Il sistema della Protezione Civile scalda i motori per PO EXE 2026, l’appuntamento cruciale per testare la sicurezza lungo l'asta del Po in caso di piena. Prevista per la fine di giugno 2026, l'iniziativa – coordinata dal Dipartimento Nazionale della Protezione Civile - sarà una simulazione a 360 gradi che vedrà agire in sinergia lo Stato, l’Agenzia Intereggionale per il fiume Po (AIPo) le Regioni Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, le Province, le Città Metropolitane e alcuni Comuni.
Non si tratterà solo di un test teorico di coordinamento tra le sale di controllo per verificare la tenuta delle procedure (modalità “table-top”): l'esercitazione vedrà infatti uomini e mezzi muoversi fisicamente sul territorio (modalità “full-scale”), simulando interventi reali in un'operazione coordinata tra tutte le componenti del sistema.
L'obiettivo è testare e perfezionare la capacità di risposta di istituzioni e delle componenti operative del sistema, professionali e volontarie, davanti a un’eventuale piena straordinaria del fiume, verificando sul campo la tenuta dei modelli organizzativi e affinando il coordinamento tra le amministrazioni locali e nazionali.
Cosa verrà testato: dai droni al soccorso degli animali
La Regione Piemonte ha già definito un'agenda operativa serrata, integrando le direttive nazionali con specifiche necessità del territorio emerse durante i tavoli tecnici di gennaio. I punti chiave dell'esercitazione includeranno:
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Tecnologia e monitoraggio: Utilizzo di aeromobili e droni per il rilievo e la ricognizione delle aree colpite.
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Logistica ed emergenza: Allertamento dei Centri Operativi, gestione operativa degli interventi pre e post-evento, e valutazione dell'agibilità degli edifici.
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Assistenza specifica: Sperimentazione delle procedure per il soccorso e l'assistenza agli animali in contesti di calamità.
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Comando e Controllo: Attivazione dell'Unità di Comando e Controllo (UCC) del bacino del Po, fulcro del governo delle piene.
Il ruolo cruciale dell'informazione
Un focus particolare sarà dedicato alla comunicazione verso i mass-media. In situazioni di emergenza, la corretta informazione alla cittadinanza è un elemento cardine per garantire la sicurezza e ridurre l'impatto dei rischi sulla popolazione residente.
I prossimi passi per le Amministrazioni
Il Settore regionale convocherà a breve un primo incontro istituzionale per presentare nel dettaglio le iniziative e definire il coinvolgimento diretto delle amministrazioni locali. L'obiettivo è costruire un fronte comune e cooperativo per rendere il territorio sempre più resiliente e preparato.