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Scheda informativa

La gestione della specie cinghiale (Sus scrofa) all’interno delle aree naturali protette regionali

Rivolto a
Cittadini
Enti pubblici
Imprese e liberi professionisti
Terzo settore

La gestione della fauna selvatica all’interno delle aree protette regionali viene svolta ai sensi dell’articolo 33 della legge regionale 29 giugno2009 n. 19 “Testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità” e del Regolamento n. 2/R approvato con Decreto del Presidente della Giunta regionale 24 marzo 2014.

In particolare, il Regolamento 2/R disciplina le operazioni di reintroduzione, ripopolamento, cattura e prelievo svolte dagli Enti di gestione delle aree protette in un ottica di promozione della funzionalità ecologica dell’area protetta in rapporto di compatibilità con le attività antropiche e in particolare agricole e zootecniche.

Nell’ambito di tali attività, è compresa la gestione del cinghiale, specie nota per per la sua adattabilità a moltissime tipologie di ambienti naturali e semi-antropizzati, per il suo elevato tasso riproduttivo e per gli ingenti danni che provoca alle coltivazioni.

La gestione del cinghiale nelle aree protette regionali comprende sia la messa in opera di sistemi di prevenzione dei danni (tendenzialmente recinzioni elettrificate) sia l’abbattimento diretto di individui, talvolta previa cattura attraverso gabbie e/o recinti.

Entrambe le tipologie di attività sono descritte e programmate all’interno del Piano di gestione faunistica che viene redatto dall’Ente stesso in conformità con le “Linee guida per la gestione del cinghiale nelle aree protette” (Monaco et al. 2010) prodotte dall’Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale (ISPRA).

Per lo svolgimento del prelievo del cinghiale, gli Ente di gestione si possono avvallare dell’ausilio di operatori esterni, con preferenza tra i cacciatori residenti nel territorio dei comuni ricadenti nell’area protetta o iscritti agli ambiti territoriali di caccia e/o ai comprensori alpini contermini all’area protetta che ne facciano richiesta. Tali operatori sono distinti, ai sensi del Regolamento 2/R art. 4, in operatori occasionali ed operatori selezionati.

Per la visione dei Piani vigenti all’interno delle aree protette regionali, si rimanda ai siti web dei rispettivi Enti di gestione.

Nella tabella sottostante, viene riportato il numero di cinghiali abbattuti dai singoli Enti di gestione con la suddivisione delle tre modalità principali (appostamento, gabbia di cattura, alla cerca/girata).

Allegati

Dati EGAP
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Riferimento
Settore Biodiversità e Aree Naturali
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