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Un brand distintivo per legare i prodotti agroalimentari del Piemonte alla loro terra di provenienza
Regione Piemonte prosegue nel percorso iniziato nel maggio 2025 con il lancio del brand "PiemonteIS - Eccellenza Piemonte", ideato per identificare e promuovere con un’unica e forte identità visiva il proprio patrimonio agricolo e agroalimentare, con l'apertura della possibilità di richiedere ed utilizzare il marchio collettivo di titolarità regionale "PiemonteIS" anche sulle confezioni ed etichette dei prodotti.
Non si tratta di una nuova certificazione, né di un semplice “doppione burocratico”: PiemonteIS affianca e sublima gli strumenti di tutela della qualità già esistenti (come DOP, IGP, DOC, DOCG, Biologico, SQNPI, SQNZ, PAT e tipicità territoriali) garantendo al consumatore che incontra il marchio che dietro quel prodotto c'è un'impresa che produce in Piemonte e che è stata verificata.
Chi può richiedere il marchio: valore a chi produce in Piemonte
Per ottenere l’autorizzazione all’uso del marchio è indispensabile avere la sede produttiva in Piemonte e svolgere sul territorio la produzione, la trasformazione e/o la fase di lavorazione sostanziale. Il sigillo non è concesso a chi produce fuori regione, anche impiegando materie prime piemontesi e a chi si limita ad effettuare la sola commercializzazione dei prodotti.
La richiesta si presenta tramite l’apposito servizio telematico della Regione Piemonte disponibile su www.eccellenzapiemonte.it; l’autorizzazione ha durata triennale e viene rinnovata previa conferma della permanenza dei requisiti. La concessione del Marchio è a titolo gratuito.
Il Regolamento d'uso
L'impianto dei controlli adotta il principio di “non duplicazione”: quello che viene già certificato da enti terzi non si ripete, per non aggravare gli impegni a carico delle imprese. I prodotti sono suddivisi in quattro percorsi, proporzionati alle garanzie di partenza, cui corrispondono differenti livelli di controllo:
Percorso A – DOP e IGP dei prodotti agricoli e alimentari, DOCG, DOC e IGT del settore vitivinicolo, Indicazioni Geografiche delle bevande spiritose e dei prodotti vitivinicoli aromatizzati: metodo e origine definiti dal disciplinare e attestati dall’organismo di controllo designato;
Percorso B – Produzione biologica, SQNPI, SQNZ, SQNBA, Specialità Tradizionali Garantite, altri sistemi di qualità nazionali e dell’Unione, certificazioni volontarie rilasciate da organismi accreditati, regimi di certificazione etica e sociale riconosciuti: metodo garantito da terza parte, origine verificata direttamente;
Percorso C – Prodotti Agroalimentari Tradizionali non altrimenti certificati, prodotti con l'indicazione facoltativa "Prodotto di montagna", schemi volontari di certificazione non verificati da terza parte: nessuna garanzia di terza parte, verifica integralmente a carico del sistema;
Percorso D – Prodotti non riconducibili ai percorsi precedenti, realizzati dall’impresa su ricetta propria e ammessi in forza delle sole caratteristiche definite con Provvedimento del Settore regionale Competente, ai sensi dell’art. 6 del Regolamento d’uso del Marchio: nessuna garanzia di terza parte, verifica integralmente a carico del sistema.
Il Regolamento prevede inoltre il rispetto di una percentuale minima di materie prime prodotte in Piemonte, calcolata sugli ingredienti caratterizzanti e definita per categoria di prodotto.
L'attuazione del piano dei controlli per i prossimi anni sarà affidato al Laboratorio Chimico della Camera di Commercio di Torino. L'organismo si occuperà sia dell'istruttoria iniziale delle domande di concessione, sia delle verifiche sull'uso corretto del marchio e sul mantenimento dei requisiti nel tempo, necessari per il rinnovo triennale dell'autorizzazione.
Le aziende e i prodotti autorizzati verranno inseriti in un Registro pubblico consultabile, affiancato da un monitoraggio sistematico su etichette, siti web, social media ed e-commerce.
Inoltre, nella fase di avvio, è prevista una sperimentazione su un campione di richiedenti rappresentativo delle principali categorie di prodotto, finalizzata a valutare l'onere documentale effettivo, con particolare attenzione alle imprese di minori dimensioni.