Torino, asportato rene in laparoscopia da paziente sveglio

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04 Aprile 2019

Per la prima volta al mondo asportato un rene affetto da tumore in laparoscopia su un paziente sveglio gravemente obeso, presso l'Urologia universitaria dell'ospedale Molinette della Città della Salute di Torino. Intervento senza precedenti

Si è trattato di un paziente, di 62 anni di Torino, affetto da una grave forma di obesità (pesa quasi 170 Kg) e con significativi problemi di respirazione. Quando un paio di mesi fa gli é stata riscontrata una massa al rene sinistro fortemente sospetta per tumore, é iniziato il dramma della scelta terapeutica. Se da un lato l’asportazione chirurgica rappresentava l’unica possibilità di cura e la via laparoscopica una scelta obbligata per evitare un accesso chirurgico molto invasivo, le condizioni del paziente rendevano comunque estremamente rischiosa un’anestesia totale, via obbligata per questa tipologia di intervento.

Il dott. Fabio Gobbi, esperto di anestesie periferiche della Rianimazione ospedaliera (diretta dal dottor Pier Paolo Donadio), ha proposto di tentare un approccio innovativo per la laparoscopia addominale oncologica urologica: un intervento totalmente in anestesia spinale che permettesse al paziente di restare sveglio, evitando così la narcosi che avrebbe avuto un rischio elevato di essergli fatale. Alcuni giorni fa il paziente è entrato in sala operatoria consapevole che se l’intervento non fosse stato realizzabile come pianificato, si sarebbe resa necessaria un’intubazione dalla quale avrebbe potuto non risvegliarsi più.

L’urologo, il professor Paolo Gontero (Direttore Urologia universitaria dell'ospedale Molinette), non era in grado di prevedere se l’anestesia periferica gli avrebbe consentito di espandere a sufficienza la cavità addominale per consentirgli lo spazio necessario per condurre la nefrectomia laparoscopica, non essendo riportati in letteratura mondiale casi di precedenti interventi di laparoscopia urologica addominale a paziente sveglio. Uno dei fattori limitanti era poi rappresentato dalla breve durata dell’anestesia che avrebbe richiesto un’esecuzione dell’intervento in tempi rapidi, nonostante le difficoltà dovute all’obesità. Grazie ad un’azione perfettamente sincronizzata delle tempistiche tra l’anestesista il dottor Gobbi ed il professor Gontero, l’intervento è stato coronato da successo, asportando il rene malato a paziente sveglio. Il decorso postoperatorio si è svolto in modo regolare, grazie all’assistenza del reparto di Nefrologia universitaria diretta dal professor Luigi Biancone

L’anestesia periferica è stata la chiave di successo di questo intervento laparoscopico, che ha consentito di ridurre l’impatto chirurgico in un paziente che per la sua fragilità non avrebbe probabilmente superato l’intervento” afferma il prof. Gontero

La collaborazione multidisciplinare è ciò che ha permesso di sperimentare con successo un approccio assolutamente innovativo, che consentirà di effettuare interventi di laparoscopia oncologica urologica anche in altri pazienti con rischio operatorio molto elevato”.