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Regolamento edilizio tipo (RET)

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Terzo settore

La Regione Piemonte ha approvato il nuovo regolamento edilizio tipo regionale (RET) in recepimento dell’Intesa tra il Governo, le Regioni e gli Enti locali del 20 ottobre 2016.

Il nuovo regolamento edilizio tipo regionale, che sostituisce integralmente il regolamento edilizio approvato con D.C.R. n. 548-9691 del 29 luglio 1999 s.m.i., si compone di due parti:

  • la parte prima: che contiene le definizioni uniformi dei parametri urbanistici e edilizi e le disposizioni nazionali e regionali in materia edilizia da applicare su tutto il territorio regionale;
  • la parte seconda: che riporta l’articolazione delle disposizioni regolamentari comunali in materia edilizia, in base alla quale i comuni sono tenuti, nell’esercizio della propria autonomia regolamentare, ad ordinare le norme che attengono all’organizzazione e alle procedure interne dell’ente garantendo qualità, sicurezza e sostenibilità delle opere edilizie, dei cantieri e dell’ambiente urbano.

I comuni che entro il 30 novembre 2018 non hanno adeguato i propri regolamenti edilizi al regolamento edilizio tipo regionale secondo le procedure di cui all’articolo 3 della l.r. 19/1999 dovranno applicare le definizioni uniformi del regolamento edilizio tipo regionale vigente, che prevalgono sulle disposizioni comunali, regolamenti edilizi o piani regolatori, con esse incompatibili.

L’adeguamento comunale al regolamento edilizio tipo regionale non comporta la modifica delle previsioni dimensionali degli strumenti urbanistici vigenti, che continuano ad essere regolate dal piano regolatore, vigente o adottato alla data del 20 ottobre 2016, fino all’approvazione dei nuovi piani regolatori generali, delle loro revisioni o delle varianti generali di cui all’articolo 12 della l.r. 19/1999.

 

FAQ | Regolamento edilizio tipo

D.: Quale procedura si deve seguire per adeguarsi al regolamento edilizio tipo regionale?

R.: Il comune approva il regolamento edilizio comunale conforme a quello regionale secondo la procedura prevista all’articolo 3 della l.r. 19/1999 (come modificato con l.r. 16/2017 e l.r. 6/2018), predisponendo il testo secondo quanto specificato nella premessa e nelle istruzioni generali del regolamento edilizio tipo.

D.: Cosa succede ai comuni che non hanno approvato, entro il 30 novembre 2018, il nuovo regolamento edilizio comunale?

R.: Non possono applicare la norma transitoria prevista nel regolamento edilizio tipo - parte II - titolo V - articolo 137 e quindi prevalgono, per l’attuazione del Prgc, le definizioni uniformi e i parametri urbanistici ed edilizi (regolamento edilizio tipo - parte I – capo I – artt. 1 – 44) del nuovo regolamento edilizio tipo regionale.

D.: Entro il 30 novembre si doveva anche adeguare il proprio piano regolatore?

R.: Se è stato approvato entro il 30 novembre 2018 il nuovo regolamento edilizio comunale con la norma transitoria (parte II - titolo V - articolo 137) sarà possibile adeguare il piano regolatore ai nuovi parametri e definizioni uniformi in occasione di una successiva variante programmata secondo i tempi e le esigenze dell’Aministrazione Comunale; è obbligatorio adeguare il PRGC a detti parametri quando il Comune redige una variante di revisione o generale.

D.: Quando c’è l’obbligo di adeguare il piano regolatore generale comunale alle nuove definizioni uniformi e parametri urbanistici del nuovo regolamento edilizio tipo?

R.: L’adeguamento alle definizioni uniformi e parametri urbanistici ed edilizi è obbligatorio in occasione di una variante generale o di un nuovo piano regolatore generale.

D.: Si possono apportare modifiche alle definizioni uniformi e ai parametri urbanistici ed edilizi del nuovo regolamento edilizio tipo?

R.: No, le definizioni uniformi, i parametri urbanistici ed edilizi e le rispettive indicazioni e specificazioni tecniche devono essere riportate nei regolamenti edilizi comunali senza modifiche rispetto a quanto previsto nel regolamento edilizio tipo regionale. Limitatamente agli articoli 15, 27, 30 e 31 le indicazioni e specificazioni tecniche demandano al comune la facoltà di stabilire la regolamentazione di dettaglio specifica per la sua realtà territoriale.

D.: Si può modificare lo schema e l’ordine della seconda parte del regolamento edilizio tipo?

R.: L’ordine, la numerazione e il titolo degli articoli della parte seconda deve essere mantenuta come prevista nel regolamento edilizio tipo regionale, ma il comune è libero di disciplinare i contenuti degli articoli non vincolanti di detta parte.

D.: Si possono eliminare alcuni articoli previsti nella parte seconda del regolamento edilizio tipo se la realtà territoriale non prevede la trattazione di quell’argomento?

R.: No, si mantengono nella numerazione e nel titolo, ma privi di contenuti o con indicazione che l’argomento non è attinente alla propria realtà territoriale.

D.: Si può ulteriormente specificare l’indice del regolamento edilizio tipo?

R.: Non è possibile aggiungere articoli allo schema di regolamento edilizio tipo regionale. E’ ammesso, per argomenti specifici o complessi, suddividere l’articolo in sottopunti, (ad esempio articolo 45 - 45.1 - 45.2 - 45.3…) ovvero rinviare allo specifico regolamento comunale che tratta l’argomento.

D.: Quali sono gli articoli cogenti della parte seconda?

R.:

  • Per tutti i comuni:
    Articolo 49: Certificato di destinazione urbanistica
    Articolo 102: Ricarica dei veicoli elettrici (ai sensi dell’art. 4 del d.p.r. 380/2001)
    Titolo V (articoli 136 e 137): Norme transitorie
  • Per i comuni all’interno del sito Unesco dei paesaggi vitivinicoli: Langhe - Roero e Monferrato:
    Riportare negli articoli della parte seconda i contenuti delle linee guida Unesco (D.G.R. 21 settembre 2015, n. 26-2131)
  • Per i comuni all’interno dagli ambiti di ricarica degli acquiferi profondi:
    Riportare nell’articolo 96 della parte seconda i contenuti attuativi di cui all’art. 24 del Piano di Tutela delle Acque (Pta) adottato con D.C.R. 13 marzo 2017, n. 117-10731. Si evidenzia, a riguardo, la recente D.G.R. 2 febbraio 2018, n. 12-6441, che ha integrato tali contenuti e sviluppato gli aspetti realizzativi delle opere interrate.
D.: Il volume edificabile indicato negli artt. 43 e 44, nelle indicazioni e specificazioni tecniche, coincide con il volume totale indicato all’art. 19 del regolamento edilizio tipo?

R.: No, in tali indici il volume fa riferimento alla Superficie lorda (SL) e non alla Superficie Totale (STot); l’acronimo (V) va inteso (V1).

D.: Quando entra in vigore il regolamento edilizio comunale?

R.: Con legge regionale 27 giugno 2018 n. 6, che ha modificato il 3° comma dell’art. 3 della l.r. 19/1999, il regolamento edilizio entra in vigore con la pubblicazione per estratto della delibera di consiglio comunale, divenuta esecutiva, all’albo pretorio on-line. I regolamenti edilizi comunali approvati prima del 28 giugno 2018 entrano in vigore con la pubblicazione per estratto della deliberazione comunale, sul Bollettino Ufficiale della Regione.

D.: Si deve trasmettere alla Regione Piemonte il regolamento edilizio comunale e i suoi allegati?

R.: Il regolamento edilizio comunale ovvero le successive modifiche con i relativi allegati devono essere trasmessi, secondo la procedura di cui all’articolo 3 della l.r. 19/1999, in formato digitale (pile .pdf/a firmati digitalmente) al seguenre indirizzo: territorio-ambiente@cert.regione.piemonte.it .