90 posti letto in più dallo scorporo del Regina Margherita
Confermato l’avvio cantieri a inizio 2027
Riunione oggi al Grattacielo Piemonte del Collegio di Vigilanza del Parco della Salute di Torino. Presenti la Regione con il presidente Cirio e l’assessore Riboldi, il Comune di Torino con l’assessore Mazzoleni, l’Università di Torino con la vice Rettrice Ferrero e la direttrice della Scuola di Medicina Cassoni, il direttore generale AOU Città della Salute e della Scienza Tranchida, il direttore dell’Ospedale infantile Regina Margherita-Sant’Anna Leli, e i rappresentanti di Sistemi Urbani e RFI. In video collegamento il Commissario straordinario del Parco della Salute Marco Corsini.
All’ordine del giorno l’aggiornamento dei layout funzionali e organizzativi degli spazi interni del nuovo ospedale, frutto dello studio commissionato dalla cabina di regia al Politecnico di Milano, Ateneo considerato tra i massimi esperti di logistica ospedaleria in Europa.
Come noto il progetto, datato 2018, è stato sbloccato dopo la pandemia grazie alla scelta della Giunta Cirio di chiedere la nomina di un commissario straordinario.
Rispetto alle esigenze funzionali previste nel 2018, era oggi necessario recepire le Linee Guida post Covid e le disposizioni normative attuali, oltre agli aspetti legati al nuovo piano socio sanitario regionale. Era dunque fondamentale un aggiornamento del progetto iniziale per renderlo adeguato alle esigenze di un ospedale che si baserà sull’integrazione tra parte clinica, di ricerca universitaria e di innovazione tecnologica. Un adeguamento che tiene conto dell’evoluzione della medicina e delle nuove esigenze organizzative.
Le principali novità sono: più laboratori di ricerca integrata (circa 10.000 mq), l’ospedale digitale (accorpamento di CED, ICT ed e-health sullo stesso livello per integrazione operativa e impiantistica) e 90 posti letto derivanti dallo scorporo del Regina Margherita.
La struttura base si sviluppa su 4 piani e ospita pronto soccorso, servizi di emergenza, diagnostica, sale operatorie, laboratori e servizi aperti al pubblico. I piani di degenza dal 5° al 12 °piano si sviluppano su tre torri che si innalzano dalla piastra, dedicate alla specialità chirurgica, all’area medica e all’oncologia-ematologia.
Il nuovo Parco della Salute prevede 1.040 posti letto a cui si aggiungono anche i 450 del Cto, che vedrà confluire negli spazi del Parco l’Ortopedia complessa e Oncologica mentre l’unità spinale, la traumatologia e la riabilitazione resteranno nella struttura attuale, che diventerà un ospedale “spoke”, continuando a essere punto di riferimento con il pronto soccorso non solo per le funzioni generaliste, ma in particolare per la traumatologia.
Come già noto nei 1040 posti letto del Parco non saranno più assorbiti quelli del Regina Margherita che, grazie allo scorporo restano 289 e contribuiranno a potenziare i posti letto a servizio dell’intera comunità, attualmente nella struttura esistente e in futuro nel nuovo ospedale pediatrico, la cd “verticale pediatrica” per cui c’è gia un dialogo avviato con Inail e che sarà ricompresa nell’aggiornamento dell’accordo per il finanziamento: sorgerà accanto al Parco.
Per quanto riguarda il Sant’Anna, anch’esso parte con il Regina Margherita della nuova azienda ospedaliera “mamma-bambino”, l’attività sarà svolta all’interno del Parco in stretta connessione con le funzionalità e i percorsi di cura.
L’investimento complessivo è di 611 milioni di euro, 227 di fondi statali, 12 di fondi regionali e 372 di capitali privati.
Alberto Cirio, presidente Regione:
Oggi abbiamo compiuto un passaggio fondamentale: il collegio di vigilanza ha approvato l’aggiornamento del progetto dell’organizzazione degli spazi interni del Parco della Salute di Torino, che è stata elaborato dal Politecnico di Milano, referente scientifico dell’Organizzazione mondiale della sanità per la definizione delle linee guida europee per la progettazione dei nuovi ospedali, alla luce delle esigenze attuali dal punto di vista medico, clinico e della ricerca integrata.
Il progetto interno del Parco risale a oltre dieci fa ed era quindi necessario e giusto aggiornarlo: da allora c’è stato il Covid, che ha modificato profondamente l’organizzazione degli spazi negli ospedali, sono nate nuove esigenze cliniche e sanitarie e questo governo ha compito la scelta, approvata dagli elettori, di mantenere l’ospedale pediatrico separato dal Parco.
Questo ha liberato di fatto 90 posti letto alle interno del nuovo ospedale, che in questo aggiornamento vengono riassegnati, e ha consentito di tornare ad avere un numero di posti letto adeguati, rispetto ai tagli che erano stati previsti nel passato. Oggi quindi facciamo un ulteriore passo avanti condiviso per la realizzazione del nuovo ospedale, interamente finanziato con 611 milioni di euro, con 1040 posti letto. Il Commissario ha confermato che non ci saranno variazioni rilevanti su tempi e costi: dopo anni di parole, all’inizio del 2027 poseremo la prima pietra per dare il via al più grande intervento di edilizia sanitaria degli ultimi cinquant'anni in Piemonte
Federico Riboldi, assessore alla Sanità:
Ringrazio il Commissario Corsini per il lavoro svolto con pragmatismo. Il Parco della Salute di Torino è l’opera principale del grande piano di edilizia sanitaria della Regione, con investimenti per oltre 5 miliardi. E’ fondamentale la condivisione dei passaggi con tutti i soggetti istituzionali coinvolti che ringraziamo per la loro collaborazione costante. Oggi abbiamo compiuto un altro passo avanti nel complesso iter di realizzazione dell’opera: il Parco della Salute sarà un’eccellenza assoluta a livello nazionale ed europeo
Marco Corsini, Commissario PSRI:
Ringrazio tutti per la rapidità con la quale gli aggiornamenti, che sapevamo avrebbero dovuto esserci, sono stati proposti. Dobbiamo fare le necessarie valutazioni col concessionario e con i suoi progettisti, ma ad un primo esame penso che non ci saranno variazioni significative sia per quanto riguarda i tempi (al massimo 2/3 mesi per la progettazione) che per i costi. Preciso però che questo non è un ritardo, ma è il
tempo giusto per fare le cose per bene: gli adeguamenti erano necessari per realizzare una struttura adeguata sotto tutti i profili e soprattutto in linea con le attuali esigenze. Confermo l’avvio dei cantieri per il 2027
Cristina Prandi, Rettrice UniTo:
Il progetto sviluppato dal Politecnico di Milano ha contribuito in modo determinante a rafforzare, in chiave strategica, l’integrazione tra il ruolo dell’Università di Torino e quello dell’assistenza sanitaria e clinica all’interno del Parco della Salute, della Ricerca e dell’Innovazione. Oggi compiamo un passo significativo nel percorso di sviluppo di questa iniziativa, che rappresenta un modello avanzato di sinergia tra attività clinica, didattica e ricerca. Un’integrazione concreta che consente di coniugare la qualità delle cure con l’innovazione scientifica e la formazione delle nuove generazioni di professionisti della sanità. Siamo pienamente consapevoli della rilevanza di questo progetto, non solo per l’area metropolitana torinese, ma per l’intero Sistema Sanitario Regionale. Per questo, come Università di Torino e come Scuola di Medicina, siamo fortemente impegnati a contribuire al suo successo, affinché possa rispondere e superare le aspettative dei cittadini, che ne saranno fruitori, e di chi qui sarà chiamato a lavorare.
Livio Tranchida, direttore generale Città della Salute e della Scienza:
Un necessario aggiornamento di alcuni aspetti del progetto del 2017, tenendo conto delle necessità della medicina di oggi e degli ospedali del futuro. Un progetto integrato con l'Università. Una tappa fondamentale verso l’avvio dei lavori atteso da anni
Adriano Leli, direttore generale OIRM- Sant’Anna:
La revisione tiene conto delle nuove scelte riferite alla nuova Azienda Ospedaliera OIRM-Sant'Anna, definendo gli spazi all'interno del Parco della Salute necessari che verranno condivisi. Sto pensando ad esempio alla Terapia Intensiva Neonatale. La scelta di non avere fisicamente all'interno del Parco il Polo pediatrico ha permesso di liberare 90 posti letto che verranno aggiunti di fatto a quanto originariamente definito