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Scheda informativa

Beni confiscati alla mafia

Rivolto a
Cittadini
Enti pubblici
Terzo settore

La Regione promuove la realizzazione di interventi per la valorizzazione e il recupero dei beni confiscati alla mafia

La confisca dei beni alla criminalità organizzata e il loro riutilizzo a scopo sociale rappresenta uno strumento di affermazione e crescita della legalità e dell'impegno civile, rafforzando nei cittadini la percezione che lo Stato è presente e che è più forte della criminalità organizzata.

La valorizzazione ed il riutilizzo di tali beni contribuiscono allo sviluppo dei territori in termini di occupazione, di inclusione sociale, di miglioramento della qualità della vita e di partecipazione attiva.

Sempre più spesso, oggi, si pone il problema di come valorizzare beni e attività che hanno un potenziale valore economico e sociale intrinseco restituendoli al territorio e alla collettività, trovando idonei strumenti per garantire la continuità e la funzionalità dopo il provvedimento di confisca del bene.

Risulta fondamentale promuovere la conoscenza e la consapevolezza del valore simbolico e concreto del riutilizzo dei beni confiscati. Restituire alla comunità un bene sottratto alla mafia significa non solo riqualificare uno spazio, ma anche affermare un principio di giustizia e legalità, dimostrando che il territorio può rigenerarsi attraverso usi socialmente utili e condivisi

La Regione Piemonte, con la L.R. 14/2007 promuove interventi per il recupero dei beni confiscati alla criminalità mafiosa ed assegnati ai Comuni e agli Enti del Terzo settore volti a consentire il riutilizzo e la funzione sociale dei beni stessi.

I beneficiari sono i Comuni e gli Enti del terzo settore assegnatari dei beni confiscati che possono partecipare ai bandi che vengono approvati sulla base dei criteri definiti con la D.C.R. n. 146-10987 del 12/05/2026.

Interventi realizzati:

Dal 2017 al 2025 sono stati avviati bandi di contributo che hanno permesso di finanziare complessivamente dal 2017 al 2025 n. 68 progetti presentati dai Comuni assegnatari.

Nel 2025 (Bando 2025-2026) sono stati finanziati per un importo complessivo di Euro 1.125.588,43 n. 24 progetti presentati da Comuni piemontesi: Alpignano (beni siti in Via Cervino e in Via Venaria), Asti, Bardonecchia, Borgomanero, Carmagnola, Chivasso, Mombello Monferrato, Moncalvo, Mondovì, Novara, Orbassano (beni siti in Strada Volvera e in Via Castellazzo), Pont Canavese, Revello, San Francesco al Campo, San Giusto Canavese, San Sebastiano da Po, Torino (beni siti in Corso Lecce e in Via Bardonecchia), Unione dei Comuni di Moncalieri, Trofarello, La Loggia (bene sito a Moncalieri), Villarbasse, Vogogna e Volvera.

Nel 2024 (Bando 2024-2025) sono stati finanziati per un importo complessivo di Euro 240.827,10 n. 9 Comuni piemontesi: Bardonecchia, Bosco Marengo, Cantalupa, Caselle Torinese, Cuorgnè, Revello, Torino, Torrazza Piemonte e Volvera.

Nel 2023 (Bando 2023-2024) sono stati finanziati per un importo complessivo di Euro 227.667,02 n. 7 Comuni piemontesi: Chivasso, Dormelletto, Pont Canavese, San Francesco al Campo, San Maurizio Canavese, San Sebastiano da Po e Settimo Torinese.

Nel 2022 (Bando 2022-2023) sono stati finanziati per un importo complessivo di Euro 416.281,75 n. 11 Comuni piemontesi: Alpignano, Bosco Marengo, Chivasso, Cuorgnè, Pavarolo, San Carlo Canavese, San Maurizio Canavese, San Sebastiano da Po, Torino e Venaria Reale.

Con il bando 2018 sono stati 8 i Comuni piemontesi che hanno ottenuto un contributo per il riutilizzo a scopi sociali di immobili e terreni confiscati alle mafie e alla criminalità organizzata ubicati nei rispettivi territori: Torino, San Sebastiano da Po, Coazze, Nichelino, Cuorgnè, Gifflenga, Gattinara e Borgomanero.

Con il bando 2017 sono stati 9 i Comuni piemontesi beneficiari: Volpiano, Nichelino , Coazze, Volvera, Novara, Borgomanero, Moncalvo, Dusino San Michele e Bosco Marengo.

I bandi 2027-2018 hanno erogato complessivamente Euro 350.000,00.

 

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