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Scheda informativa

Sostegno al pagamento di canoni d'affitto

Rivolto a
Cittadini
Enti pubblici
Imprese e liberi professionisti
Terzo settore

A sostegno dei soggetti in difficoltà nel pagamento del canone di affitto, o che rischiano la perdita della casa per problemi economici (disoccupazione, famiglie monoreddito, ecc.) la Regione adotta misure per offrire un contributo temporaneo a copertura del costo del canone.

Fondo morosità incolpevole (FIMI)

Per morosità incolpevole si intende la situazione di sopravvenuta impossibilità a provvedere al pagamento del canone di affitto a causa della perdita o consistente riduzione del reddito del nucleo familiare, dovute ad una delle seguenti cause:

  • perdita del lavoro per licenziamento;
  • accordi aziendali o sindacali con consistente riduzione dell'orario di lavoro;
  • cassa integrazione ordinaria o straordinaria che limiti notevolmente la capacità reddituale;
  • mancato rinnovo di contratti a termine o di lavoro atipici;
  • cessazioni di attività libero- professionali o di imprese registrate, derivanti da cause di forza maggiore o da perdita di avviamento in misura consistente;
  • malattia grave, infortunio o decesso di un componente del nucleo familiare che abbia comportato o la consistente riduzione del reddito complessivo del nucleo medesimo o la necessità dell'impiego di parte notevole del reddito per fronteggiare rilevanti spese mediche e assistenziali.

La misura regionale fa fronte al disagio abitativo connesso alla perdita della casa per morosità incolpevole  promuovendo la sottoscrizione di nuovi contratti a canone concordato. I contributi previsti sono destinati a sanare in toto o in parte la morosità pregressa, possono anche coprire il deposito cauzionale del nuovo contratto e possono assicurare il versamento di un numero di mensilità relativo ad un nuovo contratto a canone inferiore fino ad un massimo concedibile pari a euro 12.000,00.

Possono accedere al riparto delle risorse i Comuni ad alta tensione abitativa e i Comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti.

La Regione annualmente emette un avviso pubblico per l’individuazione dei Comuni che intendono aderire alla misura FIMI. I Comuni possono presentare domanda di adesione  utilizzando l’apposito modello allegato all’avviso. La domanda deve essere trasmessa esclusivamente per posta certificata all’indirizzo ediliziasociale@cert.regione.piemonte.it. Si tratta di contributi in conto capitale a favore di inquilini morosi incolpevoli. La sopravvenuta impossibilità a provvedere al pagamento del canone è accertata dal Comune.

Beneficiari: Tutti i cittadini di nazionalità italiana o di un paese dell’Unione Europea, in caso di cittadini non appartenenti all’U.E. possesso di un regolare titolo di soggiorno.

I cittadini interessati ad accedere ai contributi devono rivolgersi al Comune di residenza (purchè ricompreso tra quelli ad alta tensione abitativa, ovvero quelli con particolari problemi relativi all'alloggio, in base a indicatori quali il numero di sfratti in rapporto alla popolazione, la percentuale di extracomunitari, eccetera. La conseguenza è una diversa disciplina per materie quali per esempio i contratti d'affitto. );

Limite di reddito per l’accesso degli inquilini: Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) non superiore a € 26.000,00.

Requisiti di accesso:

Essere titolare di un contratto di affitto residenziale regolarmente registrato.
Essere destinatario di un atto di intimazione di sfratto per morosità, con citazione per la convalida. Risiedere nell’alloggio oggetto della procedura di rilascio da almeno un anno.

Criterio preferenziale: Presenza all’interno del nucleo famigliare di:

  • un componente ultrasettantenne  oppure
  • minore oppure
  • con invalidità accertata maggiore o uguale al 74% oppure
  • in carico ai servizi sociali o alle competenti aziende sanitarie locali per l'attuazione di un progetto assistenziale individuale

Cause di esclusione:

  • Locatario di immobili appartenenti alle categorie A1, A8 e A9; oppure
  • titolare di diritto di proprietà o altro diritto reale su immobile adeguato e fruibile nella provincia di residenza.

Ammontare del contributo:

È legato all’ammontare della morosità incolpevole pregressa accertata ed a condizione che venga sottoscritto un nuovo contratto d’affitto a canone concordato. Il contributo può essere per deposito cauzionale contestualmente alla sottoscrizione di un nuovo contratto.

Il sostegno può essere a ristoro anche parziale del proprietario che accetta di differire l’esecuzione dello sfratto.

Il limite massimo concedibile è di € 8.000,00 per beneficiario.

La sottoscrizione dei nuovi contratti a canone concordato avviene con il supporto, laddove esistenti, dell’attività svolta dagli sportelli comunali “Agenzie sociali per la locazione”.

Fondo sostegno alla locazione

FONDO SOSTEGNO LOCAZIONE 2019

Con deliberazione della Giunta Regionale n. n. 6-1164 del 27 marzo 2020  sono stati approvati i requisiti per l’accesso e criteri di ripartizione delle risorse anno 2019 del Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione (art. 11, Legge n. 431/1998).

Il Fondo è destinato ai cittadini residenti in Piemonte, appartenenti alle fasce economicamente più deboli, a parziale rimborso del canone di locazione regolarmente pagato nell’anno 2019 per un immobile ad uso abitativo.

Quando si presenta la domanda

Gli interessati potranno presentare la domanda dopo la pubblicazione dei bandi da parte dei Comuni Capofila per l’ambito territoriale di competenza.

I bandi saranno aperti dal 1° settembre 2020 al 30 settembre 2020 e in questo periodo le domande potranno essere presentate ai Comuni, secondo le modalità che verranno indicate nei bandi stessi.

Requisiti di accesso

Possono presentare domanda i nuclei familiari come risultanti dall’Attestazione ISEE 2020, residenti in Piemonte, in possesso dei seguenti requisiti alla data di apertura dei bandi (1° settembre 2020):

a) cittadinanza italiana, oppure cittadinanza di uno Stato aderente all’Unione Europea oppure cittadinanza di altro Stato e possesso di titolo di soggiorno in corso di validità;

b) residenza anagrafica nell’alloggio oggetto del contratto di locazione per il quale si richiede il contributo;

c) titolarità di un contratto di locazione ad uso abitativo regolarmente registrato per un immobile ad uso abitativo relativo all’anno 2019 di categoria catastale A2, A3, A4, A5 e A6;

d) valore del reddito complessivo riportato nella attestazione ISEE 2020 uguale o inferiore a euro 13.338,26 (corrispondente al valore di due pensioni minime INPS per l’anno 2019);

e) canone annuale di locazione non superiore a euro 6.000,00, come risultante dal contratto registrato, escluse le spese accessorie;

f) incidenza del canone di locazione, regolarmente corrisposto nel 2019, e al netto degli oneri accessori sul reddito complessivo risultante dalla attestazione ISEE 2020 superiore al 28% per cento.

Chi non può partecipare?

Non possono accedere al Fondo per l’accesso all’abitazione in locazione 2019:

1) i conduttori di alloggi di categoria catastale A1, A7, A8, A9 e A10;

2) gli assegnatari di alloggi di edilizia sociale e i conduttori di alloggi fruenti di contributi pubblici;

3) i conduttori di alloggi che hanno beneficiato di contributi erogati dalla Regione Piemonte per contratti stipulati nell’anno 2019 tramite le Agenzie sociali per la locazione (ASLo);

4) i conduttori di alloggi che hanno beneficiato di contributi del Fondo per la Morosità incolpevole (FIMI) erogati nell’anno 2019;

5) i conduttori di alloggi che hanno beneficiato nell’anno 2019 del reddito o pensione di cittadinanza di cui al Decreto legge 4/2019 convertito con Legge n. 26/2019;

6) i conduttori all’interno del cui nucleo familiare siano presenti titolari di diritti esclusivi di proprietà, usufrutto, uso e abitazione su uno o più immobili (di qualunque categoria catastale) ubicati in qualsiasi località del territorio italiano;

 

Concorre a determinare l’esclusività del diritto di proprietà, usufrutto, uso e abitazione, anche la somma dei diritti parzialmente detenuti dai componenti il medesimo nucleo familiare sullo stesso immobile.

La disposizione non si applica:

- nel caso di nuda proprietà;

- nel caso di alloggio che risulti inagibile da certificazione rilasciata dal Comune;

- nel caso il richiedente, legalmente separato o divorziato, per effetto di sentenza o accordo omologato ai sensi della normativa vigente, non abbia la disponibilità della casa coniugale di cui è proprietario.

Ammontare dei contributi

Il contributo teorico riconoscibile è costituito dalla somma occorrente per abbattere il rapporto del canone sul reddito complessivo del nucleo al 28% e non può, in ogni caso, essere inferiore a € 50,00 o superiore a € 3.000,00.

Il contributo effettivo sarà calcolato in base alle domande valide, con una distribuzione proporzionale delle risorse disponibili tra tutte le famiglie aventi diritto.

Informazioni

Alla delibera n. n. 6-1164/2020 che ha stabilito i requisiti devono far seguito ulteriori provvedimenti attuativi sia della Regione Piemonte sia dei Comuni Capofila.

Le domande andranno presentate ai Comuni nel periodo di apertura dei bandi dal 1° al 30 settembre 2020.

Ulteriori dettagli rispetto ai criteri generali sopra indicati, agli ambiti dei Comuni Capofila e sulle modalità di presentazione delle domande saranno indicati nei bandi comunali.

Stesura al 31/03/2020

Fondo sociale regionale

Il Fondo sociale rappresenta un intervento della Regione per fornire un aiuto a quei soggetti che sono in difficoltà nel pagamento del canone o dei servizi accessori.

I destinatari sono gli assegnatari di alloggi di edilizia sociale, in possesso dei requisiti previsti.

Ogni anno vengono stanziate risorse regionali che vengono poi ripartite dalla struttura competente alle rispettive Agenzie Territoriali per la Casa o ai Comuni gestori in proprio di alloggi di edilizia sociale.

La domanda di contributo da parte degli assegnatari deve essere presentata alle ATC o ai Comuni (solo nel caso di Comuni gestori in proprio). Occorre presentare l'ISEE.

Possono partecipare ai bandi regionali tutti i Comuni con alloggi di edilizia sociale. Si fa riferimento a contributi per gli assegnatari di alloggi di edilizia sociale in oggettive condizioni di difficoltà nel pagamento del canone di locazione e dei servizi accessori.

 Beneficiari: Assegnatari di alloggi di edilizia sociale in condizione di morosità incolpevole.

Requisiti di accesso:

- essere in possesso di un ISEE non superiore a euro 6.241,67 (tale limite vale per il Fondo morosità 2016, viene aggiornato ogni anno)

- aver corrisposto all’ente gestore (ATC o Comune), su base annua, una somma stabilita dalla Giunta regionale (quota minima)

Criterio di ripartizione: La disponibilità annua del fondo è ripartita dal Settore regionale competente tra gli enti gestori in misura proporzionale all’ammontare della morosità incolpevole comunicata.

Ammontare del contributo: Il contributo è riconosciuto, sotto forma di riduzione della morosità incolpevole, dai rispettivi enti gestori.

Quota minima da corrispondersi da parte degli assegnatari di alloggi sociali per il riconoscimento della condizione di moroso incolpevole:

Per l'anno 2017 è stato previsto che tale somma fosse pari al 14% del reddito (reddito dell'anno 2016). In caso di reddito pari a zero, la somma da corrispondere è pari a euro 480,00.

 

Allegati

Scheda Fondo sostegno alla locazione 2019
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