ASL AT, trattamento varici agli arti inferiori con radiofrequenza

Creato il
10 Settembre 2019

Al Cardinal Massaia di Asti sperimentata tecnologia mininvasiva della radiofrequenza con l’obiettivo di offrire ai pazienti prestazioni mediche sempre più sicure e con minor impatto sulla qualità di vita

L’Ospedale Cardinal Massaia si è dotato di uno strumento aggiuntivo e all’avanguardia per il trattamento delle varici degli arti inferiori.

La tecnica di termoablazione tramite radiofrequenza è attualmente uno dei due sistemi endovascolari più utilizzati grazie alla sua esecuzione standardizzata, al miglior comfort del paziente con minima percezione del dolore e alla riduzione dei costi complessivi con riduzione delle giornate di lavoro perse.

Tutte le linee guida di chirurgia vascolare indicano l’intervento di termoablazione come prima scelta in caso di incontinenza della vena piccola e grande safena, purché eseguita in centri con alto volume di interventi.

I benefici per il paziente

Questa tipologia di procedura generalmente

  • è totalmente indolore, sia durante sia dopo l’intervento
  • non necessita di accessi chirurgici all’inguine o procedure cruente come lo stripping venoso, ad eccezione delle microincisioni di 1-2 mm per le flebectomie associate
  • prevede un accesso tramite puntura della grande vena safena all’altezza del ginocchio e l'inserimento di un catetere per procedere con la sonda della radiofrequenza alla chiusura della vena con il calore
  • prevede un’anestesia locale per tumescenza
  • non richiede punti di sutura
  • può essere effettuata in qualunque periodo dell'anno, anche nei periodi caldi
  • è caratterizzata da un bassissimo tasso di recidive
  • consente di tornare alle consuete attività dopo qualche ora
  • è applicabile alla maggior parte delle varici: il chirurgo vascolare, in base all’esame clinico e diagnostico con l’ecodoppler, stabilirà caso per caso l’eligibilità del paziente a questo tipo di trattamento