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Pallapugno

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Viene riconosciuta e sostenuta la pratica della pallapugno, nelle forme tradizionali e della pantalera.

La pallapugno è storicamente radicata nel Basso Piemonte e nella Liguria di Ponente. Questo sport affonda le sue radici nel gioco dell pallone con il bracciale o pallone elastico. Le squadre sono formate da quattro giocatori: battitore, centrale e due terzini. Il campo di gioco è lo sferisterio, lungo 90 metri e largo 16. La palla di diametro di 10 centimetri pesa 190 grammi, di peso inferiore nelle categorie giovanili. I giocatori proteggono il pugno con una fasciatura.

Molto simile alla pallapugno, la pantalera si gioca nelle piazze dei paesi. Cambia la battuta, che non si esegue con un pugno, ma lanciando la palla su una struttura di legno, chiamata pantalera dal termine piemontese che significa tettoia. Il giocatore che lancia la palla sulla pantalera si chiama “campau”. La pantalera è la versione più tradizionale della pallapugno e può essere giocata anche negli spazi ristretti tra le case e siccome il regolamento riduce l'importanza della forza fisica permette ai giocatori anziani, ma molto esperti, di prevalere su quelli più giovani, sfruttando per l’appunto i rimbalzi bizzarri della palla.

 Viene  infatti accentuata la differenziazione di un campo di gioco dall’altro, visto che spesso elementi architettonici quali grondaie, tetti, porte, scalini, lampioni, balconi o irregolarità del fondo rendono imprevedibile il rimbalzo della palla.

La F.I.P.A.P.(Federazione Italiana Pallapugno), riconosciuta dal C.O.N.I. nel 1982, ha l’obiettivo di riportare la Pallapugno al posto che merita nel quadro dello sport italiano.

 

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