- Rivolto a
- Cittadini
- Enti pubblici
- Imprese e liberi professionisti
- Terzo settore
Il raccordo con la politica economica regionale e nazionale
Il sistema ed i processi per l’allocazione e l'assegnazione di fondi pubblici sono leve chiave per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile.
La Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile (SRSvS) è stata individuata dalla Giunta regionale come un obiettivo strategico interdirezionale, coinvolgendo dunque tutta la Regione, dagli indirizzi politici alla struttura organizzativa, nella finalità di programmare le proprie azioni in funzione degli obiettivi di sostenibilità.
A livello generale, anche in considerazione del fatto che i Regolamenti europei che fungono da base per la programmazione comunitaria 2021-2027 sono fortemente indirizzati dall'Agenda 2030, la politica regionale sullo sviluppo sostenibile ha trovato ulteriore impulso nella programmazione e nella gestione dei Fondi Europei di Sviluppo e Investimento 2021-2027, oltre che nella partecipazione a Progetti europei nell'ambito della Cooperazione territoriale europea.
La correlazione con il Documento di economia e finanza regionale (DEFR) e con il Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO)
Il Documento di economia e finanza regionale (DEFR) definisce, sulla base di valutazioni sullo stato e sulle tendenze della situazione economica e sociale internazionale, nazionale e regionale, il quadro di riferimento per la predisposizione dei bilanci pluriennale e annuale e per la definizione e attuazione delle politiche della Regione.
Per supportare il sistema regionale e raggiungere obiettivi nazionali e internazionali per lo sviluppo sostenibile, all’interno del percorso di definizione di una Strategia Regionale di Sviluppo Sostenibile per il Piemonte incardinata sull’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, si stanno cercando nuovi approcci alla pianificazione e preparazione del bilancio, promuovendo la trasparenza e l'impegno con i cittadini e sostenendo processi di gestione, monitoraggio e valutazione della spesa che possano sostenere il raggiungimento degli impegni regionali e nazionali.
Si sta lavorando per introdurre delle pratiche innovative nel sistema di budgeting e reporting regionale che possano fornire ai policy makers, alle strutture tecniche ed operative regionali ed ai cittadini un senso più chiaro dei potenziali impatti ambientali, sociali ed economici derivanti dalle scelte di bilancio.
Avere informazioni complete sugli effetti a lungo termine delle politiche può influenzare le decisioni in materia di definizione delle entrate e allocazione delle risorse, incorporando gli interessi delle generazioni future e considerazioni sulla sostenibilità delle risorse.
L’obiettivo di medio-lungo periodo è quello di sostenere il sistema regionale nei suoi sforzi per integrare impegni di sostenibilità, all'interno del quadro di bilancio e degli obiettivi di legislatura, con un focus particolare sulla capacità di programmare, indirizzare e monitorare la spesa della Regione verso gli obiettivi di sostenibilità e definire possibili misurazioni di impatto.
I DEFR degli ultimi anni danno atto di tale percorso con un inquadramento dei temi della sostenibilità nell’ambito dell’analisi di contesto e, in attesa che si perfezioni il sistema degli indicatori a livello nazionale, e conseguentemente a livello regionale, sulla base dei dati di Arpa e IRES è stato possibile realizzare un primo cruscotto della sostenibilità composto da pochi e semplici indicatori che danno comunque una significativa indicazione della sostenibilità del Piemonte, ovvero quanto il suo sviluppo è in grado di rigenerare il capitale sociale, economico e ambientale della comunità regionale, anziché intaccarlo in modo irreversibile.
Per quanto riguarda il PIAO, l’obiettivo principale del Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO), introdotto nel nostro ordinamento quale documento unico di programmazione e governance con durata triennale e aggiornamento annuale, è quello di semplificare e ottimizzare la programmazione pubblica, allo scopo di creare “valore pubblico” come “prodotto” di un’azione amministrativa che vede la P.A. non più come “fabbrica” di provvedimenti amministrativi fini a sé stessi, ma come organizzatrice di risorse e come soggetto pensante in modo strategico con orizzonte pluriennale per creare valore in tutti gli aspetti della vita del cittadino, in un percorso in cui gli “adempimenti” sono fortemente orientati ai risultati.
Si tratta di un cambio generale di paradigma che vede il Governo del Piemonte in prima linea nell’indirizzare l’applicazione del principio della trasparenza declinato verso i risultati e gli impatti dell’attività pubblica sul territorio e sul benessere sociale, ambientale ed economico prodotto, in coerenza con la Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile (SRSvS) che declina sul territorio piemontese i 17 SDG’s (Sustenable Developement Goals) dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, in modo da favorire la partecipazione dei cittadini alle politiche pubbliche mediante processi decisionali inclusivi che per essere esercitati consapevolmente hanno bisogno dei dati sul valore pubblico generato.
La scelta strategica della Regione Piemonte, dal punto di vista metodologico, in continuità con i PIAO precedenti e in coerenza con il Documento di economia e finanza regionale (DEFR), è stata quella di prendere a riferimento utilizzare, per l’individuazione delle Strategie di Valore Pubblico del PIAO 2025-2027, le Macro-Aree Strategiche (MAS), in cui è articolata la Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile (SRSvS), al fine di raccordare gli indirizzi strategici, gli obiettivi operativi e le risorse finanziarie al quadro degli Obiettivi discendenti dall’Agenda 2030, per creare le condizioni necessarie a realizzare una programmazione regionale coerente e sostenibile.
Per quanto riguarda la dimensione nazionale, l'attuazione della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile si raccorda con i documenti programmatici esistenti, in particolare con il Programma Nazionale di Riforma (PNR) e più in generale il Documento di Economia e Finanza (DEF).
Le azioni proposte e gli strumenti operativi devono conciliarsi, inoltre, con gli obiettivi già esistenti e vincolanti a livello comunitario (Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 16 marzo 2018)
Principali documenti di programmazione con cui si raccorda la Strategia Nazionale
Documento di Economia e Finanza (DEF)
Rappresenta il principale strumento della programmazione economico-finanziaria in Italia. Proposto dal governo e approvato dal Parlamento, esso indica la strategia economica e di finanza pubblica nel medio termine (medium term budgetary framework).
La legge 39/2011 ha adeguato la tempistica e i contenuti delle procedure di programmazione al nuovo modello di governance economica dell’Unione Europea e in particolare al cosiddetto semestre europeo, il quale comporta l’anticipo alla prima metà dell’anno della definizione delle strategie di bilancio dei singoli Stati membri e un più stretto coordinamento delle stesse mediante il coinvolgimento delle diverse istituzioni europee.
Programma Nazionale di Riforma (PNR)
Nell’ambito del semestre europeo, il Programma Nazionale di Riforma (PNR), che confluisce nel Documento di Economia e Finanza (DEF), è il documento strategico mediante il quale ogni Stato Membro presenta annualmente la portata degli interventi di riforma messi in atto dalle amministrazioni nazionali e regionali, in risposta alle Raccomandazioni specifiche per l’Italia (Country specific Recommendations – CSR), nonché ai progressi perseguiti rispetto ai decennali obiettivi (Target) della Strategia Europa 2020.
Il contributo delle Regioni e Province autonome al Programma Nazionale di Riforma viene strutturato per effettuare un confronto con la programmazione 2014-2020 dei Fondi di sviluppo e di investimento europei (Fondi SIE) (in Piemonte sono i POR FSE, POR FESR e il PSR), derivanti dall’Accordo di Partenariato della programmazione 2014-2020 e con gli obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals, SDGs), da perseguire rispetto all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
BES Gli indicatori di benessere equo e sostenibile
L’Italia è il primo Paese che, collegando gli indicatori di benessere equo e sostenibile (BES) alla programmazione economica e di bilancio, attribuisce a essi un ruolo nell’attuazione e nel monitoraggio delle politiche pubbliche.
Con la legge 163/2016 che ha riformato la legge di bilancio, principale strumento della manovra di finanza pubblica insieme alle legge di stabilità, il Bes entra per la prima volta nel processo di definizione delle politiche economiche portando l’attenzione sul loro effetto anche su alcune dimensioni fondamentali per la qualità della vita.
Gli indicatori BES devono essere incorporati nel ciclo di programmazione economico-finanziaria mediante due documenti predisposti dal Ministro dell’Economia e delle Finanze.
Il primo Rapporto consiste in un Allegato al Documento di Economia e Finanza (DEF) e deve riportare l’andamento nell'ultimo triennio degli indicatori BES e le previsioni sull'evoluzione degli stessi nel periodo di riferimento del DEF (l’anno appena cominciato e i tre seguenti), anche sulla base delle misure previste per il raggiungimento degli obiettivi di politica economica.
Il secondo documento è una Relazione che il Ministro deve presentare alle Camere entro il 15 febbraio di ciascun anno e che deve prevedere l'andamento degli indicatori BES nel triennio coperto dalla Legge di Bilancio alla luce delle misure in essa contenute.
Contatti
- Riferimento
- Settore Progettazione strategica e green economy