Quattro anni per finire l’Asti-Cuneo

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Ci vorranno quattro anni per completare i 9 km mancanti dell’Asti-Cuneo: due e mezzo per il primo lotto che va da Alba a Verduno, e un ulteriore anno e mezzo per terminare quello da Verduno a Cherasco.

Questo il cronoprogramma annunciato dal presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, che al Castello di Grinzane Cavour ha incontrato il presidente e l’amministratore delegato della società Autostrada Asti-Cuneo, Giovanni Quaglia e Bernardo Magrì, alla presenza dell’intera Giunta regionale, a cominciare dal vicepresidente Fabio Carosso e dall’assessore alle Infrastrutture e Trasporti, Marco Gabusi, dei presidenti delle Province di Asti e Cuneo, Paolo Lanfranco e Federico Borgna, ed di una delegazione di sindaci del territorio guidata dai primi cittadini di Alba, Asti e Cuneo.

Quattro anni per finire l'Asti-Cuneo

Definito il cronoprogramma per completare i 9 km mancanti dell’#AstiCuneo: due e mezzo per il primo lotto da Alba a Verduno, e poi un anno e mezzo per quello da Verduno a Cherasco. Ad annunciarlo il presidente della Regione #Piemonte Alberto Cirio, che questa mattina ha convocato nel Castello di #GrinzaneCavour i vertici della società concessionaria per fare il punto sulla data di partenza dei lavori con l’intera Giunta regionale, a cominciare dal vicepresidente Fabio Carosso e dall’assessore Marco Gabusi, e gli amministratori del territorio.

Pubblicato da Regione Piemonte su Venerdì 19 giugno 2020

 

“Le opere bisogna finirle - ha dichiarato Cirio - Dopo aver completato in un anno dal nostro insediamento l’ospedale di Verduno, che sarà operativo pienamente da luglio, adesso possiamo concentrarci sull’Asti-Cuneo, che il nostro territorio aspetta da più di 30 anni ed è strategica per il Piemonte come Terzo valico, Tav e Pedemontana”. Il cronoprogramma partirà dal momento della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della delibera assunta dal Cipe il 14 maggio scorso, che sblocca i cantieri autorizzando il meccanismo di finanziamento senza dover ottenere il parere preventivo dell’Unione Europea: "L’Asti-Cuneo non ha traffico sufficiente per pagarsi da sola, quindi servono interventi e accordi ulteriori, come il finanziamento incrociato con la concessione dell'autostrada Torino-Milano. Parliamo di un'opera assegnata con una concessione 20 anni fa, con uno Stato che non aveva le risorse per concluderla da solo. Nel nostro Paese ci sono evidenti difficoltà di bilancio e quindi era impossibile finirla solo con i flussi di traffico ripagando l'investimento del privato".

“Per avere le certezze della pubblicazione - ha proseguito il presidente - andremo a Roma con una delegazione di sindaci del territorio dal premier Conte per chiedere di completare entro l'estate i passaggi burocratici che mancano, insieme a garanzie per i 100 milioni di euro di opere complementari promesse a suo tempo. Conte, quando venne a vedere il cantiere incompiuto, si disse disponibile a trovare i finanziamenti e quindi abbiamo costituito un gruppo di lavoro ristretto tra Cuneese e Astigiano per aggiornare l'elenco, che negli anni è stato modificato più volte".

Dall’incontro sono emerse due importanti novità: non sarà richiesto il pagamento del pedaggio per andare all’ospedale di Verduno sia da Alba che da Cuneo grazie ad un controllo del traffico in entrata e uscita sulle targhe dei mezzi, in modo da far pagare solo chi percorre per lunghi tratti l'autostrada, “perché sarebbe assurdo, dopo che si è aspettato l’ospedale 20 anni e l’autostrada 30, metterla a pagamento quando la si deve usare per andare a farsi curare”, e non verrà inoltre realizzata la discarica inizialmente prevista nel primo tratto perché le nuove progettazioni escludono il ricorso ad una galleria.

 

Al termine Cirio si è fermato a parlare con alcuni esponenti di associazioni ambientaliste della zona ed ha ribadito che “siamo pronti ad ascoltare tutti, ma non siamo disponibili a perdere neanche un minuto”.

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