La situazione sanitaria dopo la prima settimana di allentamento delle misure restrittive

Tema
Sanità
Data notizia

La conferenza stampa convocata per fare il punto della situazione dopo la prima settimana di allentamento delle misure restrittive ha consentito all’assessore regionale alla Sanità, Luigi Genesio Icardi, di dichiarare che “il Piemonte si prepara al graduale ritorno alla normalità con un monitoraggio attento e puntuale di tutti gli indicatori previsti, con il potenziamento della medicina territoriale, che oggi è in grado di tracciare i contatti e individuare i casi con tempestività, la programmazione dell’attività degli ospedali nel medio-periodo, il rafforzamento della diagnostica e della rete dei laboratori e con la fondata prospettiva che i nuovi protocolli farmacologici e le cure al plasma possano rappresentare una risposta terapeutica efficace ed utile per i malati”.

Cononavirus: il punto della situazione

Nel fare il punto sul monitoraggio della curva epidemica, sulla riorganizzazione sanitaria territoriale e ospedaliera e nuovi protocolli di cura con il plasmam l'assessore alla Sanità Luigi Genesio Icardi ha dichiarato che "il #Piemonte si prepara al graduale ritorno alla normalità con un #monitoraggio attento e puntuale di tutti gli indicatori previsti", Altre misure in programma sono "il potenziamento della medicina territoriale, che oggi è in grado di tracciare i contatti e individuare i casi con tempestività, la programmazione dell’attività degli ospedali nel medio-periodo, il rafforzamento della diagnostica e della rete dei laboratori e con la fondata prospettiva che i nuovi protocolli farmacologici e le cure al plasma possano rappresentare una risposta terapeutica efficace ed utile per i malati".

Pubblicato da Regione Piemonte su Martedì 12 maggio 2020

 

Controllo della curva epidemica e medicina territoriale

Il gruppo di lavoro coordinato da Ferruccio Fazio ha messo a punto un dettagliato sistema di identificazione e tracciamento attivo dei contatti che vede coinvolti tutta una serie di soggetti il cui obiettivo è identificare i casi che si presentano sul territorio: Unità speciali di continuità assistenziale (Usca), medici di medicina generale, sindaci, medici di pronto soccorso, 118, Servizi di Igiene e Sanità pubblica, sindaci. Qualora i casi siano sospetti, inizia il tracciamento attivo dei contatti e il contenimento. L’indagine epidemiologica, entro 24 ore dalla segnalazione, prevede l’identificazione dei contatti stretti, con percorsi differenziati per i conviventi e i non conviventi.

Paolo Vineis, epidemiologo e consulente della Regione, ha specificato che “l’aggiornamento sugli indicatori giornalieri, l’andamento della curva epidemica, di R0 giornaliero a livello regionale e provinciale e tutti i parametri che monitoriamo quotidianamente evidenziano che il Piemonte sta gradualmente uscendo dalla fase critica. In questo momento R0 è a 0,5, un livello migliore di altre regioni. I nostri indicatori oggi sono anche più dettagliati di quelli previsti dal Ministero della Salute. Ora stiamo mettendo a punto metodi per il riconoscimento precoce dei focolai. Fondamentale il tracciamento dei contatti”.

Potenziamento della diagnostica e dei laboratori

Di grande interesse i dati forniti dall’assessore Matteo Marnati; “Nel corso delle prime 10 settimane dell’epidemia siamo passati da 0 a 40.000 test molecolari Covid 19. La produttività massima teorica realizzabile è di circa 9.000 tamponi al giorno. Lavoriamo per la messa in rete e il potenziamento dei laboratori, che sono passati dai 2 iniziali a 21”.

Previste anche nuove linee diagnostiche e attivazione di nuovi laboratori a Tortona e Novi Ligure, l’assunzione di nuovo personale in grado di estendere l’attività diagnostica h24, l’apertura di 3 nuovi centri dedicati a Biella, Novara (in collaborazione con l’Università del Piemonte orientale) ed a La Loggia, che diventerà il primo Centro virologico ambientale regionale in collaborazione con Arpa. Inoltre, saranno estesa la rete dei laboratori privati con accordi anche con quelli fuori dal Piemonte.

La rimodulazione della rete ospedaliera

Gian Alfonso Cibinnel, coordinatore Area Dea dell’Unità di Crisi, ha annunciato che il piano per la Fase2 prevede il riavvio delle attività ordinarie, della diagnostica e delle visite ambulatoriali con mantenimento delle prioritarie (classi U e B), la ripresa delle attività programmate a partire dai prenotati della Fase1, che saranno contattati dalleaziende sanitarie, la chirurgia elettiva programmata, l’uscita dallo status Covid e la risposta ad eventuale ripresa dell’emergenza.

Giovanni Monchiero, coordinatore del Gruppo riorganizzazione ospedaliera, si è soffermato sul fatto che entro 30 giorni sarà pronto il piano di rafforzamento della rete ospedaliera, che terrà conto del decreto in fase di emanazione da parte del Governo. Ci sarà un aumento dei posti letto, anche in terapia intensiva, che di fatto il Piemonte ha già attuato nella fase più acuta dell’emergenza. Essenzialmente, si tratterà di riconvertire strutture già presenti che negli ultimi anni sono state dismesse.

Le cure con il plasma

Gli interventi di Anna Maria Bordiga (Città della Salute di Torino), Gennaro Mascaro (AOU Novara) e Massimo Milan (Asl Città di Torino) hanno fatto sapere che la cura con il plasma delle persone guarite, sperimentata a Novara dal 15 aprile seguendo un protocollo pensato al Policlinico San Matteo di Pavia, ha già dato importanti risultati: il plasma prelevato dal primo donatore e trasfuso a una persona che era in terapia intensiva ha funzionato fin dalla prima trasfusione e il paziente è potuto uscire dalla Rianimazione. Al momento sono otto i guariti che hanno donato il loro plasma, che sarà utilizzato in altrettanti pazienti che dimostreranno compatibilità.

A Novara si aggiungono ora gli studi e le sperimentazioni della Città della Salute e della Scienza di Torino, con il servizio di Immunoematologia che coinvolge anche altre aziende presenti sul territorio. La ricerca dei donatori è in corso e la raccolta del plasma dovrebbe cominciare il 1° giugno e si protrarrà per 18 mesi, durante i quali sarà paragonato l’uso di plasma iperimmune con l’uso di plasma che non lo è a fronte di una tripla somministrazione ogni 48 ore.

Tag
#plasma
#laboratori
#assessore-luigi-icardi
#rete-ospedaliera
#assessore-matteo-marnati