Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI) e sul Deposito Nazionale di rifiuti radioattivi

Rivolto a
Cittadini
Enti pubblici
Imprese e liberi professionisti
Terzo settore

Nessuno. I siti sono stati individuati in base all’applicazione dei criteri di esclusione previsti dalla Guida Tecnica n. 29 dell’ISPRA/ISIN.

L’intero processo di localizzazione, fino alla individuazione, la caratterizzazione tecnica di dettaglio e la conferma dell’idoneità del sito del Deposito Nazionale (qualifica del sito) è un processo di tipo progressivo e iterativo, articolato in più fasi di approfondimento crescente, codificate nella Guida Tecnica 29 dell’ISPRA e nella SSG-29 della IAEA. Nel corso di tali fasi, che interesseranno le aree idonee per le quali i territori in cui ricadono avranno manifestato interesse all’approfondimento delle indagini, dovranno essere svolti studi, analisi e indagini, volti a descrivere in dettaglio il sito per quanto attiene agli aspetti geologici, biologici e antropici e a valutare approfonditamente la sicurezza ai fini della protezione della popolazione e dell’ambiente. Il processo di caratterizzazione e modellazione di sito procederà in parallelo e in continua interazione con le attività di progettazione ingegneristica e le analisi di sicurezza topiche.

La caratterizzazione degli aspetti antropici di maggior dettaglio (es. la presenza di eventuali cascine/edifici sparsi presenti all’interno delle aree), delle zone di pregio agricolo e degli aspetti naturalistici, compresi quindi anche quelli relativi alla presenza di specie/habitat di Direttive e di interesse conservazionistico, verranno considerati con ampio dettaglio in fase di applicazione dei Criteri di Approfondimento, di cui alla Guida Tecnica n. 29 di ISPRA/ISIN e saranno oggetto di indagini e studi approfonditi che interesseranno le aree idonee, una volta definita la CNAI, per le quali i territori avranno manifestato interesse all’approfondimento delle indagini.

Le ulteriori indagini e studi, volti alla localizzazione del sito idoneo all’interno dell’area, saranno condotti in accordo con le modalità e le linee guida delineate in dettaglio nel capitolo 5 (§ 5.12 Ambito di Caratterizzazione – Aspetti antropici) del documento DNGS00200 - Progetto Preliminare DNPT: Criteri e contenuti per la definizione del programma delle indagini per la qualificazione del sito, consultabile su www.depositonazionale.it.

Si precisa che sin d’ora , nell’elaborazione dell’ordine di idoneità delle API, si è tenuto conto anche delle zone di pregio agricolo su scala nazionale e tale analisi è stata effettuata in base alla banca dati messa a disposizione della fondazione Qualivita.

In fase di esclusione sono stati utilizzati documenti di carattere omogeneo a livello nazionale. La cartografia a livello regionale/locale (ad esempio, con riferimento all’osservazione sull’area TO-7 la carta geologica della Prof.ssa FORNO) e altri documenti di analoga valenza saranno presi in considerazione nelle fasi di approfondimento, a scala di maggior dettaglio. Allo stato attuale sarebbe opportuno che i documenti, come ad esempio il documento della Prof.ssa Forno, pervenissero sotto forma di Proposta Tecnica specifica per l’area in oggetto nell’ambito della Consultazione Pubblica all’indirizzo consultazionepubblica@pec.depositonazionale.it oppure tramite applicativo web denominato “Portale Consultazione pubblica DNPT” accessibile dalla sezione “Consultazione Pubblica” del sito www.depositonazionale.it.

Dalle analisi effettuate non risulta che il Lago della Spina possa rappresentare un fattore di rischio idraulico per l’area TO-7. Eventuale ulteriore documentazione specifica di supporto per l’area in oggetto potrà essere inviata sotto forma di Proposta Tecnica specifica nell’ambito della Consultazione Pubblica all’indirizzo consultazionepubblica@pec.depositonazionale.it oppure tramite applicativo web denominato “Portale Consultazione pubblica DNPT” accessibile dalla sezione “Consultazione Pubblica” del sito www.depositonazionale.it.

Le verifiche sulla falda verranno comunque effettuate.

L’area TO-7 ricade nella Transition Zone (Area di Transizione) della Riserva “Collina Po” del Programma Man and the Biosphere (MaB) UNESCO(1) che individua quei territori che rappresentano un modello di convivenza armonica uomo-ambiente e che offrono, attraverso l’integrazione della biodiversità e della conservazione dei servizi ecosistemici nelle strategie economiche locali, soluzioni per le sfide future dell'umanità. Sulla base di quanto riportato nelle Linee guida Nazionali per le Riserve della Biosfera, nelle aree di transizione “sono incoraggiate e sviluppate le pratiche di utilizzazione sostenibile delle risorse; è la parte della riserva in cui sono permesse tutte le attività che consentano lo sviluppo economico e umano, socio-culturalmente ed ecologicamente sostenibile”.

Inoltre, le aree protette legalmente istituite non sono ricadenti al suo interno e le aree di transizione non presentano alcun vincolo (urbanistico, giuridico, relativo alle pratiche agricole e/o venatorie), come evidenziato nella nota 0047364/PNM del 21/10/2013 dell’allora Direttore Generale del MATTM, Dott. Renato Grimaldi.

L’appartenenza ad una Transition Zone non preclude, quindi, a priori la localizzazione del Deposito Nazionale ma richiede la puntuale verifica dei requisiti di eco-sostenibilità che potrà essere condotta dagli Enti preposti nell’eventuale successiva fase di localizzazione.

Per quanto riguarda la presenza di SIC e ZPS si rinvia alla FAQ n. 2

I temi sono trattati nei documenti DNGE00054 “Deposito Nazionale e Parco Tecnologico-Benefici diretti al territorio”, DNGE00053 “Deposito Nazionale e Parco Tecnologico-Benefici occupazionali”, DNPT00089 "Parco Tecnologico-Indicazioni di massima delle strutture e dei potenziali benefici al Territorio".

Le indagini tecniche per la qualificazione del sito si realizzeranno in una fase successiva. Al riguardo si rinvia al documento DNGS00200 "Criteri e contenuti per la definizione del programma delle indagini tecniche per la qualificazione del sito".

Nel CSA (Complesso Alta Attività) verranno temporaneamente stoccati i rifiuti a media alta attività che andranno a deposito geologico (ipotesi geologico europeo).

Al momento non viene apposto alcun vincolo.

Nel corso dell’elaborazione della CNAPI si è tenuto conto delle “aree di ricarica degli acquiferi profondi” così come definite nel Piano di Tutela delle Acque (PTA) della Regione Piemonte del 2007 e nella sua revisione del 2018 (in attesa di approvazione da parte del Consiglio Regionale – proposta di approvazione di cui alla D.G.R. n. 64-8118 del 14 dicembre 2018). In particolare, sono stati presi in considerazione i criteri che hanno condotto alla loro definizione e individuazione cartografica, facendo riferimento ai documenti tecnici e alla bibliografia scientifica a supporto del PTA (2007 e 2018).

La presenza delle “aree di ricarica degli acquiferi profondi” è stata valutata, correlandola ad altri parametri quali-quantitativi relativi alla risorsa idrica sotterranea, nella applicazione del criterio di esclusione CE14. Si veda a tal proposito il capitolo 14 “CE14 – esclusione delle aree caratterizzate dalla presenza nota di importanti risorse del sottosuolo” del documento DNGS00102 consultabile su www.depositonazionale.it.

Come già sopra evidenziato, l’intero processo di localizzazione, fino alla individuazione, la caratterizzazione tecnica di dettaglio e la conferma dell’idoneità del sito del Deposito Nazionale (qualifica del sito) è un processo di tipo progressivo e iterativo, articolato in più fasi di approfondimento crescente, codificate nella Guida Tecnica 29 dell’ISPRA e nella SSG-29 della IAEA. Nel corso di tali fasi, che interesseranno le aree idonee per le quali i territori in cui ricadono avranno manifestato interesse all’approfondimento delle indagini, dovranno essere svolti studi, analisi e indagini, volti a descrivere in dettaglio il sito per quanto attiene agli aspetti geologici, biologici e antropici e a valutare approfonditamente la sicurezza ai fini della protezione della popolazione e dell’ambiente. Il processo di caratterizzazione e modellazione di sito procederà in parallelo e in continua interazione con le attività di progettazione ingegneristica e le analisi di sicurezza.

Per quanto concerne gli aspetti relativi alla caratterizzazione idrogeologica (anche quelli relativi alla presenza e alle caratteristiche delle superfici di ricarica degli acquiferi profondi), questi saranno oggetto di indagini e studi approfonditi in accordo con le modalità e le linee guida delineate in dettaglio nel capitolo 5 (§ 5.3 Ambito di Caratterizzazione – Idrogeologia) del documento DNGS00200 - Progetto Preliminare DNPT: Criteri e contenuti per la definizione del programma delle indagini per la qualificazione del sito consultabile su www.depositonazionale.it.

Allo stato attuale è ipotizzato un piano di conferimento per tutta la durata dell’esercizio del Deposito che vedrà il trasporto dei rifiuti pregressi svilupparsi in 12-15 anni.

Valutazioni specifiche sono previste in fase di progettazione definitiva, ovvero una volta individuato il sito di deposito e, comunque, nell’ambito dello Studio di Impatto Ambientale.

Per quanto attiene ai siti Sogin si conferma che la gestione e il mantenimento in sicurezza dei siti viene effettuato con i più elevati standard per garantire la sicurezza dei lavoratori, dell’ambiente e della popolazione compresa la tutela da eventi straordinari/terroristici grazie anche al supporto delle forze dell’ordine.

Si conferma che i centri abitati di Casanova, Vallongo, Favari e Tunetti sono stati presi in considerazione ed esclusi in applicazione del CE12 della GT 29 dell’ISPRA, come descritto nel capitolo 12 “CE12 - esclusione delle aree che non siano ad adeguata distanza dai centri abitati” del documento DNGS00102 (Basi teoriche e modalità di applicazione dei criteri per la realizzazione della CNAPI) consultabile su www.depositonazionale.it.

Per quanto riguarda i criteri di approfondimento CA6/10/11/13 (le condizioni meteo climatiche della zona, la presenza di SIC e ZPS , la presenza di rinvenimenti di epoca medievale, di una necropoli romana, dell’ Abazia di Casanova) si rinvia alla FAQ n. 2

Si premette che nella CNAPI non sono rappresentati i dati che provengono da informazioni raccolte localmente e non da database pubblici e sono stati utilizzati a complemento dei dati ufficiali.

L’effettiva puntuale soggiacenza della falda nonché la circolazione idrica sotterranea delle aree verranno compiutamente definite nelle eventuali successive fasi del processo di localizzazione, sulla base di sistematiche osservazioni pluristagionali dei livelli di falda e delle portate dei corsi d’acqua.

L’intero processo di localizzazione, fino alla individuazione, la caratterizzazione tecnica di dettaglio e la conferma dell’idoneità del sito del Deposito Nazionale (qualifica del sito) è un processo di tipo progressivo e iterativo, articolato in più fasi di approfondimento crescente, codificate nella Guida Tecnica 29 dell’ISPRA e nella SSG-29 della IAEA. Nel corso di tali fasi, che interesseranno le aree potenzialmente idonee per le quali i territori in cui ricadono avranno manifestato interesse all’approfondimento delle indagini, dovranno essere svolti studi, analisi e indagini, volti a descrivere in dettaglio il sito per quanto attiene agli aspetti geologici, biologici e antropici e a valutare approfonditamente la sicurezza ai fini della protezione della popolazione e dell’ambiente. Il processo di caratterizzazione e modellazione di sito procederà in parallelo e in continua interazione con le attività di progettazione ingegneristica e le analisi di sicurezza. Per quanto concerne gli aspetti relativi alla caratterizzazione idrogeologica, questi saranno oggetto di indagini e studi approfonditi in accordo con le modalità e le linee guida delineate in dettaglio nel capitolo 5 (§ 5.3 Ambito di Caratterizzazione – Idrogeologia) del documento DNGS00200 - Progetto Preliminare DNPT: Criteri e contenuti per la definizione del programma delle indagini per la qualificazione del sito consultabile su www.depositonazionale.it.

La flessibilità del progetto preliminare ha consentito di identificare possibili articolazioni delle soluzioni progettuali che non interferiscono con gli edifici esistenti.

Si rinvia all’”Inventario nazionale dei rifiuti radioattivi”, pubblicato sul sito dell’ISIN (http://www.isinucleare.it/it/pubblicazioni/inventari)

La Direzione Ambiente, Energia e Territorio ha avviato un’attività di istruttoria tecnica della documentazione pubblicata dalla Sogin, con i funzionari regionali competenti per materia e l’Arpa Piemonte, al fine di predisporre un documento che illustri unitariamente eventuali osservazioni e proposte tecniche della Regione, da sottoporre alla Sogin, quale contributo alla successiva elaborazione della CNAI (Carta nazionale delle aree idonee), come previsto dal d.lgs 31/2010.

Nell’ambito dell’istruttoria tecnica condotta dai funzionari regionali, che vede in campo tutte le competenze tecniche e professionali della Regione, oltre agli aspetti più propriamente tecnici (es. aspetti geologici, sismici, idrogeologici) verranno esaminate anche le tematiche inerenti le produzioni agricole di particolare qualità e tipicità, la tutela del paesaggio, nonché gli aspetti antropici e il tema della presenza di habitat e di specie vegetali e animali e/o specie di interesse conservazionistico.

Si rinvia a quanto illustrato dalla Livanova e dall’Arpa nel corso della riunione del Tavolo della Trasparenza del 20 settembre 2020, nonché alle relazioni pubblicate dall’Arpa sul sito istituzionale

Si rinvia a quanto illustrato dalla Livanova e dall’Arpa nel corso della riunione del Tavolo della Trasparenza del 20 settembre 2020, nonché alle relazioni pubblicate dall’Arpa sul sito istituzionale