Oltre 10.400 persone avviate al lavoro con il Buono Servizi della Regione

Tema
Lavoro
Autore
Gianni Gennaro
Creato il
06 Febbraio 2019

Erano oltre 18.000 il 31 dicembre scorso le persone prese in carico dai servizi per il lavoro piemontesi nell’ambito del Buono Servizi, l’intervento di politica attiva del lavoro finanziato dalla Regione Piemonte grazie al Fondo sociale europeo con cui i disoccupati di lungo periodo e le persone in condizione di particolare svantaggio vengono accompagnati nella ricerca di nuova occupazione con l’erogazione da parte degli operatori accreditati di una serie di servizi gratuiti (orientamento, ricerca attiva e accompagnamento al lavoro, incrocio domanda/offerta).

Nell’illustrare i risultati durante la riunione della Terza Commissione del Consiglio regionale del 6 febbraio, l’assessora regionale al Lavoro, Gianna Pentenero, ha comunicato che di queste persone 14.500 sono disoccupati da più di sei mesi e 3560 lavoratori a rischio discriminazione, in carico o segnalati dai servizi sociali e sanitari, ex detenuti, ecc. Più del 50% dei disoccupati di lungo periodo (8500) e il 46% delle persone svantaggiate (1926) sono state avviate al lavoro a seguito dei servizi ricevuti, con contratti stabili per il 41% dei disoccupati inseriti e per il 24% delle persone svantaggiate. La maggior parte delle persone lavoravano ancora alla data del monitoraggio.

Per quanto riguarda la distribuzione geografica, oltre 9400 hanno usufruito della misura rivolgendosi a operatori dell’area metropolitana torinese, 1900 della provincia di Cuneo, 1769 di Alessandria, 1742 del Novarese, 952 di Vercelli, 928 di Biella, 808 di Asti e 496 del Verbano-Cusio-Ossola.

I dati, secondo Pentenero, “testimoniano che un numero importante di cittadini piemontesi ha avuto l’opportunità di essere accompagnato in percorsi volti a favorire il reinserimento lavorativo facendo leva sulla capacità di riattivazione. Non si tratta di percorsi facili, soprattutto se si considera il target di riferimento, cioè persone rimaste a lungo lontane dal mercato del lavoro, ma proprio per questo gli esiti del Buono Servizi sono complessivamente positivi. L’intervento, d’altra parte, si inserisce in un insieme più vasto di politiche attive del lavoro su cui abbiamo scommesso che comprende, tra le altre cose, i cantieri di lavoro, i progetti di pubblica utilità, il sostegno alla creazione d’impresa”.

 

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