Torino, Molinette: impiantata protesi aortica attraverso la carotide su paziente sveglio

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16 Luglio 2019

Per la prima volta in Italia nei giorni scorsi è stata impiantata una protesi aortica con un intervento innovativo attraverso la carotide su un uomo di 53 anni. Da venti doveva andare in ospedale tre volte a settimana per sottoporsi a dialisi per una malattia congenita. Dopo tanta attesa ecco finalmente la possibilità del trapianto e di una vita normale. Durante gli esami preliminari si riscontra però una grave malattia cardiaca che non permette l’inserimento in lista per il trapianto. Un cuore molto stanco, la valvola aortica quasi chiusa e l’impossibilità di operare il paziente a cuore aperto per un rischio troppo elevato. L'unica possibilità era un intervento di sostituzione della valvola malata. Si pensa allora di applicare la tecnica TAVI, che consente di impiantare protesi attraverso le arterie della gamba: nel caso specifico, si pensa di impiantare la valvola aortica passando attraverso l’arteria femorale della gamba. Ma i tanti anni di dialisi hanno rovinato le arterie periferiche e l’aorta, rendendo impossibile l’intervento con gli accessi normalmente utilizzati.

Grazie però al lavoro di squadra dell'Heart Team tra cardiochirurghi, cardiologi, cardio - anestesisti, chirurghi vascolari è stato possibile, per la prima volta in Italia, eseguire l’intervento passando dal collo, attraverso l'arteria carotide, e con il paziente sveglio grazie all’anestesia locoregionale. Tutto questo è stato possibile anche grazie alla tecnologia fornita dalla nuova Sala ibrida dell’ospedale Molinette di Torino.

L'intervento è stato effettuato dalle équipe coordinate dal prof. Mauro Rinaldi e dal prof. Gaetano Maria De Ferrari, dai cardiochirugi, dott. Stefano Salizzoni e dott. Michele La Torre, dai cardiologi interventisti dott. Maurizio D’Amico e dott. Federico Conrotto, e dal chirurgo vascolare prof. Fabio Verzini.

Il paziente, dopo 50 minuti di intervento, è stato subito trasferito in reparto senza passaggio in terapia intensiva e dopo tre giorni è stato dimesso a casa, dove ora finalmente può aspettare un rene nuovo.

Questo innovativo intervento apre nuove strade verso il trattamento delle patologie cardiache e vascolari e permetterà di poter curare sempre più pazienti. Infatti da un recente articolo i risultati della TAVI trans-carotidea comportano meno ictus e meno complicanze vascolari rispetto alla tecnica tradizionale.