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Questa settimana in copertina*: Rosazza (BI). Il Municipio. Fotografia di Maura Golzio.
Il Notiziario per le Amministrazioni locali pubblica settimanalmente notizie dell'attività amministrativa e istituzionale della Giunta regionale che hanno una particolare ricaduta sul sistema delle Autonomie locali. La pubblicazione offre una panoramica su atti normativi e amministrativi statali e regionali e iniziative di interesse per gli Enti locali del Piemonte proponendo una selezione di comunicati stampa, scadenze utili e approfondimenti su temi specifici.
* Le immagini pubblicate sono fornite dai Comuni del Piemonte o dagli autori stessi delle fotografie.
IN PRIMO PIANO
- Argini del Po tra Morano e Casale Monferrato: nell’accordo per la coesione il finanziamento da 10 milioni di euro
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L’intervento di adeguamento degli argini maestri del fiume Po nel tratto compreso tra Morano sul Po e Casale Monferrato è stato inserito tra le opere finanziate nell’ambito dell’Accordo per la Coesione sottoscritto dal Governo.
Per il progetto sono previsti 10 milioni di euro, destinati alla messa in sicurezza di un’ampia porzione del territorio casalese e delle comunità che vivono lungo l’asta del Po.
Si tratta di un’opera attesa da anni, individuata come prioritaria dagli enti tecnici competenti e più volte sollecitata dal territorio in ragione delle criticità evidenziate sul sistema arginale e della necessità di rafforzare la sicurezza idraulica dell’area.“Parliamo di un risultato molto importante per il Casalese e per tutto il territorio interessato - dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l'assessore alle Opere pubbliche e Difesa del suolo Marco Gabusi -. L’inserimento del finanziamento nell’Accordo rappresenta un passaggio decisivo dopo anni di lavoro tecnico e istituzionale. Ora attendiamo il completamento dell’iter previsto con il passaggio al Cipess, atteso nel mese di luglio, e i successivi adempimenti necessari all’assegnazione e all’erogazione delle risorse”.
L’intervento riguarda un tratto particolarmente importante del sistema difensivo del Po e rappresenta un tassello fondamentale nel percorso di messa in sicurezza del territorio. Le risorse inserite nell’Accordo consentono infatti di dare una prospettiva concreta a un’opera considerata essenziale per la tutela delle comunità, delle attività economiche e delle infrastrutture presenti nell’area.
Il Direttore di AIPo, ing. Gianluca Zanichelli, commenta: “Fin dal mio insediamento nel 2018 come dirigente degli Uffici AIPo di Alessandria e Casale ho intrapreso, con la collaborazione di valenti tecnici che si sono succeduti presso la sede di Casale, lo studio della dinamica di piena di Po da foce Dora Baltea a foce Sesia, al fine di aggiornare le conoscenze ed intraprendere le azioni necessarie alla mitigazione del rischio ed al riequilibrio morfologico dell'alveo. I risultati di tali studi hanno portato alla formulazione, per il tramite dell'Autorità di Bacino Distrettuale del Po e della Regione Piemonte, della proposta d'intervento che oggi vediamo, finalmente, finanziata. Esprimo quindi grande soddisfazione nel vedere che tanti sforzi miei e dei miei collaboratori sono stati premiati da questo finanziamento che andrà a garantire una maggiore sicurezza a tutti gli ambiti interessati dai lavori ed anche a quelli di valle già pesantemente colpiti dagli eventi dell'ottobre 2000”.
“La sicurezza idraulica non è un privilegio di pochi, ma un diritto di tutti. L’Autorità di Bacino del Po, con quest’opera, continua a svolgere il suo impegno costante per pianificare e realizzare nel territorio padano politiche e opere utili, funzionali a un governo delle acque virtuoso e democratico”, dichiara Alessandro Delpiano, Segretario generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po.
Il cronoprogramma dell’intervento prevede un investimento complessivo di 10 milioni di euro distribuito su più annualità. Con la firma dell’Accordo viene compiuto un passaggio fondamentale verso la realizzazione dell’opera; il prossimo step sarà l’approvazione da parte del Cipess, cui seguiranno le procedure necessarie per rendere disponibili le risorse e avviare le attività previste.
“Continueremo a seguire con la massima attenzione ogni fase del procedimento - conclude Gabusi - L’obiettivo è arrivare il prima possibile alla realizzazione di un intervento che rappresenta una risposta concreta alle esigenze di sicurezza idraulica del territorio e una garanzia in più per cittadini, imprese e amministrazioni locali”.
Notizia tratta da “Piemonte informa”, agenzia giornalistica quotidiana on line della Regione Piemonte.
- Castanicoltura in Piemonte. Dai territori una proposta condivisa per il futuro del comparto. La Regione pronta ad aprire un confronto tecnico
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La castanicoltura piemontese guarda al futuro partendo dai territori. È questo il messaggio emerso dall’incontro ospitato il 26 giugno nel Salone d’Onore del Comune di Cuneo, che ha visto la partecipazione della Regione Piemonte, degli amministratori locali, dei castanicoltori, delle associazioni di categoria, dei tecnici e del mondo della ricerca, in un momento di confronto dedicato alle prospettive della filiera.
Dopo i saluti istituzionali dell’assessore regionale Marco Gallo, della sindaca di Cuneo Patrizia Manassero e del presidente della Provincia Luca Robaldo, l’incontro ha approfondito il valore economico, ambientale e culturale della castanicoltura piemontese. Ampio spazio è stato dedicato alla presentazione della prossima Fiera Nazionale del Marrone, appuntamento simbolo della tradizione castanicola cuneese, e all’imminente missione promozionale a New York, dove il Marrone di Cuneo sarà protagonista di un’iniziativa internazionale volta a rafforzarne la presenza sui mercati esteri e a promuovere l’immagine delle montagne piemontesi e delle loro eccellenze agroalimentari.
Nel corso del pomeriggio è stato ripercorso il percorso che ha portato all’approvazione dell’ordine del giorno del Consiglio comunale di Cuneo a sostegno del comparto castanicolo, sono stati illustrati gli studi e le criticità evidenziate dagli operatori del settore e dal mondo della ricerca ed è stato infine presentato l’Atto di indirizzo promosso e sottoscritto dai Comuni a vocazione castanicola, destinato alla Regione Piemonte quale base per un percorso condiviso di confronto istituzionale.
Il documento richiama l’attenzione sul ruolo strategico della castanicoltura nella tutela del paesaggio, nella prevenzione del dissesto idrogeologico, nella salvaguardia della biodiversità e nello sviluppo economico delle Terre Alte.
“La castanicoltura non rappresenta soltanto una produzione agricola di qualità. È un presidio del territorio, uno strumento di tutela del paesaggio, della biodiversità e della sicurezza idrogeologica delle nostre montagne. Ogni castagneto curato significa una montagna più sicura, più attrattiva e più viva – dichiarano gli assessori regionali Marco Gallo e Paolo Bongioanni - .L’Atto di indirizzo presentato nasce dall’esperienza concreta dei territori e rappresenta «un contributo serio e responsabile”.
Per questo la Regione Piemonte è pronta ad aprire un confronto tecnico con i Comuni, gli operatori del comparto e tutti i soggetti interessati. Gli assessori regionali hanno inoltre ribadito l’impegno della Regione nel sostenere il comparto attraverso gli strumenti dello sviluppo rurale, gli investimenti destinati all’innovazione, alla trasformazione del prodotto e alla valorizzazione della filiera.
“Difendere la castanicoltura significa investire nel futuro delle nostre montagne e di una produzione di qualità, sia agroalimentare sia lignicola. Da un lato occorre affrontare con serietà le criticità che interessano i castagneti tradizionali; dall’altro dobbiamo continuare a investire su promozione e sull’internazionalizzazione di un prodotto che rappresenta una delle eccellenze del Piemonte. La prossima missione a New York dimostra come il Marrone piemontese possa diventare ambasciatore della qualità delle nostre montagne nel mondo. Le politiche per la montagna e la sua economia si costruiscono ascoltando chi la vive ogni giorno. Per questo la Regione Piemonte accoglie con favore chi sceglie di unirsi per promuovere lo sviluppo di questo comparto, e si rende pienamente disponibile a costruire un percorso di ascolto e confronto insieme al territorio e ai suoi operatori, per affrontare insieme le criticità e individuare i percorsi di sostegno più appropriati”, concludono Gallo e Bongioanni.
Notizia tratta da “Piemonte informa”, agenzia giornalistica quotidiana on line della Regione Piemonte.
- Dissesto idrogeologico: la Regione Piemonte propone al Ministero un piano da oltre 27,8 milioni di euro per la sicurezza del territorio
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La Regione Piemonte ha trasmesso al Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica la proposta di programmazione delle risorse 2026 destinate alla mitigazione del rischio idrogeologico, per un valore complessivo di oltre 27 milioni di euro.
Il Piano, predisposto dalla Direzione regionale Opere pubbliche e Difesa del suolo, comprende 15 interventi distribuiti sul territorio piemontese e rappresenta una strategia articolata che coniuga opere di difesa idraulica, consolidamento dei versanti, interventi prioritari e un innovativo programma di rilocalizzazione degli edifici esposti al rischio idrogeologico.
Nel dettaglio, la proposta della Regione comprende:
- Savigliano (CN) – Difesa del territorio comunale dal torrente Mellea (IV lotto – secondo stralcio). Importo richiesto: 930.000 euro.
- Torino – Adeguamento del fiume Dora Riparia nel tratto cittadino per incrementare la sicurezza idraulica. Importo richiesto: 3.800.000 euro.
- Trasquera (VB) – Rilocalizzazione di un immobile residenziale in area a rischio franoso (intervento “win-win”). Importo richiesto: 44.000 euro.
- Clavesana (CN) – Rilocalizzazione di edifici in area a rischio alluvionale (intervento “win-win”). Importo richiesto: 1.200.000 euro.
- Sant’Ambrogio di Torino (TO) – Rilocalizzazione di edifici in area a rischio alluvionale (intervento “win-win”). Importo richiesto: 860.000 euro.
- Arquata Scrivia (AL) – Rilocalizzazione di un immobile in area esposta al rischio idraulico (intervento “win-win”). Importo richiesto: 94.808,50 euro.
- Volpeglino (AL) – Messa in sicurezza dell’abitato interessato da dissesto idrogeologico. Importo richiesto: 499.713,42 euro.
- Camburzano (BI) – Consolidamento dei versanti sovrastanti gli abitati di via Maffiotti. Importo richiesto: 620.000 euro.
- Piedicavallo (BI) – Sistemazione idraulica del torrente Chiobbia. Importo richiesto: 3.460.000 euro.
- Verrua Savoia (TO) – Adeguamento della quota e della sagoma dell’argine sinistro del fiume Po. Importo richiesto: 3.061.698,18 euro.
- Mongrando (BI) – Messa in sicurezza del fronte franoso in località Cerchia. Importo richiesto: 3.815.000 euro.
- Gravellona Toce (VB) – Sistemazione idraulica del bacino del torrente Stronetta. Importo richiesto: 3.779.242,40 euro.
- Sant’Ambrogio di Torino (TO) – Demolizione del ponte della SP 198 sul torrente Dora Riparia. Importo richiesto: 137.577,87 euro.
- Varallo (VC) – Messa in sicurezza del versante roccioso in località Proia, inserito tra gli interventi prioritari. Importo richiesto: 545.000 euro.
- Carrega Ligure (AL) – Realizzazione dell’opera di difesa della SP 147, inserita tra gli interventi prioritari. Importo richiesto: 4.985.000 euro.
Tra gli elementi più innovativi della proposta regionale figurano i quattro interventi integrati di rilocalizzazione, che consentono di trasferire gli edifici maggiormente esposti al rischio idraulico e idrogeologico. Una soluzione che permette di eliminare definitivamente situazioni di pericolo, ridurre i costi futuri di manutenzione delle opere di difesa e restituire spazio ai corsi d’acqua, con benefici per la sicurezza delle persone e per l’ambiente.
“Con questa proposta – ha detto l’assessore regionale alle Opere pubbliche, Difesa del suolo e Protezione civile, Marco Gabusi – confermiamo una scelta chiara: investire nella prevenzione significa investire nella sicurezza dei piemontesi. Abbiamo costruito una programmazione che nasce dalle esigenze concrete dei territori e dalle valutazioni tecniche degli uffici regionali, individuando gli interventi più urgenti e strategici”.
Secondo l’assessore Gabusi, “accanto alle tradizionali opere di difesa idraulica e di consolidamento dei versanti abbiamo scelto di valorizzare anche strumenti innovativi come gli interventi di rilocalizzazione “win-win”, che in alcune situazioni consentono di eliminare definitivamente il rischio anziché limitarne gli effetti. È un cambio di paradigma nella gestione del dissesto idrogeologico, che guarda alla sicurezza delle persone, alla sostenibilità ambientale e a un utilizzo sempre più efficace delle risorse pubbliche”.
Gabusi ha concluso sostenendo che “attendiamo il completamento dell’iter ministeriale, consapevoli di aver presentato una proposta solida, equilibrata e costruita con un unico obiettivo: rendere il Piemonte sempre più resiliente di fronte agli effetti dei cambiamenti climatici e garantire maggiore sicurezza ai cittadini e ai territori”.
Notizia tratta da “Piemonte informa”, agenzia giornalistica quotidiana on line della Regione Piemonte.
- Foreste: la Regione Piemonte approva il piano di tutela e gestione della collina di Torino
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La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alle Foreste Marco Gallo, ha approvato il Piano di gestione forestale delle proprietà della Città di Torino, che riguarda i Comuni di Torino, Baldissero Torinese, Pino Torinese, Moncalieri (ambito della collina di Torino) e Val della Torre quale strumento indispensabile per garantire una gestione sostenibile del patrimonio boschivo pubblico, nel rispetto degli equilibri ambientali e della biodiversità.
Il Piano comprende complessivamente 429 ettari, di cui 340 boscati e 232 interessati da gestione attiva, e definisce gli interventi necessari per assicurare la conservazione e la valorizzazione di un patrimonio forestale di elevato valore naturalistico. Di questi, 121 ettari ricadono nell’ambito della collina di Torino, interessando il Parco naturale della collina di Superga, mentre 105,5 ettari sono compresi nella Zona speciale di conservazione collina di Superga. Altri 86,97 ettari ricadono interamente nella Zona speciale di conservazione Monte Musinè e Laghi di Caselette, confermando il particolare pregio ambientale delle superfici oggetto di pianificazione.
Per entrambe le Zone speciali di conservazione il Piano ha ottenuto il parere favorevole di incidenza ambientale da parte degli enti competenti, attestando la piena compatibilità degli interventi previsti con gli obiettivi di tutela degli habitat e delle specie protette.
Particolare attenzione è riservata anche alla conservazione del patrimonio genetico forestale. Il Piano comprende infatti tre boschi da seme riconosciuti dalla Regione Piemonte come materiali di base iscritti al Registro nazionale, ossia popolamenti forestali selezionati che conservano il patrimonio genetico più idoneo al territorio e dai quali vengono raccolti i semi destinati alla rigenerazione dei boschi: Collina di Superga – Basilica, Collina di Superga – Canarotto e Collina di Superga – Torre Pino. Per questi popolamenti sono previste specifiche prescrizioni gestionali finalizzate alla tutela delle piante portaseme.
“Ogni Piano di gestione forestale è molto più di un documento tecnico: è una scelta strategica per il futuro del territorio - sottolinea l’assessore Gallo -. La collina è parte dell’identità di Torino e rappresenta il suo grande patrimonio verde. È un’infrastruttura naturale che ogni giorno migliora la qualità dell’aria, assorbe anidride carbonica, mitiga gli effetti delle ondate di calore e contribuisce alla sicurezza del territorio. In un’epoca segnata dai cambiamenti climatici, prendersi cura della collina significa prendersi cura di Torino. Significa investire nella salute delle persone, nella tutela della biodiversità e nella capacità della città di affrontare le sfide ambientali che già stiamo affrontando. Con questo provvedimento la Regione conferma il proprio impegno per una gestione forestale strategica, fondata su pianificazione, conoscenza scientifica e valorizzazione sostenibile del patrimonio boschivo piemontese”.
L’approvazione del Piano si inserisce nella strategia regionale di valorizzazione del patrimonio forestale piemontese, orientata a coniugare tutela dell’ambiente, sicurezza del territorio e sviluppo sostenibile delle risorse naturali, ed è frutto di una stretta sinergia tra Regione Piemonte e Città di Torino.
L’assessore al Verde pubblico della Città di Torino Francesco Tresso afferma che “il Piano del Comune di Torino mette la città nelle condizioni di gestire il proprio patrimonio forestale in modo sostenibile, innovativo ed efficace, rispondendo alle esigenze dei cittadini e individuando le potenzialità della risorsa bosco nell'affrontare le criticità ambientali dei prossimi anni. Le aree boschive collinari torinesi (oltre 265 ha, con circa 177.000 alberi) svolgono una funzione fondamentale di regolazione idrica, sequestro e stoccaggio di carbonio, conservazione del suolo e della biodiversità, oltre ad essere una risorsa ricreativa unica per i cittadini: a differenza di un classico proprietario forestale, la Città di Torino non ha esigenze produttive, mentre l'obiettivo generale della pianificazione è migliorare la biodiversità ed erogare servizi ecosistemici, stimati in 20 milioni di euro all’anno. Uno strumento prezioso quindi, anche per innescare un circolo virtuoso di rispetto e tutela dei boschi collinari, aumentando la consapevolezza dei cittadini sul valore di questo patrimonio verde”.
I temi della pianificazione forestale e della gestione sostenibile saranno al centro dell’incontro Pianificazione e progetti forestali nell’area MAB Collina Po, in programma martedì 15 luglio dalle ore 9.30 nel Grattacielo della Regione Piemonte. L’evento riunirà amministratori, tecnici ed enti della Riserva della Biosfera MAB Unesco Collina Po per approfondire il ruolo della pianificazione forestale come strumento di tutela della biodiversità, adattamento ai cambiamenti climatici e valorizzazione del patrimonio naturale del territorio.
Notizia tratta da “Piemonte informa”, agenzia giornalistica quotidiana on line della Regione Piemonte.
- Nuove misure anti-smog: il Piemonte evita il blocco dei diesel euro 5. Al via gli incentivi per i biocarburanti e le nuove stufe, risorse per gli arredi urbani e le coltivazioni che abbattono gli inquinanti. Bandi per car sharing e nuove postazioni per le biciclette
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La Regione Piemonte approva l’aggiornamento del Piano regionale di qualità dell’aria e avvia nuove misure anti smog, con interventi innovativi che consentono di raggiungere l’equilibrio emissivo. È quindi la prima Regione tra quelle del Bacino Padano, che comprende anche Lombardia, Veneto e Emilia Romagna, a cancellare il blocco strutturale delle auto Diesel Euro 5, nei mesi da ottobre ad aprile, nell’area metropolitana di Torino e a Novara.
Il decreto, approvato dal governo nel luglio 2025 per le Regioni del Bacino Padano, prevedeva infatti l’entrata in vigore da ottobre 2026 del blocco per i veicoli Diesel Euro 5 nei centri urbani con più di 100 mila abitanti, quindi in Piemonte avrebbe coinvolto l’area metropolitana di Torino e Novara. Il blocco sarebbe scattato in assenza di misure compensative che la Regione Piemonte ha invece individuato grazie al lavoro della Struttura speciale avviata lo scorso anno e composta dalle direzioni regionali interessate, Arpa, Ires, Province e Città Metropolitana di Torino, Politecnico di Torino, Università di Torino e del Piemonte Orientale, enti di formazione e ricerca universitaria.
La Struttura speciale in questi mesi ha analizzato e individuato una serie di interventi finalizzati all’abbattimento degli inquinanti con un’azione coordinata che si sviluppa su più fronti: la mobilità, con incentivi per l’utilizzo di biocarburanti sui mezzi per il trasporto pubblico e per le auto private; sistemi di regolazione del traffico basati sull’intelligenza artificiale, interventi di rigenerazione urbana e potenziamento della mobilità pulita; l’agricoltura con la diffusione di colture che riducono la diffusione di gas e ammoniaca nell’aria, e l’energia, con incentivi per la manutenzione degli impianti di riscaldamento vetusti, l’installazione di quelli nuovi e meno inquinanti e con interventi di efficentamento energetico degli immobili e riduzione dei consumi.L’ossatura del provvedimento si fonda sul confronto tra lo scenario sul confronto emissivo con l’attivazione del blocco dei veicoli Diesel Euro 5 e quello con le misure compensative attraverso l’impiego di modelli avanzati di qualità dell’aria in grado di riprodurre le complesse dinamiche atmosferiche che regolano il trasporto, la dispersione e l’accumulo degli inquinanti in atmosfera. Gli scenari evolutivi delle emissioni si fondano sulle elaborazioni del modello Gains (Greenhouse Gas and Air Pollution Interactions and Synergies) sviluppato dall’Iiasa, International Institute for Applied Systems Analysis. Dall’analisi emerge che, su scala regionale, i risultati sono comparabili in termini di emissioni e concentrazioni di No2 (biossido di azoto), di Pm10 e di Pm2.5, ovvero i tre inquinanti oggetto dei limiti fissati dalla normativa europea.
“Lo scorso anno abbiamo avviato il lavoro della Struttura speciale con l’obiettivo di scongiurare il blocco dei veicoli Diesel Euro 5, ovvero circa 307 mila in tutto il Piemonte. E’ stato fatto un grande lavoro tecnico e scientifico e oggi approviamo l’aggiornamento del Piano regionale di qualità dell’aria - dichiarano il presidente Cirio e l’assessore Marnati – per rafforzare e anticipare alcune delle misure già previste e introdurre azioni innovative e scientificamente validate, in grado di garantire una riduzione delle emissioni equivalenti a quella che sarebbe derivata dal blocco strutturale degli Euro 5. Siamo la prima Regione tra quelle del Bacino Padano che centra questo obiettivo e riesce a coniugare il rispetto dei parametri emissivi stabiliti dall’Europa con azioni sostenibili e senza penalizzare famiglie e imprese. La nostra strategia, scientifica e validata, punta su innovazione, tecnologia, incentivi e ricerca: dall’utilizzo dei carburanti rinnovabili alle nuove sperimentazioni per l’abbattimento degli inquinanti, fino agli interventi sul riscaldamento domestico e alla mobilità sostenibile. È un approccio concreto che mette insieme tutela della salute, sostenibilità ambientale e sviluppo del territorio”.
“I dati ci dicono che il Piemonte sta andando nella direzione giusta - aggiunge l'assessore Marnati - Per la prima volta abbiamo raggiunto il rispetto del valore limite annuale del biossido di azoto su tutto il territorio regionale e continuiamo a registrare un progressivo miglioramento degli indicatori della qualità dell’aria. Questi risultati sono il frutto di un lavoro costante portato avanti insieme ad Arpa Piemonte, agli enti locali, alle imprese e ai cittadini”.
“Prosegue il progressivo e continuo miglioramento della qualità dell’aria in Piemonte: le concentrazioni degli inquinanti sono state in media le più basse di tutta la serie storica di misura in particolare per i valori di biossido d’azoto nelle stazioni di traffico urbano e per il particolato PM10 che PM2.5 – dichiara il direttore di Arpa, Secondo Barbero -. Permane, circoscritto ad alcune stazioni urbane, la criticità per il mancato rispetto dei limiti in relazione all’indicatore sul breve periodo del particolato PM10 anche se in misura minore rispetto agli anni precedenti”.
Le nuove misure previste dal piano
La Regione incentiva, con una misura da 14 milioni di euro, l’uso dei biocarburanti HVO sui mezzi del trasporto pubblico e per le auto private Diesel Euro 5 e 6 (oltre 300 mila veicoli potenziali, di cui 270 mila auto private) prevedendo un incentivo annuo tra i 50 e i 100 euro sul prezzo del carburante grazie all’uso di carte bio-carburante. Grazie a un accordo con le compagnie petrolifere la quota di biocarburante disponibile sulla rete di distribuzione crescerà nei prossimi anni fino al 150 per cento, passando da subito dagli attuali 80-90 a circa 130-140 milioni di tonnellate/anno. L’avvio della misura è previsto nell’inverno 2026.
Il Piemonte è la prima Regione italiana a introdurre un incentivo per l’utilizzo dei biocarburanti HVO, sia per i mezzi del trasporto pubblico locale sia per le auto private diesel. Una misura, da 14 milioni di euro, che si integra con quelle strutturali e punta a tagliare da subito le emissioni di CO2, NOx e polveri sottili, senza attendere i tempi lunghi del rinnovo dei parchi veicolari: l’Hov già alla pompa può essere utilizzato nei motori diesel in circolazione. Una scelta che permette di coniugare la tutela dell’ambiente e lo sviluppo delle fonti rinnovabili con la sostenibilità economica per le famiglie.Altri 44 milioni sono destinati a diversi bandi che hanno il comune obiettivo di rendere le città più pulite e più sostenibili. Si tratta in particolare di 14 milioni assegnati alla Regione dal Ministero dell’Ambiente e di 30 milioni di fondi Fesr, che in linea con un utilizzo innovativo e trasversale delle risorse europee avviato da questa amministrazione regionale, vengono destinati a misure a favore per la qualità dell’aria.
In particolare sono previste misure di promozione del car sharing, incentivi per l’uso della bicicletta o dei mezzi pubblici nei tragitti casa-lavoro e per la realizzazione di velostazioni, sicure e protette dagli agenti atmosferici.Nello stesso ambito sono all’avvio attività sperimentali, approfondite con Università di Torino e UPO, come la pulizia dell’aria, con cubi filtranti modulari, alimentati da fonti rinnovabili, in grado di abbattere polveri e ossidi di azoto in aree ad alta concentrazione di traffico o nei luoghi sensibili, come ad esempio scuole e ospedali. Si tratta di tecniche già adottate in alcune città europee: a Stoccarda e Monaco, grazie a finanziamento del Ministero per l’Ambiente della Baviera; a Rotterdam in Olanda, a Seoul in Corea del Sud, in Brasile, Cina ed India.
In campo anche sistemi di nebulizzazione d’acqua che catturano particolato e favoriscono l’assorbimento di gas inquinanti, come avviene in numerose città asiatiche particolarmente inquinate come Pechino, Dehli, Seul e Tokio. E’ poi prevista la sperimentazione di materiali innovativi, come le vernici e i rivestimenti fotocatalitici per strutture stradali, come ad esempio gli elementi di arredo urbano, le barriere antirumore, i new jersey che diventano così in grado di catturare gli inquinanti nell’aria e polverizzarli portandoli al suolo, da cui possono poi essere lavati.
Grazie al Bando Città rigenerative sono potenziati gli interventi di pedonalizzazione delle aree urbane, l’avvio di nuove Zone 30 e gli interventi di forestazione urbana.
A questo si aggiungono le risorse, 11,5 milioni di euro, per l’applicazione dell’intelligenza artificiale ai sistemi di infomobilità, per la gestione del traffico in tempo reale e la modulazione dinamica dei limiti di velocità per migliorare la fluidità dei flussi, riducendo emissioni e incidenti. Le sperimentazioni partiranno nell’area urbana di Torino in autunno.
Per quanto riguarda l’agricoltura, l’aggiornamento del piano prevede sostegni, finanziati con 10 milioni di euro, per la diffusione di colture di copertura autunno-vernine in grado di aumentare la capacità del suolo e della vegetazione di assorbire l’ammoniaca e gli inquinanti nell’aria.
Con altri 14,4 milioni, vengono potenziate le misure per la riduzione delle emissioni dei sistemi di riscaldamento con incentivi per la manutenzione degli impianti più vecchi e inquinanti e per l’acquisto e installazione di nuovi sistemi a biomassa.
Principali interventi fatti o in corso
Concorrono agli obiettivi del piano numerosi interventi già in corso. Tra quelli principali si evidenziano i Bandi FESR destinati alla riqualificazione energetica, per 207 milioni di euro, il sostegno ad interventi per la riduzione delle emissioni ammoniacali in atmosfera, ulteriori 13 milioni di euro ), incentivi per l’acquisto di mezzi commerciali green per 10,36 milioni di euro, Piemove, la tessera che consente agli studenti universitari Under 26 di viaggiare gratis a bordo dei mezzi pubblici, finanziata con 37,3 milioni di euro, il bando ambiti urbani 2022-2025 con 8,3 milioni di euro e infine gli incentivi per la sostituzione dei generatori di calore a biomassa legnosa con 9,5 milioni di euro.Notizia tratta da “Piemonte informa”, agenzia giornalistica quotidiana on line della Regione Piemonte.
- Peste suina africana, ordinanza del Piemonte per garantire le attività di contrasto. Prosegue il controllo dei cinghiali da parte delle Province e del mondo venatorio, misura necessaria a salvaguardare i distretti suinicoli
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Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha firmato il 20 luglio l’ordinanza che entra in vigore immediatamente e conferma, per i prossimi 60 giorni, le misure di eradicazione e sorveglianza della Peste Suina Africana (PSA) già previste dall’Ordinanza n. 7/2025 del Commissario straordinario nazionale.
Il provvedimento garantisce la continuità delle attività di prevenzione, controllo ed eradicazione della malattia, evitando interruzioni in una fase particolarmente delicata per il territorio regionale. L’ordinanza consente infatti l’attività di abbattimento in controllo del cinghiale da parte delle Province e con il contributo del mondo venatorio, come reso necessario e urgente in relazione all’evoluzione epidemiologica registrata sul territorio e alla necessità di proteggere il patrimonio zootecnico piemontese e le attività economiche collegate alla filiera suinicola.
Dichiarano l’assessore al Commercio, Agricoltura, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni e l’assessore alla Sanità, Prevenzione e sicurezza sanitaria della Regione Piemonte Federico Riboldi: “Di fronte a una minaccia come la Peste Suina Africana non possiamo permetterci alcuna interruzione delle misure di prevenzione e contenimento. Con questa ordinanza il Piemonte garantisce continuità alle attività di sorveglianza e contrasto già in essere, tutelando un comparto strategico per l’economia piemontese e salvaguardando il lavoro di allevatori, operatori e istituzioni che in questi anni hanno affrontato con responsabilità una sfida complessa su cui la Regione è sempre stata in prima fila al loro fianco”.
Spiega Bongioanni: “L’ordinanza consente di proseguire in modo deciso il depopolamento del cinghiale in aree che si stanno pericolosamente avvicinando al distretto suinicolo cuneese che già abbiamo messo in sicurezza in passato cinturandolo con le fasce franche. La filiera suinicola rappresenta un patrimonio economico e produttivo di primaria importanza: in una fase delicata come quella attuale era indispensabile assicurare la piena continuità delle misure previste, evitando qualsiasi interruzione o incertezza applicativa. Continueremo a lavorare al fianco degli allevatori, delle associazioni di categoria, degli Ambiti territoriali di caccia e di tutti i soggetti coinvolti fra cui le Province e il mondo venatorio con il suo fondamentale contributo nel contrasto alla pandemia, per contenere la diffusione della malattia e difendere un settore fondamentale per il nostro territorio”.
“La Peste Suina Africana – sottolinea Riboldi - non rappresenta un rischio per la salute umana, ma costituisce una grave emergenza di sanità animale che richiede il massimo livello di attenzione e coordinamento tra istituzioni - aggiunge -. Con questo provvedimento manteniamo pienamente operative le misure di biosicurezza, controllo e sorveglianza sul territorio regionale, garantendo continuità a un lavoro fondamentale per contenere la diffusione del virus e proteggere il patrimonio zootecnico piemontese. Un ringraziamento va ai servizi veterinari delle ASL, all’Istituto Zooprofilattico e a tutti gli operatori impegnati quotidianamente in questa attività di prevenzione e monitoraggio”.
L’ordinanza resterà in vigore per 60 giorni dalla pubblicazione, salvo l’adozione di successivi provvedimenti nazionali o il mutare della situazione epidemiologica.
Notizia tratta da “Piemonte informa”, agenzia giornalistica quotidiana on line della Regione Piemonte.
- Regione Piemonte e Prefettura di Torino insieme contro i reati ambientali
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Prosegue l’impegno del Piemonte per il contrasto agli ecoreati e a favore della sicurezza.
Rafforzare il presidio del territorio e rendere più efficace e coordinata l’azione pubblica contro i reati ambientali è infatti l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e dal prefetto di Torino Donato Giovanni Cafagna al Grattacielo Piemonte.
Alla firma erano presenti anche l’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati, il presidente vicario della Corte d’Appello, Gianni Reynaud, l’avvocato generale della Procura Giancarlo Avenati Bassi, il questore di Torino Massimo Gambino, il comandante provinciale dei Carabinieri Roberto De Cinti, il generale Alessandro Langella comandante del Nucleo polizia economica-finanziaria della Guardia di Finanza di Torino, il generale Matteo Spreaficolo in rappresentanza del Comando per la Formazione, specializzazione e dottrina dell’Esercito, Alessandro Paola, direttore regionale dei Vigili del Fuoco. Sono intervenuti anche l’assessore alla Cura della Città, Protezione civile e Servizi civici del Comune di Torino, Francesco Tresso, e la presidente di Legambiente Piemonte, Alice De Marco.
L’accordo istituisce in Piemonte, prima Regione in Italia, l’Osservatorio regionale per il monitoraggio e la prevenzione degli illeciti ambientali, che opera con un Tavolo di lavoro interistituzionale permanente, presieduto e coordinato dalla Prefettura di Torino.
Negli ultimi anni si è registrato un incremento significativo dei reati ambientali sia a livello nazionale sia sul territorio piemontese, con particolare riferimento al ciclo dei rifiuti, alle bonifiche e al settore edilizio. Un fenomeno che richiede risposte sempre più integrate e tempestive, anche alla luce del recente rafforzamento del quadro normativo che ha inasprito le sanzioni in materia.
In questo contesto, l’Osservatorio rappresenta un modello di governance innovativo, unico in Italia, basato sulla collaborazione tra istituzioni per superare la frammentazione degli interventi e potenziare la capacità di prevenzione e contrasto.
“Con la firma di questo protocollo - hanno sottolineato il presidente Cirio, il vicepresidente Marrone e l’assessore Marnati - Regione Piemonte e Prefettura di Torino hanno deciso di rafforzare l’impegno per la tutela dell’ambiente e la promozione della legalità ricorrendo a un’azione coordinata, basata su dati, prevenzione e collaborazione istituzionale. Riservare particolare attenzione ai settori più a rischio, quali gestione dei rifiuti, bonifiche e siti contaminati, edilizia, terre e rocce da scavo, significa accrescere la sicurezza dei cittadini e del territorio e contrastare sempre più l’illegalità e le organizzazioni criminali”.
“L’Osservatorio regionale sugli illeciti ambientali in Piemonte nasce dalla volontà di realizzare, su un tema così cruciale come la tutela dell’ambiente, un approccio multifattoriale - ha affermato il prefetto Cafagna -. Unisce le forti competenze acquisite dalla Direzione Ambiente della Regione, da Arpa Piemonte e dall’ Asl, in ordine alla tutela del territorio e del paesaggio e della salute dei cittadini, con quelle di chi – le Forze dell’Ordine in primo luogo – presidia le stesse materie dal punto di vista della sicurezza e del contrasto dei reati. Si tratta di un passaggio che consente, a mio avviso, un salto di qualità nell’affrontare tematiche complesse come quelle legate al ciclo dei rifiuti, all’abusivismo edilizio, alla tutela del patrimonio boschivo e faunistico, alla prevenzione incendi e alle frodi agroalimentari. Senza dimenticare il contrasto all’infiltrazione della criminalità organizzata nelle campagne, nel settore delle rinnovabili, nello smaltimento dei rifiuti.
Un ruolo importante potranno avere le associazioni chiamate a contribuire, esercitando quel controllo di osservatori civici sul territorio”.L’Osservatorio istituisce il Tavolo di lavoro interistituzionale permanente, presieduto e coordinato dalla Prefettura di Torino e cui partecipano la Regione Piemonte - attraverso la Direzione Ambiente, Energia e Territorio - le Forze dell’ordine e, progressivamente, le Prefetture del territorio regionale. La Regione garantisce il supporto tecnico-scientifico avvalendosi di ARPA Piemonte e IRES Piemonte.
Tra le principali attività previste:
- mappatura e analisi degli illeciti ambientali accertati, attraverso la raccolta e la sistematizzazione dei dati ambientali e amministrativi;
- elaborazione di analisi di contesto e di rischio, per individuare le aree e i fenomeni più critici;
- definizione di azioni coordinate di monitoraggio, prevenzione e controllo nei comparti più esposti;
- promozione di percorsi formativi interforze e di momenti di confronto operativo;
- coinvolgimento della società civile e delle associazioni attive sui temi della tutela ambientale e della legalità;
- predisposizione di report periodici e di un rapporto annuale di valutazione delle attività svolte.
Particolare attenzione sarà rivolta ai settori più a rischio: gestione dei rifiuti, bonifiche e siti contaminati, edilizia, terre e rocce da scavo. L’accordo ha una durata di cinque anni e non comporta nuovi o maggiori oneri a carico delle amministrazioni coinvolte, prevedendo l’utilizzo delle risorse umane e strumentali già disponibili.
La firma è stata anche l’occasione per incontrare i rappresentanti delle Forze dell’Ordine e della Polizia Locale, destinatari dei 12 nuovi veicoli acquistati nell’ambito del Patto per la Sicurezza Urbana sottoscritto da Regione Piemonte, Prefettura e Città di Torino, sostenuto dalla Regione con uno stanziamento complessivo di 2,3 milioni di euro. Tre auto e una moto, in rappresentanza delle flotte in dotazione a forze dell’ordine e alla polizia municipale, sono arrivate sotto il Grattacielo Piemonte, accolti dal presidente Cirio, il vicepresidente Maurizio Marrone, gli assessori regionali Bussalino e Marnati, il prefetto di Torino Cafagna e l’assessore Tresso.
La prima fase del progetto è stata finanziata con un milione di euro e ha consentito l’acquisto di 9 autovetture e 3 moto destinati a Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Polizia Locale. È ora in fase di definizione la programmazione della seconda fase del Patto, che potrà prevedere il potenziamento dei sistemi di videosorveglianza, l’installazione di nuove telecamere e tecnologie per il controllo del territorio, l’acquisto di ulteriori mezzi per le Forze dell’Ordine e la Polizia Locale, contributi a sostegno delle attività commerciali e l’incremento delle risorse destinate agli straordinari degli agenti, con particolare attenzione al rafforzamento dei controlli di sicurezza anche a bordo del trasporto pubblico.
“Con la seconda fase del Patto per la Sicurezza Urbana vogliamo compiere un ulteriore passo avanti nel rafforzamento della sicurezza a Torino - hanno dichiarato il presidente Cirio, il vicepresidente Marrone e l’assessore Bussalino -. Oltre all’investimento per acquisire ulteriori mezzi, l’attenzione sarà rivolta al potenziamento delle tecnologie per il controllo del territorio, all’ampliamento e all’integrazione dei sistemi di videosorveglianza e al rafforzamento della collaborazione tra tutti i soggetti impegnati nella tutela della sicurezza pubblica. Un'attenzione particolare sarà dedicata anche alle attività commerciali, che rappresentano un presidio fondamentale di legalità, vivibilità e coesione sociale nei quartieri. Sostenere chi investe, lavora e tiene vive le nostre vie significa contribuire concretamente alla sicurezza urbana, contrastando il degrado e favorendo una maggiore presenza sul territorio. L’obiettivo è rendere sempre più efficace l’azione di prevenzione e contrasto della criminalità diffusa, dello spaccio e dei fenomeni di illegalità, migliorando la qualità della vita e la percezione di sicurezza dei cittadini e degli operatori economici”.
“Proseguiamo in un lavoro di rafforzamento del presidio del territorio, - ha sottolineato il prefetto Cafagna - dando priorità alle zone rosse e in generale a quelle aree dove c’è una maggiore richiesta di sicurezza. Agli interventi e ai controlli crescenti delle Forze di Polizia, si aggiungono con il Patto le risorse destinate all’ampliamento e adeguamento della videosorveglianza a beneficio dei residenti e delle attività produttive”.
Notizia tratta da “Piemonte informa”, agenzia giornalistica quotidiana on line della Regione Piemonte.
- Semplifica Piemonte è legge: approvata la riforma per una Regione più semplice, accessibile e capace di dare risposte
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Il Consiglio regionale approva il disegno di legge a poco più di tre mesi dal via libera della Giunta. La Regione si dota di una cornice stabile per ridurre passaggi inutili, migliorare i procedimenti e accompagnare cittadini, imprese ed enti locali.
Il percorso che porta all’approvazione della legge si è concluso in poco più di tre mesi: il disegno di legge era stato approvato dalla Giunta regionale il 16 marzo scorso.
Proprio il 30 giugnoi, a Roma, il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio ha incontrato il ministro per le Riforme Istituzionali e la Semplificazione Normativa Maria Elisabetta Alberti Casellati per aggiornarla sull’esito del percorso legislativo, comunicandole l’approvazione della legge da parte dell’aula. Nella fase di redazione della legge, la Regione aveva avuto interlocuzioni importanti con il Governo, e in particolare con il ministro Casellati e con il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo. Entrambi avevano partecipato alla presentazione della legge lo scorso 16 marzo al Grattacielo Piemonte.
“Stamattina ho ricevuto il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, in un momento particolarmente importante per il percorso di semplificazione che stiamo portando avanti insieme - commenta il ministro per le Riforme istituzionali Maria Elisabetta Alberti Casellati -. Il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato la legge Semplifica Piemonte, che dà attuazione al Protocollo d’Intesa che ho sottoscritto con la Regione. È un risultato di cui sono particolarmente orgogliosa. Questa legge trasforma il lavoro condiviso in strumenti concreti per semplificare le norme e ridurre la burocrazia sul territorio. Con questa iniziativa il Piemonte diventa un modello per tutte le Regioni, facendo della semplificazione una politica stabile e permanente”.
“Semplifica Piemonte non è una legge pensata per intervenire soltanto su singoli adempimenti o per produrre una semplificazione occasionale – dichiarano il presidente Cirio e l’assessore regionale alla Semplificazione Gian Luca Vignale –. Con questo provvedimento la Regione sceglie di rendere la semplificazione una politica pubblica stabile, dotata di strumenti, responsabilità e obiettivi verificabili. È un passaggio importante perché consente di agire sui procedimenti, ma anche sul modo in cui l’amministrazione si organizza, dialoga con i territori e costruisce risposte. La legge si inserisce nel percorso di semplificazione avviato anche a livello nazionale in particolare da parte dei ministri Casellati e Zangrillo che ringrazio”.
La legge introduce principi e strumenti finalizzati a rendere più lineare il rapporto tra amministrazione, cittadini e imprese: riduzione delle duplicazioni documentali, attenzione alla chiarezza delle informazioni e dei procedimenti, divieto di introdurre oneri amministrativi non necessari, valorizzazione del soccorso istruttorio e maggiore integrazione tra le amministrazioni coinvolte nei procedimenti.
L’obiettivo è evitare che cittadini, imprese e amministrazioni locali debbano ripetere informazioni già in possesso della pubblica amministrazione, affrontare richieste non essenziali o orientarsi tra procedure poco leggibili. Quando un procedimento può essere reso più semplice senza ridurre le garanzie, l’amministrazione deve essere nelle condizioni di farlo.
Il provvedimento definisce inoltre un’architettura stabile per l’attuazione della riforma: un Piano strategico pluriennale, aggiornato attraverso un Piano attuativo annuale; sedi permanenti di confronto con enti locali, rappresentanze economiche e professionali, università e soggetti del territorio; azioni di supporto alle amministrazioni locali; strumenti digitali e informativi per rendere più accessibili servizi e procedure.
“Semplifica Piemonte” si inserisce nel percorso già avviato dalla Regione per rendere più chiaro l’ordinamento, ridurre la stratificazione normativa e migliorare l’accesso ai servizi. Il nuovo quadro legislativo consente poi di compiere un salto di qualità: passare da interventi isolati a una strategia permanente, fondata su programmazione, cooperazione istituzionale e monitoraggio dei risultati.
Notizia tratta da “Piemonte informa”, agenzia giornalistica quotidiana on line della Regione Piemonte.
- Situazione idrica e meteorologica in Piemonte a inizio estate 2026. In riapertura l’Osservatorio regionale sull’emergenza idrica per monitorare la situazione dell’acqua
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La riapertura dell’Osservatorio regionale sull’emergenza idrica, per il monitoraggio costante e capillare dello scenario idro-meteorologico e la convocazione di un tavolo specifico per il Lago Maggiore. Questo l’annuncio dell’assessore regionale all’ambiente Matteo Marnati, in seguito ai dati del bollettino idro-meteorologico diffusi da Arpa Piemonte, che fotografano una situazione di netto deficit idrico in tutta la Regione. “Il quadro segnalato da Arpa è chiaro: mancano le piogge, le temperature sono ben sopra la media e i nostri fiumi, a partire dal Po, e le falde stanno pagando dazio – afferma l’assessore Marnati -. Con l’arrivo di queste ondate di calore anomalo, la situazione idrologica è destinata a peggiorare. Per questo abbiamo scelto di essere tempestivi: riapriamo quindi l’Osservatorio regionale per avere un monitoraggio costante e capillare dello scenario attuale e di quello che ci attende in piena estate, e attiviamo un tavolo specifico per il Lago Maggiore. La tutela della risorsa acqua e la sicurezza dei cittadini sono la nostra priorità”.
I dati di Arpa Piemonte illustrano la situazione sulle precipitazioni medie registrate nell’ultimo mese. Si ha avuto uno scarto negativo del 44% rispetto alla media del periodo 1991- 2020 . Tutta la Regione è stata caratterizzata da un deficit pluviometrico, con scarti più elevati nelle zone settentrionali e orientali (- 50%). Risulta negativa anche la cumulata da inizio anno idrologico rispetto la norma in cui si ha avuto uno scarto negativo del 23%, con un deficit più contenuto dall’inizio dell’anno solare (circa il 6%). Si evidenziano condizioni di siccità da lieve a moderata, alla scala temporale di 1 mese e 3 mesi, a causa delle scarse precipitazioni (mesi di marzo e aprile 2026).
Nel mese di maggio, per quanto riguarda le temperature, è stata registrata un’anomalia media positiva di circa 1.1° C rispetto alla norma climatica (1991-2020). Nonostante le temperature basse di inizio mese, si ha avuto un maggio, precisamente il 7°, più caldo degli ultimi 70 in Piemonte, in cui si sono registrate nell’ultima decade del mese temperature elevate.
In termini di risorse idriche superficiali stoccate sotto forma di Swe (Equivalente di acqua in neve), per gli invasi e Lago Maggiore, il mese di maggio risulta inferiore alla norma del periodo con un -31%, a causa della drastica diminuzione della neve al suolo, in particolare nelle aree occidentali e settentrionali del Piemonte.
Le portate dei corsi d’acqua risultano in deficit rispetto alla media storica del periodo. Si registra per il Sesia a Palestro, una portata media inferiore alla norma del - 67%, mentre per il Tanaro, il Varaita e il Toce, risultano deficit negativi attorno al 50%, il Po in chiusura di bacino piemontese, registra una portata media per l’ultimo mese pari a circa il – 46% rispetto alla portata media mensile storica.
Per quanto riguarda la risorsa idrica sotterranea, ed in particolare la falda superficiale, i valori di soggiacenza della falda risultano quasi ovunque maggiori della media del periodo e in alcune aree supera il 75° percentile, in cui il livello è basso rispetto all’intervallo di oscillazione di riferimento, valori che potrebbero preannunciare l’instaurarsi di condizioni di criticità.
Per il mese di giugno, dal bollettino si attesta una situazione aggiornata alla scorsa settimana in cui risulta che la pioggia è inferiore al 50% e lo sono quindi anche le portate dei corsi d’acqua. I bacini in maggiore sofferenza sono quelli a sud del Po.
La situazione idrologica vedrà un ulteriore aggravamento, in relazione alle alte temperature e all’assenza di pioggia.
Dal bollettino idro-meteorologico settimanale di Arpa Piemonte si è rilevato, per la settimana appena trascorsa, temperature superiori alla norma del periodo, con temperatura media settimanale di 18.1° con anomalia termica positiva di 2° C. Le precipitazioni sono state scarse: sul bacino del Po sono caduti mediamente 5 mm. di pioggia. Lo stato idrico è risultato normale sul Novarese, Vercellese, Canavese e Valli di Lanzo, in lieve deficit sull’area occidentale della regione, in moderato sul cuneese e alessandrino. Una significativa anomalia termica positiva (4-5° C) è prevista per la settimana in corso, e le precipitazioni risulteranno assenti o inferiori alla norma, lo stato idrico si manterrà invariato su tutti i comprensori.
Anche la prossima settimana sarà caratterizzata da temperature superiori alla norma (5-6° C), le precipitazioni saranno complessivamente inferiori alla media climatologica e la disponibilità idrica tenderà a diminuire ulteriormente nelle aree occidentali e nel cuneese mentre negli altri settori la situazione idrica rimane invariata.
La Regione Piemonte sta procedendo all’apertura dell’Osservatorio regionale di emergenza idrica, al fine di monitorare la situazione per l’acqua potabile, l’uso agricolo, la situazione dei bacini e dei fiumi, lo scenario attuale e quello estivo. Ci sarà inoltre l’importante novità relativa alla costituzione di un tavolo dedicato alla situazione del Lago Maggiore.
Notizia tratta da “Piemonte informa”, agenzia giornalistica quotidiana on line della Regione Piemonte.
- Variante di Demonte: approvato il progetto esecutivo del primo lotto
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La Variante di Demonte compie un importante passo avanti. Con l’approvazione della relazione tecnica-amministrativa del progetto esecutivo del primo lotto da parte di Anas e il completamento dell’iter autorizzativo, l’opera è pronta per l’avvio della fase di gara, la cui pubblicazione è prevista entro la metà di luglio.
L’intervento, dal valore complessivo di 91,8 milioni di euro rappresenta una delle opere più attese per la viabilità della provincia di Cuneo e consentirà di migliorare in modo significativo la sicurezza della SS21 del Colle della Maddalena, alleggerendo il traffico di attraversamento nel centro abitato di Demonte e rendendo più efficiente uno degli assi strategici di collegamento con la Francia.
“L’attenzione posta dalle istituzioni, coordinate da Anas, all’iter autorizzativo del progetto – hanno detto il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Gabusi - ci ha consentito di superare il blocco che ha tenuto ferma quest’opera per anni. Con l’approvazione del progetto esecutivo, ed entro il 15 luglio la pubblicazione del bando di gara per i lavori, si avvicina il momento in cui finalmente potremo aprire i cantieri. Ringraziamo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Anas, il commissario straordinario Luca Bernardini, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, il Ministero della Cultura, la Provincia di Cuneo e tutti gli enti che, insieme alla Regione, hanno lavorato con determinazione per raggiungere questo traguardo”.
Notizia tratta da “Piemonte informa”, agenzia giornalistica quotidiana on line della Regione Piemonte.
ATTI DELLO STATO
- Ridefinizione delle modalità di trasmissione alla banca dati delle amministrazioni pubbliche delle informazioni riguardanti i residui afferenti al rendiconto della gestione degli enti territoriali
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E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 142 del 22-6-2026 il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 12 giugno 2026:
Aggiornamento del decreto 12 maggio 2016, al fine di ridefinire le modalità di trasmissione alla banca dati delle amministrazioni pubbliche delle informazioni riguardanti i residui afferenti al rendiconto della gestione degli enti territoriali.
- Indici dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati relativi al mese di maggio 2026
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E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 144 del 24-6-2026 il Comunicato dell’Istituto Nazionale di Statistica:
Indici dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, relativi al mese di maggio 2026, che si pubblicano ai sensi dell'articolo 81 della legge 27 luglio 1978, n. 392 (Disciplina delle locazioni di immobili urbani), ed ai sensi dell'articolo 54 della legge del 27 dicembre 1997, n. 449 (Misure per la stabilizzazione della finanza pubblica).
PROVVEDIMENTI DELL'AMMINISTRAZIONE REGIONALE
I testi dei provvedimenti qui pubblicati costituiscono un mero strumento di consultazione documentale privo di qualsiasi valore giuridico. Salvo diversa indicazione tutti i file sono pubblicati in formato Pdf oppure compressi in formato Zip.
- Approvazione scheda per interventi per l'adattamento degli ambiti urbani per la riduzione delle emissioni inquinanti
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La Giunta Regionale, con D.G.R. 26 giugno 2026, n. 6-2730, pubblicata sul Supplemento Ordinario n. 2 al Bollettino Ufficiale n. 26 del 2 luglio 2026, ha approvato l’Allegato A “Interventi per l’adattamento degli ambiti urbani per la riduzione delle emissioni inquinanti” che contiene le modifiche riferite alle sezioni "Interventi ammissibili", "Struttura incaricata della gestione" e "Procedure tecniche e amministrative di selezione e valutazione".
Struttura regionale di riferimento: Direzione regionale Ambiente, Energia e Territorio - Settore Qualità dell'Aria e Innovazione Tecnologica per l'Ambiente
- Riapertura dei termini per la presentazione della candidatura per il riconoscimento dei Comuni turistici del Piemonte. Elenco 2026
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La Direzione Cultura, Turismo, Sport e Commercio – Settore Valorizzazione turistica e promozione internazionale del territorio, con D.D. 29 Giugno 2026, n. 289, pubblicata sul Bollettino Ufficiale n. 26 del 2 luglio 2026, ha riaperto i termini per la presentazione delle istanze per far parte dell’elenco dei Comuni turistici anno 2026 dalle ore 10 del 02 luglio 2026 alle ore 10 del 10 luglio 2026.
SCADENZE UTILI
Si specifica che questo memorandum non ha valore legale e può non essere esaustivo di tutti i provvedimenti adottati per i quali è previsto il rispetto di un termine perentorio.
- Scadenze del mese di LUGLIO (n. 4 provvedimenti segnalati di cui UNA nuova scadenza)
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NUOVA SCADENZA
1) Riapertura dei termini per la presentazione della candidatura per il riconoscimento dei Comuni turistici del Piemonte. Elenco 2026.
La Direzione Cultura, Turismo, Sport e Commercio – Settore Valorizzazione turistica e promozione internazionale del territorio, con D.D. 29 Giugno 2026, n. 289, pubblicata sul Bollettino Ufficiale n. 26 del 2 luglio 2026, ha riaperto i termini per la presentazione delle istanze per far parte dell’elenco dei Comuni turistici anno 2026 dalle ore 10 del 02 luglio 2026 alle ore 10 del 10 luglio 2026.
2) Interventi SRA-ACA: 08, 10, 13, 14 e SRA 29. Campagna 2026: modifiche delle DD.D. n. 396 e n. 397 del 10/04/2026, incluso il rinvio dei termini di presentazione delle domande di aiuto e pagamento a seguito del Decreto Masaf del 15 maggio 2026.
La Direzione Agricoltura e Cibo – Settore Programmazione e coordinamento sviluppo rurale, agricoltura sostenibile e Sistema Informativo Agricolo Piemontese, con D.D. 15 maggio 2026, n. 516, pubblicata sul Bollettino Ufficiale n. 20 del 21 maggio 2026, in riferimento alle disposizioni per la presentazione delle domande di aiuto (e di pagamento) del 2026 approvate con le Determinazioni Dirigenziali n. 396/A1705C/2026 e n. 397/A1705C/2026 del 10 aprile 2026 ha apportato le seguenti modifiche:
- 1.a. l’applicazione del termine ultimo di presentazione fissato dal Decreto Masaf del 15 maggio 2026, prot. n. 0232659, in via di pubblicazione, e delle altre scadenze successive;
- 1.b. gli adeguamenti per recepire la recente adozione del CSR mediante la DGR n. 6-2503 del 4 maggio 2026 nonché per correggere alcuni refusi.
Sono stati approvati gli allegati contenenti le modifiche indicate nei punti 1.a e 1.b, ed in particolare:
- l’Allegato 1, con le modifiche alla Determinazione dirigenziale n. 396/A1705C/2026 del 10/04/2026
- l’Allegato 2, con le modifiche alla Determinazione dirigenziale n. 397/A1705C/2026 del 10/04/2026.
Sono state adeguate, di conseguenza, le scadenze configurate nel sistema gestionale per le domande di aiuto dei citati interventi SRA del CSR 2023-2027 (nell’ambito del Sistema Agricolo Piemontese SIAP), in modo da consentire:
- fino al 30 giugno 2026, la trasmissione delle domande di aiuto (e di pagamento) o delle modifiche delle medesime domande,
- fino al 25 luglio, la trasmissione in ritardo delle domande di aiuto (e di pagamento) o delle modifiche delle medesime domande, con una decurtazione dell’1% per ogni giorno di ritardo dal 1 luglio 2026 al 25 luglio 2026 applicata all’importo al quale l’agricoltore avrebbe avuto diritto se avesse inoltrato la domanda entro la scadenza del 30 giugno 2026.
Ne consegue, pertanto, che oltre il 25 luglio 2026, le citate domande e modifiche sono irricevibili, fatto salvo quanto previsto all’articolo 5, commi 2 e 4bis, del decreto legislativo 17 marzo 2023, n. 42 e all’articolo 11, commi 12 e 13 del decreto del Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste 23 dicembre 2022.
3) Contributi per il sostegno alla realizzazione e all’adeguamento delle case rifugio, e per l’acquisto di immobili da adibire a case rifugio e di arredi ed attrezzature.
La Direzione Welfare - Settore Rapporti con il terzo settore, supporto alle famiglie e alle situazioni di fragilità sociale, con D.D. 11 maggio 2026, n. 731, pubblicata sul Bollettino Ufficiale n. 19 del 14 maggio 2026, ha approvato l’Avviso Pubblico per l’accesso ai contributi per il sostegno alla realizzazione e all’adeguamento delle case rifugio, nonché per l’acquisto di arredi ed attrezzature e di immobili da adibire a case rifugio (Allegato A).
Sono stati approvati anche i seguenti modelli relativi alla richiesta di finanziamento:
- Modello di istanza contributo (Allegato B);
- Modello relazione descrittiva del progetto (Allegato C);
- Modello di scheda informativa sul trattamento dei dati personali (Allegato D);
- Modello di scheda per dichiarazione sostitutiva ex D.P.R. 445/2000 - Tracciabilità flussi finanziari (art. 3 L.136/2010) (Allegato E).
Il termine per la presentazione delle istanze di contributo è fissato le ore 12.00 del 30.7.2026.
4) Spese di Categoria A e C sostenute dalle Microstazioni e dalle Grandi Stazioni per la stagione sciistica 2024/2025. Approvazione modalità di rendicontazione contributi.
La Direzione Cultura, Turismo, Sport e Commercio – Settore Promozione dello sport, del sistema neve regionale e dell'eredità olimpica, con D.D. 25 Maggio 2026, n. 240, pubblicata sul Bollettino Ufficiale n. 21 del 28 maggio 2026, ha approvato l’“Allegato A” che contiene le modalità di rendicontazione dei contributi regionali assegnati a valere sulla L.R. 2/2009 a sostegno delle spese di categoria A e C sostenute nella stagione sciistica 2024/2025.
Le rendicontazioni di spesa dovranno essere caricate sulla piattaforma informatica “Gestionale Finanziamenti” entro venerdì 31 luglio 2026, pena la revoca del contributo.
La rendicontazione delle spese sostenute andrà presentata esclusivamente utilizzando la piattaforma informatica Gestionale Finanziamenti come unico canale di invio della documentazione da parte dei beneficiari.
- Scadenze del mese di SETTEMBRE (n. 1 provvedimento segnalato)
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1) Bando anno 2026 per richiesta contributi, da parte dei Comuni, delle Unioni di Comuni e dei Consorzi di Comuni del Piemonte, per finanziare progetti finalizzati alla sistemazione temporanea dei salariati agricoli stagionali delle aziende agricole piemontesi.
La Direzione Agricoltura e Cibo – Settore Strutture delle imprese agricole ed agroindustriali ed energia rinnovabile, con D.D. 28 maggio 2026, n. 556, pubblicata sul Bollettino Ufficiale n. 22 del 4 giugno 2026, ha approvato, per l’anno 2026, il bando (allegato A) per la richiesta di contributi, da parte dei Comuni, delle Unioni di Comuni e dei Consorzi di Comuni del Piemonte, per realizzare progetti finalizzati alla sistemazione temporanea dei salariati agricoli stagionali delle aziende agricole piemontesi.
Le domande di partecipazione al bando devono essere presentate dal giorno 8 giugno 2026 al giorno 18 settembre 2026 (ore 23:59:59).
- Scadenze del mese di OTTOBRE (n. 1 provvedimento segnalato)
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1) Bando Efficienza energetica e fonti rinnovabili negli edifici, strutture e impianti pubblici destinati ad attività sportive.
La Direzione Ambiente, Energia e Territorio - Settore Sviluppo energetico sostenibile, con D.D. 9 marzo 2026, n. 131, pubblicata sul Bollettino Ufficiale n. 10 del 12 marzo 2026, ha approvato il Bando “a sportello” “Efficienza energetica ed energie rinnovabili negli edifici, strutture e impianti pubblici destinati ad attività sportive”.
L’apertura dello sportello per la presentazione delle domande è a partire dalle ore 9 del giorno 10/04/2026 e fino alle ore 12 del giorno 30/10/2026.
- Scadenze del mese di DICEMBRE (n. 2 provvedimenti segnalati)
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1) Priorità, criteri e modalità di utilizzo delle risorse regionali per la realizzazione, nelle annualità 2024-2025, di interventi finalizzati al raggiungimento degli obiettivi posti dal “Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani e di bonifica delle aree inquinate”: integrazione della dotazione finanziaria e proroga dei termini.
La Giunta Regionale, con D.G.R. 20 ottobre 2025, n. 13-1702, pubblicata sul Supplemento Ordinario n. 2 al Bollettino Ufficiale n. 43 del 23 ottobre 2025, ha modificato, ai sensi della legge regionale n. 1/2018, articolo 38, la D.G.R. n. 27-7845 del 4 dicembre 2023 di definizione delle priorità, dei criteri e delle modalità di utilizzo delle risorse regionali pari ad euro 3.453.000,00, per la realizzazione, nelle annualità 2024-2025, di interventi finalizzati al raggiungimento degli obiettivi posti dal “Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani e di bonifica delle aree inquinate”, di cui alla DCR n. 277-11379 del 9 maggio 2023, disponendo di:
incrementare la dotazione finanziaria di cui alla suddetta D.G.R. n. 27-7845 del 4 dicembre 2023, con l’ulteriore somma di euro 240.796,55, a copertura dell’intero ammontare del contributo spettante ai soggetti proponenti i progetti ammissibili al finanziamento di cui al bando n. 2/2024, approvato con la determinazione dirigenziale n. 911/A1603B/2024 del 21 novembre 2024, come modificata dalla DD 290/A1603B/2025 del 17 aprile 2025; prorogare fino al 31 dicembre 2026, il termine del 31 dicembre 2025 di cui alla medesima D.G.R. n. 27-7845 del 4 dicembre 2023.E’ demandata alla Direzione regionale Ambiente, Energia e Territorio, Settore “Pianificazione della gestione dei rifiuti e del servizio idrico integrato”, l’adozione degli atti e dei provvedimenti necessari per l’attuazione della presente deliberazione.
2) Bando per ''Interventi di recupero dei terrazzamenti nei territori montani''. Differimento del termine per la conclusione e la rendicontazione degli interventi.
La Direzione Ambiente, Energia e Territorio – Settore Sviluppo della montagna, con D.D. 3 marzo 2026, n. 114, pubblicata sul Bollettino Ufficiale n. 10 del 12 marzo 2026, ha stabilito il differimento al 31 dicembre 2026 del termine per la conclusione degli interventi e per la rendicontazione delle spese sostenute.
- SCADENZE ANNO 2027
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MESE DI GENNAIO
1) Manifestazione d'Interesse finalizzata alla realizzazione di una mappatura delle opportunità insediative in Piemonte, per consolidare l'attrattività del sistema produttivo regionale. Proroga del termine di apertura per la presentazione delle istanze
La Direzione Competitività del Sistema regionale - Settore Promozione dello sviluppo economico e accesso al credito per le imprese, con D.D. 8 gennaio 2026, n. 2, pubblicata sul Bollettino Ufficiale n. 2 del 15 gennaio 2026, ha prorogato il termine finale per presentare istanza di partecipazione alla Manifestazione d'Interesse finalizzata alla realizzazione di una mappatura delle opportunità insediative in Piemonte, per consolidare l’attrattività del sistema produttivo regionale (già previsto alle ore 12.00 del 23 gennaio 2026) alle ore 12:00 del 21 gennaio 2027.
Contatti
- Riferimento
- Chiara Bellucco e Stefano Scabellone
- Telefono
- 011/4326058 - 011/4324120