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- Enti pubblici
- Imprese e liberi professionisti
- Terzo settore
A livello nazionale
Nel 2018 il Testo Unico Foreste e Filiere forestali, il cosiddetto TUFF (d.lgs. 34/2018) ha previsto all’art. 7 la definizione di “linee guida per l’identificazione delle aree definibili come boschi vetusti e le indicazioni per la loro gestione e tutela, anche al fine della creazione della Rete nazionale dei boschi vetusti.” L’anno successivo la legge 141, di conversione del "Decreto clima" D.L. 111/2019, ha integrato l'articolo 3 del TUFF, introducendo la seguente definizione di "bosco vetusto": superficie boscata costituita da autoctone spontanee coerenti con il contesto biogeografico, una biodiversità caratteristica conseguente all'assenza di disturbi da almeno 60 anni e la presenza di stadi seriali legati alla rigenerazione ed alla senescenza spontanee.
Sulla base di tali disposizioni, negli anni 2020-2021 un gruppo di lavoro comprendente rappresentanti del mondo accademico e delle Regioni (tra cui il Piemonte con il Settore Foreste), ha supportato la Direzione Foreste del MiPAAF (ora MASAF) nella redazione delle Linee guida per l’identificazione delle aree definibili come boschi vetusti, approvate a novembre 2021 con Decreto interministeriale.
Parallelamente la Strategia Forestale nazionale, approvata con Decreto interministeriale a dicembre 2021, ha previsto un’azione specifica (A.S.5.2) per la tutela dei " boschi vetusti", ritenendola di importanza strategica nel quadro della politica forestale nazionale, definendo indicatori per la valutazione (link https://www.reterurale.it/foreste/StrategiaForestaleNazionale).
Sempre a livello nazionale, con decreto MASAF di aprile 2023 è stata istituita la Rete nazionale dei boschi vetusti.
A livello dell’Unione Europea:
- la Strategia Europea per la Biodiversità 2030, adottata dalla Commissione europea a maggio 2020 e approvata dagli Stati membri ad ottobre 2020, prevede la protezione rigorosa di almeno un terzo del territorio della superficie dell’UE (terrestre e marina), comprese tutte le foreste primarie e vetuste ancora esistenti sul suo territorio;
- nel 2023, la Commissione ha emanato:
- le Linee guida per una gestione delle foreste più vicina alla natura, che prevedono la protezione delle foreste primarie e vetuste ancora presenti nell'UE per il loro alto valore sia per la biodiversità (citando il ruolo degli alberi vecchi come habitat essenziali per specie rare, che hanno maggiori probabilità di estinguersi rispetto ad altre più ubiquitarie) sia per la mitigazione dei cambiamenti climatici;
- le Linee guida per definire, mappare, monitorare e proteggere rigorosamente le foreste primarie e le foreste vetuste dell'UE, dove viene riportata la seguente definizione di foresta vetusta: "popolamento o area forestale costituito da specie arboree autoctone che si sono sviluppate prevalentemente attraverso processi naturali, strutture e dinamiche normalmente associate a fasi di sviluppo seriale senescenti presenti in foreste primarie o indisturbate dello stesso tipo”.
Infine la Strategia Nazionale per la Biodiversità 2030 (approvata con decreto del MASE ad agosto 2023), in linea con quella europea, prevede la protezione di almeno un terzo dalla superficie (terrestre e marina) e la protezione rigorosa di almeno un terzo di questa, comprese tutte le foreste vetuste ancora esistenti, identificate come ecosistemi ricchi di carbonio il cui contributo può essere significativo anche nel contrasto dei cambiamenti climatici.
Tra le azioni specifiche previste, e in parte già realizzate, si citano l'inventario e la mappatura di tutte le foreste vetuste ancora esistenti in Italia, l'istituzione della "Rete nazionale dei boschi vetusti", l’attuazione delle "Linee guida per l'identificazione delle aree definibili come boschi vetusti e le indicazioni per la loro gestione e tutela" e la verifica del livello di protezione per assicurare coerenza con le definizioni e le indicazioni concordate a livello europeo.
Atti collegati
- Tipo di atto
- Provvedimento europeo