- Rivolto a
- Cittadini
- Imprese e liberi professionisti
Pianificare significa contestualizzare alcuni interventi di gestione sulla base di una corretta conoscenza del territorio a livello ambientale, sociale ed economico.
L'articolazione della pianificazione si suddivide in tre livelli: regionale, territoriale e aziendale.
Gli ecosistemi forestali del Piemonte necessitano di modalità gestionali, azioni di valorizzazione, tutela e ricostituzione in grado di sottolinearne al massimo la multifunzionalità. La pianificazione forestale è così strutturata:
- Programma Forestale Regionale (PFR)
-
Il Programma Forestale Regionale (art. 9 l.r. n. 4/2009, in seguito a modifica da parte della l.r. n. 3/2023 per adeguamento al TUFF), di seguito PFR, ha validità decennale e rappresenta il quadro strategico e strutturale all’interno del quale sono individuati le strategie, gli obiettivi, le priorità da perseguire nel periodo di validità, nonché le risorse necessarie al loro raggiungimento e le relative fonti di finanziamento esistenti.
Il PFR è composto da:
• quadro conoscitivo, corredato dall'inventario e dalla cartografia tematica delle foreste e delle relative infrastrutture;
• linee guida di politica per le foreste, ivi inclusi i settori prioritari di intervento e finanziamento
• individuazione delle aree forestali di riferimento per la pianificazione forestale territoriale;
• metodologie di verifica e valutazione dei risultati delle strategie adottate.In Piemonte il Programma Forestale Regionale sostituirà il Piano Forestale Regionale, approvato con D.G.R. 8-4585 del 23 gennaio 2017 ai sensi della precedente versione dell’art. 9 della l.r. n. 4/2009, disponibile alla pagina dedicata Piano Forestale Regionale 2017- 2027.
- Piani Forestali d’Indirizzo Territoriale (PFIT)
-
Il Piano Forestale d’Indirizzo Territoriale (art. 10 l.r. n. 4/2009) è finalizzato all'individuazione, al mantenimento e alla valorizzazione delle risorse silvo-pastorali e al coordinamento delle attività necessarie alla loro tutela e gestione attiva, nonché al coordinamento dei piani di gestione forestale (PGF) e strumenti equivalenti all’interno delle singole Aree forestali individuate dal programma forestale regionale (PFR); sottoposto ad aggiornamento almeno ogni quindici anni, determina le destinazioni d’uso delle superfici silvo-pastorali, i relativi obiettivi e indirizzi di gestione, nonché le priorità d’intervento per i boschi e i pascoli ricadenti all’interno del territorio pianificato, il coordinamento tra i livelli di pianificazione territoriali e forestali vigenti, gli interventi strutturali e infrastrutturali al servizio delle filiere forestali locali, gli indirizzi di gestione silvo-pastorale per la redazione dei piani di gestione forestale (PGF).
I dettagli sull'iter di approvazione sono disponibili alla pagina dedicata Piani Forestali d’Indirizzo Territoriale.
- Piani di Gestione Forestale (PGF) e strumenti equivalenti
-
Il Piano di Gestione Forestale (PGF) e lo strumento equivalente (art. 11 l.r. n. 4/2009), evoluzione del Piano di assestamento forestale e del Piano forestale aziendale, sono strumenti operativi di gestione attiva delle superfici silvo-pastorali indispensabili a garantirne la tutela e la valorizzazione, rispecchiando l’esigenza di mantenere il livello di pianificazione particolareggiato con l’obiettivo primario di massimizzare la multifunzionalità delle aree pianificate.
I PGF approvati dalla Giunta regionale sono consultabili sul Sistema Informativo Forestale Regionale (SIFOR).
I dettagli sull’iter di approvazione sono disponibili alla pagina dedicata Piani di Gestione Forestale (PGF) e strumenti equivalenti.
- Piani di Prevenzione Territoriali (PPT)
-
Tra gli strumenti equivalenti ai PGF, definiti dalle Indicazioni tecnico-metodologiche come elaborati sviluppati su specifiche tematiche a cui sono associate semplificazioni rispetto alle tematiche forestali, vengono individuati anche i Piani di Prevenzione Territoriali (PPT) dedicati alla definizione delle strategie per prevenire gli incendi boschivi e mitigarne l’effetto sugli ecosistemi e sulle comunità rurali.
La peculiarità di questi strumenti equivalenti è l’ambito territoriale di applicazione, che coincide con le aree omogenee dei PFIT, documento che può essere redatto contestualmente al PPT. Tale scelta è legata alla necessità di operare su ampie scale territoriali compatibilmente con l’ecologia degli incendi boschivi, la quale travalica il concetto di proprietà. Pertanto, il PPT potrà essere proposto dalla Regione Piemonte o, per il territorio del Verbano Cusio Ossola, dalla Provincia.
I dettagli sull’iter di approvazione sono disponibili alla pagina dedicata Piani di Prevenzione Territoriali (PPT).