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Vercelli è stata da venerdì 12 a domenica 14 settembre 2025 il palcoscenico di Risò - Festival Internazionale del Riso, che ha trasformato con grande successo la città nella capitale del patrimonio risicolo italiano ed europeo: superate infatti le 70.000 presenze.
La manifestazione ha avuto come obiettivo principale la promozione della conoscenza e dell’apprezzamento del riso tra professionisti, opinion leader e consumatori.
L'inaugurazione
All’inaugurazione sul sagrato della Basilica di Sant’Andrea hanno partecipato il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollogrigida, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, l’assessore all’Agricoltura Paolo Bongioanni, il presidente della Provincia di Vercelli Davide Gilardino, il sindaco di Vercelli Roberto Scheda e la presidente dell’Ente Nazionale Risi Natalia Bobba.
Presenti anche la vicepresidente della Regione Elena Chiorino e gli assessori Marina Chiarelli, Matteo Marnati, Maurizio Marrone e Federico Riboldi.
“Abbiamo fortemente voluto questo evento perché il Piemonte, con Vercelli, è la capitale mondiale del riso. Ci abbiamo lavorato tanto insieme al ministero, alla provincia, al comune all’ente Risi e tante persone che ci hanno creduto - ha dichiarato il presidente Cirio - Ma soprattutto lavorano ogni giorno i nostri agricoltori piemontesi e la giornata di oggi e tutte quelle del festival sono l'omaggio ai nostri agricoltori piemontesi che sono la nostra eccellenza e il nostro patrimonio più prezioso. Sono felice della collaborazione con l'Università del Piemonte orientale, perché questo è un evento serio: abbiamo bisogno della scienza e dello studio per capire i cambiamenti climatici, ma dall'altra parte abbiamo bisogno anche dei contadini del loro buonsenso della loro esperienza. A Risò c’è tutto questo: è un evento che coniuga la promozione e il business. Qui ci sono buyer, ovvero persone che vengono a comprare il nostro riso, ma è anche un evento di festa, perché nel nostro Piemonte il concetto di festa è sempre associato a un momento di lavoro e oggi siamo qui anche grazie al lavoro dei agricoli che qui producono il nostro riso, l’oro bianco del Piemonte. L'impostazione dell'Europa secondo cui il contadino è nemico dell'ambiente è, per fortuna, in via di superamento. I primi difensori dell'ambiente sono loro. È nei contadini che risiede la nostra storia e il nostro futuro. Noi amiamo l'ambiente e siamo certi che va tutelato - ha aggiunto - ma se dobbiamo scegliere tra salvare la vita ad un batterio e salvare un'azienda agricola, salvo la vita a chi ha investito sulla terra".
"Risò è il primo Festival Internazionale del Riso e siamo onorati di ospitarlo come nazione leader della produzione in Europa - ha affermato il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida - È un settore dalle grandi potenzialità e insieme alle altre nazioni produttrici europee e agli operatori specializzati avremo modo di discutere del futuro del comparto, delle sfide da affrontare e delle opportunità da cogliere. Si tratta anche di un'occasione per mostrare ai cittadini il riso per quello che è: un alimento sano, nutriente e che ha tanto a che vedere con la nostra cultura che in tutto il mondo ci invidiano. I costi della sanità non si abbattono chiudendo gli ospedali e diminuendo i medici, si abbattono diminuendo i pazienti del futuro e per diminuire i pazienti del futuro dobbiamo agire sull'alimentazione di oggi e la difesa del nostro riso, riso europeo. È la difesa di un modello di qualità e in Europa c'è bisogno di coordinarsi tra Paesi produttori. Occorre trovare soluzioni utili alla sostenibilità ambientale - ha aggiunto - ma non dimenticando mai l'altro pilastro che è la sostenibilità economica, la creazione di lavoro e ricchezza che permette di garantire quell'equità sociale alla quale dobbiamo mirare. La ricchezza va difesa, va protetta, perché se c'è ti permette anche di migliorare il contesto nel quale si crea".
Perchè Risò
Risò ha trovato pieno significato in un territorio la cui vocazione risicola è da sempre radicata e riconosciuta a livello nazionale ed europeo: il Piemonte, storicamente la principale regione risicola d’Italia, dispone di una superficie coltivata a riso di 114.000 ettari, 71.000 dei quali localizzati nella provincia di Vercelli.
Promosso da Provincia e Città di Vercelli ed Ente Nazionale Risi, Risò è stato organizzato in collaborazione con Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Ministero del Turismo, Ministero della Cultura, Regione Piemonte, Università del Piemonte orientale, Cinecittà, Camera di commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte e l’Atl Terre dell’Alto Piemonte con il contributo delle Fondazioni Cassa di Risparmio di Torino e Cassa di Risparmio di Vercelli. A supportarlo sono stati l’Ecomuseo delle Terre d’Acqua con le sue cellule, i Borghi delle Vie d’Acqua, a sostenerlo Mundi Riso in qualità di partner ufficiale, Atena luce gas e servizi, Associazione di irrigazione Ovest Sesia, Consorzio di Bonifica della Baraggia biellese e vercellese e Agricola Perazzo & Bresciani.
Il Villaggio del Riso
Fulcro della manifestazione il Village, area espositiva di 13.000 mq ad ingresso gratuito allestita in Piazza Antico Ospedale per celebrare il riso italiano come simbolo identitario e ambasciatore dell’eccellenza agroalimentare nel mondo, con padiglioni dedicati all’aspetto istituzionale, commerciale e gastronomico.
Nel Padiglione Produttori è stato possibile acquistare prodotti a base riso o derivati. Tra i numerosi stand presenti anche birrifici artigianali, pasticcerie, produttori di biscotti a base di riso esclusivamente senza glutine, farine, biscotti, snack, prodotti per l’igiene personale e per la pelle.
Due le mostre dedicate al chicco d’oro: “Riflessi di Riso”, un percorso espositivo immersivo e multisensoriale, ha accompagnato i visitatori alla scoperta del mondo del riso nelle sue molteplici dimensioni, attraverso paesaggi riflessi nelle acque delle risaie e suggestioni visive, sonore e tattili; l’Area International, invece, attraverso numeri, racconti e immagini, ha illustrato come il riso italiano, grazie alla sua eccellenza, varietà e sostenibilità, abbia saputo conquistare i mercati internazionali, attraversando culture e continenti.
L’Area Food, curata da Ascom Confcommercio Vercelli con Comtur Vercellese Servizi Srl e il coordinamento operativo dell’Albergo Ristorante “La Bettola” (Maio Group), ha proposto un viaggio enogastronomico nel segno del riso. In collaborazione con una serie di esercizi Fipe del territorio si sono potuti gustare risotti tradizionali, sushi creativo, arancini, pizze, dolci e gelati a base di riso, che hanno valorizzato la versatilità del prodotto. All’interno della Borsa Merci il Ristorante Gourmet, gestito da Maio Group, con un menù firmato dall’executive chef Luca Seveso ha offerto un’esclusiva esperienza raffinata.
FederUnacoma, la federazione di Confindustria che rappresenta i costruttori di macchine, attrezzature e componentistica per l’agricoltura, ha esposto una serie di macchinari agricoli per la risicoltura, come quelle per la manutenzione degli argini, livellatrici, aratri, seminatrici, robot per il diserbo meccanico, caricatori telescopici, con particolare attenzione alla sostenibilità. La Fondazione Marazzato ha presentato invece alcuni trattori agricoli d’epoca e ha permesso di sperimentare la realtà virtuale a bordo del Fiat 666N7 e di un Moto Guzzi Ercole in livrea Agipgas degli anni ’50.
Particolare attenzione è stata rivolta ai più piccoli, che nell’Area Fun hanno potuto vivere un’esperienza educativa grazie alla pista di trattori giocattolo, realizzata in collaborazione con la Fondazione Marazzato, per avvicinarsi in modo ludico al mondo agricolo.
Non sono mancate la divulgazione e l’informazione, a partire dall’allestimento, sul sagrato della basilica di Sant’Andrea, di sette piccole risaie, ciascuna delle quali ha ospitato una varietà classica del riso italiano (Roma, Carnaroli, Arborio, Baldo, Sant’Andrea, Vialone Nano e Ribe), e due microaree dedicate alla vegetazione spontanea tipica delle Terre d’Acqua, con una scenografica spettacolare che unisce storia, agricoltura e arte.
La Regione Piemonte ha raccontato le proprie eccellenze agroalimentari e il nuovo brand “Piemonte Is – Eccellenza Piemonte”, mentre le principali organizzazioni nazionali di rappresentanza del mondo agricolo e produttivo presso il Padiglione Filiera hanno presentato una visione di insieme sul settore risicolo.
I convegni
In una serie di incontri al Salone Dugentesco, istituzioni, università, enti di ricerca, associazioni di categoria e imprese hanno dialogato sulla sostenibilità, sugli effetti del cambiamento climatico, sull’innovazione tecnologica, sulla valorizzazione del riso come alimento funzionale, sull’economia circolare, sulla biodiversità, sul legame tra riso e salute e sull’internazionalizzazione del prodotto.
Proprio per riflettere sulle problematiche che esistono Ministero dell’Agricoltura ed Ente Nazionale Risi hanno organizzato per venerdì 12 alle ore 14 al Teatro Civico il convegno “The future of EU rice sector: a common strategy”, che ha visto la partecipazione dei massimi livelli istituzionali del settore agricolo dei Paesi europei produttori di riso per discutere delle varie questioni che preoccupano la filiera risicola e individuarne le soluzioni.
Nel suo intervento l'assessore Bongioanni ha dichiarato che “dal confronto con tutti i protagonisti nazionali e i ministri internazionali è emerso come l’innovazione diventa l’elemento cardine fondamentale insieme alla ricerca se vogliamo dare alla nostra aziende la possibilità di vulnerare i mercati e di resistere ai cambiamenti climatici in atto, e con essi l’avvento di fitopatie che creano enormi problemi. Il Piemonte ha già conosciuto questo problema con la Tonda Gentile, la miglior nocciolo del mondo che da una produzione straordinaria fino a tre anni fa ha avuto un crollo dal 40 al 70% perché non abbiamo saputo prevedere il cambiamento del clima, e allo stesso tempo avevamo piante vecchie e non s’è fatto ricerca genetica. Questo non potrà più succedere.” Ha inoltre annunciato la prossima firma di un protocollo tra le Regioni Piemonte e Lombardia per la ricerca sul riso, l'apertura il prossimo anno a Vercelli di una sede della Fondazione Agrion dedicata proprio al riso Vercelli, un rapporto sperimentale tra enti pagatori piemontese e nazionale per efficientare i pagamenti, anticiparli e ridurre i costi.
Il ruolo delle mondine
Le mondine sono diventate protagoniste di Risò con iniziative che hanno intrecciato memoria, cultura e attualità.
Un convegno organizzato dal Comune di Vercelli con l’Università del Piemonte Orientale (UPO) ha approfondito il tema della conquista delle otto ore, mentre il talk della Fondazione Circolo dei lettori, insieme al regista Enrico Verra, ha proposto una riflessione sul film “Riso amaro”.
La mostra fotografica "Le donne di Riso amaro", allestita presso la Galleria dei Benefattori e realizzata dal Museo Nazionale del Cinema di Torino con il sostegno di Cinecittà, ha reso omaggio al capolavoro di Giuseppe De Santis con immagini storiche, foto di scena e ritratti di Silvana Mangano.
Al Cinema Italia, spazio a due proiezioni speciali: l’11 settembre alle ore 21 il documentario “Sorriso Amaro”, sostenuto da Regione Piemonte e Film Commission Torino Piemonte, e il 13 alle 21 il celebre film neorealista.
Alla scoperta della terra del riso
Per accompagnare i visitatori alla scoperta della terra del riso e delle sue profonde radici storiche, sono stati ideati sei tour guidati tematici, a cura di Somewhere Tour Operator, realtà di riferimento nel panorama del turismo culturale in Piemonte.
Non semplici escursioni, ma viaggi narrativi per raccontare il patrimonio del territorio: dalle risaie ai borghi storici, passando per le trasformazioni che hanno segnato la civiltà rurale.
RisòFF - il Fuori Festival
I ristoratori Fipe di Vercelli hanno aderito con i Risò Days, proponendo menù tematici, mentre i musei cittadini hanno prolungato gli orari di apertura. Invece le Risò Night hanno animato il centro di Vercelli con performance dal vivo e intrattenimento.
Tra le altre iniziative mongolfiere, fattoria didattica e risaia ricostruita ad Asigliano, laboratori per bambini, mostre e visite alla grangia a Pobietto, spettacoli medievali e visite ai castelli a Rovasenda.
Il futuro
Risò si è dimostrato dunque un investimento strategico per il futuro di Vercelli e dei Borghi delle Vie d’Acque, generando un indotto immediato per l’economia locale, con un impatto diretto sul sistema economico locale e con una significativa crescita delle presenze nelle strutture ricettive, della ristorazione e delle attività commerciali. Un successo corale che ha coinvolto in maniera diffusa l’intero territorio.
Il festival è quindi già proiettato verso il futuro, con rinnovato slancio e una visione chiara: trasformarsi in un evento annuale di respiro internazionale capace di coniugare innovazione e tradizione per la valorizzare la filiera risicola italiana, diventare volano di promozione per il Vercellese, rafforzandone l’identità e incrementandone l’attrattività turistica e culturale, e rafforzare il ruolo del Piemonte e di Vercelli come punto di riferimento europeo per la cultura del riso, prodotto di qualità che si fregia del marchio “Piemonte Is – Eccellenza Piemonte”.