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Risultati del monitoraggio del SARS-COV2 nelle acque reflue in Piemonte

Rivolto a
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L’epidemiologia basata sulle acque reflue (Wastewater Based Epidemiology) è uno strumento utile per la sorveglianza del SARS-Cov-2 perché, assieme al conteggio dei casi di positività, permette di valutare la circolazione del virus nella popolazione. Il SARS-Cov-2 infatti si ritrova nelle feci delle persone infette, comprese quelle asintomatiche che sfuggono alla sorveglianza clinica e può essere rilevato nelle acque di scarico: è quindi possibile affermare che la quantità del virus rilevato nei reflui urbani è correlabile alla diffusione dell’infezione nella popolazione.

E’ stata creata una rete per la sorveglianza nazionale del SARS-CoV-2 e delle sue varianti nei reflui sotto il coordinamento dell’Istituto Superiore di Sanità, alla quale partecipa anche la Regione Piemonte. A livello regionale, il coordinamento della sorveglianza è affidato alla Direzione Sanità e Welfare, Prevenzione, Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare.

La ricerca del SARS-Cov-2 nelle acque reflue viene effettuata dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte Liguria e Valle d'Aosta e dall’Università di Torino (Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche e Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi). Con cadenza settimanale, vengono prelevati ed analizzati i reflui in ingresso ai depuratori di Castiglione Torinese, Novara, Alessandria, Asti, Biella nord, Biella sud e Cuneo. I dati relativi ai casi di positività nella popolazione vengono analizzati settimanalmente dal Servizio di riferimento Regionale di Epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle Malattie Infettive e confrontati con i dati sulla circolazione del virus nei reflui.

I dati mostrano l’andamento dei casi positivi (prevalenti – ovvero, i nuovi casi della settimana sommati ai positivi che non sono ancora guariti/deceduti) al SARS-Cov2 e la concentrazione dell’RNA del virus SARS Cov-2 nei reflui fognari (riferita ad abitante equivalente - ovvero non gli abitanti effettivi ma il numero di abitanti che potrebbero produrre la quantità di sostanze organiche biodegradabili, derivate da un'utenza civile o assimilabile a questa, convogliate in fognatura nell'arco temporale di un giorno (24 ore) (D.Lgs. 152/06 art. 74-Definizioni)".

Il monitoraggio, avviato a partire dall’inizio di ottobre 2021 evidenzia una buona concordanza tra l’andamento del carico virale nel refluo fognario e i casi positivi nella popolazione.

Per ulteriori approfondimenti: https://www.iss.it/cov19-acque-reflue

 

Contatti

Riferimento
Dr.ssa Angela Costa - Assessorato alla Sanità e Welfare – Settore Prevenzione, Sanità pubblica veterinaria e Sicurezza alimentare
Telefono
011.4324834