Tipologia di contenuto
Normativa

Normativa relativa ai canoni per uso delle acque pubbliche

Rivolto a
Cittadini
Enti pubblici
Imprese e liberi professionisti
Terzo settore

Dal gennaio 2001 le funzioni in materia di determinazione, introito e destinazione dei canoni demaniali per uso di acqua pubblica sono esercitate dalla Regione in forza dei disposti del decreto legislativo 112/1998 e dei successivi provvedimenti nazionali e regionali di attuazione.

Conseguentemente, con la Legge finanziaria 2002 (l.r. 5 agosto 2002 n. 20, Capo III, articoli 12, 14. 15, 16 e 18) sono state poste le basi per la nuova disciplina del sistema di determinazione e riscossione dei canoni per l’uso delle acque pubbliche, nel rispetto dei principi fondamentali della legislazione statale e in applicazione delle linee della politica regionale di settore.

In sede di prima attuazione della predetta legge regionale, è stato quindi emanato il regolamento regionale 15/R del 6 dicembre 2004, con il quale sono stati disciplinati i fondamentali istituti del processo di versamento, introito e riscossione dei canoni, tra cui i casi di esenzione, riduzione o maggiorazione del canone, le modalità di versamento del canone, il rimborso delle somme versate in eccesso e gli interessi dovuti per omesso, insufficiente o ritardato pagamento

Al fine di dare compiuta definizione alla nuova e organica disciplina della materia, con il regolamento regionale 6/R del 10 ottobre 2005 si è provveduto alla determinazione, per ogni uso dell’acqua, dell’importo unitario del canone dovuto annualmente e la misura del canone minimo.

Pertanto dal 1° gennaio 2006, data di entrata in vigore del regolamento in questione, non trovano più applicazione nell’ordinamento regionale le norme statali in materia di misura dei canoni per l’utilizzo delle acque pubbliche, bensì quelli determinati dall’Amministrazione regionale.

 

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Provvedimento interno

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