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Scheda informativa

Corpi idrici di riferimento

Rivolto a
Cittadini
Enti pubblici
Imprese e liberi professionisti
Terzo settore

La Regione Piemonte ha ottemperato ai disposti della norma di recepimento nazionale della direttiva 2000/60/CE identificando, 11 potenziali siti di riferimento fluviali, su un totale di 597 corpi idrici soggetti ad obiettivi di qualità.

Con il recepimento della direttiva 2000/60/CE e ai sensi dell’allegato 3 alla parte terza del d.lgs 152/2006, come modificato dal DM 56 del 14 aprile 2009, la Regione Piemonte ha identificato 11 potenziali siti di riferimento fluviale, su un totale di 597 corpi idrici soggetti ad obiettivi di qualità. L’elenco dei potenziali siti di riferimento è stato notificato al Ministero dell'Ambiente, competente per la conferma definitiva delle proposte regionali relative all’intero territorio nazionale.

I siti, collocati in corpi idrici caratterizzati da condizioni di pregio ecologico e lieve alterazione antropica, consentono di definire condizioni chimico-fisiche, idromorfologiche e biologiche corrispondenti allo stato elevato così da poter procedere alla classificazione dei corpi idrici di pari tipologia tramite valutazione del loro scostamento da questa situazione pressoché indisturbata, considerata quindi di riferimento. L’esame tecnico delle pressioni in essere e la compatibilità con la condizione di riferimento è stata effettuata da ARPA Piemonte applicando a livello nazionale la metodologia contenuta nel Notiziario IRSA-CNR del 2008, reperibile sul sito  http://www.irsa.cnr.it

La condizione indisturbata dei siti è peraltro da garantirsi nel tempo in quanto, come recita la norma, “un numero sufficiente di siti in condizioni di riferimento, per ogni tipo individuato, nelle varie categorie di corpi idrici, sono identificati, dal MATTM con il supporto dell'ISPRA e degli altri istituti scientifici, per la costituzione di una rete di controllo, che costituisce parte integrante della rete nucleo di cui al punto A.3.2.4. dell'Allegato 1 al  presente  decreto legislativo, per lo studio della variazioni, nel tempo, dei valori delle condizioni di riferimento per i diversi tipi.”

L’inserimento di nuove attività antropiche, o l’ampliamento di quelle esistenti, in corrispondenza del corpo idrico può ragionevolmente pregiudicare le condizioni ecosistemiche provocando alterazioni della comunità biologica presente nel sito di riferimento in esso localizzato.

Al fine di preservare nel tempo questi siti si è prevista l’applicazione di particolari misure di tutela in occasione della revisione del Piano di Tutela delle Acque.

L’ubicazione dei siti regionali è riportata in una tabella, con lo scopo di orientare le politiche di gestione dei territori afferenti e sensibilizzare le associazioni di categoria e gli attori locali alla loro attenta tutela.

La rappresentazione cartografica è riportata nella Tavola n. 6 dell’elaborato “Tavole di Piano” allegato alle Norme. 

Informazioni aggiuntive o di maggior dettaglio possono essere richieste presso la Direzione Ambiente scrivendo all’indirizzo tutela.acque@regione.piemonte.it

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