Le principali novità della Legge quadro sull'agricoltura

Creato il
09 Gennaio 2019

A quasi quarant’anni dalla legge 63 “Interventi regionali in materia di agricoltura e foreste”, il Consiglio regionale ha approvato, l’8 gennaio scorso, la nuova Legge regionale 22 gennaio 2019, n. 1 "Riordino delle norme in materia di agricoltura e di sviluppo rurale", pubblicata sul Bollettino Ufficiale n. 04 (Supplemento ordinario n. 3) del 24 gennaio 2019.

Il riordino delle norme ha comportato l’abrogazione di 35 delle 45 leggi vigenti, oltre a cinquanta articoli in materia, contenuti nei vari provvedimenti regionali. La legge, con le relative abrogazioni, entrerà in vigore all’atto dell’approvazione del Bilancio regionale, in quanto attualmente è in vigore l’esercizio provvisorio.

Fra le principali novità, si evidenzia:

  • per assicurare la partecipazione delle parti economiche e sociali viene istituito il tavolo del partenariato agroalimentare e rurale;
  • il programma regionale degli interventi integrerà le politiche europee;
  • viene dato ampio spazio alla digitalizzazione e al suo ruolo innovativo per il settore;
  • viene istituita una “banca della terra” che permetterà l'uso agricolo dei terreni incolti nell'ottica della tutela del territorio dal dissesto;
  • si riconosce un vero e proprio ruolo di gestori del territorio per la prevenzione idrogeologica, la resilienza ai cambiamenti climatici, la conservazione dell’ambiente;

  • viene regolamentato con maggior rigore quali sono le attività definite di agricoltura sociale, riconoscendo le fattorie sociali e le fattorie didattiche; ingloba, adeguandola, la nuova normativa sugli agriturismi, e introduce una novità importante, quella del presidio di prossimità;
  • viene promossa una nuova visione delle politiche di valorizzazione della qualità, improntata a favorire lo sviluppo e la redditività delle imprese, le opportunità turistiche e multifunzionali, interesserà l’intero settore delle produzioni di qualità, con un nuovo ruolo per le Enoteche regionali, i distretti del cibo, le filiere agroalimentari;

  • viene posta attenzione viene posta a tutte le forme di tracciabilità delle produzioni, in un’ottica di trasparenza per il consumatore e di utilizzo di tutte le infrastrutture telematiche utili per snellire e rendere accessibili le informazioni;

  • viene tutelato il paesaggio agrario e rurale, che comprende manufatti come muretti a secco, piloni di pietra dei vigneti, siepi o filari di alberi con valore storico.

“Si tratta di una legge quadro necessaria per snellire, semplificare e rendere attuale la legislazione regionale, alla luce della trasformazione dell’imprenditoria agricola e della sfida ambientale e climatica. Abbiamo voluto soprattutto offrire attenzione ai territori più fragili e alle imprese più piccole, dove è necessario creare opportunità”, ha aggiunto Ferrero, "Il quadro d’insieme del resto è mutato, a cominciare dalla riforma delle politiche comunitarie che sta entrando nelle agende politiche in questi mesi e che si rifletterà sul quadro normativo nazionale e piemontese: quando la vecchia legge fu approvata c’erano le politiche agricole che privilegiavano l’incremento produttivo attraverso il sostegno dei prezzi, il ritiro dal mercato delle eccedenze e l’agevolazione dei fattori di produzione, in un mercato europeo altamente protetto dalla concorrenza internazionale e nel quale i consumi erano molto più standardizzati di oggi".

"Mi auguro che questo lavoro", conclude l'Assessore, "sia di stimolo a tutti i cittadini piemontesi e soprattutto metta sempre al centro il lavoro di donne e uomini che di generazione in generazione compiono il prodigio di trarre frutti dalla terra, rispettandola e custodendola come bene prezioso per i cittadini del futuro".

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