Finito il Bocuse d’Or, la Regione lavora all’edizione 2021

Tema
Turismo
Autore
Gianni Gennaro
Creato il
30 Gennaio 2019

“Siamo estremamente soddisfatti del lavoro fatto in questi mesi. La nostra speranza è che per le prossime occasioni ci possa essere un maggiore supporto anche da parte del Governo, vista la rilevanza del progetto e dell'evento. Da domani si ricomincia a lavorare per la prossima edizione del concorso: speriamo che l'Accademia di Alba diventi un fattore permanente, che vada a contribuire alla leadership culturale nell'ambito del cibo e dell'alta gastronomia piemontese e nazionale": è il commento rilasciato da Antonella Parigi, assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte, dopo la proclamazione dei vincitori della finale mondiale del Bocuse d’Or, il più prestigioso concorso internazionale di arte culinaria, tenutasi il 29 e 30 gennaio a Lione.

Il podio è stato tutto scandinavo: prima la Danimarca, seconda la Svezia, terza la Norvegia. La formazione italiana guidata dallo chef pugliese Martino Ruggieri si è classificata 15a. Alla gara hanno partecipato 24 squadre da tutto il mondo.

La preparazione di Ruggieri è avvenuta ad Alba, dove si è allenato per mesi prima delle finali europee che si sono svolte, a giugno, all'Oval di Torino.

La finale del Bocuse d’Or ha caratterizzato il Sirha, l’incontro mondiale della ristorazione e dell’ospitalità al quale il Piemonte è stato presente con uno stand per sostenere l’Italia ed accogliere giornalisti e operatori che hanno potuto scoprire le eccellenze del territorio, dal vermouth al riso, dai formaggi ai salumi tipici, dai vini ai dolci. “La presenza a Lione - ha ricordato Parigi - si è posta l’obiettivo di rafforzare un percorso particolarmente significativo per il Piemonte e per il posizionamento del nostro territorio nell’ambito dell’enogastronomia d’eccellenza”. “E’ stata confermata - ha sottolineato Luisa Piazza, direttrice di DMO Piemonte, la società che fornisce supporto progettuale e organizzativo alle attività di promozione della Regione - la consolidata capacità di partenariato pubblico e privato del territorio. Questo ci permette di lavorare unendo competenze molto varie: dall'alta gastronomia, basata su materie prime pregiate, alla creatività espressa nel design, fino all'abilità tessile e sartoriale, tutte rappresentate nel team dell'Accademia che ci ha permesso di partecipare alla finale”.

La testimonianza di Ruggieri

''Il Bocuse d'Or - ha affermato chef Ruggieri - è una lezione di vita; ti consente di prendere le misure della tua personalità e del tuo carattere, inteso come forza e determinazione, e ti dà la possibilità di crescere nel confronto. Prepararsi per il Bocuse vuol dire mettere da parte la propria vita, personale e professionale per due anni. Si lavora per rendere meccanici dei movimenti che devono tendere alla perfezione e a minimizzare gli errori; si impara a lavorare in team perché ogni gesto, ogni movimento deve essere calibrato in un equilibrio perfetto. Lione è stata una scarica di adrenalina. In Italia, però, c'è ancora tanto da fare per creare il sentimento e l'interesse intorno a questo percorso umano e professionale. È importante capire che il Bocuse d'Or non è il concorso del candidato, ma di un Paese intero. Sarebbe bello che il prossimo candidato potesse contare sul supporto dei grandi cuochi italiani, come avviene nell’Europa del Nord e in Francia''.

Tag
#bocuse-d'or
#assessora-antonella-parigi
#regione-piemonte