La Giunta regionale ha approvato i “Cantieri di lavoro” del biennio 2026-2028, con una dotazione finanziaria complessiva di 23.800.000 euro, per sostenere l'inserimento lavorativo temporaneo delle fasce di popolazione più fragili, coniugando inclusione sociale e servizi di pubblica utilità sul territorio regionale.
I cantieri di lavoro rappresentano un’importante misura dalla doppia valenza: da una parte, sono una mano tesa alle famiglie in difficoltà; dall’altra, una boccata d’ossigeno per i Comuni impegnati in progetti di riqualificazione e manutenzione.
I bandi
Nel corso del 2026 saranno aperti tre avvisi rivolti agli enti pubblici con un primo impegno complessivo di oltre 13 milioni di euro di Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+), Fondo Regionale Disabili e risorse regionali:
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Misura A: rivolta a disoccupati over 50 e persone in carico ai servizi sociali (9,7mln €);
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Misura B: dedicata al reinserimento di persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale (500.000 €);
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Misura C: focalizzata sulle persone con disabilità iscritte al collocamento mirato (3,4mln €).
Le novità della programmazione 2026-2028
La misura riparte con alcune importanti novità in ottica di semplificazione: il costo dell’indennità percepita dal cantierista sarà interamente finanziato dalla Regione senza cofinanziamento dei Comuni e di altri soggetti pubblici proponenti. È introdotta un’unica linea d’azione destinata ai disoccupati over 50 in condizione di svantaggio, estesa anche a persone vulnerabili che necessitano di accompagnamento sociale.
Come funzionano i Cantieri di lavoro
I Cantieri prevedono l’inserimento temporaneo presso enti pubblici per svolgere lavori di interesse pubblico nei settori ambientale, culturale, turistico e dei servizi alla persona. Non si tratta di rapporti di lavoro subordinato: sono un intervento di “workfare”, in cui i partecipanti mantengono lo status di disoccupati e percepiscono un’indennità di partecipazione. I soggetti attuatori - Comuni, Unioni di Comuni e organismi di diritto pubblico - potranno presentare progetti valutati in base alla qualità, sostenibilità e capacità di offrire percorsi formativi integrati.
La ripartizione delle risorse avverrà in modo proporzionale ai tassi di disoccupazione e alla presenza di popolazione target, garantendo un intervento capillare su tutto il territorio regionale.