi tempi in parte riconducibili alle mutate condizioni climatiche, alla presenza di nuove avversità fitopatologiche e alla difficoltà di reperimento della manodopera.

Obiettivi comuni per le diverse specie:

  • Individuazione e selezione di cultivar e cloni potenzialmente interessanti, con caratteristiche migliorative dal punto di vista agro-pomologico e di tolleranza/resistenza alle malattie
  • Individuazione di portainnesti alternativi a quelli attualmente in uso nelle diverse specie.

Obiettivi specifici:

  • Melo: resistenza ticchiolatura
  • Pero: tolleranza al colpo di fuoco batterico, nuove tipologie di frutto (incrocio pero/nashi).
  • Pesco: maturazione precoce (Big Top,) intermedia (Gea, Alitop), nuove tipologie.
  • Ciliegio: maturazione extra-tardiva, ridotta sensibilità al cracking.
  • Susino, albicocco, kiwi, mandorlo e noce: innovazione rispetto a varietà di riferimento.

Sottoprogetto 2 – Orticoltura, fragola e piccoli frutti: Orientamento Varietale

Obiettivi

Indagine sulle capacità di adattamento alle condizioni pedo-climatiche del Piemonte e validazione per l’impiego nelle operazioni di rinnovo e ampliamento varietale, di nuovi materiali presenti in commercio e non. Creazione di apposite “Liste di Indirizzo Varietale” relative agli areali piemontesi per rispondere alle esigenze dei mercati di riferimento. I nuovi materiali sono saggiati sia da un punto di vista agronomico-qualitativo, sia per la presenza di tolleranze/suscettibilità a eventuali patogeni.

Obiettivi specifici:

  • Mirtillo: diversificare l’offerta varietale e ottimizzare il calendario di raccolta
  • Lampone: valutazione cultivar rifiorenti
  • Fragola: selezione di cultivar con elevate caratteristiche organolettiche
  • Mora di rovo: monitoraggio materiali di riferimento
  • Pomodoro cuore di bue: varietà con pezzature contenute, non comuni, colorazioni diverse, caratterizzate da resistenze a patogeni tellurici e virosi
  • Peperone ibrido mezzo lungo: ricerca di tolleranza a virus (TSWV) e oidio
  • Cavolfiore: materiale adatto al ciclo produttivo locale
  • Patata: monitoraggio di varietà per il rinnovo dell’assortimento
  • Zucchino: materiale adatto al ciclo produttivo locale

Sottoprogetto 3 – Corilicoltura: Orientamento Varietale

Obiettivi

Fornire indicazioni sulla adattabilità, produttività e qualità pomologica di nuove varietà e selezioni che possano arricchire il patrimonio varietale della corilicoltura piemontese nel quale la Tonda Gentile Trilobata (TGT) costituisce lo standard di riferimento. Le attività comprendono l’introduzione e la valutazione comparativa di materiali provenienti da centri di ricerca nazionali e internazionali, analizzandone l’adattabilità e le potenzialità migliorative, attraverso i rilievi previsti per caratterizzare il profilo fenologico e agropomologico.

Contestualmente, il progetto mira a ridurre i costi di gestione del corileto legati alla spollonatura valutando l’affinità di innesto in combinazione con un portainnesto non pollonifero (TGT su Corylus colurna), la vigoria, la produttività, l’emissione di polloni e il comportamento vegeto-produttivo.

Sottoprogetto 4 – Vitivinicoltura: Vitigni resistenti a Peronospora e oidio

Obiettivi

L’attività prevista ha il fine di valutare il comportamento agronomico e l’attitudine enologica di nuovi materiali ibridi interspecifici tolleranti/resistenti a pernospora e oidio nei contesti vinicoli piemontesi. l’obiettivo è valutarne la potenziale diffusione in Piemonte, considerando con attenzione il rischio di alterare o snaturare il patrimonio ampelografico regionale.

Sottoprogetto 5 – Vitivinicoltura: Confronto cloni di Dolcetto

Obiettivi

Messa a disposizione degli agricoltori di materiale di moltiplicazione in grado di garantire nel tempo produzioni di elevata qualità con costi di gestione contenuti e un migliore adattamento alle mutate condizioni climatiche. A tal fine, la sperimentazione prevede la caratterizzazione vegetativa e produttiva di cloni di Dolcetto, identificati nell’ambito del progetto CLONVIT derivante anche dal recupero di cloni selezionati da antichi vigneti. La propagazione dei cloni consente inoltre di disporre di un numero adeguato di barbatelle finalizzate alla realizzazione di un vigneto sperimentale di secondo livello, destinato anche alla valutazione enologica tramite microvinificazioni.

Risultati:

https://www.agrion.it/ara-agrion-ricerca-in-agricoltura-2025/

Agrion Ricerca in Agricoltura - Tecnica Colturale 2025

Partecipante al progetto

Fondazione per la ricerca l’innovazione e lo sviluppo tecnologico dell’agricoltura piemontese - Agrion

Il progetto si articola nei seguenti sottoprogetti:

  • Sottoprogetto 1 – Frutticoltura: Tecnica Colturale
  • Sottoprogetto 2 – Orticoltura, fragola e piccoli frutti: Tecnica Colturale
  • Sottoprogetto 3 – Corilicoltura: Tecnica Colturale

Sottoprogetto 1 – Frutticoltura: Tecnica Colturale

Obiettivi

La sperimentazione è condotta attraverso prove mirate ad offrire soluzioni alle problematiche evidenziate dai tecnici del coordinamento e dalle aziende agricole, in particolare in ambito di difesa integrata e biologica. Tali attività sono conformi alle finalità del Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari che prevede l’adozione di tecniche volte a ridurre l’uso delle sostanze chimiche di sintesi, nel rispetto dei criteri ecologici, economici e tossicologici. Le attività sono inoltre funzionali all’aggiornamento del disciplinare di produzione integrata rilasciato ogni anno a cura del Settore Fitosanitario e Servizi Tecnico-Scientifici (SFR).

Le attività sperimentali riguarderanno le seguenti problematiche fitosanitarie: “Colletotrichum spp.” del melo (Glomerella), colpo di fuoco batterico delle pomacee, cocciniglie emergenti del pesco, afide lanigero, Drosophila suzukii, tripidi delle nettarine.

Maggiori dettagli sulle attività previste si possono ritrovare sulla pagina web della fondazione AGRION.

Sottoprogetto 2 – Orticoltura, fragola e piccoli frutti: Tecnica Colturale

Obiettivi

La sperimentazione condotta nell’ambito del presente progetto prevede l’allestimento di prove mirate, finalizzate all’attuazione delle direttive del PAN, attraverso la riduzione dell’impiego di prodotti fitosanitari e la razionalizzazione della fertilizzazione, in conformità ai principi ecologici, economici e tossicologici.

Inoltre, le attività sviluppate risultano funzionali all’aggiornamento delle tecniche produttive previste dal disciplinare emanato dal SFR.

Le attività sperimentali riguarderanno le seguenti tematiche: approfondimenti sulla coltivazione fuori suolo del mirtillo, coltivazione del mirtillo in “agrivoltaico”, combinazioni di innesto e forme di allevamento a due o tre branche per il pomodoro cuore di bue, monitoraggio di Drosophila suzukii, monitoraggio e prove di lotta degli elateridi della patata. Maggiori dettagli sulle attività previste si possono ritrovare sulla pagina web della fondazione AGRION.

Sottoprogetto 3 – Corilicoltura: Tecnica Colturale

Obiettivi

Si vogliono valutare due strategie complementari: la gestione dell’inerbimento controllato e dei residui di potatura. L’inerbimento controllato prevede l’analisi di diverse combinazioni erbacee seminate nelle interfile, con l’obiettivo di contenere le piante infestanti e l’erosione del suolo, arricchendolo a livello nutrizionale e microbiologico, favorendo al contempo l’infiltrazione idrica. La gestione dei residui di potatura è prevista mediante l’uso di una macchina cippatrice per la frammentazione dei residui legnosi, così da consentire le normali operazioni colturali e di difesa, ridurre i rischi di diffusione di patogeni e contenere i costi di gestione del materiale di risulta.

Risultati

https://www.agrion.it/ara-agrion-ricerca-in-agricoltura-2025/

Agrion Ricerca in Agricoltura - Vitivinicoltura: Monitoraggio del suolo contro erosione e perdita di fertilità

Partecipante al progetto

Fondazione per la ricerca l’innovazione e lo sviluppo tecnologico dell’agricoltura piemontese - Agrion.

Obiettivi

I vigneti piemontesi, in considerazione della loro localizzazione prevalentemente collinare, sono fortemente soggetti a fenomeni di degradazione del suolo, quali la riduzione della sostanza organica, il compattamento e l’erosione. L’insalubrità del terreno si ripercuote sull’equilibrio dell’ecosistema vigneto e sulla disponibilità di risorse, incidendo spesso in modo negativo sulla quantità e qualità della produzione. Il progetto è volto a indagare le problematiche e i benefici associati a differenti modalità di gestione del suolo, così da favorire e diffondere pratiche viticole sostenibili. A tal fine viene condotto un monitoraggio dell’erosione e del deflusso su due parcelle caratterizzate da diverse modalità di gestione, unitamente all’osservazione della fisiologia delle viti. I dati raccolti saranno confrontati con quelli ottenuti mediante un sistema di rilievo sperimentale, denominato micro-plot, sviluppato per rendere il monitoraggio dell’erosione replicabile e confrontabile a livello aziendale. L’attività è svolta in collaborazione con il CNR-STEMS, che ha progettato le attrezzature di campo ed esegue i rilievi relativi alle principali proprietà fisiche del suolo e alle caratteristiche chimiche delle acque.

Risultati

https://www.agrion.it/ara-agrion-ricerca-in-agricoltura-2025/

Agrion Ricerca in Agricoltura - KIPOTRÀ 2. Moria del kiwi - valutazione sull’impiego di innovativi portinnesti come mezzo agronomico per prevenire lo sviluppo dei sintomi

Partecipanti al progetto

  • Fondazione per la ricerca l’innovazione e lo sviluppo tecnologico dell’agricoltura piemontese – Agrion (capofila)
  • Agroinnova s.r.l.
  • Regione Piemonte - Settore fitosanitario e Servizi Tecnico-Scientifici

Obiettivi

Il progetto prosegue le attività di KIPOTRÀ, con l’obiettivo di approfondire il ruolo dei portinnesti nella prevenzione della moria del kiwi, sindrome multifattoriale che ha gravemente compromesso la coltivazione piemontese, oggi produttiva su circa 1.000 dei 3.014 ettari totali. Negli ultimi anni, attraverso i progetti KIRIS e KIPOTRÀ, sono stati indagati i fattori eziologici e agronomici associati alla moria. Dalle analisi chimico-fisiche del suolo e delle foglie non sono emerse differenze sostanziali tra actinidieti sani e colpiti, a differenza degli studi fisiologici, che hanno evidenziato nelle piante malate adattamenti tipici allo stress climatico. Le indagini microbiologiche hanno rilevato una presenza significativa di oomiceti del genere Phytopythium spp. in quantità maggiori negli appezzamenti sintomatici. I risultati finora ottenuti indicano che le coperture ombreggianti e le irrigazioni mirate possono ridurre gli stress termici e ritardare la comparsa dei sintomi. Altro tema indagato riguarda la valutazione dei nuovi portinnesti, che in campo hanno mostrato comportamenti promettenti nel limitare la sindrome. L’obiettivo è proseguire le attività sperimentali, aggiornando il protocollo scientifico per una valutazione agro-pomologica, fisiologica e patologica dei materiali in prova, al fine di individuare soluzioni concrete per il rilancio e la sostenibilità della coltura del kiwi in Piemonte.

La ricerca si articola nei seguenti punti:

  • Sottoprogetto 1 – Rilievi agropomologici sui nuovi portinnesti dell’actinidia
  • Sottoprogetto 2 – Analisi fisiologiche delle piante innestate con i portinnesti in valutazione
  • Sottoprogetto 3 – Analisi fitopatologiche
  • Sottoprogetto 4 – Elaborazione e trasferimento dei risultati

Risultati

https://www.agrion.it/kipotra-2-0/

Agrion Ricerca in Agricoltura - BIO-AGRI-APIS 25 - BAA25

Partecipanti al progetto

  • Fondazione per la ricerca l’innovazione e lo sviluppo tecnologico dell’agricoltura piemontese – Agrion (capofila)
  • Associazione Regionale Produttori Apistici del Piemonte (Aspromiele)
  • Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Scienze Agrarie, Ambientali e Forestali (DISAFA)
  • Regione Piemonte - Settore fitosanitario e Servizi Tecnico-Scientifici (SFR)
  • Fondazione Podere Pignatelli

Obiettivi

Il progetto BAA25 si inserisce come continuazione dei precedenti lavori “Bio-Agri-Apis” e “Bio-Agri-Apis Bis” (2020-2024). Questi progetti si sono concentrati su tre linee principali: l’applicazione di modelli previsionali in apicoltura, il biomonitoraggio ambientale tramite le api e la valutazione di miscugli di sementi adatti al sovescio e al foraggiamento dei pronubi. Il nuovo progetto BAA25, previsto per il 2025, si articola in continuità con la ricerca precedente, proseguendo tre linee di intervento principali:

  1. applicazione di modelli previsionali pedo-meteo-climatici in apicoltura, fornendo un servizio per gli apicoltori, con dati settimanali riguardanti il peso del miele prodotto, le sue variazioni nel tempo e le fasi di fioritura apistiche. L'adozione di tecnologie per il monitoraggio remoto degli alveari permette agli apicoltori di ottimizzare la gestione aziendale senza dover intervenire fisicamente. Aspromiele ha avviato nel 2019 una rete di monitoraggio ambientale, BEE-RAP, per rilevare il peso degli alveari e dati climatici (temperatura, umidità, piovosità e CO ambientale), cruciali per comprendere i flussi nettariferi e per il monitoraggio della salute degli alveari. Monitoraggio cadenzato pubblicato nella sezione “La bacheca dei bollettini”, “Bollettino API” al seguente link https://www.regione.piemonte.it/web/temi/agricoltura/servizi-fitosanitari-pan.
  2. biomonitoraggio ambientale, per rilevare eventuali residui di agrofarmaci nelle matrici degli alveari.
  3. valutazione di miscugli di sementi adatti al sovescio e al foraggiamento dei pronubi, con l’obiettivo di arricchire la sostanza organica nei terreni, fornendo habitat per i pronubi, in particolare le api, e promuovendo la biodiversità.

Risultati

https://www.agrion.it/bio-agri-apis-2025/

Agrion Ricerca in Agricoltura - SOS-FRUTTI - Strategie sostenibili per la gestione di Eriosoma lanigerum e Forficula auricularia

Partecipanti al progetto

  • Fondazione per la ricerca l’innovazione e lo sviluppo tecnologico dell’agricoltura piemontese – Agrion (capofila)
  • Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Scienze Agrarie, Ambientali e Forestali (DISAFA)

Obiettivi

Due insetti sono responsabili di danni economici rilevanti su melo e drupacee negli areali frutticoli piemontesi: l’afide lanigero (Eriosoma lanigerum) e il dermattero Forficula auricularia. L’attuale quadro normativo evidenzia la scarsità di strumenti efficaci contro questi fitofagi, situazione ulteriormente compromessa dai cambiamenti climatici in atto, che amplificano lo stress a carico delle piante e favoriscono la diffusione di questi insetti, alterandone il ciclo biologico.

In questo contesto, il presente progetto mira a studiare i fattori coinvolti nell’aumento della popolazione di questi fitofagi e a definire strategie di difesa efficaci e sostenibili per tutelare la produzione di drupacee. Le attività si baseranno sui risultati già ottenuti e sulle competenze maturate in precedenti ricerche condotte in collaborazione tra il DISAFA e la Fondazione Agrion.

  • Sottoprogetto 1 – Indagini sull’afide lanigero E. lanigerum e sul parassitoide specifico A. mali, per definire strategie efficaci e sostenibili. Gli obiettivi includono l’approfondimento del ciclo biologico dell’emittero, la convalida di modelli previsionali delle infestazioni, la valutazione del ruolo di portainnesti resistenti e l’indagine sull’efficacia di insetti utili per il controllo biologico.
  • Sottoprogetto 2 – Indagini su F. auricularia per la definizione delle dinamiche di popolazione nei frutteti e lo sviluppo di strategie di lotta efficaci ed ecosostenibili su drupacee. In particolare, si intende approfondire il ciclo biologico del dermattero, valutando l’efficacia di strategie innovative per il contenimento delle popolazioni. Inoltre, è previsto il saggio di esche attrattive in laboratorio per il suo controllo.

Risultati

https://www.agrion.it/sos-frutti-2025/

Agrion Ricerca in Agricoltura - SELEVIT 3 - Miglioramento della qualità del materiale vivaistico della vite e selezione di nuovi genotipi tolleranti agli stress ambientali 3

Partecipanti al progetto

  • Fondazione per la ricerca l’innovazione e lo sviluppo tecnologico dell’agricoltura piemontese – Agrion (capofila)
  • Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) - Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante (IPSP)
  • Regione Piemonte (Settore produzioni agrarie e zootecniche e Settore Fitosanitario e Servizi Tecnico-Scientifici)

Obiettivi

La vite riveste un ruolo fondamentale in Piemonte per estensione, produzione e valore economico. Gli effetti del cambiamento climatico impongono uno studio approfondito del comportamento delle cultivar in risposta a tali variazioni.

Il CNR-IPSP ha selezionato, omologato e iscritto nel Registro nazionale 140 cloni. Tra questi, alcuni somacloni di Nebbiolo CVT185 e del portinnesto 110R ottenuti tramite embriogenesi somatica mostrano una variabilità genetica utile a una maggiore tolleranza agli stress idrici, sia in serra che in pieno campo.

Nel 2023, i dati eco-fisiologici in vigneto sono stati promettenti, evidenziando maggiore tolleranza allo stress idrico. Nel 2024, con estati più piovose, non si è potuto valutare la risposta alla siccità, ma ugualmente si è osservata una migliore regolazione stomatica e conservazione dell’acqua in condizioni irrigue ottimali rispetto ai controlli. Poiché le condizioni climatiche variano fortemente, sono cruciali più anni di monitoraggio per confermare la stabilità di questi risultati e la resistenza a diversi tipi di stress.

Il progetto prevede ora prove di innesto tra Nebbiolo CVT185 e 110R mutati, per valutarne le risposte agronomiche e fisiologiche. Inoltre include la realizzazione di un campo collezione con le principali varietà piemontesi (Barbera, Moscato, Cortese, Nebbiolo e Dolcetto) innestate su portinnesti della Serie M, caratterizzati da diversa vigoria e buona resistenza agli stress idrici. Saranno studiati i parametri fisiologici e biometrici dei portainnesti. Ogni combinazione sarà rappresentata da 70 piante per studi agronomici, microvinificazioni e valutazioni enologiche.

Parallelamente, si studierà il caolino, polvere argillosa che crea un film protettivo riflettente radiazioni, riducendo danni fogliari e al grappolo, migliorando la risposta allo stress e repellendo insetti dannosi come Popillia japonica.

Sottoprogetti:

  • Valutazione della risposta agli stress ambientali di giovani piante di vite;
  • Gestione dell'impianto di piante mutate di somacloni e del portinnesto 110R;
  • Messa a dimora di una collezione di vitigni piemontesi innestati sui portinnesti della Serie M e valutazione dello sviluppo vegetativo;
  • Tecniche colturali per l’adattamento ai cambiamenti climatici.

Risultati

https://www.agrion.it/selevit-3/

Agrion Ricerca in Agricoltura - Progetto GENTLER - Tonda Gentile produttiva

Partecipanti al progetto

  • Fondazione per la ricerca l’innovazione e lo sviluppo tecnologico dell’agricoltura piemontese – Agrion (capofila)
  • Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Scienze Agrarie, Ambientali e Forestali (DISAFA)

Obiettivi

Il progetto rappresenta un'iniziativa strategica per il rilancio della corilicoltura piemontese attraverso un approccio multidisciplinare che integra ricerca avanzata, innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale. L'iniziativa nasce dalla necessità di affrontare le crescenti sfide poste dai cambiamenti climatici e dalle nuove problematiche fitosanitarie, che stanno compromettendo la produttività del comparto corilicolo regionale. L’obiettivo è quello di rinnovare completamente l'approccio alla coltivazione del nocciolo, a partire dalla corretta progettazione degli impianti moderni, verificando quindi le dinamiche di impollinazione, sviluppando tecniche innovative per la gestione della chioma e curando infine l’implementazione di un sistema digitale integrato di supporto decisionale che combini dati meteorologici, satellitari e di campo per fornire indicazioni in tempo reale agli agricoltori. Inoltre è prevista l’analisi approfondita dello stato degli impianti esistenti, con particolare attenzione all’individuazione delle cause delle difformità produttive e il recupero degli impianti obsoleti tramite differenti tecniche di rinnovamento. Parallelamente vengono studiati gli aspetti fisiologici della pianta attraverso il monitoraggio di parametri quali gli scambi gassosi, il potenziale idrico e indicatori biochimici di stress. Per incrementare l’adattabilità agli stress climatici, sarà valutato l’impiego di princìpi biostimolanti.

Il controllo delle avversità biotiche rappresenta un tema centrale del progetto: saranno approfondite le dinamiche di infezione e diffusione dei patogeni, con l’obiettivo di sviluppare strategie di difesa sostenibili. L’aspetto più innovativo e ambizioso riguarda l’applicazione di tecniche di editing genetico per il miglioramento varietale della Tonda Gentile, finalizzate all’ottenimento di linee più tolleranti a stress biotici e abiotici. L’obiettivo finale è fornire al settore corilicoro piemontese strumenti scientifici e operativi per favorire la transizione verso modelli produttivi più resilienti, sostenibili ed economicamente competitivi, valorizzando al contempo la qualità delle produzioni regionali sui mercati nazionale e internazionale. Le attività del progetto sono articolate nei seguenti work packages:

  1. Corretta progettazione di un moderno corileto.
  2. Fisiologia della pianta in funzione dei cambiamenti climatici e produttività.
  3. Patologia e popolazioni microbiche.
  4. Vecchi e nuovi fitofagi nel presente scenario dei cambiamenti climatici.
  5. Cimici del nocciolo modalità e azioni di contenimento, lotta biologica.
  6. Materiale vivaistico selezionato e miglioramento genetico-varietale della Tonda Gentile.

Risultati

https://www.agrion.it/tonda-gentile-e-produttiva-2025-2027/

Agrion Ricerca in Agricoltura - Progetto LAN-GAN - Sperimentazione attraverso lanci del parassitoide Ganaspis brasiliensis

Partecipante al progetto

Fondazione per la ricerca l’innovazione e lo sviluppo tecnologico dell’agricoltura piemontese – Agrion

Obiettivi

Il dittero di origine asiatica Drosophila suzukii, noto come moscerino dei frutti, causa ingenti danni alle coltivazioni sia biologiche sia convenzionali. La sua ampia diffusione è dovuta principalmente all’elevata polifagia combinata alla sua natura polivoltina, che rendono difficile il controllo della specie. Le uova sono deposte all’interno dei frutti sani durante le fasi finali della maturazione e gli interventi in fase di pre-raccolta non consentono di rispettare i tempi di carenza. I pochi fitofarmaci disponibili comportano effetti collaterali rilevanti, quali l’impatto sulla salute di produttori e consumatori, sugli insetti utili e la possibile insorgenza di infestazioni secondarie. Nel 2021 il Servizio Fitosanitario Nazionale e il CREA, in collaborazione con la Fondazione E. Mach di San Michele all’Adige, hanno avviato l’introduzione del parassitoide specifico Ganaspis brasiliensis nell’ambito di un progetto di lotta biologica per contenere la presenza del dittero. Nello stesso anno, in Piemonte, il parassitoide è stato rilasciato in tre località della provincia di Cuneo. Il programma attuale, previsto per il 2025, mira a rilasciare G. brasiliensis in nuovi siti per rafforzare la presenza della popolazione. Le tre principali attività previste comprendono:

  1. Acquisizione del parassitoide e individuazione dei siti di rilascio;
  2. Conservazione del parassitoide e effettuazione dei lanci
  3. Elaborazione risultati e trasferimento

Risultati

https://www.agrion.it/sperimentazione-attraverso-lanci-del-parassitoide-ganaspis-brasiliensis/

 

LISP - Sperimentazione sull'indice di sostenibilità degli allevamenti da latte bovino prodotto nel territorio regionale attraverso la valutazione dei parametri della qualità del latte

Partecipanti al progetto

  • Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta – IZSPLV
  • Regione Piemonte - Settore produzioni agrarie e zootecniche

Obiettivi

Il progetto prevede lo studio e la messa a punto di un Indice di Sostenibilità e Qualità (ISAQ) per le aziende piemontesi che allevano bovini da latte. L’ISAQ si propone come strumento per misurare le performance ambientali in modo oggettivo, valutando l'impatto ecologico delle attività zootecniche. Valorizzando la qualità e la sostenibilità del latte, l'ISAQ rappresenta uno strumento certificabile che potrà diventare un riferimento tecnico per la definizione e l'aggiornamento dei disciplinari relativi al latte e ai suoi derivati, in linea con le politiche europee (Green Deal, Farm to Fork, Biodiversity Strategy), incentivando un miglioramento continuo. L’ISAQ, come strumento utile a valutare l’efficacia delle misure ambientali messe in campo, trova applicazione in vari ambiti, tra i quali i Sistemi di Qualità Nazionali (SQN), la programmazione regionale e nazionale e la filiera lattiero-casearia. I Ring test previsti hanno come obiettivo monitorare e armonizzare l’attività dei laboratori di analisi della filiera lattiero-casearia piemontese, rendendo i dati analitici prodotti più robusti e affidabili.

La ricerca si articola nei seguenti work packages (WP):

  1. Acquisizione dei dati dei parametri classici del latte delle bovine piemontesi.

  2. Analisi e sviluppo di indici di sostenibilità ambientale sui parametri urea, acidi grassi e azoto totale.

  3. Raccolta informazioni su panel di aziende zootecniche da latte e stima delle emissioni di ammoniaca e metano tramite equazioni IPCC.

  4. Verifica e studio della presenza di una correlazione tra i risultati delle WP2 e WP3 per lo sviluppo di un ISAQ.

  5. Ring test (prove valutative di confronto interlaboratorio):

    • rilevazione di sostanze inibenti nel latte: “RT inibenti.”

    • verifica dell’allineamento dei laboratori IZSPLV e laboratorio affiliato: “RT ordinario”.

    • verifica del parametro “proteina vera”: confronto analitico del laboratorio IZSPLV e laboratorio affiliato.

  6. Certificazione esecuzione dei prelievi e risultati

  7. Gestione, dimostrazione e diffusione

  8. Coordinamento delle attività.

Risultati

Risultati del progetto non ancora disponibili.

STREAL2 - Strategie per la riduzione delle emissioni di ammoniaca del letame 2

Partecipante al progetto

  • Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Scienze Agrarie, Ambientali e Forestali - DISAFA
  • Regione Piemonte - Settore produzioni agrarie e zootecniche

Obiettivi

STREAL 2 è la prosecuzione del progetto STREAL, dedicato allo studio di soluzioni per ridurre le emissioni di ammoniaca prodotte dal letame bovino. Il progetto si propone di ampliare il campo sperimentale e di consolidare le conoscenze acquisite, includendo letami provenienti da diverse realtà aziendali e verificando l’efficacia di specifici additivi nelle fasi di stabulazione e di stoccaggio, in condizioni ambientali e gestionali differenti.

L'obiettivo principale è identificare pratiche e strumenti concreti per ridurre le emissioni di ammoniaca dai reflui zootecnici palabili nella fase precedente alla distribuzione in campo, garantendo un equilibrio tra sostenibilità ambientale ed economica delle aziende agricole. I risultati contribuiranno al miglioramento della qualità dell'aria, in linea con gli obiettivi del Piano Regionale di Qualità dell'Aria (PRQA).

Il progetto include anche la definizione di linee guida tecnico-scientifiche destinate agli operatori del settore agricolo, con l'obiettivo di promuovere l'adozione di soluzioni ottimali e sostenibili per la gestione dei reflui zootecnici palabili.

Risultati

Risultati del progetto non ancora disponibili. La fine del progetto è prevista per il 31/05/2026.

 

Progetti 2024

PURA LANA PIEMONTESE 2”

Partecipanti al progetto

  • Università di Torino - Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA), in qualità di capofila;
  • Ente Associazione Regionale Allevatori del Piemonte (ARAP);
  • Ente Consorzio Biella The Wool Company (BtWC).

Obiettivi

Il progetto di ricerca è in diretta continuità con il progetto "Pura lana Piemontese", di cui costituisce la fase 2, e si compone delle seguenti attività:

    • selezione manuale e analisi qualitativa (resa, diametro fibre, lunghezza, colore, ...) di una quota della lana raccolta nella fase 1 e stoccata presso il Centro di lavorazione lana di Miagliano (BI), al fine di redigere un quadro sulla qualità   della lana presente in Piemonte e di identificare l’opportunità di valorizzazione nella filiera tessile;

    • indagine su applicazioni alternative della lana non selezionata, al fine di identificare possibili applicazioni alternative e innovative;

    • valutazione della sostenibilità economica della filiera locale di raccolta e lavorazione della lana.

Risultati ottenuti

Sintesi dei risultati di progetto

Per informazioni
Direzione Agricoltura e cibo – Settore produzioni agrarie e zootecniche
Nomi dei funzionari istruttori: Elisa Spaziani, tel: 011.4324879   Emanuele Parzanese, tel: 011.4325117   

“Realizzazione del Centro Becchi Fiurinà” - BECH.GRIS

Partecipanti al progetto

    • Università degli studi di Torino - Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari - DISAFA; 

    • Università degli studi di Torino - Dipartimento di Scienze Veterinarie – DSV;

    • Associazione Capra Grigia Valli di Lanzo o Fiurinà.

Obiettivi

Il numero di capi Fiurinà è, ad oggi, molto limitato (circa 350 capi). Ciò ha comportato conseguenti problemi di consanguineità nei capi, con nascite di maschi acorni sterili.

Il progetto si pone quindi come obiettivo la costituzione di un Centro per l’allevamento per i maschi di razza Grigia delle Valli di Lanzo, ove effettuare le seguenti attività:

    1. valutazioni dal punto di vista genetico sulla popolazione caprina distribuita nelle aziende piemontesi;

    2. ritiro di giovani maschi allevati per almeno tre anni;

    3. ricovero e allevamento degli animali presso l’azienda zootecnica della Struttura Didattica Speciale Veterinaria dell’Università di Torino;

    4. prima selezione dei potenziali riproduttori su base morfologica da parte di esperti di razza e genetica su dati molecolari;

    5. durante la stagione riproduttiva, consegna dei maschi nelle aziende piemontesi secondo una turnazione programmata per evitare problemi di consanguineità.

Risultati ottenuti

Risultati del progetto non ancora disponibili.

Per informazioni
Direzione Agricoltura e cibo – Settore produzioni agrarie e zootecniche
Nomi dei funzionari istruttori: Elisa Spaziani, tel: 011.4324879   Emanuele Parzanese, tel: 011.4325117   

 

Progetti 2023

PURA LANA PIEMONTESE” – Pie.La

Partecipanti al progetto

  • Università di Torino - Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA), in qualità di capofila;
  • Ente Associazione Regionale Allevatori del Piemonte (ARAP);
  • Ente Consorzio Biella The Wool Company (BtWC).

Obiettivi

In Italia, la lana è classificata come rifiuto speciale con conseguenti alti costi di smaltimento per gli allevatori piemontesi, invece di essere considerata una risorsa.

Questo progetto è nato con l'obiettivo di esplorare una via per la valorizzazione della lana prodotta dagli allevatori piemontesi, che nella maggior parte dei casi allevano razze ovine prevalentemente autoctone, alcune delle quali classificate a rischio di estinzione, e che contribuiscono al mantenimento della biodiversità animale ed al presidio dei territori più svantaggiati collinari e montani.

Il progetto di ricerca si è composto delle seguenti attività:

- organizzare la raccolta e il ritiro dei lotti di lana sucida dai singoli allevatori;

- stoccare i lotti di lana presso i magazzini e la consegna al Centro di lavorazione lana di Miagliano (BI);

- coordinamento, monitoraggio e divulgazione dei risultati ottenuti.

La selezione manuale e l'analisi qualitativa della lana raccolta, al fine di redigere un quadro sulla qualità media della lana presente in Piemonte e di identificare l’opportunità della sua valorizzazione nelle varie filiere, è prevista nel secondo progetto denominato Pura lana piemontese 2.

Risultati ottenuti

Scarica la sintesi dei risultati ottenuti

Per informazioni
Direzione Agricoltura e cibo – Settore produzioni agrarie e zootecniche
Funzionari istruttori: Emanuele Parzanese, tel: 011.4325117 | Elisa Spaziani, tel: 011.4324879


 

Progetti 2019

Ricerca, sperimentazione e dimostrazione in cori-viticoltura

Il progetto, in accordo con le linee di indirizzo della programmazione regionale, ha come obiettivo generale il miglioramento della gestione economica e della sostenibilità  dei processi produttivi agricoli e lo declina, in particolare, in due settori chiave per l’agricoltura piemontese: il settore viticolo e quello corilicolo.

Attraverso i risultati del presente progetto la Regione Piemonte intende valorizzare queste produzioni sotto l’aspetto della qualità, della tutela della salute degli operatori e delle risorse ambientali.

Per il settore corilicolo il progetto ha 2 obiettivi principali:

  • verificare la validità di nuove tecniche agronomiche per fronteggiare l’Halyomorpha halys e  promuovere strategie di difesa con un ridotto impiego di prodotti fitosanitari;
  • valutare nuove varietà e cultivar in campo che consentano una gestione facilitata e a minore impatto ambientale delle operazioni colturali (utilizzo di portainnesti non polloniferi) o che garantiscano caratteristiche quali-quantitative migliori dell’attuale tonda Gentile coltivata in Piemonte.

Per il settore viticolo i principali obiettivi sono:

  • osservazione e valutazione del comportamento all’interno di campi prova delle varietà resistenti a oidio e peronospora;
  • verificare in pieno campo il possibile effetto dell’impiego di elicitori biologici, funghi micorrizici e batteri promotori della crescita, sulla resistenza delle barbatelle alla flavescenza dorata.

Attualmente la Regione con la DD n.1176 del 18/12/2019 ha individuato le risorse finanziarie da destinare alla ricerca ma il progetto non è ancora esecutivo.

La data approssimativa di pubblicazione dei risultati sarà giugno 2021.

I risultati previsti del progetto sovvenzionato saranno pubblicati sul presente sito Internet della Regione Piemonte e saranno disponibili gratuitamente per tutte le imprese attive nello specifico  comparto agricolo; tali risultati resteranno a disposizione su Internet per un periodo di almeno cinque anni dalla data di pubblicazione dei risultati definitivi del progetto sovvenzionato.

Per informazioni:

  • Direzione Agricoltura – Settore Fitosanitario e servizi tecnico-scientifici
    • Federico Spanna (Referente scientifico del progetto): federico.spanna@regione.piemonte.it | tel: 011.432477
  • Direzione Agricoltura – Settore Servizi e Controlli per l’agricoltura
    • Paolo Aceto: paolo.aceto@regione.piemonte.it | tel.011.4322509
      • Stefano Dolzan: stefano.dolzan@regione.piemonte.it | tel.011.4323872

 

Progetti 2018

FOSFADOP - Studio sull’attività della fosfatasi alcalina nei formaggi DOP piemontesi a latte crudo

Partecipanti al progetto

  • Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta – Torino
  • Assopiemonte DOP e IGP

Obiettivi
Il progetto, svolto negli anni 2018-2019, è nato con l’obiettivo di contribuire, in accordo con i Consorzi di Tutela, alla valorizzazione dei formaggi tipici piemontesi prodotti a partire da latte crudo. In generale i formaggi a latte crudo godono di una buona popolarità, per l’idea di genuino che trasmettono al consumatore e per le spiccate caratteristiche organolettiche, tuttavia, poiché il consumatore è ben consapevole che possono verificarsi frodi commerciali nel settore alimentare, quando acquista un formaggio a latte crudo desidera garanzie che il prodotto risponda a quanto dichiarato in etichetta.

Il progetto si pone l’obiettivo di usare l’analisi chimica sul contenuto di fosfatasi alcalina (ALP) per garantire l’utilizzo di latte crudo. Infatti la ALP è un enzima normalmente presente nel latte crudo, che viene inattivato qualora il latte subisca un trattamento termico. Sfruttando questa caratteristica, si è lavorato per ottenere degli intervalli di valori caratteristici di ALP residua per i seguenti formaggi DOP a latte crudo piemontesi: il Castelmagno, il Raschera, il Bra, la Toma piemontese, il Murazzano e la Robiola di Roccaverano.

In quest’ottica quindi, il parametro ALP può rispondere alle esigenze di riscontro normativo in materia di igiene alimentare da parte dell’Autorità Competente e può essere la risposta alla richiesta pressante di Associazioni di Consumatori e di Consorzi di tutela di prodotti a marchio circa il rispetto dei disciplinari di produzione.

Risultati ottenuti

Sono state eseguite 644 analisi della ALP su campioni provenienti dai formaggi oggetto di indagine. I campioni sono stati analizzati presso il Centro Latte dell’IZSPLV mediante metodo fluorimetrico secondo quanto riportato dalla norma internazionale (ISO 11816-2:2016). I dati analitici sono stati elaborati sulla base delle singole variabili monitorate che, anche in base ai dati bibliografici, sembravano poter avere una influenza sul livello di ALP: tipologia di formaggio-temperatura di cottura della cagliata, punto di prelievo all’interno della forma, caseificio di produzione e stagionatura.

I principali risultati sono riassunti nel documento allegato. Tra l’altro, è stato possibile stabilire tre range di valori di ALP corrispondenti a tre diverse tipologie di pasta del formaggio. I range trovati sono i seguenti: tra 2.361 e 28.548.125 per i formaggi freschi a pasta molle (Murazzano e Roccaverano); tra 498.375 e 15.916.500 per i formaggi a pasta semidura (Raschera DOP e Toma DOP) ed infine tra 1.223.875 e 12.753.625 per i formaggi a pasta dura (Castelmagno DOP e Bra Duro DOP). I dati di ALP sono espressi in  milliunità dell’attività dell’enzima per litro e gli intervalli hanno un livello di confidenza del 95%.

I risultati ottenuti possono essere quindi utilizzati per la costruzione di piani di controllo ufficiale, per il contrasto alle frodi e al mascheramento di condizioni igieniche di lavorazione non ottimali.

Articolo divulgativo di fine progetto

Per informazioni
Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta

Coordinatrice del progetto: Lucia Decastelli lucia.decastelli@izsto.it

Direzione Agricoltura – Settore Servizi e Controlli per l’agricoltura.
Funzionari istruttori: Paolo Aceto paolo.aceto@regione.piemonte.it tel.0114322509

Stefano Dolzan stefano.dolzan@regione.piemonte.it tel.0114323872

Applicazione di strumenti di supporto alle decisioni per la protezione del riso dal brusone (pyricularia oryzae) in piemonte: il progetto bruma

Obiettivi
Il monitoraggio aereomicologico di parassiti fungini fitopatogeni caratterizzati da una modalità di infezione primaria per via aerea, e la conoscenza dei meccanismi che regolano il loro ciclo biologico, può costituire un utile strumento di supporto delle decisioni finalizzate alla protezione di specifici sistemi agricoli. Nell’ambito dei suddetti parassiti, l’Ascomicete Pyricularia oryzae (Cooke) Sacc., agente causale di varie forme sintomatologiche note come “brusone” del riso, merita particolare attenzione poiché continua a rappresentare uno dei principali pericoli per questa coltura.
Il progetto ha come obiettivo principale quello di fornire all’utenza agricola un sistema  integrato di supporto alle decisioni per l’ottimizzazione della gestione fitosanitaria del riso nei riguardi del brusone.
Il progetto permetterà la divulgazione in tempo reale di informazioni relative al potenziale rischio di infezione specifico per le aree risicole di sorveglianza, ottenute mediante la costituzione di un’opportuna rete di monitoraggio aeromicologico in loco. Le informazioni rilevate in campo come i conteggi giornalieri di inoculo infettivo e i dati meteorologici giornalieri dovranno essere correlati tra loro e con le caratteristiche del ciclo biologico del patogeno mediante l’impiego di un modello eco-fisiologico previsionale opportunamente costruito per la simulazione dell’interazione Pyricularia oryzae – Oryza sativa.
Da ciò derivano conoscenze traducibili  in servizio informativo e previsionale regionale e provinciale con la predisposizione di supporti di diverso tipo (bollettino, grafici, tabelle) da diffondere attraverso mezzi multimediali (come sms, piattaforme e siti web ecc) agli utenti agricoli. L’acquisizione senza soluzione di continuità di dati e serie storiche agro-ambientali consentirà inoltre la valutazione della bontà del modello matematico  e suggerirà eventuali necessità di calibrazione per le diverse zone risicole.

Risultati attesi
Il progetto mira alla divulgazione, agli operatori del settore, dei dati di monitoraggio di campo e delle informazioni derivanti dal modello; in particolare si otterranno le seguenti conoscenze e si attueranno le seguenti azioni:

  • Costante conoscenza dell’aerodispersione quantitativa delle spore infettive del  patogeno nel territorio risicolo sede di monitoraggio aeromicologico;
  • Valutazione dell’incidenza della malattia in campo in relazione alle caratteristiche meteorologiche e di aerodispersione delle differenti località afferenti alla rete di monitoraggio;
  • Ottimizzazione delle strategie di contenimento del brusone, con particolare riguardo ai due momenti di maggior pericolo per la coltura (infezione fogliare e mal del collo);
  • Divulgazione mediante siti web (portale Settore Fitosanitario Regionale ), SMS, mail ecc del bollettino, delle informazioni epidemiologiche e l’aggiornamento dei lavori in corso,
  • Sensibilizzazione pubblica e approfondimento per gli operatori del settore relativamente alla problematica brusone.

Per informazioni
Direzione Agricoltura – Settore Fitosanitario e servizi tecnico-scientifici
nome del funzionario istruttore: Federico Spanna, tel: 011.432477

Controllo biologico di popillia japonica a mezzo di agenti microbici e chimici a basso impatto ambientale (CoBiPo 3)

Popillia japonica (Coleoptera: Rutelidae) è un piccolo scarabeo di origine asiatica che si nutre a discapito di una grande varietà di specie vegetali erbacee, arbustive o arboree.
Il ritrovamento di questo organismo nocivo nell’area del Parco del Ticino (provincia di Novara), nel luglio 2014, comporta un rischio fitosanitario molto elevato (Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 214 e s.m.i. “Misure di protezione contro l’introduzione e la diffusione nella Comunità di organismi nocivi”); Decreto Ministeriale del 22 gennaio 2018 “Misure d’emergenza per impedire la diffusione di Popillia japonica Newman nel territorio della Repubblica italiana”.
L’insetto è estremamente polifago, negli Stati Uniti è infatti segnalato su circa 300 specie vegetali ed è considerato dannoso su oltre 100 piante tra cui alberi da frutto, vite, nocciolo, piccoli frutti, essenze forestali (tiglio, noce nero, acero, faggio, betulla, ontano), colture di pieno campo (mais, soia, erba medica), ortive (es. pomodoro, fagiolo, asparago, zucchino) e ornamentali (es. rosa, dalia).
Negli ultimi quattro anni le azioni di contenimento attuate dal Settore Fitosanitario hanno portato all’abbattimento delle popolazioni larvali presenti nei terreni e alla cattura di alcune decine di milioni di individui adulti. Nonostante tali attività, che sicuramente hanno un effetto notevole nel contrastare l’espansione dell’insetto, è verosimile ritenere che nei prossimi anni Popillia japonica colonizzerà nuove aree.
Al fine di contenere quanto più possibile le popolazioni e la loro diffusione diventa pertanto indispensabile provare nuove strategie di controllo.
Con questo progetto verranno quindi sperimentante tecniche di lotta biologica e microbiologica che contemplano sia l’uso di trappole per l’autodisseminazione in grado di diffondere agenti di controllo quali funghi entomopatogeni del genere Metarhizium, sia l’utilizzo di trappole attrattive con rete insetticida, dette Attract & Kill, a basso impatto ambientale e capaci di attrarre l’insetto e di ucciderlo (vengono considerate a basso impatto ambientale in quanto il contenuto di principio attivo abbattente è contenuto in quantità modeste).
Il progetto ha dunque la finalità di elaborare strategie sostenibili per il controllo delle popolazioni di Popillia japonica nelle aree infestate, con lo scopo di ridurre i danni dovuti all’attività trofica di larve e adulti.

Gli obiettivi possono essere riassunti con i seguenti punti:
1) verifica della persistenza degli agenti microbiologici di controllo (ovvero i funghi entomopatogeni) nell’ambiente in cui questi vengono diffusi;
2)  verifica dell’eventuale abbassamento della popolazione in seguito allo sviluppo di epizoozie  dovute all’attività entomopatogena del fungo;
3)  verifica della possibilità di diffusione delle infezione da Metarhizium nei siti di ovideposizione attraverso femmine infette;
4) valutazione dell’effetto abbattente delle trappole Attract & Kill;
5) validazione dei risultati delle indagini biomolecolari filogeografiche ottenuti nel 2017.
Le attività inerenti tutte le fasi del progetto verranno effettuate nel periodo estivo e a inizio autunno.

I risultati saranno pubblicati sul sito della Regione Piemonte, dove saranno disponibili gratuitamente per tutte le imprese attive del comparto agricolo. Tali risultati resteranno a disposizione su Internet per un periodo di almeno cinque anni dalla data di conclusione del progetto.

Per informazioni
Direzione Agricoltura – Settore Fitosanitario e servizi tecnico-scientifici
Giovanni Bosio, telefono 011.4323721

 

Progetti 2017

Prove di contenimento nei confronti della cimice asiatica Halyomorpha halys in Piemonte mediante l’impiego di parassitoidi oofagi indigeni e approfondimento delle conoscenze sui fattori di regolazione delle popolazioni di questo pentatomide (BIOHALY)

Obiettivi

  • rilevazione del tasso di parassitizzazione a carico delle uova di H. halys sul territorio piemontese;
  • accertamento dell’impatto di possibili iperparassitoidi indigeni;
  • identificazione dei parassitoidi oofagi (gen. Trissolcus e Telenomus) mediante caratteri morfologici e analisi molecolare;
  • indagini sulle interazioni fra diversi fattori di regolazione in condizioni controllate in vista di un loro impiego in strategie di difesa integrata;
  • valutazione dell’efficacia di contenimento dei fattori di regolazione in condizioni di semicampo e di campo;
  • verifica della capacità degli imenotteri ooparassitoidi (gen. Ooencyrtus) di individuare e parassitizzare le uova di H. halys in ambienti agrari, quali frutteti e corileti a conduzione biologica e/o integrata;
  • verifica della capacità dei parassitoidi introdotti di attaccare e svilupparsi nelle uova di H. halys in condizioni controllate e di pieno campo, nonché l’efficienza di parassitizzazione in funzione della distanza dal punto di rilascio;
  • messa a punto di una metodologia per il rilascio in campo degli ooparassitoidi (gen. Ooencyrtus) e lo sviluppo delle strategie di controllo ecosostenibili ed ecocompatibili per la salvaguardia della produzione agricola piemontese.

Risultati attesi

  • Individuare e/o introdurre parassitoidi oofagi in grado di adattarsi con successo alla cimice asiatica, e accertarne la presenza, l’insediamento e la diffusione sul territorio piemontese.
  • implementare le conoscenze su questi parassitoidi oofagi, con particolare riguardo agli ospiti primari e alle condizioni climatico-ambientali favorevoli, nell’ottica di una loro salvaguardia e valorizzazione come agenti di controllo biologico di H. halys;
  • controllo sostenibile delle popolazioni di H. halys e di altri cimici dannose per i frutteti e corileti piemontese;
  • riduzione dei danni dovuti all’attività trofica di adulti e ninfe;
  • fornire le indicazioni utili e necessarie per un corretto impiego dei fattori di regolazione individuati nel contesto agricolo regionale;
  • ricerca di nuove strategie di controllo biologico al fine di ridurre l’utilizzo di prodotti insetticidi di sintesi.

Per informazioni

Direzione Agricoltura – Settore Fitosanitario e servizi tecnico-scientifici

Emanuela Giacometto tel: 011.4323715 mail: emanuela.giacometto@regione.piemonte.it

Drosophila suzukii – Monitoraggio delle popolazioni e azioni di difesa nelle colture piccoli frutti (DROSUZ)

Drosophila suzukii (Diptera: Drosophilidae) è un insetto originario del sud-est asiatico estremamente polifago (colpisce ciliegio, piccoli frutti, fragola, uva, albicocco e specie spontanee) segnalato in Piemonte nel 2010. Il suo ciclo vitale è estremamente rapido e influenzato dalle condizioni ambientali. Alla temperatura ottimale di 20°C è in grado di svolgere l’intero ciclo in 1-2 settimane, mentre è sfavorito da temperature superiori a 30°C. Si alimenta anche su specie spontanee o ornamentali come sambuco, caprifoglio, rovo selvatico, che ne consentono sopravvivenza e sviluppo anche in assenza delle specie coltivate. Il danno è causato dalle larve che si nutrono delle parti carnose del frutto, provocando depressioni superficiali e rammollimenti. I danni più consistenti in Piemonte sono stati registrati su piccoli frutti e ciliegio. Le specie più colpite sono nell’ordine: rovo, mirtillo, lampone e fragola, specie diventate negli ultimi decenni coltura di riferimento per il territorio pedemontano. L’infestazione di D. suzukii, che nel 2014 ha interessato oltre il 50% dei frutti rendendo non raccoglibili intere produzioni delle varietà medio-tardive di mirtillo e di lampone rifiorente, costituisce una emergenza fitosanitaria, che mette a rischio una delle filiere con le più interessanti prospettive di mercato.

Obiettivi
L’obiettivo delle attività che si intendono avviare nell’ambito della presente ricerca sono indirizzate a monitorare, con l’ausilio di trappole alimentari, la presenza, la diffusione e l’evoluzione delle popolazioni del fitofago nei comprensori di coltivazione dei piccoli frutti. Questo permette sia di creare delle curve di presenza nel corso degli anni sia di diramare bollettini di allerta da divulgare ai produttori tramite l’assistenza tecnica.
Contestualmente proseguiranno le prove di difesa passiva con l’intento di contrastarne lo sviluppo incontrollato e contenere i danni alle produzioni. Verrà valutata l’efficacia delle reti antinsetto nel contenimento degli ingressi all’interno dei siti di coltivazione e la loro influenza sul microclima all’interno dei tunnel. Se, sulla base di recenti acquisizioni, saranno disponibili nuove tecniche di difesa verranno avviate prove di valutazione nei nostri areali. L’attività di coordinamento dei tecnici di base e la programmazione di visite alle prove ha come obiettivo quello di assicurare l’immediato trasferimento delle informazioni alla base produttiva accelerando i processi di applicazione dei risultati scaturiti dalla sperimentazione.

Risultati attesi
Il monitoraggio ininterrotto delle popolazioni permetterà di allertare, tramite note tecniche, i produttori riguardo ai potenziali rischi di danni da ovodeposizione e consigliare l’attivazione delle misure di contenimento. Dalle prove di difesa che verranno avviate ci si attende, invece, la conferma dell’efficacia delle reti antinsetto nel contenere gli ingressi all’interno degli appezzamenti. L’inserimento di altre tipologie di chiusura consentirà di ampliare le conoscenze
tecnico/applicative sull’uso delle barriere fisiche e fornire strumenti per consigliare ai produttori, in funzione delle caratteristiche ambientali, il miglior metodo da utilizzare.

Per informazioni
Direzione Agricoltura – Settore Fitosanitario e servizi tecnico-scientifici
Davide Venanzio

Gestione del suolo in frutticoltura sostenibile - soluzioni innovatie per la riduzione/azzeramento del diserbo chimico e incremento della fertilità organica del suolo (FLORINFRU)

Obiettivi
Il progetto è proposto con l’intenzione di individuare strategie ecocompatibili che consentano la
valorizzazione delle produzioni frutticole regionali sotto l’aspetto della qualità, della sicurezza alimentare, della tutela della salute degli operatori e delle risorse ambientali.
Il progetto affronta due problematiche di estrema attualità, quali il contenimento delle erbe infestanti nel sottofila del frutteto e il mantenimento della fertilità del suolo nei casi di rinnovo della coltura sullo stesso appezzamento in omo-successione.
Nell’ambito della gestione delle malerbe si valuterà l’efficacia del diserbo meccanico, da solo o abbinatoal diserbo chimico del terreno, nel contenimento delle infestanti e si analizzeranno le conseguenze a livello ambientale dell’adozione delle suddette pratiche colturali. Con le medesime finalità saranno valutate: la pratica dello sfalcio delle malerbe spontanee e la capacità che possiedono alcune specie erbacee selezionate di contenere l’insediamento delle malerbe, diminuendo così il numero di interventi di sfalcio necessari. Per valutare la convenienza delle diverse pratiche sarà effettuata una valutazioneeconomica.

Risultati attesi

Nel complesso il Progetto mira a contribuire all’innovazione ed alla diffusione di tecniche di difesa integrata e quando possibile biologica. Più in particolare s’intendono sviluppare strategie che consentano di raggiungere i seguenti risultati:

  • Verificare la sostenibilità economica di una gestione meccanizzata delle infestanti del frutteto;
  • Verificare gli effetti positivi sulla fertilità del suolo di pratiche agronomiche sostitutive degli interventi chimici di diserbo e disinfezione del terreno;
  • Aumentare la sicurezza per gli operatori agricoli e per il consumatore finale;
  • Rendere più rapida l’acquisizione e l’applicazione a livello operativo delle moderne tecnologie;
  • Ridurre o azzerare l’impiego di prodotti chimici in frutticoltura.

Per informazioni
Direzione Agricoltura - Settore Fitosanitario e Servizi tecnico-scientifici
Viola Massobrio
011.4325217

Elicitori di resistenza a supporto della difesa dalla Flavescenza dorata della vite

Obiettivi

  • Quantificare l’efficacia di trattamenti a base di tre elicitori biotici e uno abiotico nella riduzione del numero di barbatelle di vite infette dopo esposizione per un anno all’infezione da FD mediante il vettore naturalmente presente in vigneto.
  • 2.Verificare se l’età della vite al momento dell’applicazione del trattamento a base di benzotiadiazolo influenzi l’effetto protettivo dell’elicitore nei confronti della FD in campo.
  • 3.Verificare se la genetica della vite influenzi l’effetto protettivo dell’elicitore a base di benzotiadiazolo nei confronti delle FD, mediante applicazione dell’elicitore a viti appartenenti a sei  cv, tre a bacca bianca e tre a bacca rossa.

Risultati attesi
Identificare uno o più elicitori biotici o abiotici capaci di ridurre l’impatto della Flavescenza dorata in vigneto. Uno o più prodotti di questo genere sono indispensabili per il contenimento integrato di questa patologia in associazione con i trattamenti insetticidi contro l’insetto vettore e la rimozione della vegetazione infetta, per ridurre l’impatto economico e l’incidenza sulle produzioni della malattia, ormai endemica in Piemonte, come descritto nella figura sottostante.

Per informazioni
Direzione Agricoltura – Settore Fitosanitario e servizi tecnico-scientifici
Paola Gotta tel:011.4323716

La moria del kiwi – Un approccio sperimentale per chiarirne l’eziologia e mettere a punto gli strumenti di prevenzione e difesa

Obiettivi
Mettere a punto nuove pratiche agronomiche da impiegare al momento dell’impianto per prevenire la moria delle piante di kiwi
Verificare nel tempo dell’efficacia del sistema ideato

Risultati attesi
Il progetto mira a risolvere una problematica in rapida diffusione sul territorio piemontese consentendo la prosecuzione della coltivazione del kiwi attualmente pesantemente minacciata.

Per informazioni
Direzione Agricoltura – Settore Fitosanitario e servizi tecnico-scientifici
Chiara Morone tel:011.4323726

Nematode galligeno del riso: strategie di eradicazione/contenimento e monitoraggio (MELGRI)

Considerata l’importanza del parassita, che, nei paesi asiatici da cui proviene, è in grado di causare ingenti danni alla coltivazione del riso, si reputa necessario valutarne la diffusione sul territorio al fine di delimitare l’area focolaio. Ciò permetterebbe di studiare delle strategie di gestione territoriale in grado di limitare la sua diffusione e consentirebbe di agire in modo uniforme nell’area risicola infestata con lo scopo di eradicare il parassita.

Obiettivi
Gli obiettivi del progetto consistono nel

  • valutare la diffusione del nematode galligeno sul territorio risicolo piemontese;
  • individuare delle strategie di controllo e di lotta efficaci per la sua eradicazione/contenimento che siano allo stesso tempo economiche ed operativamente applicabili nel contesto aziendale.

Il monitoraggio territoriale delle risaie, che partirà dalle zone in cui è già stato rilevato il parassita, è un importante strumento per conoscere l’effettiva presenza del nematode sul territorio risicolo. Il monitoraggio sarà effettuato tramite l’osservazione della tipica sintomatologia presentata dalle piante colpite dal nematode, e sarà realizzato soprattutto nei primi mesi dopo la semina, in particolare tra le fasi fenologiche di 3° foglia e metà accestimento (BBCH 13 –25), quando i sintomi in campo sono più evidenti.
In caso di sintomi sospetti, verrà effettuata l’osservazione dell’apparato radicale e l’analisi di laboratorio delle radici che manifestano galle tipiche di piante parassitate. Durante tutto il corso della stagione colturale saranno comunque raccolti campioni di terreno, da analizzare per valutare la presenza di larve del nematode nel suolo.
La seconda parte del progetto prevede una sperimentazione per individuare metodi di lotta efficaci nell’eradicazione/contenimento del parassita. Saranno, infatti, confrontate diverse strategie di gestione agronomica della risaia. Nello specifico la sperimentazione si dividerà nelle seguenti prove:

  • Valutazione dell’effetto della sommersione prolungata in assenza della coltivazione:
     M. graminicola è ben adattato alle condizioni di sommersione tipiche della risaia, è infatti in grado di sopravvivere per parecchi mesi in suoli sommersi e le uova possono conservarsi nel suolo sia in presenza sia in assenza di acqua.
    I risultati ottenuti dalle prove effettuate nel 2017 hanno mostrato, tuttavia, che periodi prolungati di sommersione sono in grado di ridurre drasticamente la presenza del nematode nel suolo.
    Sarà perciò proseguita la valutazione di tale strategia, adottando la sommersione continua in assenza di coltivazione negli appezzamenti in cui è già stata accertata la presenza di M. graminicola. Dal secondo anno di prove si intende valutare in maniera più approfondita l’effetto della sommersione.
  • Prove per la valutazione di prodotti chimici e biologici ad azione nematocida:
    In ambiente controllato verranno effettuate differenti sperimentazioni che prevedono la coltivazione di piante di riso in vaso. Lo scopo sarà quello di testare prodotti chimici e biologici, anche non registrati per la coltivazione del riso, in grado di ridurre o eliminare la presenza di M. graminicola dal suolo. La valutazione del prodotto prenderà in considerazione anche gli effetti sulla pianta, evidenziando la loro efficacia nel ridurre i danni causati dal parassita.

Risultati attesi
I risultati attesi dal progetto comprendono la creazione di una mappa di diffusione del nematode galligeno nel territorio risicolo piemontese, che definirà le aree e gli appezzamenti in cui il parassita è stato rilevato.
Dalla sperimentazione in campo, invece, ci si attendono risultati circa l’efficacia delle varie tecniche agronomiche di contenimento/eradicazione. Nello specifico, si otterrà un’indicazione più precisa e approfondita riguardo alla efficacia della sommersione in assenza di coltura, nell’ eradicare/contenere l’infestazione di nematodi nel suolo. I risultati delle prove condotte con nematocidi permetteranno inoltre di valutare la strategia di difesa migliore.
Alla conclusione del lavoro verranno redatte linee guida, che rispondano alle richieste aziendali, per l’eradicazione/contenimento dell’infestazione di nematodi galligeni nel suolo delle risaie. Tali indicazioni verranno successivamente divulgate non solo ai risicoltori interessati dal problema, ma a tutti i componenti della filiera.

Per informazioni
Direzione Agricoltura – Settore Fitosanitario e servizi tecnico-scientifici
Loredana Carisio tel:011.432.2394 loredana.carisio@regione.piemonte.it

Monitoraggio della qualità del latte bovino prodotto nel territorio regionale – BOVILAT 2.0

Obiettivo principale del progetto è promuovere il miglioramento della qualità del latte piemontese, tramite l’analisi di parametri classici di qualità, oltre a quella di nuovi parametri.
In particolare questi ultimi sono rappresentati dalla:

  • Resa casearia: si intende individuare un metodo di analisi veloce e affidabile al fine di determinare la resa casearia sui singoli latti di massa. Già il precedente progetto Migliorlatte aveva visto l’esecuzione di caseificazioni sperimentali per 3 tipologie di formaggio. Con questo progetto Bovilat si intende proseguire nella sperimentazione precedente, allargando il campo di indagine ad altre due tipologia di formaggio DOP (Toma piemontese e Bra).
  • Stafilococco aureo: l’obiettivo di indagine è lo studio della prevalenza negli allevamenti piemontesi, del genotipo B di stafilococco e dei ceppi tossinogenici.
  • Screening multiresiduo verso 4 classi di antibiotici, per mettere a punto una metodologia di analisi rapida ed efficace, con una maggiore sensibilità e spettro analitico più ampio di quello consentito dal metodo microbiologico attualmente in uso (D.M. 26.03.1992).

I risultati di questo progetto potranno trovare utile impiego nella filiera lattiero-casearia, per promuovere scelte aziendali che migliorino e valorizzino le caratteristiche merceologiche e sanitarie del latte utilizzato.

Il programma di indagine ha una durata di 12 mesi, dal 1 ottobre 2017 al 30 settembre 2018.

 

Contatti

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Paolo Aceto - SERVIZI DI SVILUPPO E CONTROLLI PER L'AGRICOLTURA
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