FAQ L.R. 19/2021 - Misure per il contrasto alla diffusione del gioco d'azzardo patologico

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A seguito dell'abrogazione della legge regionale n. 9 del 2 maggio 2016 "Norme per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco d'azzardo patologico" è da ritenersi disapplicata anche la D.G.R. n. 43-8654 del 29-3-2019 e s.m.i., con la quale erano stati istituiti i corsi di formazione per gli esercenti dell'attività da gioco mediante gli apparecchi, di cui all'art. 110, commi 6 del r.d. n. 773/1931.

Si rimane in attesa dell'approvazione con deliberazione della Giunta regionale dei nuovi corsi di formazione, secondo quanto stabilito dalla nuova legge regionale n. 19 del 15 luglio 2021.

Pertanto, si invita a non attivare nuove edizioni di corsi formativi, sia in presenza che a distanza, fino a che non sia stato approvato il provvedimento di cui sopra, così come previsto dalla normative vigente

 

 

Il corso sarà obbligatorio per tutti gli esercenti e lavoratori dipendenti che gestiscono apparecchi di cui all'art. 110 comma 6 del r.d. n. 773/1931.

L'art. 16, l.r. 19/2021 consente nuove aperture di esercizio relativamente alle attività di cui all'art. 3, co. 1 lettere c), d) ed e) e l'installazione di apparecchi per il gioco di cui all'art. 110, co. 6, R.D. 773/1931.

Nell'ambito delle nuove aperture sembra siano incluse anche quelle dei bar, in quanto assimilabili ai punti per il gioco, di cui alla lettera e).

Naturalmente tutte le nuove aperture saranno soggette ai limiti di distanza fissati a seconda della popolazione dei Comuni dai luoghi sensibili indicati nella norma.

L'art. 16, co. 2 della legge individua gli istituti scolastici d'istruzione secondaria come luoghi sensibili e non menziona, a differenza della precedente legge sul gioco d'azzardo (l.r. 9/16), i centri di formazione professionale.

Se il Centro risultasse essere accreditato dalla Regione per il rilascio della qualifica di istruzione e formazione professionale valido per l'assolvimento dell'istruzione obbligatoria e di diploma, si tratterebbe in sostanza tratta di ente che eroga un'istruzione secondaria. e pertanto assimilabile agli istituti scolastici, ai fini della l.r. 19/2021.

Il d.lgs. 226/2005 qualifica come "Istituzioni formative" i Centri di formazione che rilasciano titoli del sistema di istruzione italiano (qualifiche triennali e diplomi professionali).

Tale interpretazione risulta coerente anche con la ratio della L.R. 19/2021, che è quella di tutelare le fasce più deboli della popolazione, cioè i minori e i giovani dalla facile disponibilità di macchine da gioco, vicine agli istituti e centri di erogazione del  servizio di istruzione.

L'art. 16, co. 2, lett.c), l.r. 19/2021 considera luoghi sensibili "gli istituti di credito, sportelli ATM e servizi di trasferimento denaro".

Peraltro, tale articolo estende i luoghi sensibili relativi ai servizi di raccolta, concessione di credito, trasferimento e prelievo di denaro, rispetto all'elenco contemplato nell' art. 5, co. 1, lett. g) l.r. 9/2016, nel quale non erano contemplati i servizi di trasferimento denaro.

Occorre chiarire preliminarmente, al fine di fornire una corretta risposta alla richiesta, se il titolare della sala da gioco, sala scommesse ha presentato, ai sensi dell'art. 26, l.r. 19/21, istanza per la reinstallazione degli apparecchi per il gioco, che avrebbero dovuto essere dismessi in attuazione della l.r. 9/2016, in quanto i locali non osservavano le distanze dai luoghi sensibili.

Infatti, l'art. 26, l.r. 19/2021 consente la reinstallazione degli apparecchi per il gioco di cui all'art. 110, co. 6, rd 773/1931, dismessi in attuazione della l.r. 9/2016, previa istanza al Comune/Questura (da presentare entro il 31.12.2021) in relazione alla tipologica di giochi, in deroga ai limiti di distanziamento dai luoghi sensibili.

In mancanza di istanza di reinstallazione degli apparecchi per il gioco dismessi, l'esercizio dell'attività sarà considerato "Nuova apertura di esercizio", ai sensi dell'art. 16, l.r. 19/21, anche qualora dovesse qualificarsi la fattispecie come "trasferimento dell'attività in altro locale", in quanto il comma 4 dell'articolo, la equipara a nuova apertura. Pertanto, essendo l'apparecchio bancomat collocato ad una distanza inferiore a quella prevista dal comma 2 dell'art. 16, l'esercizio dell'attività è interdetto, al fine di non incorrere nell'applicazione delle sanzioni di cui all'art. 23, l.r. 19/21.

Chiaramente, l'esercizio dell'attività potrà continuare nel caso in cui si provvedesse a disinstallare lo sportello bancomat.

Qualora un'attività sia stata avviata nel 2016 ma trasferita nella stessa via ad un civico diverso nel corso del 2017, si ritiene alla luce dell'art. 16, comma 4, l.r. 19/2021, che la fattiscpecie non configuri una reinstallazione di apparecchi per il gioco di cui all'art. 26, ma "trasferimento dell'attività in altro locale", in quanto equiparabile a nuova apertura e, pertanto, soggetta ai limiti stabiliti dall'art. 16 e art. 18 della legge citata. 

L'esercizio dell'attività di sala scommesse di cui all'art. 3, co. 1, lett. d), L.R. 19/2021 rientra nell'art. 16, co. 2, della legge citata che recita:

E' interdetto l'esercizio delle attività di cui all'art. 3, co. 1, lettere c), d) ed e), nonché la nuova installazione di apparecchi per il gioco lecito di cui all'art. 110, co. 6, R.D. 773/1931, in locali che si trovano a una distanza, inferiore a trecento metri (...)

Pertanto le nuove aperture di esercizio per le sale da gioco, sale scommesse, punti per il gioco, nonché le installazioni di apparecchi per il gioco lecito di cui all'art. 110, co. 6, R.D. 773/1931, sono soggette ai limiti di distanziamento stabiliti dall'art. 16, L.R. 19/2021.

Per quanto concerne l’interpretazione dell’art. 18 comma 1 lett. a) della L.R. n. 19/2021, si precisa quanto segue.

Dal combinato disposto dell’art. 18 comma 1 lett. a) e dell’art. 26 commi 1 e 2 della predetta legge regionale si evince, innanzitutto, che l’obbligo di rispettare i requisiti dimensionali previsti dalla legge si applicano tanto alle nuove aperture di esercizio, quanto alle reinstallazioni.

In base all’art. 18 comma 1 lett. a) della L.R. n. 19/2021 il requisito dimensionale è riferito all’intera superficie nella quale si svolge l'attività dell’esercizio, e non alla sola area destinata alla gestione e commercializzazione di giochi:

Per le nuove aperture di esercizio dall’entrata in vigore della presente legge: a) non è consentita l’installazione e la presenza di apparecchi per il gioco di cui all’art. 110, comma 6, del regio decreto 773/1931, negli esercizi di dimensione inferiore ai 25 metri quadri di superficie calpestabile aventi attività principale o secondaria diversa dalla gestione e commercializzazione di giochi, comunque denominati, che prevedono vincite in denaro; [...]

Si precisa che per superificie calpestabile s'intendono

i metri quadri complessivi dell’esercizio, considerando che determinati locali non vanno considerati nel calcolo, ovvero magazzini, depositi, locali di lavorazione, uffici e servizi, fisicamente e permanentemente separati dall’area del punto di vendita

La l.r. n. 9/2016 è stata abrogata in data 15/07/2021, per effetto dell'entrata in vigore della nuova l.r.. n. 19/2021, recante norme sul "Contrasto alla diffusione del gioco d'azzardo patologico (GAP), pertanto, non sarà più possibile fare riferimento ad essa nel disciplinare gli orari di funzionamento degli apparecchi per il gioco. L'art. 19 della legge regionale attualmente in vigore, che disciplina le limitazioni orarie all'esercizio del gioco stabilisce:

1.Per rendere omogenee e coerenti sul territorio regionale le fasce orarie di interruzione quotidiana del gioco, i titolari delle sale da gioco, delle sale scommesse e dei punti per il gioco così come definiti all'articolo 3, comma 1, lettere c), d) ed e) sono tenuti, nell'arco dell'orario di apertura previsto, a rispettare tassativamente le fasce orarie di interruzione quotidiana del gioco.

2.Gli orari di interruzione sono così definiti:a)per gli esercizi di cui all'articolo 3, comma 1, lettere c) e d) per otto ore giornaliere complessive e consecutive, dalle ore 02.00 alle ore 10.00;b)per gli esercizi di cui all'articolo 3, comma 1, lettera e) per dieci ore giornaliere complessive, di cui otto ore consecutive nella fascia notturna dalle ore 24.00 alle ore 8.00 e due ore nella fascia diurna di uscita dalle scuole, dalle ore 13.00 alle ore 15.00.

3.Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche per le attività di cui ai commi 1, 2 e 4 dell'articolo 16.

4.Nelle fasce orarie di cui al comma 2 tutti i comuni piemontesi non possono consentire in alcun modo l'utilizzo delle apparecchiature di cui all'articolo 110, comma 6, del regio decreto 773/1931.

5.Resta la facoltà esclusiva dei titolari della concessione di adottare ulteriori limitazioni orarie in aggiunta a quelle stabilite dal presente articolo

Da un'interpretazione letterale dell' attuale legge regionale, sembrerebbe che le fasce orarie di interruzione quotidiana del gioco siano da rispettarsi su tutto il territorio piemontese e che i Comuni rispetto agli apparecchi per il gioco di cui all'art. 110, co. 6, r.d. 773/1931 non possano consentire in tali fasce orarie l'utilizzo delle apparecchiature e che ulteriori limitazioni di orario potranno essere adottate solo dai titolari della concessione. Gli orari di interruzione quotidiana del gioco sono stati fissati nella fascia notturna e nella fascia diurna di uscita dalle scuole per i punti per il gioco, a tutela delle fasce più deboli.

In capo al Comune residuerebbero poteri di disciplina dell'orario di apertura degli esercizi nei quali sono collocati apparecchi per il gioco, nei limiti di cui agli artt. 50 e 54 del TUEL. In particolare, l'art. 50, comma, 7 del TUEL consentirebbe al Comune, in via generale, di disciplinare gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici, nel rispetto dei limiti previsti dall'art. 19, l.r. 19/2021, che fissa fasce orarie di interruzione quotidiana del gioco, a seconda della tipologia degli esercizi, di cui all'art. 3, l.r. 19/2021.

Il sindaco, inoltre, potrà emettere il potere di ordinanza di cui all'art. 50, co. 5, del TUEL, in presenza dei presupposti di emergenza sanitaria o di igiene pubblica o ai sensi dell'art. 54, co. 4, 4 bis, TUEL, in caso di gravi pericoli che minacciano l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana; tuttavia, in tali casi, avendo il provvedimento carattere eccezionale e indifferibile, dovrà essere adeguatamente motivato e il relativo potere potrà essere esercitato in presenza delle situazioni tipizzate dalla norma attributiva dello stesso.

L’art. 26, legge cit., contiene una norma finale che, in deroga alle disposizioni contenute sia nella precedente legge regionale di contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo (l.r. 9/2016), sia nell’attuale legge regionale (l.r. 19/21), consente ad alcune tipologie di titolari di esercizi pubblici e commerciali che avevano dovuto dismettere gli apparecchi per il gioco di cui all’art. 110, co. 6, R.D. 773/1931, in attuazione della l.r. 9/2016, di reinstallarli, purché presentino istanza entro il 31.12.2021. In tal caso, non essendo gli esercizi equiparati a nuove installazioni, non dovranno rispettare i limiti di distanza dai luoghi sensibili di cui all’art. 16, l.r. 19/21.

In particolare, il comma 1 dell’art. 26, consente ai titolari delle sale da gioco e delle sale scommesse (così come definiti dall’art. 3, co. 1, lett. c) e d),  l.r. 19/21), presso cui alla data del 19.5.2016 erano collocati apparecchi per i giochi leciti dismessi, ai sensi della l.r. 9/2016, di presentare istanza di reinstallazione al Comune/Questore competente, a seconda della diversa tipologia di apparecchi per il gioco,  purché venga mantenuto un numero di apparecchi non superiore a quello già esistente alla data del 19 maggio 2016. Trascorsi 30 giorni dalla presentazione dell’istanza, il privato potrà reinstallare gli apparecchi per il gioco, se nel termine non interviene un provvedimento esplicito di diniego del soggetto competente.

Il comma 2 dell’art. 26, consente anch’esso la reinstallazione degli apparecchi per il gioco, ma solo ai titolari di autorizzazione rilasciata dall’Agenzia delle Dogane e monopoli, che presentino istanza al Comune/Questore competente, in relazione alla tipologia di gioco, fermo restando che il numero di apparecchi per il gioco reinstallabili non potrà essere superiore a quello individuato dall’art. 18 della legge regionale.

I titolari dell' autorizzazione di cui all’art. 26, co. 2 della legge citata, secondo un’interpretazione condivisa con l’Agenzia delle Dogane e dei monopoli, sono coloro che esercitano la vendita dei generi di monopolio, di cui all'art. 16, legge 22 dicembre 1957, n.1293 "Organizzazione dei servizi di distribuzione e vendita dei generi di monopolio". Conseguentemente, i bar (privi di licenza tabacchi o patentino) parrebbero non essere legittimati a presentare istanza per la reinstallazione degli apparecchi per i giochi dismessi, ma potranno presentare istanza di nuova apertura di esercizio, ai sensi dell’art. 16, l.cit..

Per quanto concerne, la superficie calpestabile, limite cui rinvia l’art. 26, co. 2, l.r. 19/2021, si intende quella indicata nel modulo RIES, oggetto di presentazione all’Agenzia delle Dogane e monopoli da parte del privato. Si precisa, altresì, che per superficie calpestabile s'intende, secondo la nota riportata nel modulo Ries, 

... i metri quadri complessivi dell’esercizio, considerando che determinati locali non vanno considerati nel calcolo, ovvero magazzini, depositi, locali di lavorazione, uffici e servizi, fisicamente e permanentemente separati dall’area del punto di vendita

Rispetto al comma 3 dell’art. 26, si osserva che per quanto riguarda le sanzioni applicabili, il rinvio all’art. 23, co. 1, non opera nei confronti dei soggetti autorizzati alla reinstallazione degli apparecchi da gioco rispetto alle disposizioni contenute nell’art. 16, co. 2, l.r. 19/2021.

Infine, la disposizione contenuta nel comma 4 dell’art. 26 trova applicazione esclusivamente nei confronti delle nuove aperture e delle fattispecie ad esse assimilabili previste dall’art. 16, co. 4; infatti, solo ad esse è applicabile l’art. 16, co. 2, che stabilisce l’osservanza delle distanze dai luoghi sensibili per l’esercizio dell'attività da gioco.

Si osserva che  l'iscrizione nell'elenco Ries di cui all'art 1, co.82, l. 220/2010 e s.m.i..non può essere considerata "autorizzazione rilasciata dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli..." ai sensi dell'art. 26, co. 2, l.r. 19/2021.
 
Secondo un'interpretazione condivisa con l'Agenzia delle dogane e dei monopoli, nell'art. 26, co. 2 l.r. 19/2021, rientrano le autorizzazioni di cui all'art. 16, legge 22 dicembre 1957, n.1293 "Organizzazione dei servizi di distribuzione e vendita dei generi di monopolio", che sono considerate vere e proprie concessioni dall'art. 19 della legge 1293/1957.
 
Pertanto, seguendo tale interpretazione, rimarrebbero esclusi i bar privi di licenza di tabacchi o patentino.