Finito il Bocuse d’Or, la Regione lavora all’edizione 2021

Tema
Turismo

Autore

Data notizia

“Siamo estremamente soddisfatti del lavoro fatto in questi mesi. La nostra speranza è che per le prossime occasioni ci possa essere un maggiore supporto anche da parte del Governo, vista la rilevanza del progetto e dell'evento. Da domani si ricomincia a lavorare per la prossima edizione del concorso: speriamo che l'Accademia di Alba diventi un fattore permanente, che vada a contribuire alla leadership culturale nell'ambito del cibo e dell'alta gastronomia piemontese e nazionale": è il commento rilasciato da Antonella Parigi, assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte, dopo la proclamazione dei vincitori della finale mondiale del Bocuse d’Or, il più prestigioso concorso internazionale di arte culinaria, tenutasi il 29 e 30 gennaio a Lione.

Il podio è stato tutto scandinavo: prima la Danimarca, seconda la Svezia, terza la Norvegia. La formazione italiana guidata dallo chef pugliese Martino Ruggieri si è classificata 15a. Alla gara hanno partecipato 24 squadre da tutto il mondo.

La preparazione di Ruggieri è avvenuta ad Alba, dove si è allenato per mesi prima delle finali europee che si sono svolte, a giugno, all'Oval di Torino.

La finale del Bocuse d’Or ha caratterizzato il Sirha, l’incontro mondiale della ristorazione e dell’ospitalità al quale il Piemonte è stato presente con uno stand per sostenere l’Italia ed accogliere giornalisti e operatori che hanno potuto scoprire le eccellenze del territorio, dal vermouth al riso, dai formaggi ai salumi tipici, dai vini ai dolci. “La presenza a Lione - ha ricordato Parigi - si è posta l’obiettivo di rafforzare un percorso particolarmente significativo per il Piemonte e per il posizionamento del nostro territorio nell’ambito dell’enogastronomia d’eccellenza”. “E’ stata confermata - ha sottolineato Luisa Piazza, direttrice di DMO Piemonte, la società che fornisce supporto progettuale e organizzativo alle attività di promozione della Regione - la consolidata capacità di partenariato pubblico e privato del territorio. Questo ci permette di lavorare unendo competenze molto varie: dall'alta gastronomia, basata su materie prime pregiate, alla creatività espressa nel design, fino all'abilità tessile e sartoriale, tutte rappresentate nel team dell'Accademia che ci ha permesso di partecipare alla finale”.

La testimonianza di Ruggieri

''Il Bocuse d'Or - ha affermato chef Ruggieri - è una lezione di vita; ti consente di prendere le misure della tua personalità e del tuo carattere, inteso come forza e determinazione, e ti dà la possibilità di crescere nel confronto. Prepararsi per il Bocuse vuol dire mettere da parte la propria vita, personale e professionale per due anni. Si lavora per rendere meccanici dei movimenti che devono tendere alla perfezione e a minimizzare gli errori; si impara a lavorare in team perché ogni gesto, ogni movimento deve essere calibrato in un equilibrio perfetto. Lione è stata una scarica di adrenalina. In Italia, però, c'è ancora tanto da fare per creare il sentimento e l'interesse intorno a questo percorso umano e professionale. È importante capire che il Bocuse d'Or non è il concorso del candidato, ma di un Paese intero. Sarebbe bello che il prossimo candidato potesse contare sul supporto dei grandi cuochi italiani, come avviene nell’Europa del Nord e in Francia''.

Tag
#bocuse-d'or
#assessora-antonella-parigi
#regione-piemonte