ASL TO3: i consigli per difendersi dalle zecche

Creato il
21 Giugno 2019

Le zecche sono sempre più diffuse anche nelle nostre zone. L’ASLTO3, S.C. Sanità Animale - Area A, è partner di un progetto sperimentale con l'Università di Torino - Dipartimento di Scienze Veterinarie, all’interno del quale è stato messo a punto un vademecum che raccoglie consigli e informazioni utili.

Zecche: impariamo a conoscerle per proteggerci! 

La zecca è in grado di parassitare molte specie di animali selvatici e domestici. L’uomo rappresenta un ospite occasionale, ma l’aumento della diffusione delle zecche, legata essenzialmente ai mutamenti climatici, fa sì che l’eventualità di ritrovarsi con una zecca ancorata alla pelle sia tutt’altro che rara, specie durante le escursioni in zone boschive o prative.

Nell’uomo la puntura da zecca può trasmettere, molto raramente, malattie infettive importanti:

  • la meningo - encefalite estiva (FSME o TBE - tick borne encephalitis), di origine virale
  • la malattia di Lyme o borrelliosi, causata da un batterio
Che cosa sono le zecche? 

Ectoparassiti dell’uomo e degli animali. Vivono da 1 a 3 anni attraversando 4 stadi: uova, larve, ninfe e adulti. Le femmine adulte depositano da 500 a 3000 uova, dalle quali schiudono larve che si trasformano poi in ninfe e quindi in soggetti adulti. Ogni passaggio richiede un pasto a base di sangue, realizzato su un ospite che varia a seconda della specie di zecca (piccioni, pipistrelli, volpi, caprioli, etc.). Tra un pasto di sangue e l’altro, le zecche attendono il passaggio di un ospite nell’erba o nei cespugli e al suo avvicinarsi allungano le zampe anteriori, dotate di uncini, aderendo al pelo, alla pelle o ai vestiti, per poi strisciare alla ricerca di una zona del corpo adatta alla suzione.

Dove vivono? 

Dipende dalla specie di zecca: il Italia la più diffusa è Ixodes ricinus, che predilige le zone boschive e i luoghi umidi e ombreggiati; si può trovare fino ai 1000 metri.

Come possiamo proteggerci?

Indossando, quando si fanno passeggiate nei prati e nei boschi, abiti coprenti e di colore chiaro, maglie a maniche lunghe e pantaloni lunghi infilati nelle calze; per quanto possibile evitare di toccare l’erba. Utilizzare spray repellenti attivi contro le zecche e altri insetti, da spruzzare sugli abiti e sulla pelle.
Al termine di un’escursione, controllare che sul corpo non siano presenti zecche, soffermandosi sulle aree più a rischio: retro delle ginocchia, interno dei gomiti, inguine, ascelle, area di cute attorno alle orecchie, area ombelicale. Trattare gli animali domestici, soprattutto cani e gatti, con antiparassitari: collari, formulazioni orali, spot-on.

Che cosa fare in caso di morso da zecca?

Occorre rimuovere la zecca tempestivamente. La rimozione va effettuata con l’utilizzo di pinzette, afferrando la zecca il più possibile vicino alla pelle e tirando lievemente, con un leggero movimento rotatorio. In caso di arrossamenti o eritemi o di comparsa di sintomi simil-influenzali, rivolgersi ad un medico.

Non utilizzare solventi quali alcool, acetone e sostanze oleose perché si faciliterebbe la trasmissione degli eventuali patogeni presenti all’interno della zecca. Assicurarsi di non lasciare il rostro (l’apparato buccale della zecca) nella cute e disinfettare l’area interessata.

Le probabilità di contrarre una malattia a seguito di puntura da zecche, almeno nelle nostre zone, sono in aumento, in particolare nelle regioni del nord-est d’Italia.

La vaccinazione contro l'encefalite da zecche è raccomandata ai viaggiatori che hanno in programma un trekking in Friuli, Trentino e specialmente in Svizzera è raccomandata la vaccinazione.

Info e contatti

Informazioni e prenotazioni al numero verde 800090088, attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 e lunedì e giovedì anche dalle 14.30 alle 16.30.

The website encountered an unexpected error. Please try again later.