“Unmasking the appeal: countering tobacco and nicotine addiction” (“Svelare l’appeal: contrastare la dipendenza da nicotina e tabacco”) è il tema che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha scelto per la Giornata mondiale senza tabacco del 31 maggio 2026.
Ogni anno l’OMS promuove la Giornata mondiale senza tabacco, “World No Tobacco Day” per evidenziare i rischi per la salute associati al consumo di tabacco e sostenere politiche efficaci per ridurne il consumo.
Il tema scelto quest’anno mira a svelare come le multinazionali del tabacco continuino a rinnovare l'estetica dei propri prodotti per renderli appetibili alle nuove generazioni, in particolare bambini e adolescenti, riuscendo così a eludere le normative globali sul controllo del fumo.
La campagna sottolinea l’impegno costante dell’OMS nel denunciare le tattiche dell'industria e nel promuovere politiche a tutela dei giovani e delle comunità dalla dipendenza da nicotina. Si vogliono sollecitare i governi ad adottare politiche che proteggano i giovani dalle pratiche manipolative delle industrie del tabacco, al fine di non vanificare i risultati ottenuti fino ad ora nel controllo del tabacco e nella salute pubblica. Sebbene la frequenza del fumo di sigaretta sia diminuita nel corso degli anni, grazie agli sforzi della comunità per il controllo del tabacco, è necessario fare di più per salvaguardare questi gruppi vulnerabili.
Le strategie dell’industria
Nonostante i notevoli progressi nel controllo globale, le industrie del tabacco e della nicotina continuano ad adattare le loro strategie per attrarre e fidelizzare i consumatori. Le tattiche comuni includono:
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aromi e additivi: esaltano il gusto e mascherano l’asprezza del tabacco, aumentando la probabilità di un uso continuativo e riducendo le possibilità di smettere;
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marketing mirato: utilizzo di design eleganti, confezioni accattivanti e campagne sui media digitali per rendere glamour prodotti dannosi;
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design ingannevole dei prodotti: creazione di prodotti che somigliano a dolci, caramelle o giocattoli, e persino personaggi di cartoni animati, puntando direttamente a bambini e adolescenti.
I contenuti di marketing che promuovono sigarette elettroniche, bustine di nicotina e prodotti a tabacco riscaldato sono visualizzati oltre 3,4 miliardi di volte sulle piattaforme di social media.
Fonte: World Health Organization.
- Obiettivi della campagna OMS 2026
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- Svelare le strategie dell’industria, tra cui l’uso di nicotina sintetica, sali di nicotina e simili che, pur essendo venduti come innovativi o meno dannosi, sono in realtà progettati per aumentare il potenziale di dipendenza;
- Promuovere politiche più incisive per:
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contrastare la proliferazione degli aromi
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estendere i divieti di pubblicità ai media digitali
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regolamentare con maggiore severità il packaging e il design dei prodotti;
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- Dare potere ai giovani e al pubblico, fornendo conoscenze e strumenti per riconoscere e resistere all’influenza dell’industria e garantire l’accesso a supporti per smettere.
- Attuare la messa in atto delle sei direttive strategiche concepite per supportare le nazioni nella riduzione del consumo di tabacco attraverso il pacchetto tecnico “MPOWER” lanciato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2008.
MPOWER: acronimo che racchiude sei misure basate su evidenze scientifiche per facilitare l’applicazione della Convenzione quadro per il controllo del tabacco (Framework Convention on Tobacco Control - FCTC):
M (Monitor): Monitoraggio costante della diffusione del tabagismo e dell'efficacia delle politiche di contrasto.
P (Protect): Protezione della popolazione dall'esposizione al fumo passivo nei luoghi pubblici e di lavoro.
O (Offer): Offerta di assistenza medica e supporto psicologico per chi desidera smettere di fumare.
W (Warn): Avvertenze esplicite e grafiche sui rischi per la salute tramite le etichette presenti sulle confezioni e campagne sui media.
E (Enforce): Applicazione rigorosa dei divieti su pubblicità, promozioni e sponsorizzazioni del tabacco.
R (Raise): Incremento della tassazione sui prodotti del tabacco per renderli meno accessibili economicamente.Fonti:
Obiettivi World No Tobacco Day 2026
Epicentro: strategie OMS di azione globale
WHO - MPOWER
- Le iniziative sul territorio regionale
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L’ASL TO3 organizza un open day il 27 maggio 2026, in diversi comuni, con professionisti dei centri per il trattamento del tabagismo, che offriranno informazioni sui percorsi per smettere di fumare e sui servizi disponibili sul territorio. Il 28 maggio dalle 18 alle 19,30 è previsto il webinar “Svapare (NON) fa male” dedicato a insegnanti, genitori, educatori e operatori sanitari.
I Centri Antifumo dell’ASL TO5 saranno presenti il 27, 28 e 29 maggio presso alcuni Presidi Sanitari del territorio per fornire informazioni e proporre attività di screening, tra cui per esempio la misurazione del monossido di carbonio e il test di Fagerstrom.
In aggiornamento.
- I numeri del fumo
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Il consumo di tabacco (tabagismo) rappresenta uno dei più grandi problemi di sanità pubblica a livello mondiale ed è uno dei maggiori fattori di rischio nello sviluppo di tumori e malattie cardiovascolari e respiratorie.
Il 70% dei fumatori inizia a fumare prima dei 18 anni di età e il 94% prima dei 25 anni.
Quasi un italiano su quattro fra i 18 e i 69 anni d’età (il 24% della popolazione) è un fumatore, mentre in Piemonte la percentuale raggiunge il 25% (dati sorveglianza PASSI).Il fumo fra i giovani
A livello globale, il consumo di tabacco coinvolge almeno 40 milioni di giovanissimi nella fascia d’età 13-15 anni. Di questi, 20 milioni fumano sigarette e 10 milioni usano tabacco senza fumo. Preoccupante è l’ascesa delle sigarette elettroniche, già adottate da 15 milioni di adolescenti tra i 13 e i 15 anni. I dati evidenziano che la probabilità di utilizzare prodotti da svapo è nove volte superiore tra i ragazzi rispetto alla popolazione adulta.
Anche a livello europeo la situazione è critica: 4 milioni di adolescenti (13-15 anni) consumano tabacco, con una distribuzione di genere quasi paritaria (11,8% maschi, 11,4% femmine). L’Europa è attualmente il leader globale per tasso di fumatori adolescenti (8,4%) e il più alto tasso di fumo tra le ragazze adolescenti (8,7%).
Oltre al tabacco tradizionale, i nuovi dispositivi come sigarette elettroniche e bustine di nicotina stanno conquistando i giovani con una rapidità allarmante. La prevalenza europea del vaping tra i 13-15enni è la più alta al mondo (14,3%), con le ragazze (15%) che superano i ragazzi (13,6%). Il dato più significativo riguarda il confronto tra adulti e adolescenti: in un terzo dei paesi europei, i giovani svapano con una frequenza 5 volte maggiore dei loro genitori.In Italia i dati del Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità, riferiti a ricerche su studenti di scuola secondaria di primo grado e scuola secondaria di secondo grado, riportano un considerevole aumento dell’uso abituale dei prodotti da fumo.
Tra i ragazzi che hanno usato prodotti da fumo per almeno 20 dei 30 giorni precedenti le rilevazioni, emerge che il 9,0% degli 11-13enni ha consumato la sigaretta tradizionale, il 9,7% un prodotto a tabacco riscaldato, il 16,0% la sigaretta elettronica. Nei ragazzi più grandi il 40,5% ha usato la sigaretta tradizionale, il 34,8% il tabacco riscaldato, il 35,9% la sigaretta elettronica.
L’uso abituale è spesso un uso intensivo: il 10% dei ragazzi delle superiori e il 3% dei più piccoli ha detto di avere fumato più di 10 sigarette al giorno.
Aumenta inoltre in modo considerevole il policonsumo, ovvero l’utilizzo combinato di sigarette tradizionali, elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato. Tra il 2022 e il 2025, la diffusione dei prodotti da fumo tra i giovani ha subito un incremento critico, raddoppiando le percentuali di utilizzo in tutte le fasce d’età: la prevalenza è salita dal 26,0% al 45,5% tra gli 11-13 anni e dal 38,7% al 70,7% tra i 14-17 anni.
Cresce anche la sperimentazione delle bustine di nicotina, provate da circa l’8% dei ragazzi (erano meno della metà nella rilevazione 2024).
- I danni del fumo da sigaretta
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Il fumatore ha una speranza di vita di 10 anni inferiore al non fumatore. La gravità dei danni dovuti al tabacco è direttamente proporzionale al consumo, per cui sono importanti età di inizio, numero di sigarette giornaliere, numero di anni di fumo, inalazione più o meno profonda del fumo.
Il tabacco provoca più decessi di alcol, AIDS, droghe, incidenti stradali, omicidi e suicidi messi insieme.
Il fumo di tabacco, in particolare, è una causa nota o probabile di almeno 27 malattie, tra le quali broncopneumopatie croniche ostruttive e altre patologie polmonari croniche, cancro del polmone e altre forme di cancro, cardiopatie, vasculopatie, precoce danno renale diabetico, impotenza maschile e influisce negativamente sull’apparato riproduttivo femminile.
Il fumo è una miscela di sostanze nocive per la salute, che causa danni a tutti gli organi e apparati del corpo umano, attraverso meccanismi come danneggiamento del DNA, infiammazione e stress ossidativo. Le sostanze chimiche individuate nella combustione del tabacco sono circa 4000, tra cui la nicotina, di cui circa 60 riconosciute come cancerogene.
La principale causa della dipendenza dal tabacco è la nicotina, un alcaloide psicoattivo, naturalmente presente nella pianta del tabacco, che agisce sul sistema nervoso centrale, stimolando il rilascio di neurotrasmettitori come la dopamina, che generano una sensazione di piacere e gratificazione.Fonte: Ministero della Salute “I danni del fumo”
- I nuovi prodotti del tabacco
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Da più di 15 anni l’industria del tabacco ha introdotto sul mercato le sigarette elettroniche, che contengono liquidi con contenuti variabili di nicotina insieme a sostanze profumate. Il liquido che viene vaporizzato dalla sigaretta elettronica è composto da una miscela di acqua, glicol propilenico, glicerina vegetale, percentuali variabili di nicotina e diversi aromi. Gli aromi possono trovarsi in molti prodotti contenenti nicotina e tabacco, ne esistono circa 16.000.
Il forte aumento dell’utilizzo della sigaretta elettronica negli ultimi anni ha dato impulso a numerosi studi e ricerche per valutare, sulla base delle evidenze scientifiche, la loro sicurezza ed efficacia per la lotta al tabagismo ma le attuali conoscenze sembrerebbero propendere per l’inefficacia.L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) monitora le sigarette elettroniche (e-cig) evidenziando rischi per la salute legati principalmente alla nicotina e alle sostanze tossiche nei liquidi. Non sono considerate prive di rischi né efficaci per smettere di fumare e rappresentano spesso una porta d’accesso alla dipendenza, specialmente per i giovani.
Da circa dieci anni l’industria del tabacco ha introdotto le sigarette a tabacco riscaldato, dispositivi elettronici che riscaldano il tabacco senza bruciarlo, generando un vapore inalabile invece del fumo. Non producono fumo, cenere o odore persistente di fumo, ma rilasciano un vapore che contiene nicotina e additivi.
Le sigarette a tabacco riscaldato (HTP) sono considerate dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS) prodotti dannosi e non privi di rischi, in quanto contengono nicotina e sostanze cancerogene. Nonostante la mancanza di combustione, il tabacco viene riscaldato, generando un vapore nocivo e creando dipendenza, con rischi di poliuso e attrazione per i giovani. Viene così smentita l’idea che siano un’alternativa sicura.
I sacchetti di nicotina o nicotine pouches sono stati introdotti su larga scala in Europa nel 2020 come alternativa alle sigarette tradizionali e alle sigarette elettroniche. Si tratta di piccoli sacchetti di cellulosa contenenti nicotina, aromi e altri ingredienti, ma senza tabacco. Vengono posizionati tra il labbro superiore e la gengiva per rilasciare la nicotina attraverso le mucose. Nonostante l’assenza di tabacco, contengono nicotina, sostanza psicoattiva che crea dipendenza. È fondamentale essere consapevoli dei rischi associati all’uso di nicotina, come l’aumento della pressione sanguigna e il rischio di dipendenza.
I sacchetti di nicotina (nicotine pouches) sono considerati pericolosi ’Istituto Superiore di Sanità (ISS), dal Ministero della Salute e dal Consiglio Superiore di Sanità a causa degli elevati rischi cardiovascolari, neurologici e dell’alta capacità di indurre dipendenza, specialmente tra i giovani. Nonostante le criticità, la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto una regolamentazione specifica per la loro commercializzazione.
I dati dell’OMS per il 2024 mostrano che solo 7 paesi della regione europea vietano tutti gli aromi per sigarette elettroniche, mentre 5 non applicano restrizioni di età per la vendita. Otto paesi non hanno restrizioni su pubblicità, promozione e sponsorizzazione; 19 hanno divieti parziali e 10 non regolamentano l’uso delle sigarette elettroniche nei luoghi pubblici.
Queste lacune rendono i giovani particolarmente vulnerabili al marketing mirato e alla progettazione di prodotti volti a sostenere la dipendenza da nicotina.Sulla base dei dati ufficiali dell’OMS (Regione Europea) aggiornati al 2024-2026, l’Italia si colloca tra i paesi con una regolamentazione “parziale” o “intermedia”. Pur avendo leggi rigorose su alcuni fronti, l’Italia non rientra nel ristretto gruppo di nazioni che applicano il massimo livello di restrizione su aromi e luoghi pubblici. Mentre i 7 paesi pionieri (Finlandia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Montenegro, Paesi Bassi e Slovenia) hanno vietato tutti gli aromi, tranne quello al tabacco, l’Italia non applica ancora un divieto totale. Nel nostro Paese sono ammessi aromi fruttati, dolci o mentolati, purché i liquidi rispettino i limiti di sicurezza e siano notificati all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM).
L’Italia è tra i paesi che proibiscono tutte le forme di pubblicità, promozione e sponsorizzazione delle sigarette elettroniche.Fonti:
ISS - Tabacco e sigarette elettroniche
AIRC - Sigarette a tabacco riscaldato
Tobacco endgame
- I danni del tabacco al pianeta
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La terra coltivabile e l’acqua sono risorse scarse, eppure vengono largamente utilizzate per coltivare tabacco. Migliaia di ettari di boschi vengono distrutti per fare spazio alla coltura del tabacco e per produrre combustibile per l’essiccazione delle foglie, sottraendo terra fertile alle colture alimentari, contribuendo così alla crisi alimentare globale.
Nel dettaglio: per produrre una sola sigaretta vengono impiegati 3,7 litri di acqua (74 litri per un pacchetto da 20 sigarette), ogni 300 sigarette prodotte viene tagliato un albero. Ogni anno vengono distrutti circa 3,5 milioni di ettari di terreno e vengono emessi 84 milioni di tonnellate di CO2 per la produzione di tabacco, l’equivalente di 280.000 razzi lanciati nello spazio.
I mozziconi di sigaretta gettati al suolo rappresentano la prima fonte di inquinamento al mondo, con effetti sull’ecosistema acquatico e terrestre. Abbandonati nell’ambiente, i mozziconi rilasciano molte delle sostanze contenute all’interno del filtro tra cui arsenico, piombo e nicotina.
1 mozzicone impiega fino a 15 anni per decomporsi. I filtri delle sigarette sono composti da acetato di cellulosa, un materiale sintetico; non sono biodegradabili ma si decompongono lentamente in parti sempre più piccole fino a diventare delle microplastiche.Fonte: World Health Organization.
- Perché smettere di fumare? I benefici
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Smettere di fumare migliora la salute a ogni età. Ecco alcuni benefici per la salute dopo la cessazione:
- entro 20 minuti la frequenza cardiaca e la pressione del sangue si riducono;
- entro 12 ore il livello di monossido di carbonio nel sangue diminuisce e torna a livelli normali;
- entro 2-12 settimane la circolazione del sangue migliora così come le funzioni polmonari;
- entro 1-9 mesi diminuiscono la tosse e il respiro corto;
- entro un anno il rischio di infarto diventa la metà di quello di un fumatore;
- entro 5-15 anni dopo il rischio di ictus diventa uguale a quello di un non fumatore;
- entro 10 anni il rischio di tumore ai polmoni diminuisce fino alla metà e si riduce anche il rischio di tumori alla bocca, alla gola, all’esofago, alla vescica, alla cervice uterina e al pancreas;
- entro 15 anni il rischio di infarto diventa uguale a quello di un non fumatore.
Inoltre, smettendo di fumare:
- a 30 anni si guadagnano almeno 10 anni di vita attesa;
- a 40 anni si guadagnano 9 anni di vita attesa;
- a 50 anni si guadagnano 6 anni di vita attesa;
- a 60 anni si guadagnano 3 anni di vita attesa.
Fonte: Ministero della Salute “Perché smettere di fumare"
- I Centri Antifumo
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I Centri Antifumo sono servizi che offrono trattamenti integrati (terapie farmacologiche e supporto psicologico individuale o di gruppo) per smettere di fumare.
L’Istituto Superiore di Sanità censisce e aggiorna, dal 2000, la rete dei Centri Antifumo per offrire al cittadino informazioni sempre aggiornate sui dati anagrafici dei Centri, l’offerta assistenziale, la modalità di accesso ai servizi.
I servizi censiti appartengono al Servizio Sanitario Nazionale (SSN), alla Lega Italiana Lotta contro i Tumori (LILT) o al privato sociale.Consulta la mappa dei centri.
Allegati
- L'abitudine al fumo in Piemonte. Dati della sorveglianza PASSI
- File pdf - 3 MB