Tav: una consultazione popolare se il Governo non sbloccherà i bandi

Tema
Mobilità e trasporti
Autore
Gianni Gennaro
Creato il
26 Febbraio 2019

Il presidente della Regione, Sergio Chiamparino, ha chiesto al Consiglio regionale di verificare quali procedure attivare per indire una consultazione popolare sulla Torino-Lione, come previsto dall'art.86 dello Statuto, e fare sentire la sua voce “in modo forte e chiaro”.

“Se l’11 marzo il consiglio di amministrazione di Telt non indirà i bandi di gara, e per farlo basta una lettera di autorizzazione del Governo, abbiamo il dovere - ha sostenuto Chiamparino - di consentire ai piemontesi di esprimersi su cosa pensano di un Governo che vuol mettere a repentaglio la realizzazione della Tav. Una consultazione da attivare al costo più basso possibile e che andrebbe benissimo svolgere in concomitanza con le elezioni europee e regionali di maggio”.

Riguardo alla cosiddetta “mini-Tav”, Chiamparino ha ribadito che “se vuol dire non far fare la stazione di Susa da qualche archistar sono d’accordo. Va benissimo una stazione progettata da un ingegnere delle Ferrovie. Se invece chi la propone pensa che voglia dire che non si fa lo scalo di Orbassano, significa che non si fa la Tav. Tagliare fuori Orbassano vuol dire fare la Milano-Lione senza passare da Torino, non più la Torino-Lione che poi raggiunge anche Milano. E poi la mini-Tav c’è già: il progetto attuale ha tagliato pesantemente i costi iniziali prevedendo, dopo il tunnel di base, l'utilizzo della linea storica fino ad Avigliana e passando dagli oltre 4 miliardi iniziali agli 1,7 attuali sulla tratta nazionale”.

Dopo essere tornato sull’utilità dell'opera per quanto concerne lo sviluppo della logistica e anche dal punto di vista occupazionale (“non so quanti posti di lavoro si perderebbero in prospettiva, ma posso dire per certo che le mille persone che attualmente sono impegnate nel cantiere finirebbero subito a casa, come minimo in cassa integrazione”), Chiamparino ha affermato che “il rischio vero che corriamo non è un semplice ritardo di qualche mese, poiché sono convinto che il Governo voglia aspettare fino alle elezioni europee, ma il fatto che con una nuova Commissione e un nuovo Parlamento Ue, qualcuno possa dire, 'visto che gli italiani hanno tanto bisogno di approfondire, ci sarebbero due o tre progettini da finanziare altrove, cominciamo a mettere lì e lì, poi vedremo...".

Intervenendo nel pomeriggio a conclusione del dibattito, il presidente ha puntualizzato che “se l’11 marzo Telt non potrà indire i bandi, scriverò a Matteo Salvini in quanto ministro dell’Interno per chiedergli di consentire lo svolgimento della consultazione popolare il 26 maggio. Se non si potrà, troveremo altri modi per far pronunciare i piemontesi, perché su questo so di stare con la maggioranza dei cittadini, che vogliono la Tav". Inoltre, non ha escluso “di considerare la presa in carico gestionale dell'opera, ma questo sta a pieno titolo dentro l'articolo 116 della Costituzione, su cui si sta predisponendo la bozza d'intesa in materia di autonomia. Può esserci un passaggio di competenza alle Regioni interessate, ovviamente con le risorse relative".

L’ordine del giorno

La richiesta di consultazione è stata poi appoggiata da un ordine del giorno votato dal Consiglio regionale a maggioranza.

Il documento impegna la Giunta Chiamparino anche a "promuovere in ogni sede possibile un approfondimento tecnico e giuridico urgente, anche attraverso il contributo di personalità appartenenti al mondo accademico piemontese, sugli elementi fortemente controversi emersi dall'analisi costi-benefici del nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione redatta dal gruppo di lavoro sulla valutazione dei progetti". Obiettivo, "scongiurare il non completamento di un'opera il cui valore va valutato in un arco temporale di almeno 100-150 anni".

Nel caso di blocco paventa "uno scenario molto preoccupante, con conseguenze gravi che rischiano di penalizzare fortemente l'economia, lo sviluppo, e la condizione ambientale delle regioni del Nord Italia, in primis del Piemonte", e sottolinea che "in caso di scioglimento del progetto della Tav il costo per il nostro Paese, tra penali e rimborsi, potrebbe raggiungere i 4,2 miliardi di euro".

Al lavoro per la consultazione

Gli uffici della Regione Piemonte stanno preparando la lettera da inviare agli uffici legislativi del Ministero dell’Interno con la quale la Regione chiede un parere sulla possibilità di effettuare la consultazione il 26 maggio.

La missiva sarà accompagnata da una seconda lettera del presidente Chiamparino al ministro Salvini: “Attenderò per mandarla l’11 marzo. Se in quella data il Governo avrà autorizzato Telt a dare il via ai bandi, sarà una vittoria di tutti coloro che sono scesi in piazza e si sono impegnati a sostegno della Tav. Viceversa, chiederò di autorizzare la consultazione popolare, in modo che il Piemonte possa dire forte e chiaro che sta dalla parte della crescita, della sicurezza, dell’ambiente”.

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