Il Salone del Libro riconquista il suo marchio

Tema
Cultura
Autore
Donatella Actis
Creato il
19 Febbraio 2019

La 32a. edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino si svolgerà dal 9 al 13 maggio e il 18 febbraio 2019 ha ufficialmente riconquistato il suo marchio. E’ questa la notizia che sta rimbalzando in modo virale tra i media locali e nazionali.

“Se devo trovare un senso a tutti i momenti difficili che abbiamo attraversato nella gestione della crisi del Salone del Libro - dichiara l'assessora regionale alla Cultura, Antonella Parigi - è quello di poter dire oggi con orgoglio che il Salone è di Torino e del Piemonte, come cuore pulsante di un evento nazionale. Il marchio della manifestazione è stato assegnato definitivamente all'associazione ‘Torino, città del libro’, una soluzione che abbiamo fortemente voluto perché ha garantito equità e il rispetto per quanti avevano creduto nel Salone del Libro, contribuendo negli anni al suo successo. Vorrei ringraziare quanti ci hanno sostenuto nelle fasi più complesse di questa vicenda: dall’Adei a Massimo Bray, e naturalmente Nicola Lagioia, per aver scommesso sul Salone in un momento in cui era difficile farlo”.

La rassegna può continuare dunque a chiamarsi Salone del Libro, ed è questa la grande svolta. Ci sono voluti un anno e due mesi, dal giorno in cui l’ex Fondazione per il Libro, la Cultura e la Musica è stata messa in liquidazione al 18 febbraio, giorno in cui il marchio è stato formalmente trasferito alla nuova associazione culturale “Torino, la Città del Libro”. Restano tre mesi per organizzare la 32a. edizione.

Molti sono gli attori che hanno contribuito alla sopravvivenza, prima, e alla rinascita, poi, del Salone. In primo piano i fornitori-creditori, quelli cioè che compongono l’associazione “Torino, la Città del Libro” ora proprietaria, oltre che del marchio, anche dell’intero compendio archivistico. Oltre all’appoggio della Regione, si è potuti arrivare a questa soluzione grazie al sostegno della Fondazione Crt e della Compagnia di San Paolo. E come precisa l’assessora Parigi, “è stata questa soluzione a garantire equità e rispetto per quanti avevano creduto nel Salone, contribuendo al suo successo negli anni”.

Il Salone sarà più grande quest’anno perché potrà contare su 14.000 metri quadrati in più grazie alla possibilità di utilizzare l’Oval. Il compito della programmazione culturale e della comunicazione spetta al Circolo dei Lettori, mentre il Ministero dei Beni culturali continuerà a riconoscerne il ruolo nazionale ed internazionale. A questo punto anche “Torino, la Città del Libro”, finora rappresentata da un numero ridotto di creditori, potrà ampliarsi.

Il direttore del Salone, Nicola Lagioia è molto soddisfatto di questa soluzione, anche se il tempo è poco per costruire un altro Salone capace di rendere giustizia alla sua storia e a ciò che rappresenta per tutti, ma anche per farlo crescere. Il programma sarà annunciato durante la prima conferenza stampa, che si terrà il 6 marzo prossimo.

“Abbiamo dimostrato che si può vincere solo quando c’è la forza di una comunità - ha aggiunto Parigi - e credo che questa storia possa diventare un momento di riflessione sull’urgenza di costruire condivisione sui grandi obiettivi della nostra regione e della nostra città".

 

 

 

 

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