L'AOU di Alessandria, da network internazionali a ricerca sui linfomi

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Curarsi con la ricerca in Piemonte
Tra studi e innovazione con Aziende Sanitarie e IRCCS

L’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Alessandria conferma il proprio impegno nel promuovere una sanità basata sull’evidenza scientifica e aperta all’innovazione, attraverso un’intensa attività di ricerca integrata e multidisciplinare. Al primo trimestre del 2025 sono 383 gli studi clinici attivi, di cui il 64% osservazionali e il 36% interventistici, con una prevalenza di studi no-profit (78%) rispetto a quelli profit (22%). Nello stesso periodo, sono stati pubblicati 54 articoli scientifici su riviste indicizzate e impattate, a testimonianza della vivacità della produzione scientifica aziendale.

Motore di questo sviluppo è il Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione (DAIRI), struttura interaziendale tra AOU AL e ASL AL, in integrazione con l’Università del Piemonte Orientale, che coordina e sostiene progetti di ricerca su scala locale, regionale, nazionale e internazionale. Le sue linee d’intervento comprendono la ricerca clinica e preclinica, traslazionale, di popolazione, organizzativa e delle professioni sanitarie, con una specifica attenzione alle patologie ambientali e asbesto-correlate secondo l’approccio One Health.

Il DAIRI si avvale di un’infrastruttura dedicata, che include facilities come il Clinical Trial Center, la Biobanca, la Biblioteca Biomedica, l’HTA Unit, il Grant Office, l’Unità di Ricerca delle Professioni Sanitarie, i Laboratori integrati con l’UPO e i Centri Studi dedicati alle Medical Humanities, al Management Sanitario, alle Patologie Ambientali e alle Professioni Sanitarie, strutture in dialogo costante con i professionisti sanitari e le istituzioni territoriali.

Grazie al lavoro del Gruppo Rapporti Internazionali, sono state avviate nuove collaborazioni con network globali, tra cui l’ILC Europe Network per l’invecchiamento attivo, il Global Climate & Health Alliance per la salute ambientale, la Prezode Initiative per la prevenzione delle zoonosi e l’International Network of Health Promoting Hospitals (HPH). In ambito europeo, inoltre, il DAIRI partecipa a diverse COST Actions su tematiche quali il cancro al pancreas, la resistenza antibiotica, l’inquinamento da microplastiche e le malattie cardiovascolari.

Tra i progetti più rilevanti attualmente attivi figura la ricerca finalizzata, finanziata dal Ministero della Salute nel 2021, coordinata da Marco Ladetto, Direttore della struttura complessa a direzione universitaria di Ematologia, in partenariato con l’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino e il Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Torino. Il progetto si concentra sullo sviluppo e la validazione di strumenti innovativi per il monitoraggio della malattia minima residua (MRD) nei linfomi follicolari e a cellule del mantello. La MRD rappresenta, infatti, un parametro sempre più centrale nella valutazione della risposta terapeutica nei tumori ematologici ed è già ampiamente utilizzata come strumento prognostico in neoplasie come la leucemia linfoblastica acuta o la leucemia mieloide cronica, ma rimane ancora limitata nei linfomi follicolari e a cellule del mantello.

L’obiettivo dello studio è quindi superare i limiti delle tecniche tradizionali, integrando metodiche basate su Next-Generation Sequencing, biopsia liquida e modelli bioinformatici avanzati, per una diagnosi più accurata e personalizzata.

I risultati attesi comprendono un miglioramento significativo della capacità predittiva della MRD, una riduzione dei falsi negativi e una valutazione più efficace del rapporto costo-beneficio delle nuove metodologie, con ricadute concrete sulla pratica clinica e la sostenibilità del sistema sanitario. Il fine ultimo del progetto è poi quello di trasformare la malattia minima residua da strumento di ricerca a pratica clinica standardizzata nei linfomi indolenti e aggressivi, con un impatto significativo in termini di medicina personalizzata e di precisione.

Quello dell’AOU AL è quindi un impegno concreto che vede nella ricerca non solo uno strumento di innovazione, ma anche un mezzo essenziale per tutelare la salute delle persone e dell’ambiente, promuovendo una sanità sempre più integrata, consapevole e orientata al futuro.