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Scheda informativa

Piano regionale per la programmazione delle attività di previsione, prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi 2026-2030

Rivolto a
Cittadini
Enti pubblici
Imprese e liberi professionisti
Terzo settore

La Pianificazione antincendi boschivi è uno dei compiti che la normativa nazionale “Legge quadro in materia di incendi boschivi” 21 novembre 2000 n. 353, assegna alle Regioni. Tale attività ha interessato ininterrottamente la Regione Piemonte  a partire dalla seconda metà degli anni ‘70 con l’emanazione della normativa nazionale n. 47/75, poi superata dalla L. 353/2000.

Con Deliberazione di Giunta regionale n. 2882/2026 del 27.07.2026 è stato approvato il nuovo Piano regionale per la programmazione delle attività di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi con validità 2026-2030 (che pubblichiamo in allegato alla presente scheda).

L’importante documento è stato frutto di un tavolo di lavoro, coordinato dal Settore Protezione civile della Regione Piemonte, a cui hanno partecipato i Settori regionali Foreste e Biodiversità e Aree naturali e tutte le componenti istituzionali, volontarie, tecnico scientifiche, afferenti al Sistema antincendi boschivi: Vigili del fuoco, Carabinieri Forestali, Corpo Volontari AIB Piemonte, IPLA, Arpa Piemonte, Università di Torino Dipartimento di scienze forestali e dei due Parchi nazionali: Val Grande e Gran Paradiso; per raggiungere l’obiettivo di condividere un documento di indirizzo, essenziale per la programmazione dell’attività pluriennale in materia, al fine di perseguire la riduzione delle superficie percorse dal fuoco, secondo criteri di efficacia, efficienza e sicurezza del personale coinvolto.

Negli ultimi anni l’andamento degli incendi boschivi ha mostrato una tendenza decrescente in termini di frequenza e superficie percorsa; tuttavia, si osservano ancora periodi caratterizzati da eventi con comportamenti estremi che sfuggono alla capacità di controllo. Questi eventi hanno posto particolare attenzione sulla materia degli incendi boschivi, in particolare sulla pianificazione delle attività di previsione e prevenzione, mettendo in discussione l’approccio tradizionale, focalizzato sul potenziamento della lotta attiva, e offrendo l’opportunità di sviluppare e applicare un governo integrato degli incendi coerente con gli altri livelli di pianificazione territoriale.

Questo nuovo approccio ha influenzato anche le modalità di estinzione, introducendo il criterio della “selettività”, che prevede di modulare gli interventi in funzione delle caratteristiche dei combustibili (es. boschi, prato-pascoli) e delle probabili conseguenze dell’incendio (elementi di vulnerabilità del territorio), al fine di ottimizzare l’utilizzo delle risorse disponibili.

Risulta quindi sempre più necessaria un’accurata analisi e zonizzazione del rischio di incendio, al fine di definire le priorità di protezione, distinguendo gli aspetti forestali da quelli di protezione civile e, conseguentemente, allocare in modo efficace le risorse disponibili.

L’analisi dell’attuale scenario di cambiamento climatico evidenzia l’aumento delle temperature medie, l’alterazione del regime delle precipitazioni e l’allungamento dei periodi di siccità.

Tali fattori, unitamente alle dinamiche di abbandono gestionale e al conseguente incremento di biomassa e necromassa (combustibili), creano condizioni favorevoli allo sviluppo e alla propagazione di incendi di grande dimensione. Inoltre, stanno causando una modifica del regime storico degli incendi, determinando eventi caratterizzati da maggiore estensione, da valori dei parametri di comportamento (intensità, velocità di propagazione, distanza di insorgenza di fuochi secondari) significativamente superiori rispetto al passato e minor tempo di ritorno.

In tale contesto, la politica in materia di incendi boschivi non può più limitarsi ad “attendere gli eventi”, ma deve intervenire attraverso la gestione attiva e sostenibile del territorio e delle foreste. La prevenzione assume quindi un ruolo centrale nella pianificazione antincendio, orientandosi alla protezione delle comunità (interfaccia urbano-rurale) e delle aree vulnerabili, quali ad esempio zone idrogeologicamente instabili, aree ad elevata valenza ecologica e con funzione protettiva.

La prevenzione degli incendi boschivi rappresenta, oggi e nei prossimi decenni, la principale sfida del Sistema regionale AIB. In questo contesto, la conoscenza del territorio e l’analisi degli incendi storici (entità, distribuzione e condizioni meteorologiche predisponenti), sia passati sia recenti, risultano fondamentali per calibrare gli strumenti di previsione e impostare una corretta politica di prevenzione, lotta e ripristino post-incendio.