La cinematografia mira all’impatto zero. Il 23 marzo in Piemonte il primo progetto di compensazione della CO2 emessa durante la realizzazione di un docu-film.

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18 Marzo 2019

Un paio di mesi fa il Settore Foreste della Regione Piemonte è stato contattato da alcuni studenti di Economia dell’Ambiente della Cultura e del Territorio dell’Università di Torino, in realtà una vecchia conoscenza: avevamo già collaborato per la presentazione del loro primo cortometraggio sugli incendi boschivi “Feu”, trasmesso in uno degli eventi “off” organizzati in occasione del IV Congresso nazionale di selvicoltura, lo scorso novembre a Torino.

Alcuni di questi studenti, dopo aver rappresentato in maniera emozionale e intuitiva il fuoco in bosco, hanno deciso di raccontare l’acqua: Daniele Giustozzi, economista ambientale di 26 anni, Claudia Carotenuto, giornalista venticinquenne, accompagnati dal videomaker torinese Andrea Bagnasco, 23 anni, la scorsa estate hanno percorso l’intera penisola per descrivere lo stato dell’acqua in Italia, realizzando il docu-film dal titolo “Controcorrente”.

Un viaggio per indagare gli aspetti ambientali, economici, sociali, storici, politici e religiosi dell’acqua, incontrando e confrontandosi anche con ricercatori del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), quelli del CMCC (Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici), gli attivisti di Greenpeace e i volontari di Legambiente.

Abbiamo vissuto sulla nostra pelle un altro tipo di mondo fatto di persone che dedicano la propria vita ad arginare i danni che stiamo recando ad un pianeta di cui siamo ospiti, non proprietari – racconta Claudia Carotenuto.

Il tutto a bordo di un’auto ibrida, con l’obiettivo di ridurre al minimo gli impatti ambientali prodotti per la realizzazione del progetto.

Ciò nonostante i giovani documentaristi hanno espresso il desiderio di raggiungere l’impatto zero, andando a compensare le emissioni di CO2 prodotte nei 30 giorni effettivi di viaggio. Attraverso il calcolo della Carbon Footprint hanno quantificato le emissioni prodotte in circa 2613 kg di Co2 eq, tradotto in un corrispettivo arboreo di circa 60 alberi.

Qui entra in gioco il Settore Foreste, con cui vi è stato un confronto e analisi per individuare il luogo più idoneo per effettuare la piantagione di nuovi alberi. Dove la piantumazione poteva essere effettivamente necessaria per migliorare le condizioni ambientali? Nelle aree montane e collinari, già ricche di boschi, sarebbero state davvero necessarie? La scelta è approdata sul Parco del Po Vercellese Alessandrino, che si è reso subito disponibile ed ha reperito più 200 alberi oltre quelli necessari.

Il Parco si trova in una zona di pianura – pertanto meno ricca di foreste – e da anni, con dedizione, persegue una politica di rinaturalizzazione di ambienti ad agricoltura intensiva. L’Area protetta inoltre, essendo attraversata dal fiume, promuove l’utilizzo di alberi e arbusti lungo i corsi d’acqua anche allo scopo di diminuire il rilascio di sostanze inquinanti di origine agricola.

Il 23 Marzo 2019 dalle ore 12:00, presso la Riseria San Giovanni Fontanetto Po, all’interno del Parco del Po Vercellese Alessandrino, in collaborazione con la Regione Piemonte, gli autori, con la troupe e i sostenitori del documentario pianteranno circa 300 alberi messi a disposizione per la compensazione, e invitano chiunque volesse aderire all’evento a partecipare.

Iniziative come quella messa in campo dal progetto di compensazione emissiva di CO2 prodotta dalla realizzazione del documentario Controcorrente - spiega l’Assessore all'Ambiente Alberto Valmaggia – vanno nella direzione auspicata dalla Regione Piemonte: abbattere il più possibile l’impatto delle attività antropiche, cercando addirittura, per quanto possibile, di ottenere un vantaggio in chiave di tutela ambientale.

A nome della Regione Piemonte, esprimo pertanto piena condivisione e supporto all’iniziativa, auspicando che sia un esempio di educazione ambientale per tante altre attività analoghe”.