Ulteriori puntualizzazioni sul Parco della Salute di Torino

Tema
Sanità
Autore
Gianni Gennaro
Creato il
29 Gennaio 2019

La realizzazione del Parco della Salute di Torino, dopo le polemiche e le puntualizzazioni delle scorse settimane, è stata trattata anche dal Consiglio regionale durante la seduta del 29 gennaio.

L’assessore alla Sanità, Antonio Saitta, ha ricordato nella sua relazione introduttiva che “è un’operazione che rafforzerà tutto il sistema sanitario piemontese, permetterà di valorizzare le grandi eccellenze e manterrà la specificità e la peculiarità degli ospedali oggi esistenti, a cominciare dal Regina Margherita. Le grandi eccellenze di cui giustamente andiamo orgogliosi nella sanità piemontese sono state ottenute e potranno essere mantenute solo se i grandi professionisti possono lavorare insieme, come ci dicono anche i migliori esempi di tutto il mondo: per questo nel progetto abbiamo inserito un polo ospedaliero di qualità, un polo didattico, un polo di ricerca e di innovazione".

Riferendosi a quelle che ha definito “interpretazioni faziose e non vere, forse perché qualcuno si è fatto condizionare da interessi particolari, diversi da quelli della sanità piemontese e dei pazienti”, Saitta ha voluto nuovamente chiarire che “non ci saranno assolutamente riduzioni di posti letto o di servizi: ad oggi i posti letto realmente utilizzati nella Città della Salute sono 1900 e , come dice lo stesso studio di fattibilità, il futuro Parco avrà 1490 posti letto, 1040 nel nuovo progetto più 450 nel CTO, che sarà potenziato, mentre gli altri posti letto saranno destinati agli ospedali dell'area torinese, che saranno così rafforzati. Separare l'alta dalla media-bassa complessità significa valorizzarle entrambe e offrire servizi migliori”. Per quanto riguarda il Regina Margherita, “oggi i posti letto utilizzati sono 190 e lo studio di fattibilità del Parco della Salute ne prevede 140, 90 di degenza più 50 per la degenza critica. Ci saranno quindi altri 50 posti letto, che non saranno dedicati all'alta complessità: un modulo da 25 posti letto sarà ospitato al CTO, mentre gli altri potranno trovare collocazione al San Giovanni Bosco, che oggi non ha l'attività di Pediatria, oppure al Martini, strutturando una nuova rete della pediatria nell'area torinese". Infine, ha ribadito che “in ogni caso, nessun immobile sede di ospedale verrà venduto: questa operazione non compare d'altronde in alcun modo nel quadro economico dell'opera. Come è stato concordato con il Comune saranno destinati a un utilizzo sanitario e sociale”

Il presidente Sergio Chiamparino ha quindi voluto puntualizzare che il Parco “è un progetto strategico per la cura dei cittadini e anche dal punto di vista economico, dove la complessità sarà organizzata per rispondere alle necessità. Se si sono persi quasi vent'anni è perché hanno sempre vinto i particolarismi, che non sono utili per guardare al futuro”. Ha poi giudicato “cinico chi usa le fakenews della chiusura del Regina Margherita per spaventare le mamme”, ed ha sostenuto che “sarebbe un sussulto di intelligenza da parte di tutti noi se fossimo in grado di tenere il progetto fuori dalla campagna elettorale. Sarebbe un segno di rispetto per la nostra comunità medica fare in modo che si sapesse che, chiunque vincerà, il progetto verrà portato avanti. Temo però che non sarà così”.

Nella replica finale l'assessore Saitta ha spiegato "che abbiamo l'obiettivo di avere eccellenze diffuse, anche su media e bassa complessità. Con la delibera sul dimensionamento abbiamo applicato una legge dello Stato, non c’era margine di trattativa, ma la modificheremo sulla base delle decisioni che stiamo prendendo. Spero che la politica abbia la capacità di non lasciarsi condizionare da questioni di tipo realizzative e talvolta legate a interessi particolari. Abbiamo deciso di ricorrere al dialogo competitivo con i privati perchè per una struttura così avanzata è necessario il massimo della capacità di progettazione e realizzazione, sulla base delle indicazioni date dalla stazione appaltante. Nelle prossime settimane si parte con l’avviso di gara, alla fine di marzo inaugureremo l’ospedale di Verduno e riprenderemo i lavori dell'ospedale della valle Belbo. Togliamoci la sudditanza nei confronti di Lombardia ed Emilia - ha esortato infine l'assessore - Il Ministero certifica che siamo eccellenza italiana sui costi standard e sui livelli di assistenza".

 

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